"ai segreti? che gioco è?"
"... tu mi racconti un segreto e io ne racconto uno un po' più... segreto... del tuo, e così via fintanto che una delle due non si arrende o che il segreto dell'una non coincide con quello dell'altra".
è il gioco tra una nonna con il braccio rotto e una nipote con il fuoco di sant'antonio, immobilizzate a letto, una accanto all'altra in una stanza.
sono complici e ridono insieme ma i loro segreti sono terribili, inconfessabili e mettono i brividi.
poi ci sono una mamma, una sorella, una zia, donne aggrovigliate che un po' si amano, un po' si detestano, un po' ridono e un po' piangono.
"bella questa storia di famiglia al femminile, divertente", ha detto incautamente elastigirl all'inizio del libro.
poi qualcuno muore in mare e lascia un vuoto straziante e incolmabile.
la nonna, la nipote, la mamma, la sorella, la zia piano piano tornano a galla, parlano, litigano, elaborano e risorgono.
"in gamba queste donne. certo, qualcuno ha fatto una fine bruttissima ma solo così si può raccontare la forza di risollevarsi, solo così si apprezzano la ricchezza di questa famiglia, lo sguardo lucido e impietoso della nonna, l'abbraccio avvolgente della mamma, la fragilità delle nipoti, la sofferente ruvidezza della sorella. bella questa storia", ha detto elastigirl a metà del libro.
poi c'è un bambino di sei anni, una malattia terribile, l'ospedale, un'altra morte. il dolore che toglie il respiro e si porta via tutto. le donne alla deriva.
"ma nooooo! il bambino no! questo è accanimento! è compiacimento della sofferenza. e queste poverette... ma perché devono subire anche questa tragedia? l'autore detesta i suoi personaggi e pure i suoi lettori, e li fa a pezzi con queste bordate di sadismo gratuito", ha esclamato elastigirl indignata e lacrimosa, tentata di scaraventare il libro e il suo carico di dolore fuori dalla finestra.
tuttavia, irretita dal fascino magnetico della nonna, elastigirl ha proseguito.
a volte raccontare tragedie consente di tirare fuori il meglio dei personaggi, di sviscerarne l'essenza e di metterli a nudo, nella loro complessa e sublime umanità.
elastigirl, che odia le storie tristi perché le fanno paura, lo ha dovuto ammettere, suo malgrado, leggendo questo libro.
tanta vita di alejandro palomas.
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