giovedì, 08 maggio 2008
"potremmo giocare ai segreti"
"ai segreti? che gioco è?"
"... tu mi racconti un segreto e io ne racconto uno un po' più... segreto... del tuo, e così via fintanto che una delle due non si arrende o che il segreto dell'una non coincide con quello dell'altra".
è il gioco tra una nonna con il braccio rotto e una nipote con il fuoco di sant'antonio, immobilizzate a letto, una accanto all'altra in una stanza.
sono complici e ridono insieme ma i loro segreti sono terribili, inconfessabili e mettono i brividi.
poi ci sono una mamma, una sorella, una zia, donne aggrovigliate che un po' si amano, un po' si detestano, un po' ridono e un po' piangono.
"bella questa storia di famiglia al femminile, divertente", ha detto incautamente elastigirl all'inizio del libro.
poi qualcuno muore in mare e lascia un vuoto straziante e incolmabile.
la nonna, la nipote, la mamma, la sorella, la zia piano piano tornano a galla, parlano, litigano, elaborano e risorgono.
"in gamba queste donne. certo, qualcuno ha fatto una fine bruttissima ma solo così si può raccontare la forza di risollevarsi, solo così si apprezzano la ricchezza di questa famiglia, lo sguardo lucido e impietoso della nonna, l'abbraccio avvolgente della mamma, la fragilità delle nipoti, la sofferente ruvidezza della sorella. bella questa storia", ha detto elastigirl a metà del libro.
poi c'è un bambino di sei anni, una malattia terribile, l'ospedale, un'altra morte. il dolore che toglie il respiro e si porta via tutto. le donne alla deriva.
"ma nooooo! il bambino no! questo è accanimento! è compiacimento della sofferenza. e queste poverette... ma perché devono subire anche questa tragedia? l'autore detesta i suoi personaggi e pure i suoi lettori, e li fa a pezzi con queste bordate di sadismo gratuito", ha esclamato elastigirl indignata e lacrimosa, tentata di scaraventare il libro e il suo carico di dolore fuori dalla finestra.
tuttavia, irretita dal fascino magnetico della nonna, elastigirl ha proseguito.
a volte raccontare tragedie consente di tirare fuori il meglio dei personaggi, di sviscerarne l'essenza e di metterli a nudo, nella loro complessa e sublime umanità.
elastigirl, che odia le storie tristi perché le fanno paura, lo ha dovuto ammettere, suo malgrado, leggendo questo libro.
tanta vita di alejandro palomas.
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categoria:libri
mercoledì, 07 maggio 2008

"potremmo incontrarci sotto il tuo ufficio"
"potremmo andare a fare un giro in libreria"
"potremmo anche mangiare un panzerotto sul sagrato del duomo, al tramonto"
"potremmo entrare in una multisala bendati e scegliere un film a caso e vedere che effetto fa"
potresti accompagnarmi a casa tenendomi  per mano e potresti prestarmi la tua giacca perché io ho sempre freddo. potremmo salutarci sotto il portone, come fosse la prima volta.
potrei trovare il coraggio e chiederti di salire o non trovarlo e dirti ciao ciao, per poi pentirmi quando la porta si chiude.
potremmo fare finta di essere nuovi e leggeri ed estranei e lasciare che i brividi di un primo incontro e di un rapporto acerbo ci corrano lungo la schiena.
"allora ti aspetto"
"arrivo"

gli hobbit sono con valentina diolabenedica, elastigirl e mister incredible hanno una serata libera.
saranno la primavera, i vestiti nuovi, la brezza tiepida dopo le pozzanghere londinesi, sarà forse la rimozione di una quotidianità complicata e di un governo appena nato e già imbarazzante, ma elastigirl ha le vertigini.

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categoria:marito, fughe
martedì, 06 maggio 2008
quando elastigirl, nella primavera del 2002, decise che era giunto il momento di avere uno hobbit, smise di fare shopping.
la prospettiva di una pancia che cresce, di un corpo che si trasforma e di forme che cambiano era un deterrente all'acquisto di vestitini&C.
poi nacque lo hobbit grande, le rotondità sparirono e l'ebbrezza di un seno da maggiorata si rivelò effimera.
tuttavia il piacere di comprare tutine, pigiamini, pantaloncini, babbuccine taglia hobbit appagò per oltre un anno l'elasti-consumismo.
poi elastigirl pensò a quanto sarebbe stato bello avere un nuovo nano piccolo e la possibilità di una nuova pancia in lievitazione, di una nuova quarta misura di reggiseno e di nuove rotondità allungò le distanze tra lei e i negozi.
fatta eccezione per qualche sporadica e trascurabile new entry, negli ultimi sei anni l'elasti-guardaroba si è progressivamente e tristemente svuotato.
al momento il sogno di uno hobbit numero tre scoraggia dal porre rimedio a tale desolazione.
ma l'insano desiderio di un'orgia di magliette, camicie, biancheria intima, gonnelline, pantaloni e abitini, è sempre in agguato.
dopo una settimana londinese di zoo, museo di storia naturale, museo del giocattolo, guardie reali a cavallo, scarpinate sotto la pioggia battente con due hobbit, un marito diventato per l'occasione full time e la sveglia alle sei del mattino, dopo una settimana senza connessione internet, senza pause e senza la baby sitter valentina diolabenedica, elastigirl ha capitolato.
oggi, nell'ora di pausa pranzo, in preda a sacro furore, ha comprato tutto quello di cui si è privata da quando il virus della maternità l'ha colpita.
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categoria:shopping, maternità, autocoscienza
lunedì, 05 maggio 2008
ore 6. suona la sveglia nell'appartamento londinese che una settimana fa era bianco è pulito, adesso è grigio e zozzo. mister incredible è già in cucina. lavora perché si sente in colpa e perché l'invasione del suo territorio lo ha reso inquieto e insonne.

ore 6,20. gli hobbit, per la prima volta in tutta la vacanza, sono narcolettici e non riescono a svegliarsi.

ore 6,50. barcollando, l'elastifamiglia e 45 chili di bagagli, lettino da campo incluso, si inabissano nella metropolitana. lo hobbit piccolo dice "bai bai" e saluta con la mano creature animate e inanimate. lo hobbit grande chiede se domani dovrà andare all'asilo. mister incredible, schiacciato sotto il peso di uno zaino, due valigie e un lettino da campo, tace. elastigirl pensa che dopo questa settimana a londra avrebbe bisogno di 15 giorni in una beauty farm a fare fanghi e massaggi, o 15 notti in una pensione con vista su silenzioso cortile, a dormire.

ore 7,00. "siamo appena partiti e siamo già in ritardo", è la lapidaria dichiarazione del pater familias, sepolto dai bagagli, sul treno per l'aeroporto.

ore 8,00. heathrow. check-in del volo alitalia per milano linate.  mister incredible guarda torvo i connazionali in coda. "ti rendi conto che questi avranno votato tutti per berlusconi? e se non hanno votato per berlusconi hanno votato lega?", bofonchia.
lo hobbit grande osserva con sguardo corrucciato il piccolo che canta dentro il passeggino. "speriamo che questo non ci venga su di destra", sospira.
lo hobbit piccolo fa la cacca.

ore 9,30. sull'aereo. lo hobbit piccolo urla a pieni polmoni il suo odio verso le cinture di sicurezza. lo hobbit grande cerca di sedurre la hostess chiedendole se le piace il fantasy e se preferisce aragorn o legolas. lei fa un sorriso di circostanza e si smaterializza.

ore 12,00. l'aereo atterra in ritardo a milano, dove sono le 13,00.

ore 13,20 italiane. elastigirl riceve una telefonata dall'ufficio. e ha nostalgia. nostalgia di quel lavoro ingrato al centro della redazione. nostalgia dei colleghi che non rispondono alle sue domande. nostalgia della bancassurance, delle trimestrali, del core tier1, dei profit warning e dei research alert. ha nostalgia delle conference call e delle pagine finanziarie dei quotidiani. elastigirl ha nostalgia del suo mondo fuori dal gorgo degli hobbit. e non è un bel segnale.

ore 13,45. recuperati i 45 chili di bagagli l'elastifamiglia sale in taxi alla volta di wisteria.

ore 14,10. mancano pochi minuti a casa. lo hobbit piccolo, in braccio ad elastigirl, fa "brum brum", poi si volta con i suoi occhi enormi a forma di punto interrogativo.
e vomita.
"oddio Gomita!", grida lo hobbit grande.
e il piccolo Gomita, sulla sua elasti-mamma e sul taxi.
il taxi si ferma. elastigirl si scusa, imbarazzata e coperta di Gomito.
il taxista è un gran signore e non si scompone. tira fuori il glassex. mister incredible  afferra il glassex e pulisce. pulisce freneticamente e si scusa.
lo hobbit piccolo continua a Gomitare, il grande dice "che schifo!".
la vacanza è finita, per fortuna.
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categoria:famiglia, viaggio, vacanza
sabato, 03 maggio 2008

questo pomeriggio il treno della central line su cui viaggiava l'elastifamiglia, si è fermato, sottoterra, per un tempo infinito.
quando un treno della metropolitana di londra si ferma, sottoterra, per un tempo infinito, si sta in silenzio e si aspetta. mentre si aspetta vengono in mente un sacco di cose, non tutte belle.
poi l'altoparlante spezza quel silenzio rigido e buio.
"siamo desolati di informare i passeggeri che, per quanto si tratti di un evento insolito, alcune anatre stanno razzolando sui binari del treno, ostruendone il passaggio. ci scusiamo per l'inconveniente".
non era umorismo inglese. le anatre razzolavano veramente, sottoterra, sui binari della central line.
 

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categoria:londra, vacanza
sabato, 03 maggio 2008

lo scarno vocabolario dello hobbit piccolo a londra si è arricchito di un nuovo, fondamentale vocabolo.
fino a ieri diceva mamma (=mamma e moto), papà (=papà) e struzzo (=struzzo).
da stamane dice anche pazzo (=pazzo).

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categoria:londra, vacanza, hobbit
sabato, 03 maggio 2008

londra, ore 10,30 di un giorno di pioggia. in metropolitana, jubilee line.

 

mamma, ti racconto la storia di felice e gervaso.

felice e gervaso sono due topi cugini.

felice vive in città, gervaso in campagna.

un giorno gervaso invita felice a casa sua.

mangiano semini e radici e nient'altro. felice ha ancora fame perché in campagna si mangia pochino, povero felice.

allora felice invita gervaso a casa sua. mangiano pane, formaggio, uova, carne, pesce e bevono pure il vino. gervaso ha la pancia piena e non riesce quasi ad alzarsi da tavola. in città si mangia tantissimo. poi però a casa di felice arriva un gatto e i due topi cugini devono scappare.gervaso è terrorizzato perché non è abituato ai gatti, povero gervaso.

 

e quindi?

 

quindi cosa? questa è la storia di felice e gervaso.

 

ho capito. ma come finisce? qual è la morale? è meglio la città o la campagna?

 

è finita. cosa ne so cosa è meglio? perché fai domande indiscrete? se vuoi te la racconto di nuovo, così magari ti chiarisci le idee.

 

no, grazie. magari ci penso un po' in silenzio tra me e me.

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categoria:hobbit
sabato, 03 maggio 2008

chi sostiene che non sia vero che a londra piove sempre e c'è un tempo infame, mente sapendo di mentire.

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categoria:londra, vacanza
sabato, 03 maggio 2008

manca una connessione internet casalinga,

manca il tempo,

manca la concentrazione,

manca la dedizione,

manca il senso del dovere,

manca la nevrosi,

manca la ritualità,

manca la solitudine,

manca la riflessione,

insomma mancano un sacco di cose.

per questo in questa settimana londinese il blog non è stato aggiornato quotidianamente, come accade ormai da quasi un anno a questa parte.

forse ci voleva.

prendere le distanze in certi casi può restituire lucidità, proporzioni e slancio.

 

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categoria:blog, vacanza, autocoscienza
sabato, 03 maggio 2008

in qualsiasi punto della città ti trovi, a una distanza massima di tre metri da te, c'è un topo.

lo ha detto un tizio dello zoo di londra, sorridendo, mentre accarezzava una tarantola e ne mostrava le zampe pelose ai bambini.

a milano non è certamente diverso. ma qui, dopo che il signore dei ragni lo ha annunciato serafico e sicuro del fatto suo, si attraversa la strada con una consapevolezza nuova e con una coscienza civica differente.

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categoria:londra, vacanza