martedì, 09 marzo 2010
ore 21,00
"mamma! mamma!"
"cosa c'è?"
"ho paula"
"come fai ad avere paura? dormi con tuo fratello grande e tuo fratello piccolo vicini. più che una camera questo è un dormitorio... di cosa hai paura?"
"di tutto"
"amore, non hai ragione di avere paura. buonanotte"

ore 21,10
"mamma!"
"che vuoi?"
"ho paula di tutto"
"di tutto cosa?"
"tutto"
"della porta hai paura?"
"no"
"della libreria?"
"no"
"dei giochi?"
"no"
"della finestra?"
"no"
"e allora di che hai paura?"
"di tutto"
"e io cosa posso fare?"
"dolmile nel mio letto pel un po'"
"non se ne parla nemmeno. buonanotte"

ore 21,30
"mamma!"
"?"
"ho paula di tutto. dommi vizino a me?"
"no"

ore 22,00
"mamma!"
"che c'è?"
"ho ancola paula di tutto. stai un po' vizino a me?"
"va bene. fammi spazio"
"..."
"però toglimi questo pupazzo dalla faccia"
"ma è zizzo bello"
"sarà anche ciccio bello ma mi soffoca"

ore 22,10
elastigirl striscia fuori dal letto hobbit e sgattaiola verso la sua stanza.

ore 22,11
"mamma! stai con me! pel piazele"
"abbassa la voce che svegli gli altri hobbit"

questo sfiancante siparietto prosegue fino alle 11 quando lo hobbit piccolo perde i sensi.

ore 2,00
il microbbit miagola. tetta-latte-letto.

ore 3,00
"mamma!"
"dimmi"
"tla il vento e il sole chi vinze?"

ore 5,00
"mamma! stai con me. ho paula di tutto"
"nano, devi smetterla di chiamare"
"ma io ho paula dei ladli che entlano dalle finestle"
"non c'è nessun ladro"

ore 6,00
"mamma!"
"sto allattando il microbbit. non posso venire. vieni tu nel lettone"
"ba bene"

ore 6,15
"mamma..."
"sì?"
"vollio tolnale nel mio letto"

ore 7,00
sveglia.

notti così ultimamente sono piuttosto frequenti. elastigirl è uno straccio. e la colpa non è del microbbit né tantomeno dello hobbit grande. urge prendere provvedimenti. le strategie possibili sono due, reciprocamente escludentesi:
1. reprimere selvaggiamente l'insubordinazione notturna. non mostrare cedimenti. riesumare il libro di estivill e trattare lo hobbit piccolo come il nemico da abbattere. parole d'ordine: rigore, disciplina e fermezza. motto: mors tua vita mea.
2. ascoltare il disagio dello hobbit piccolo, schiacciato come il prosciutto in un panino tra un fratello grande con i capelli a casco di banane e uno piccolo con le pieghe di grasso sulle cosce. assecondare, contenere, accogliere. bruciare il libro di estivill per non cadere in tentazione e trattare lo hobbit piccolo come un cristallo swarovski.
parole d'ordine: dolcezza, rasegnazione e martirio. motto: sarò la tua geisha.

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categoria:notte, fratelli, hobbit
lunedì, 22 febbraio 2010
sabato. notte fonda. elastigirl, mister incredible e gli hobbit, ospiti dei nonni a bari, dormono, insieme alla zia matta, in una grande camera che mister brown, il nonno, scuotendo la testa, ha ribattezzato "il cpt". per terra valigie aperte, vestiti, giocattoli, libri, puzzle e una cesta di vimini a forma di culla per il placido microbbit. ci sono poi un letto matrimoniale ricavato da due poltrone-letto affiancate per elastigirl e mister incredible, un lettino da campo per lo hobbit piccolo, un letto normale per la zia matta e uno estraibile per lo hobbit grande. più che una stanza è un accampamento.
improvvisamente elastigirl si sveglia. è buio pesto e c'è un gran silenzio, rotto a un tratto da un flebile miagolìo.
elastigirl si gira dall'altra parte e fa per riaddormentarsi pensando al suo molesto gatto romeo che negli anni '70 vomitava sul tappeto persiano di nonna J e per questo fu cacciato ed esiliato in brianza all'insaputa di elasti-bambina che, quando si accorse dell'assenza del suo felino del cuore, pianse tutte le sue lacrime fino all'arrivo di un televisore a colori, bramato oggetto del futuro.
poi si ricorda di essere madre di tre figli, di cui uno minuscolo produttore di miagolii e belati, allunga la mano verso la culla, alla sua destra e incontra un piccolo materasso morbido e vuoto.
scatta come una molla in posizione seduta e si volta a sinistra, in direzione di mister incredible.
"ehi! non c'è il microbbit! la cesta è vuota!"
"e io che c'entro?", bofonchia lo sciagurato genitore.
"ma come? non lo hai preso tu?"
"no, io dormivo. anzi io sto dormendo"
lei brancola a tentoni nell'oscurità, solleva la culla, apre una valigia, tasta gli hobbit e la zia matta, cerca invano l'interruttore della luce, si concentra.
il miagolìo viene dal basso.
a pancia in giù, con la guancia sinistra appoggiata sul marmo gelido del pavimento, inspiegabilmente rotolato sotto l'elasti-letto, l'angelico microbbit esprime il suo stupore miagolando.
lui non si dispera, non piange, non strilla. attende che qualcuno si accorga di lui e nell'attesa riflette, a occhi spalancati e increduli. lui è paziente, tollerante, stoico, consapevole di non venire per primo e nemmeno per secondo.
e pensare che lo zio implacabile di mister incredible, il marito della zia bionda che parla al telefono con il telecomando e cambia i canali con il cellulare, poche ore prima, incontrando il microbbit ubriaco di latte, aggrappato a ventosa a elastigirl, aveva dichiarato sconsolato "questo individuo è dedito soltanto ad attività squallidamente vegetative...".
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categoria:famiglia, notte, hobbit
lunedì, 18 gennaio 2010
ieri sera il microbbit ululava la sua collera, stufo della prematura fama di bambino angelico e dell'imposizione degli orari dell'elasti-famiglia, a cui ancora evidentemente non ritiene di appartenere.
"mamma, mi viene da gomitale", ha gridato lo hobbit piccolo dal suo letto mentre elastigirl si domandava come trattare l'insubordinazione del minuscolo.
"nano, la mamma è con il fratellino. dormi che passa tutto"
"sei con il piccolo ficcanaso? con la piccola peste? con dalt fenel?"
"piccolo ficcanaso? piccola peste? dart fener? il microbbit, così piccolo, è già tutte queste cose insieme?"
"zelto. mamma gomito"
"nano, non è possibile che quando mi occupo del fratellino tu ti inventi sempre qualche urgenza"
"burp. mamma sto gomitando!"
lo hobbit piccolo ha vomitato sul suo letto, sul tappeto con le strade e l'aeroporto ai piedi del letto, sul parquet e su tutti i sanitari in bagno, nessuno escluso.
"ehi, nano. scusa se non ti ho creduto. ma cosa avevi mangiato?"
"topi e gatti molti"
"ah, topi e gatti morti, ecco perché stavi così male"
"mamma, da dèsso mi chiamo zek, zek lappakokken"
"jack rappakokken? bel nome"
"mamma, gomito"
jack rappakokken ha vomitato anche sull'elasti-letto, sull'elasti-cuscino, sull'elasti-pigiama. per tutta la notte. e non erano i topi morti ma un virus intestinale.
il microbbit è stato collocato in cucina a esprimere la sua rabbia di escluso ma non appena ha capito che la sua frustrazione sarebbe rimasta inascoltata, si è rassegnato e addormentato.
mister incredible è partito nella notte.
lo hobbit grande ha iniziato a vomitare alle 6 del mattino, mentre elastigirl stava allattando il microbbit.
qualcuno un giorno aveva detto a elastigirl: quando i figli superano il numero dei genitori è finita. lei non ci aveva creduto.

ps nessun bambino malato è stato trascurato per scrivere questo post.
questo post è stato reso possibile da un magico momento di narcolessia di jack rappakokken e dei suoi due fratelli.
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categoria:notte, hobbit
martedì, 20 ottobre 2009
"ehi nano, cosa ci fai qui? è notte, torna a dormire in camera tua"
"non potzo. il mio letto è putzone di pipì"
"no! hai fatto di nuovo pipì a letto?"
"sì"
"ma perché? ormai sei un bambino grande. vieni che ci spogliamo, ci laviamo un po' e ci mettiamo un pigiama pulito"
"che non putza"
"certo, un pigiama che non puzza, ci mancherebbe"
terminate le operazioni essenziali di ripristino del decoro hobbit, elastigirl e la sua pancia abitata arrancano verso il lettone.
"io devo stale con te"
"va bene. ma dormi"
il nano piccolo si incunea tra le ormai prominenti elasticurve e sviene, aderente come il domopak, sudaticcio e trionfante.
sono le quattro.
elastigirl pensa al microbbit lì dentro, pensa che a un certo punto dovrà inevitabilmente uscire e non sarà affatto piacevole ma non c'è scampo perché non si può restare per sempre uno nell'altra come matrioske. e mentre si angoscia sulla sua kafkiana condizione di contenitore imprigionato nel suo contenuto e la gravidanza perde ogni poesia e assume contorni sinistri, tunf tunf, tunf! con una sincronia degna delle gemelle kessler, lo hobbit piccolo scalcia da fuori e il microbbit da dentro. elastigirl si sente soffocare, inspira ed espira, tenta senza successo l'autoipnosi e il training autogeno e finalmente si addormenta, sognando una esperienza extracorporea.
sono le 7,15. a colazione.
elastigirl è l'ombra di se stessa, gli hobbit invece sono in grande forma.
"mamma..."
"dimmi, nano grande"
"noi, io e mio fratello, ti vorremmo...un po' più..."
"un po' più?"
lei si guarda dentro e fuori: stravolta, coperta da un enorme camicia da notte blu, modello nonna abelarda, un paio di pantofole etniche e i capelli a carciofo. più che una donna, un disastro.
"ti vorremmo un po' più tamarra!"
"sì, un po' più tamalla!"
"e cosa dovrei fare per essere tamarra, come piace a voi?"
"tatuarti un cuore, rosso, bello grande, da qualche parte"
"dovrei tatuarmi un grande cuore rosso? e dove?"
"in faccia, per esempio"
"sì, col cuole in fazza salesti molto calina".
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categoria:notte, paure, hobbit
martedì, 30 giugno 2009
elastigirl ha due hobbit, un marito part time, un lavoro a tempo pieno e una pancia abitata. e perde colpi. a parte una chioma folta e ipertrofica e la temporanea latitanza dei peli superflui, i primi mesi di gravidanza sono caratterizzata da una serie di fenomeni piuttosto seccanti tra cui nausea strisciante, attacchi di fame beluina e incoercibile narcolessia.
ieri elastigirl è rientrata dall'ufficio intorno alle 19,30, barcollando, in preda agli unici, primordiali istinti della fame e del sonno. e ha incontrato gli hobbit che si sono prontamente frapposti tra lei e il soddisfacimento dei suoi bisogni primari.
alle 20,30, nutriti i nani e se stessa, si è illusa che la strada verso l'obiettivo finale della giornata - lo svenimento tra le lenzuola - fosse ormai breve.
"bene ragazzi. adesso leggiamo un libro e poi tutti a nanna", ha biascicato.
"mamma, zi sono li lampi fuoli" (= mamma, ti pregherei di osservare il nubifragio che si scatena oltre le nostre finestre)
"e quindi? dormiremo ancora meglio con la pioggia e il fresco"
"mamma, non senti questi terribili tuoni? non vorrai mica mollarci nei nostri letti da soli in camera?"
"zè una tempetta paulosa" (= si scatenano gli elementi, la tempesta ci travolge. e io, siamo onesti, ho una fifa blu, nonostante mi atteggi da grand'uomo)
elastigirl è fiaccata da troppi fattori, endogeni ed esogeni, abbattutisi su di lei. ha ormai perso ogni autorità, autorevolezza, spirito educativo, forza vitale.
"va bene, nani. potete addormentarvi nel lettone insieme a me. ora spengo la luce e non voglio sentire volare una mosca. chiaro?"
"zelto mamma" (= chiarissimo, caro fantoccio, ops, cara madre)
"sì, mammina cara"
"buonanotte"
"..."
"mamma... domani possamo vedele stanlo e ollo... belli quelli patzi. con il nonno vedebamo sempe stanlo e ollo" (= mamma, domani possiamo vedere un episodio di stanlio e ollio, adoro laurel&hardy. del resto è una passione trasmessami da mister brown, mio nonno paterno, che si sbellica dalle risate, come del resto faccio io, alle gag del più famoso duo comico della storia del cinema)
"dormi!"
"ma tu lo sai, mamma che oggi all'asilo, mi sono uscite dai polsi delle ragnatele? esattamente come a spiderman? dici che sono stato morsicato da un ragno come peter parker?"
"shhht"
"io zò un bimbo nella panza, sai mamma?" (= forse non sai che condivido teco la meravigliosa esperienza della gravidanza)
"zitto!"
"dèsso mi toggo il pannolino" (= ti comunico che questa notte dormirò senza pannolino. il cammino verso l'autonomia procede a passi lenti ma inesorabili)
"la vuoi sapere una rima, mamma? matto... piatto!"
"no, te la dico io la hima: matto... semo!" (= rilancio con un altra rima: matto-scemo)
"non è una rima matto-scemo"
"sonantza?" (= è forse un'assonanza?)
"no, non è niente"
"pecché tu hai la patatina?" (= perché mai sei dotata di organo sessuale femminile?)
"perché sono una donna. buonanotte"
"li piselli sono pù folti delle patatine" (= in questa fase fallocentrica della mia vita sono fermamente convinto della superiorità dell'organo maschile su quello femminile)
"..."
"mamma..."
"mamma?"
fingersi cadavere talvolta aiuta.

per la cronaca elastigirl si è svegliata stamane con un piede sulla faccia, una mano sudaticcia al collo e il materasso del sacro talamo impregnato di pipì dello hobbit piccolo.
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categoria:sonno, notte, gravidanza, hobbit
mercoledì, 11 marzo 2009
la scorsa notte elastigirl si è svegliata in preda al panico.
"tra meno di tre settimane partiremo per l'america e io non ho ancora richiesto
l'electronic system for travel authorization per gli hobbit. devo farlo qui e ora"
alle tre del mattino, con gli occhi sbarrati, i passaporti sul cuscino e il computer in grembo, ha compilato la domanda online, obbligatoria per tutti coloro che vogliano entrare legalmente negli stati uniti.
c'è chi combatte l'insonnia intingendo tarallini nella camomilla, chi leggendo dylan dog, chi facendo training autogeno, chi guardando fuori dalla finestra la città che dorme.
elastigirl ha vinto la sua ansia notturna dichiarando per iscritto che lo hobbit piccolo non
è stato mai arrestato o condannato per aver commesso un’infrazione o un reato di depravazione morale, che non è stato coinvolto in passato né ora in attività di spionaggio o genocidio e che non ha mai trattenuto o detenuto un minore, sottraendolo alla custodia di un cittadino statunitense al quale il bambino era stato affidato legalmente.
per completezza di informazione, pare che la richiesta di autorizzazione al viaggio del nano sia stata approvata senza ulteriori verifiche da parte delle autorità competenti.
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categoria:usa , follie, notte, hobbit
mercoledì, 04 febbraio 2009
notte
ore 1,30
"mamma, eccomi. lo so che mi aspettavi".
lui si infila sotto il piumone, come fosse casa sua, come fosse un suo diritto, come l'uomo che non deve chiedere mai.
ore 2,45
l'altro arriva barcollando, lo sbrindellato pupazzo pippo in una mano, due fazzolettini carta perfettamente piegati nell'altra. ha occhi enormi da civetta che interrogano il buio, muti.
lei solleva un lembo del piumone. lui si arrampica sul letto e si rannicchia, trasformandosi in un enorme gomitolo sudato.
ore 3,15
lei è in mezzo, tra quei due uomini che, insieme, non arrivano a otto anni. in mezzo tra due forze centripete che lente e inesorabili la schiacchiano, la soffocano la stritolano.
ore 3,45
lei ha un'illuminazione. meglio tardi che mai. "questi due sono fastidiosi ma corti!". la nera notte insonne assume contorni verde speranza. lei striscia ai piedi del letto e si sdraia là in fondo, perpendicolarmente a loro. fa un po' freddo ma si addormenta.
ore 4,00
"mamma, vè sei? cussino pù comodo che là, veni qui. su dai!" (= mamma, dove diavolo ti sei cacciata? cosa fai lì giù come una derelitta? al mio fianco, con la testa sul cuscino saresti molto più comoda. non fare la timida e torna qui)
lei vorrebbe rispondere ma le esce un grugnito molto poco materno.

mattina
ore 9,00
in redazione
"ciao elasti, hai una faccia terribile"
"ho passato la notte con i due mostri accanto"
"elasti, regola prima: mai dormire con i figli!"
"la teoria la so anch'io. il problema è che..."
"i figli viziati diventano uomini stronzi e gli uomini stronzi sono fidanzati bastardi e i fidanzati bastardi..."
ed è solo mercoledì.
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categoria:notte, hobbit, sfinimento
lunedì, 17 novembre 2008
elastigirl è una creatura razionale: non crede nel paranormale, nei flussi di energia, nelle esperienze extracorporee, nel triangolo delle bermude, nell'attivazione psicocinetica, nella bilocazione, nella fotografia spiritica, nell'impregnazione psichica, nei fantasmi.
ci sono tuttavia due cose che le scuotono le viscere e la terrorizzano: i bambini che parlano nel sonno e i bambini che si alzano nel sonno.
lo hobbit grande parla nel sonno ogni santa notte dall'età di 4 giorni ed elastigirl ha dovuto ricorrere alle sue risorse più intime e nascoste, ha dovuto violentare il suo io più recondito e pavido per non morire di crepacuore allo scoccare di ogni mezzanotte negli ultimi cinque anni e sette mesi. ha combattuto la sua battaglia e l'ha vinta, non proprio con onore ma l'ha vinta.
pensava potesse bastare.

ore 3 a.m.
wisteria è avvolta in un silenzio irreale.
elastigirl giace riversa, incosciente e sola nel suo giaciglio.
improvvisamente il parquet scricchiola.
la sua coscienza ha un fremito ma lei dorme.
un fruscio, un sospiro, un tocco leggero come un volo di farfalle.
lei si gira su un fianco, si rannicchia, affonda nel piumone, i capelli a carciofo scomposti sul cuscino.
un profumo tiepido, sudaticcio e familiare, il calore di un piccolo respiro, la carezza lieve di uno sguardo rotondo.
lei apre gli occhi.
lui è lì, immobile, interrogativo, minuscolo, quasi incorporeo, i piedi nudi e il pigiama a righe.
"io tòlo tòlo" (= io ero di là, al buio, solo solo, fatta eccezione per il cadavere di mio fratello che è come non averlo, a parte quando russa), sussurra con un filo di voce.

lo hobbit piccolo ha imparato a uscire dal lettino con le sbarre.
il nemico è in agguato. le elasti-notti non saranno più le stesse.
lei non è sicura di farcela, questa volta.
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categoria:bambini, notte, paure, hobbit
martedì, 23 settembre 2008
elastigirl oggi è stremata.
ha trascorso la notte con due uomini in uno stesso letto.
nessuno dei suddetti individui era mister incredible.
il trascurabile particolare che la somma delle età dei due non raggiungeva il numero otto, non ha tolto verve a questa esperienza nuova e (si spera) irripetibile.
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categoria:notte, hobbit
mercoledì, 02 aprile 2008
l'amore materno non è assoluto, totale, incondizionato.
l'amore materno è viscerale. ma sono viscerali anche la stanchezza, la rabbia, l'istinto di sopravvivenza.
l'amore materno ha dei buchi neri.
l'amore materno può vacillare alla terza notte insonne per colpa di un nano che a intervalli regolari esprime il suo disappunto in una lingua oscura.
l'amore materno può frantumarsi contro la furia cieca di uno hobbit che urla perché la rigorosa e maniacale armonia del suo universo nelle tenebre si è sfilacciata.
mister incredible è a bristol per un convegno su 'quantitative marxism', lo hobbit grande russava nel lettone ed elastigirl, china sul piccolo mostro inquieto, si è rotta.
si è rotta, come un piatto che cade per terra, come una bic che perde inchiostro.
si è rotta e ha avuto paura.
perché avrebbe regalato il suo regno per un minuto di silenzio, perché non le importava niente, perché voleva solo singhiozzare fino a liquefarsi.
ha avuto paura perché la rabbia l'ha travolta e avrebbe voluto scuotere quel minuscolo tiranno e chiedergli "perché? perché non parli la mia lingua? perché mi tormenti? perché non taci? perché non mi lasci in pace?"
ha avuto paura perché di notte le ombre, dentro e fuori, sono gigantesche e terribili.

poi, improvvisamente, il piccolo mostro ha smesso di urlare, ha spalancato i suoi enormi occhi e ha puntato uno sguardo nero e senza fondo su elastigirl.
ha allungato una mano grassoccia verso gli elasti-capelli a carciofo e ha spostato una ciocca che le copriva il viso.
poi ha sorriso, di un sorriso esitante e interrogativo, si è sdraiato ed è scomparso sotto le coperte.
erano le tre della scorsa notte.
elastigirl si è infilata nella vasca e ha fatto un bagno bollente con i sali del mar morto, al buio.

postato da: nonsolomamma alle ore 22:21 | Permalink | commenti (102) | commenti (102)(pop-up)
categoria:bambini, sonno, notte, sfinimento