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martedì, 25 agosto 2009
ieri mister brown, il papà di mister incredible, ha compiuto gli anni.
tradizione vuole che tale evento sia celebrato con una grande festa nella wisteria del salento, che lo zio con l'orecchino al naso suoni la chitarra, che la zia matta balli scalza la pizzica, che gli amici fricchettoni dei nonni cantino canzoni popolari, di lotta e dei ruggenti anni '60, che super W, la nonna, cucini il polpettone e accenda le candeline sulla torta e che mister brown offra a tutti vino e spumante in abbondanza per poi ritirarsi in un angolo con la sua barba bianca e gli occhi lucidi.
da qualche anno l'incontrollabile variabile hobbit si inserisce in un copione collaudato con effetti talvolta destabilizzanti.
ieri sera, mentre gli ospiti tessevano le lodi del polpettone, che, è vero, non è proprio una pietanza estiva, ma, grazie alla ritualità di super W, rappresenta uno dei punti fermi dell'estate salentina, come la notte della taranta e le frise con i pomodori, gli hobbit si sono chiusi in camera.
"ho scritto una canzone per questa bella festa", ha annunciato lo hobbit grande, ricomparendo armato di chitarra e di fratello.
nel patio è calato il silenzio, mister brown, per precauzione, ha tirato fuori un fazzoletto, lo hobbit si è appollaiato su una sedia, tenendo lo strumento al contrario. e ha iniziato a strimpellare, a caso. e a cantare la canzone appena composta, mentre il piccolo, ad occhi chiusi, teneva il tempo ai suoi piedi:
verso il mare
ci sono sempre le tue labbra
verso il mare
ci sono sempre i tuoi occhi blu
verso il mare
c'è sempre la tua nave che naviga con me
verso il mare
ci sono sempre le tue palpebre che navigano con me
verso il mare
c'è sempre il tuo ricordo
verso il mare
c'è sempre un movimento che si muove dentro me
verso il mare
ci sono sempre le tue urla spaventose dentro me
verso il mare
un giorno il capitano della nave
stava per buttarmi giù
ma le tue labbra mi han salvato
verso il mare
oh yes
di nuovo silenzio.
applausi e sconcerto.
"questa canzone è per la mia fidanzata", ha spiegato a chi gli chiedeva se l'opera avesse qualche attinenza con il genetliaco di mister brown.
"ba be', ba be'. ma quando si cominza a ballale?", ha chiesto lo hobbit piccolo.
venerdì, 19 giugno 2009
"pronto, mamma ciao. io e mio fratello dobbiamo dirti due cose: ti amiamo più di ogni altra cosa al mondo"
"accidenti che bello. grazie, anche io. e la seconda cosa?"
"ci fermiamo a vivere a bari dai nonni tutta la vita. adesso dobbiamo andare. ciao"
lunedì, 05 gennaio 2009
"pronto, ciao mamma. sai che qui a bari con i nonni mi diverto più che allo zoo?"
martedì, 03 giugno 2008
quando elastigirl, nel lontano 1994, andò a bari a conoscere la famiglia di mister incredible era terrorizzata.
"vedrai, ti piaceranno", le aveva detto il suo allora neo-fidanzato.
"il problema non è che loro piacciano a me", aveva risposto lei, in preda all'ansia da prestazione che non l'avrebbe mai abbandonata, nemmeno 14 anni dopo.
"il problema è se io piacerò a loro", aveva aggiunto.
incontrò super W, con i suoi ricci naturali, il fisico da pin-up, tre figli e la pancia rientrante. e capì che la futura suocera era fatta della pasta dei supereroi.
incontrò mister brown, che amava il diritto del lavoro e le magliette best company a cui tagliava inspiegabilmente maniche e colletto con le forbici da cucina.
incontrò la zia matta, allora sedicenne, severa e diffidente. aveva lunghi capelli biondi. più che un'adolescente, una piccola roccia.
incontrò lo zio con l'orecchino al naso, anche lui sedicenne.
"piacere! sono contento di conoscerti. se mio fratello ti ama anche io ti amo", le disse abbracciandola con un trasporto e un calore che lei, venuta dalle inospitali brume meneghine, trovò bizzarri.
"aiuto!", piagnucolò lei, una volta rimasta sola con mister incredible.
"siete troppo... siete troppi. e poi siete una famiglia. e io non ci sono abituata", proseguì.
"cosa posso fare per farti sentire a casa? per farti sentire benvoluta? per farti sentire a tuo agio?", chiese lui.
"farmi trovare i palicao per colazione", rispose lei.
i palicao erano dei minuscoli, deliziosi biscotti al cioccolato che si scioglievano nel latte. rappresentavano le coccole, il tepore dolce di casa, il lussuoso privilegio di una figlia unica e viziata.
mister incredible arrivò con un enorme pacco giallo pieno di palicao.
"ecco i palicao. sono tuoi, per sentirti a casa, per sentirti amata, per sentirti tra amici", disse mister incredible.
l'enorme pacco giallo e il suo prezioso contenuto furono lasciati sul tavolo da un'incauta elastigirl, poco avvezza alle insidie delle famiglie numerose.
la mattina dopo elastigirl trovò un sacchetto triste, brutalmente aperto, tristemente vuoto. trovò anche lo zio con l'orecchino al naso, satollo di palicao.
"ma come? hai mangiato tutti i deliziosi biscottini al cioccolato? tutti i miei palicao?", chiese elastigirl con voce rotta.
"no, non tutti", rispose lui, tracannando mezzo litro di latte.
effettivamente nel sacchetto era rimasto un palicao, uno solo.
"hai visto elasti? ho pensato a te. ormai ti voglio bene come a una sorella", disse lui asciugandosi la bocca con il dorso della mano.
elastigirl capì allora che aveva attraversato un guado e che da quel momento niente sarebbe stato come prima.
domenica, 20 aprile 2008
la zia matta, sorella di mister incredible in partenza per l'afghanistan, ha un eloquio colorito e un curriculum sentimentale antropologicamente bizzarro.
da qualche tempo frequenta u' russ', il rosso.
di lui si sa poco, perché la vita privata della zia matta è coperta da una coltre di riserbo, difficilmente penetrabile.
dalle scarse informazioni trapelate, si è appreso che u' russ' è, appunto, rosso di capelli e viene da un piccolo paese che, opportunamente anagrammato, si trasforma in un'impronunciabile bestemmia.
u' russ' non ci fa più caso e la zia matta non è donna che si scandalizza per un anagramma.
super W e mister brown, rispettivamente madre e padre di mister incredible e, per proprietà transitiva, della zia matta, osservano la loro folle bambina, la sua insana attrazione per i luoghi estremi e perigliosi e, seppur a debita distanza, i suoi variopinti amori. osservano e scuotono la testa.
u' russ' tuttavia porta gli occhialini, ha un sorriso disarmato e disarmante e una parvenza di rassicurante normalità.
l'implacabile super W, in preda a incontrollabile curiosità, indaga da lontano, da vicino, indirettamente e direttamente, con domande esplicite e con dichiarazioni subliminali.
"ma che fa questo russ'? e la sua mamma? e il suo papà? e i suoi nonni? e i suoi bisnonni? e cosa vota? e dove va in vacanza? e che gusto di gelato gli piace? qual è il suo colore preferito? ama i bambini? porta i boxer o gli slip? e cosa legge? non ha la moto, vero? e come si pone nei confronti della tua follia? e di kabul? che dice di kabul?", chiede super W, scontrandosi contro la barriera di silenzio della zia matta e di omertà dei pochissimi in possesso di informazioni riservate.
mister brown legge il giornale, compra un gratta e vinci e guarda di sottecchi la figlia, con l'amore incondizionato, indifeso e perso di un padre.
mister brown si interroga in silenzio, con il virile pudico candore dei papà di figlie femmine.
mister brown tace per giorni e per giorni si macera. poi trova il coraggio e la domanda, a suo parere, più urgente e più adatta.
"ma... avete valori condivisi?"
non è dato sapere la risposta della zia matta. certo è che la barriera è stata scalfita.
martedì, 11 marzo 2008
mister incredible sabato prossimo partirà per tokyo per una settimana.
è stato invitato da un economista giapponese workaholic.
"potresti venire con me", aveva detto mister incredible tempo fa.
"ma tu lavorerai 16 ore al giorno con l'invasato di tokyo"
"già, ma le restanti 8 staremo insieme"
elastigirl già l'anno scorso aveva accompagnato mister incredible in giappone. aveva visitato tokyo da sola e si era inebriata di libertà mangiando sushi, addormentandosi in metropolitana con l'ipod nelle orecchie e osservando le follie di un popolo seduta su una panchina.
"no, non voglio dividerti con un economista. sto qui con gli hobbit. noi due fuggiremo insieme un'altra volta", aveva risposto lapidaria, per poi pentirsi quattro minuti dopo.
"tranquilla! non sarai sola", ha annunciato ieri mister incredible.
"in che senso?"
"per colmare il vuoto che lascerò, arriveranno lo zio con l'orecchino al naso, la zia matta, super W e mister brown"
"vuoi dire che arrivano tuo fratello, tua sorella, tua mamma e tuo papà? tutti insieme? in questa casa? mentre tu sei a tokyo?"
"già. sarà bellissimo e non ti sentirai sola nemmeno un attimo. contenta?"
venerdì, 04 gennaio 2008
domani elastigirl, mister incredible e gli hobbit torneranno a wisteria, dopo la vacanza barese.
gli hobbit hanno avuto modo, nei dieci giorni di permanenza, di diffondere i loro germi letali e di creare dipendenza nella passionale super W, nel placido mister brown e nella trasgressiva zia matta.
pertanto l'elasti-famiglia domani lascerà:
una nonna lacrimosa e raffreddata
una zia febbricitante con il mal di stomaco
un nonno con il mal di gola, taciturno e malinconico.
mercoledì, 02 gennaio 2008
mister brown, il papà di mister incredible è un uomo equilibrato, ha la testa tra le nuvole ed è privo di senso pratico.
ama il diritto del lavoro, il cinema degli anni '30 e '40 e guardare i film di stanlio e ollio sul divano con gli hobbit.
mister brown ha la barba bianca, gli occhi buoni e quando passa infonde serenità.
questo pomeriggio mister brown si è messo il cappotto e il cappello.
"scendo a buttare la spazzatura", ha detto uscendo.
"io lo so dove va in realtà...", ha sussurrato super W interrompendo la lettura del giornale.
"sembra tranquillo... ma è un uomo vizioso", aggiunge severa.
"indovina, indovina un po' dove va", incalza.
"non saprei... a comprare alcol? sigarette? droga?", azzarda elastigirl.
"no! lui ha il demone del gioco! e va a coltivarlo! vedrai quando torna!"
mister brown rientra, dopo una decina di minuti, con la sua barba bianca, i suoi occhi buoni e il suo cappello.
"tutto a posto?", chiede elastigirl alla ricerca del guizzo demoniaco nello sguardo.
"sì, grazie", risponde lui ignaro.
"beh??? non hai niente da dire? non ti nascondere! cos'hai fatto? dillo pure!", dice super W.
"ho buttato la spazzatura"
"e poi?"
"ho comprato due gratta e vinci, da due euro l'uno", confessa lui.
"vedi? cosa ti avevo detto? è posseduto dal demone del gioco", commenta trionfante super W.
giovedì, 06 dicembre 2007
oggi, da bari, è arrivata super W, la mamma di mister incredible.
ha portato a wisteria davy jones, il mostruoso pirata con la testa di polipo e i piedi di granchio, un sacchetto di deliziose palline di cioccolato e una storia, la storia dei nonni.
"mamma... se vuoi puoi guardare davy jones", dice lo hobbit grande.
"grazie, l'ho visto. può bastare"
"mamma... mangiamoci qualche pallina della nonna, tu e io che di dolci ne capiamo"
"grazie, nano. ne prendo tre... anzi no cinque... va beh, facciamo sei"
"mamma, vuoi sentire la storia dei nonni?"
"raccontamela"
la nonna da ragazza era un po' smorfiosa e a tutti i maschi che si avvicinavano diceva "no grazie".
un giorno è andata a parigi, in gita insieme a tanti altri amici. con loro c'era anche il nonno.
il nonno l'ha vista, un po' smorfiosa, e le ha chiesto "andiamo al bar?"
lei ha risposto "perché no?" e sono entrati.
al bar il nonno le ha accarezzato la testa. ma la mano gli tremava perché era timido.
la nonna se ne è accorta e ha detto "allora ti sposo".
e si sono sposati e la nonna non è stata più smorfiosa e il nonno non è stato più timido.
"che bella storia, nano", ha detto elastigirl.
"... mamma...?"
"dimmi"
"ti devo fare una confessione"
"che confessione?"
"anche io sono timido con le donne. proprio come il nonno"
sabato, 27 ottobre 2007
il nonno A è il papà di elastigirl.
quando decide di fare il nonno incanta gli hobbit.
racconta storie di eroici cavalieri che perdono il senno per amore, di stravaganti baroni che vivono sugli alberi e di coraggiosi avventurieri che vengono trasformati in maiali.
gli hobbit sgranano i loro occhi tondi. "ancora nonno!"
"certo - dice lui - domani torno e continuiamo, ve lo prometto".
nonno A però è molto indaffarato e non mantiene quasi mai le sue promesse.
nonno A ama il suo lavoro e ci annega dentro.
"nonno, mi porti a vedere i dinosauri?", chiede lo hobbit grande.
"oggi, no, nano. devo scrivere un libro"
"nonno, vieni a cena?"
"oggi no, nano. devo preparare una lezione"
"nonno, dove sei?"
"sono lontano e tanto stanco".
elastigirl si immalinconisce.
lo hobbit, che di risorse ne ha ben di più, si è inventato una vita parallela con nonno A, a bologna a mangiare orate, a firenze a combattere contro i pirati e a napoli a rimpinzarsi di cioccolato.
ad ogni assenza di nonno A lo hobbit fa un viaggio immaginario con lui.
elastigirl, invece, dopo tanti anni, alle assenze di nonno A non si è ancora abituata.