giovedì, 12 novembre 2009
"ciao. come ti chiami?"
"hobbit grande"
"piacere, io sono giovanni. vuoi accomodarti sulla poltrona?"
"quale? la sedia a sdraio?"
"già, la sedia a sdraio"
"è molto comoda questa sedia a sdraio"
"mi fa piacere. ha anche un sacco di bottoni. vedi? con questo lo schienale sale, con questo scende, con quest'altro ti sollevo i piedi, con quello ti avvicino a me. a proposito, ma io cosa devo guardarti? i piedi?"
"credo i denti, ma se vuoi guardarmi i piedi..."
"ah, già. i denti. hai fatto bene a ricordarmelo. a volte mi confondo. sei pronto?"
"pronto"
"allora apri la bocca come un forno"
"ahhhh"
"ora chiudi. apri. chiudi. stai morbido. oh! ma qui c'è un morso incrociato!"
"?"
"si avvicini elasti. venga a vedere: ecco, a destra il contatto dei denti è scorretto e causa uno spostamento laterale della mandibola"
"quindi?"
"quindi bisogna correggere allargando l'arcata"
"quindi?"
"apparecchietto fisso, invisibile, in 8-9 mesi il problema dovrebbe essere risolto. che ne dici hobbit?"
"dico 'olé'. ho sempre sognato di mettere l'apparecchio. me lo mette adesso? deve essere per forza invisibile? posso avere anche un paio occhiali?"
martedì, 23 giugno 2009
"bene, elasti. accomodati pure. adesso faremo una ecografia con cui misureremo lo spessore della traslucenza nucale. questo esame, combinato con un il cosiddetto bi-test sul sangue venoso, consente di valutare il rischio di anomalie cromosomiche, anatomiche o placentari. sei pronta?"
"sì, grazie"
"uhm"
"uhm cosa dottore? non dica 'uhm' che mi agita"
"rilassati elasti. non è mica la prima volta"
"facile dire rilassati. non è la prima volta per me ma è la prima volta per il o la microbbit che ho nella pancia"
"uhm"
"la smetta di dire uhm e mi racconti cosa vede"
"il liquido linfatico che si raccoglie nella parte posteriore del collo del feto, da quello che vedo qui è..."
"è..."
"assolutamente nella norma! ma guarda un po' come si agita.... vedi, elasti? le braccia... il testone... le gambette... il culo"
"prego?"
"beh, sì. il culo. come lo chiami?"
"sederino"
"va bene. il sederino... ma sai che io vedo qualcosa?"
"qualcosa cosa?"
"eh già, vedo qualcosa... eh eh"
"non dica 'eh eh', dottore, per cortesia. cosa vede?"
"è sì. è piuttosto chiaro. oddio, non abbiamo la certezza alla dodicesima settimana, tuttavia... io vedo..."
"vede?"
"un pisello"
"come un pisello? un altro? io a casa sono piena di piselli. ma è proprio sicuro?"
"al 100 per cento no, come ti dicevo. però a me questo cosino sembrerebbe proprio un pisello"
a questo punto elastigirl avrebbe proprio bisogno che ognuno degli elasti-amici facesse uno sforzo, ma uno sforzo sincero e costruttivo, per trovare dei motivi, ma motivi validi e credibili, per cui sia preferibile avere tre figli maschi. e la storia che i maschi non sono afflitti dall'annosa piaga dei peli superflui non vale. grazie.
giovedì, 09 aprile 2009
giunta al suo quarto giorno di sordità e di antibiotici nella città di A, elastigirl ha deciso di consultare un medico e ha preso un appuntamento al centro sanitario dell'università degli economisti marxisti dove mister incredible è ospite.
"alle 11,30 la dottoressa christine miller sarà felice di visitarla. ce l'ha l'assicurazione?", chiede la signorina al telefono.
"ho un'assicurazione italiana che mi rimborserà le spese"
"quindi lei anticipa i soldi?"
"già"
"allora deve impegnarsi per iscritto a pagare la visita di christine. è disposta a impegnarsi per iscritto? è disposta a scrivere che anticipa i soldi?"
elastigirl si presenta al centro sanitario, dove i dipendenti, dall'usciere, all'infermiera al signore delle pulizie, salutano domandando: "ce l'hai l'assicurazione?".
"te lo chiedono perché christine miller e quelli come lei per guardarti in gola o in un orecchio vogliono dai 7 agli 8.000 dollari", dice mister incredible, aumentando l'elasti-stress.
una signora di 300 chili chiede a elastigirl come si chiama, quanti anni ha, dove abita, quanto dista milano dalla slovacchia e con che frequenza precipitano gli aerei di ryan air. poi le indica una sala d'attesa.
un'infermiera vestita di rosa la chiama, la accompagna in una stanzetta, le misura la pressione, il battito cardiaco e le dice "i love your shoes and your t-shirt. christine arriva subito".
christine entra, bionda, sorridente, rassicurante, americana.
si siede e dice "raccontami".
"ho trascurato il raffreddore, la tosse, la febbre e alla fine mi si è perforato un timpano. adesso sto meglio ma sono sorda"
"hai problemi di identità? sei depressa? fai uso di droghe? soffri di disturbi di attenzione, di alimentazione, mentali? bevi quando guidi?"
"no, non direi", balbetta elastigirl travolta dal fuoco di fila di domande di christine.
"hai nostalgia di casa? sei vittima di maltrattamenti domestici? hai un'identità sessuale indefinita? hai subito violenza negli ultimi sei mesi?"
christine, grazie di preoccuparti così tanto. ma sto bene. ho solo un orecchio tappato e prima mi guardi, prima troviamo un rimedio, prima io tolgo il disturbo. apprezzo molto il tuo interessamento ma, sinceramente, mi basta che tu ti occupi della mia sordità.
christine si arrende, non senza una punta di delusione, all'elasti-normalità e estrae uno strumento per esaminarle l'orecchio. Ma siccome in questo paese tutto è grande, persino le orecchie delle persone, lo strumento è sovradimensionato per elastigirl.
"hai orecchie minuscole!", dice christine perplessa, cercando la versione mignon dell'otoscopio.
"ancora sette giorni di antibiotici, quattro giorni di decongestionante nasale, fermenti lattici e sarai come nuova. torna tra due settimane che voglio rivederti", conclude.
"posso uscire di casa?"
"certo, fai come se fossi già guarita. è stato un piacere passare un po' di tempo con te. ah, dimenticavo. belle le tue scarpe".
la visita costa 47 dollari, le medicine poco di meno. l'antibiotico viene venduto nella dose esatta prescritta, non una pastiglia di più.
elastigirl è molto più tranquilla e per festeggiare prende la super pacchiana automobile affittata da mister incredible, con il cambio automatico e i sedili in simil pelle autoriscaldantisi, e va a prendere gli hobbit all'asilo, con la radio a tutto volume, per le strade deserte della città di A.
martedì, 14 ottobre 2008
ultimamente elastigirl è di ottimo umore ma estremamente inquieta, tesa, distratta, nervosa.
poiché non ha il tempo né la voglia per fermarsi a pensare, reprime l'ansia, le paure, i dubbi. e sorride al mondo, di un sorriso ebete e ottuso.
ma sorridere non basta ed elastigirl somatizza l'implacabile ansia che la divora.
ultimamente elastigirl ha mal di pancia, mal di stomaco, mal di testa, mal di collo, mal di reni, dolori al petto, tachicardia, respiro affannoso, gomito del tennista e ginocchio della lavandaia.
ultimamente elastigirl non sta per niente bene.
all'inizio non ci ha fatto caso, poi il mantra di nonna J, l'imperioso "hop hop!" che ha funestato l'elasti-vita dalla più tenera infanzia imponendole di reagire anche quando avrebbe voluto solo liquefarsi sul pavimento, ha risuonato nelle elasti-orecchie, infine l'ipocondria ha avuto il sopravvento.
"dottore, devo avere qualcosa di tremendo", ha detto oggi elastigirl al suo medico di fiducia.
"veramente a me sembri sanissima"
"non badi all'apparenza, dottore. fuori mi do un contegno ma dentro ci sono solo macerie. me lo sento"
"ma... è successo qualcosa?"
"a parte i dolori al petto, il mal di pancia, le difficoltà respiratorie, il gomito del tennista e tanto altro che non sto qui a spiegarle che non voglio annoiarla?"
"va beh, ho capito. ti visito"
...
"elasti..."
"avevo ragione vero? è l'inizio della fine..."
"elasti, piantala! hai solo un po' di colite. sei tesa! rilassati!"
"ah... sul serio?"
"certo. ora vai a casa, neutralizzi gli hobbit, ti fai un bel bagno caldo e ti dai una calmata"
"ok. grazie dottore. lei mi ha salvato la vita"
"sparisci".
ps di servizio: per tenere sempre vivo il fuoco dello stress, elastigirl presenterà l'elasti-libro in puglia, nella terra di mister incredible. sarà a bari, giovedì 23 ottobre, alle 18,30 alla libreria laterza e a brindisi sabato 25, alle 18,00 al caffé libreria camera a sud.
lunedì, 26 maggio 2008
"elasti, non ti farò male"
fai di me quello che vuoi.
"lo so. e comunque se c'è una carie bisogna curarla, no?"
"già, ma non avere paura e rilassati"
non preoccuparti, baby. l'unico rischio è che se mi rilasso troppo mi addormento.
"non ho paura, grazie"
"ti faccio un po' di anestesia. ma faccio veloce"
ma quanto sei sexy? persino con la mascherina sulla faccia e la siringa in mano riesci a essere sexy.
"..."
"ti ho fatto male?"
ma sarà normale fare pensieri lubrichi sul proprio dentista mentre sta per otturarti una carie? e poi, quanto sex appeal posso avere io con la bocca aperta, l'aspira-saliva tra i denti e un bavaglio rosa intorno al collo?
"...o...o!"
"bene, elasti, adesso prendo il trapano. sei tranquilla vero?"
perché mi tratti come se avessi cinque anni? fai il tuo lavoro e lasciami fare i miei pensieri lubrichi in pace.
"... quillihhima"
"io ho 30 anni..."
ecco, c'era bisogno di dirlo? tu nascevi e io imparavo le tabelline, tu facevi la prima comunione e io partivo per il mio primo inter rail, tu facevi gli esami di terza media e io ero già una donna...
"..."
"sai cosa vorrei, elasti?"
no
"...o"
"vorrei un figlio. le donne non mi interessano. io vorrei solo un figlio. ma lo vorrei nato con il cesareo, non con il parto naturale. perché io sono convinto che il cesareo sia molto meglio e credo che, se potessero scegliere, anche i cani, i gatti, le mucche e le pecore preferirebbero il cesareo. già... un figlio con il cesareo mi manca proprio"
grazie dottore per avere polverizzato i miei pensieri peccaminosi con una sola otturazione. ho avuto spesso il sospetto che la mia indiscriminata passione per la categoria medica fosse insana e in molti casi immotivata.
sabato, 05 aprile 2008
ore 17,30
"elasti! che piacere! spogliati che ti guardo", dice lui affabile.
lei si spoglia, ubbidiente.
lui la esamina con una lente di ingradimento.
lui è un figo pazzesco e non capita tutti i giorni di avere un figo pazzesco, per giunta appartenente alla categoria professionale più sexy nell'elasti-immaginario erotico, che scruta a distanza millimetrica, ogni centimetro di superficie cutanea.
"certo che ne hai tantissimi!", commenta lui gravemente.
"ma per tua fortuna sei nelle mie mani", aggiunge con un sorriso rassicurante e un guizzo trasgressivo che paralizza elastigirl, che giace nuda e inebetita.
ore 17,37
"va bene. è tutto a posto, puoi rivestirti. ti aspetto tra un anno. sono 250 euro", conclude congedandola, già distratto da altro.
caro dottore dei nei,
va bene che sei un figo pazzesco,
va bene che scrutare le numerosissime elasti-imperfezioni può essere impegnativo,
va bene che sei un luminare con il rarissimo optional della sensualità,
va bene che averti a due centimetri di distanza è un enorme privilegio e regala pure qualche brivido,
ma 250 euro per sette, dico sette, minuti di visita, che significano una tariffa di 35,7 euro ogni 60 secondi non valgono tutto questo.