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martedì, 30 giugno 2009
elastigirl ha due hobbit, un marito part time, un lavoro a tempo pieno e una pancia abitata. e perde colpi. a parte una chioma folta e ipertrofica e la temporanea latitanza dei peli superflui, i primi mesi di gravidanza sono caratterizzata da una serie di fenomeni piuttosto seccanti tra cui nausea strisciante, attacchi di fame beluina e incoercibile narcolessia.
ieri elastigirl è rientrata dall'ufficio intorno alle 19,30, barcollando, in preda agli unici, primordiali istinti della fame e del sonno. e ha incontrato gli hobbit che si sono prontamente frapposti tra lei e il soddisfacimento dei suoi bisogni primari.
alle 20,30, nutriti i nani e se stessa, si è illusa che la strada verso l'obiettivo finale della giornata - lo svenimento tra le lenzuola - fosse ormai breve.
"bene ragazzi. adesso leggiamo un libro e poi tutti a nanna", ha biascicato.
"mamma, zi sono li lampi fuoli" (= mamma, ti pregherei di osservare il nubifragio che si scatena oltre le nostre finestre)
"e quindi? dormiremo ancora meglio con la pioggia e il fresco"
"mamma, non senti questi terribili tuoni? non vorrai mica mollarci nei nostri letti da soli in camera?"
"zè una tempetta paulosa" (= si scatenano gli elementi, la tempesta ci travolge. e io, siamo onesti, ho una fifa blu, nonostante mi atteggi da grand'uomo)
elastigirl è fiaccata da troppi fattori, endogeni ed esogeni, abbattutisi su di lei. ha ormai perso ogni autorità, autorevolezza, spirito educativo, forza vitale.
"va bene, nani. potete addormentarvi nel lettone insieme a me. ora spengo la luce e non voglio sentire volare una mosca. chiaro?"
"zelto mamma" (= chiarissimo, caro fantoccio, ops, cara madre)
"sì, mammina cara"
"buonanotte"
"..."
"mamma... domani possamo vedele stanlo e ollo... belli quelli patzi. con il nonno vedebamo sempe stanlo e ollo" (= mamma, domani possiamo vedere un episodio di stanlio e ollio, adoro laurel&hardy. del resto è una passione trasmessami da mister brown, mio nonno paterno, che si sbellica dalle risate, come del resto faccio io, alle gag del più famoso duo comico della storia del cinema)
"dormi!"
"ma tu lo sai, mamma che oggi all'asilo, mi sono uscite dai polsi delle ragnatele? esattamente come a spiderman? dici che sono stato morsicato da un ragno come peter parker?"
"shhht"
"io zò un bimbo nella panza, sai mamma?" (= forse non sai che condivido teco la meravigliosa esperienza della gravidanza)
"zitto!"
"dèsso mi toggo il pannolino" (= ti comunico che questa notte dormirò senza pannolino. il cammino verso l'autonomia procede a passi lenti ma inesorabili)
"la vuoi sapere una rima, mamma? matto... piatto!"
"no, te la dico io la hima: matto... semo!" (= rilancio con un altra rima: matto-scemo)
"non è una rima matto-scemo"
"sonantza?" (= è forse un'assonanza?)
"no, non è niente"
"pecché tu hai la patatina?" (= perché mai sei dotata di organo sessuale femminile?)
"perché sono una donna. buonanotte"
"li piselli sono pù folti delle patatine" (= in questa fase fallocentrica della mia vita sono fermamente convinto della superiorità dell'organo maschile su quello femminile)
"..."
"mamma..."
"mamma?"
fingersi cadavere talvolta aiuta.
per la cronaca elastigirl si è svegliata stamane con un piede sulla faccia, una mano sudaticcia al collo e il materasso del sacro talamo impregnato di pipì dello hobbit piccolo.
domenica, 14 giugno 2009
ieri mattina all'alba elastigirl ha accompagnato gli hobbit e mister incredible all'aeroporto dove hanno preso un aereo per bari.
i nani passeranno una settimana dai nonni, super W e mister brown, insieme alla zia matta, divinità hobbit.
elastigirl, dopo avere depositato il suo carico familiare a linate, si è interrogata, indecisa se lasciarsi cogliere da abbandonico sconforto o da incontenibile euforia.
sulla via di casa si è fermata nella sua pasticceria preferita, ha comprato tre brioche calde a scopo, ancora incerto, consolatorio o celebrativo.
arrivata a wisteria ha signorilmente ignorato i gormiti, i calzoncini, i pezzi di biscotto, la palla, i pigiami, il camion e la pozzanghera di succo di frutta gusto pesca che giacevano sul pavimento, e si è dedicata al lauto banchetto.
poi si è addormentata. per tre ore.
si è svegliata, ha telefonato a mister incredible per accertarsi che fossero giunti a destinazione sani e salvi e si è riaddormentata.
si è alzata, si è fatta una doccia, è andata a fare la spesa, sentendosi straordinariamente attiva e, per darsi un tono, ha affittato un film francese.
rientrata a casa, si è stesa sul divano a leggere il giornale.
si è riaddormentata.
si è svegliata, ha mangiato mezzo chilo di ciliegie, ha letto sei pagine del suo libro, su una famiglia con cinque figli e un orso, rigorosamente ambientato nel new england perché dopo le cinque settimane nella città di A, elastigirl è diventata monomaniacale nelle sue letture, e si è addormentata di nuovo.
si è svegliata, ha mangiato mezzo chilo di gelato e un pomodoro e ha guardato il film, troppo francese e troppo triste, per una donna nelle sue condizioni.
stremata, è andata a dormire.
stamane si è svegliata con calma, è andata a prendere mister incredible di ritorno da bari, lo ha accolto festosa e poi gli ha detto "scusa, ho bisogno di riposare un po'" e ha dormito per le successive cinque ore.
elastigirl ha dormito sempre, di un sonno senza sogni, sordo e incoercibile, insaziabile e vitale, come avrebbe voluto fare ogni giorno, negli ultimi mesi.
un sonno sfrenato è come un pozzo buio, dall'acqua torbida e tiepida. abbandonarcisi ha qualcosa di lascivo e peccaminoso, agli elasti-occhi.
ma lei, come si diceva alle elementari, ha la giustifica.
lei, come ha annunciato lo hobbit piccolo ai nonni, ha un flatellino o una flatellina nella panza.
giovedì, 20 novembre 2008
il metodo del dottor estivill, il pediatra catalano nazista che insegna a fare la nanna ai bambini, prevede che il diabolico nano riottoso svolga delle attività, ogni sera uguali a se stesse, prima di essere abbandonato solo al buio nel suo lettino con il suo pupazzo transizionale e la sua isteria.
il nazista catalano lascia ampia libertà nella scelta delle suddette attività che, a seconda dell'indole dei genitori e del nemico (testuale definizione di estivill), spaziano dalla lettura del libro di pig-porcello-l'idraulico-perfetto al canto delle canzoni della guerra civile spagnola, dal massaggio neonatale alla meditazione trascendentale.
lo hobbit piccolo è un estivill boy ed essendo un soggetto volitivo, resistente ed estroso, la lista delle attività serali che precedono il sonno fa concorrenza al programma dell'animazione di un villaggio vacanze valtour.
ore 20,15: trasporto sul lettone di un'intera scatola di macchinine di varia foggia e del dum dum gande, enorme betoniera rossa, imprescindibili compagni del rito serale
ore 20,17: ultimo controllo della scarpiera, con verifica del posizionamento, rigorosamento ortogonale, delle ballerine rosse e degli stivali di gomma gialli
ore 20,19: lettura della pimpa gande, libro dalle ingestibili dimensioni e dai contenuti inadatti ad un pubblico adulto, la cui assunzione prolungata può avere gravi effetti collaterali
ore 20,35: richiesta: "mamma, massazzi banghe?" (= mamma, mi massaggi gli arti inferiori?)
ore 20,37: richiesta: "mamma, gattini skena?" (= mamma, mi fai i grattini sulla schiena?)
ore 20,38: richiesta: "mamma, taaaanti baaaazi!" (= mamma straziami, ma di baci saziami)
ore 20,40: moto di ribellione della elasti-geisha, seguito da imperioso ordine: "ora basta. si va a dormire!"
ore 20,41: contrattazione: "mamma, fazzo nanna, ma pima hime" (= mamma, ti prometto che adesso vado a coricarmi, ma prima lascia che il mio animo poetico si esprima liberamente, lascia che io reciti le mie poesie). "va bene, dimmi le tue rime e poi a letto"
ore 20,42: momento lirico: "mela-mela, peha-peha, bana-bana, pesse-pesse, banghe-banghe, pipì-pipì, cacca-cacca, putza-putza" (mela-mela, pera-pera, banana-banana, pesce-pesce, gambe-gambe...)
ore 20,43: gratificazione: "sei bravissimo, non ho mai sentito una poesia così bella"
ore 20,44: conclusione: "gazze mamma. io nanna. notte tutti" (grazie mamma. io sono finalmente giunto alla fine di questa intensa ma proficua giornata e vado a riposare. buonanotte a tutti).
elastigirl vorrebbe tanto conoscere i figli del dottor estivill, ma inizia a sospettare che il nazista catalano si sia guardato bene dal riprodursi.
venerdì, 24 ottobre 2008
l'elasti-famiglia è a bari. l'aereo non è "caduto zù" come aveva vaticinato lo hobbit piccolo e lo hobbit grande non è morto dissanguato per il taglio al pollice, come aveva vaticinato lui stesso.
a bari il sole è caldo come se fosse ancora estate e c'è una luce che acceca anche alle 5 di pomeriggio di un venerdì di fine ottobre. a bari ti chiedi perché mai vivere nelle brume meneghine quando esistono posti tiepidi e luminosi.
a bari, in prima fila, un paio di scarpe verdi ha assistito alla presentazione dell'elasti-libro. erano scarpe ipnotiche, verdi come i prati di frau karla e di nonna ciofanna nei masi dell'alto adige, rivestite del tessuto che copre i tavoli da biliardo. erano scarpe altissime e sfrontate. erano le scarpe di minnie che vuole sedurre topolino, di jessica rabbit che cammina sinuosa e provocante su un palco davanti al coniglio roger. erano scarpe rubate a un fumetto, scarpe che elastigirl non avrebbe mai il coraggio di indossare ma anche per questo dotate di un fascino magnetico. quando elastigirl ha posato lo sguardo su di loro ha perso la lucidità e ha faticato non poco a seguire il filo dei suoi pensieri e delle sue parole.
ha scoperto poi che quelle scarpe si chiamano come una tisana, o una droga leggera, o un rimedio naturale contro lo sconforto e che "nessuna trendsetter può non averle nel suo guardaroba".
saranno state le scarpe ipnotiche con il nome di tisana, l'abbraccio di una libreria, l'emozione, la presenza dell'elfo con gli occhi verdi della casa editrice che è stato invitato dal nano piccolo a lavarsi le mani nel bidet, secondo l'usanza hobbit, sarà la casa di super W e mister brown in cui ci si sente figli, accuditi e senza responsabilità, saranno tutte queste cose insieme, ma da ieri sera elastigirl dorme, senza sosta e senza sogni, sfinita, come succede solo a bari.
domenica, 25 maggio 2008
stamane alle 7 elastigirl, mister incredible e gli hobbit si sono svegliati.
erano tutti pronti per nuove, entusiasmanti avventure, tutti tranne lei.
alle 8,30 lo hobbit piccolo si era già dipinto la faccia con pennarelli indelebili e aveva spalmato sul pavimento della cucina yougurt greco e corn flakes glassati. lo hobbit grande aveva indossato il costume da uomo ragno e gridava frasi sconnesse lanciando ragnatele paralizzanti a un incurante mister incredible, immerso nella lettura di 'a general theory of exploitation and class'.
escludo di potere affrontare questa giornata e questi tre individui.
"scusate, io vado a stendermi cinque minuti. torno subito", ha detto elastigirl ciondolando verso la camera da letto con pigiama, pantofole e capelli a carciofo.
si è chiusa in camera, si è stesa sul letto, ha chiuso gli occhi, si è addormentata e si è svegliata 6, dico SEI, ore dopo.
alle 15,00 era tutto in ordine. gli hobbit stavano facendo il riposino, mister incredible, dopo avere cucinato quantità industriali di cime di rapa, era nuovamente immerso nella lettura di 'a general theory of exploitation and class'.
mercoledì, 02 aprile 2008
l'amore materno non è assoluto, totale, incondizionato.
l'amore materno è viscerale. ma sono viscerali anche la stanchezza, la rabbia, l'istinto di sopravvivenza.
l'amore materno ha dei buchi neri.
l'amore materno può vacillare alla terza notte insonne per colpa di un nano che a intervalli regolari esprime il suo disappunto in una lingua oscura.
l'amore materno può frantumarsi contro la furia cieca di uno hobbit che urla perché la rigorosa e maniacale armonia del suo universo nelle tenebre si è sfilacciata.
mister incredible è a bristol per un convegno su 'quantitative marxism', lo hobbit grande russava nel lettone ed elastigirl, china sul piccolo mostro inquieto, si è rotta.
si è rotta, come un piatto che cade per terra, come una bic che perde inchiostro.
si è rotta e ha avuto paura.
perché avrebbe regalato il suo regno per un minuto di silenzio, perché non le importava niente, perché voleva solo singhiozzare fino a liquefarsi.
ha avuto paura perché la rabbia l'ha travolta e avrebbe voluto scuotere quel minuscolo tiranno e chiedergli "perché? perché non parli la mia lingua? perché mi tormenti? perché non taci? perché non mi lasci in pace?"
ha avuto paura perché di notte le ombre, dentro e fuori, sono gigantesche e terribili.
poi, improvvisamente, il piccolo mostro ha smesso di urlare, ha spalancato i suoi enormi occhi e ha puntato uno sguardo nero e senza fondo su elastigirl.
ha allungato una mano grassoccia verso gli elasti-capelli a carciofo e ha spostato una ciocca che le copriva il viso.
poi ha sorriso, di un sorriso esitante e interrogativo, si è sdraiato ed è scomparso sotto le coperte.
erano le tre della scorsa notte.
elastigirl si è infilata nella vasca e ha fatto un bagno bollente con i sali del mar morto, al buio.
domenica, 09 dicembre 2007
super W, la mamma di mister incredible, è a wisteria fino a domani.
si è trasformata in capo indiano, in d'artagnan e in antonio cassano che fa gol nel corridoio.
ha preparato le crêpes con lo hobbit grande e ha disegnato gigantesche papere per il piccolo.
ha cantato stonata "una marcia in fa maggior" e ha ballato in pigiama "the lion spleeps tonight".
ha tenuto a bada gli hobbit con la stoffa di un domatore consumato.
elastigirl, annichilita di fronte a tale spiegamento di energia e di forza, si è addormentata.
ha dormito, quasi senza sosta, per due giorni interi, di un sonno senza ombre, senza pensieri e senza responsabilità. ha dormito di un sonno incoercibile e grato.
ha dormito come un sasso, accoccolata nelle retrovie, come non succedeva da quando era solo una figlia.
mercoledì, 05 dicembre 2007
la notte scorsa lo hobbit piccolo non ha dormito.
alle 11 lo ha svegliato la tosse.
a mezzanotte lo ha innervosito quella qua qua appesa sopra la sua testa che non voleva volare.
verso l'1, lo ha esasperato pippo il coniglio che stava lì nel letto con lui, immobile a guardare.
lo hanno spaventato tutto quel buio intorno e quel silenzio che faceva male alle orecchie.
lo hobbit piccolo non è tuttavia tipo da covare il suo disagio, muto e rassegnato.
si è infuriato e, in un crescendo di rabbia, ha urlato il suo malessere tutta la notte.
era tanto che non succedeva.
era tanto che elastigirl non viveva quella vertigine notturna.
quel senso di spossatezza, sconforto, sfinimento. quella paura che la mattina arriverà troppo presto e ti sorprenderà lì, china su un piccolo mostro inconsolabile.
se tra i ricordi di una madre o di un padre restasse memoria di notti come queste, nessuno si spingerebbe oltre il primo figlio.
sabato, 11 agosto 2007
"sono le 4 e 30 minuti, è ora di svegliarsi!
sono le 4 e 30 minuti, è ora di svegliarsi!”
a questa improbabile ora della notte, tutte le notti, una metallica voce femminile squarcia il silenzio dell'elasti-casa nella wisteria del salento.
è la sveglia di mister incredible, che si infligge queste torture antelucane per lavorare.
“tra le 4,30 alle 7,30 la mia produttività è alle stelle”, dice il supereroe.
elastigirl invece è affetta da narcolessia.
dorme la sera, dorme la notte, dorme la mattina. dorme anche il pomeriggio.
appena gli hobbit si allontanano, elastigirl dorme.
dorme di un sonno incoercibile, senza sogni e senza pensieri.
martedì, 10 luglio 2007
da quando gli hobbit hanno lasciato wisteria, elastigirl è preda di una indefessa e compulsiva socialità fatta di aperitivi, ristoranti e baccanaliche serate con amici.
in queste due settimane elastigirl ha deciso che deve rifarsi di un intero anno di serate casalinghe e solitarie.
sarebbe tutto molto divertente se elastigirl non dovesse essere in redazione tutte le sante mattine alle 7, avendo vinto il turno 'alba'.
da quando gli hobbit villeggiano al castello di artù elastigirl cammina su una china di gaudente autodistruzione.
lunedì prossimo, quando la famiglia partirà per l'uggiosa scozia, l'elasti-mamma sarà l'ombra di se stessa.