giovedì, 14 gennaio 2010
elastigirl e il microbbit dalle nove del mattino alle quattro del pomeriggio sono soli. a volte escono ma fuori fa freddo, piove e a casa si sta decisamente meglio.
lui dorme e mangia parecchio. elastigirl, strutturalmente inquieta, ipercinetica e un po' nevrotica, sta imparando la lentezza. allatta il microbbit, cambia il microbbit, massaggia il microbbit, coccola il microbbit, guarda il microbbit fino al rimbecillimento, lava, stende e ripone i pannolini lavabili del microbbit e ancora resta un sacco di tempo libero. allora fa torte perché la rilassa e legge, legge più di quanto non sia riuscita a fare negli ultimi sei anni. legge per ore, immobile, sul divano, mentre il microbbit russa lì accanto o mangia, avvinghiato a lei come una piccola cozza aggrappata al suo scoglio.
elastigirl a questo punto ha urgente bisogno di librimperdibili: libri leggeri, libri mattoni, libri che "no! non dirmi che non l'hai letto!", libri utili e inutili, libri folgoranti, libri necessariamente belli.
ma soprattutto ha bisogno di elasti-lettori-amici che consiglino il loro librimperdibile, quello che hanno amato follemente, quello che si porterebbero sull'isola deserta insieme all'uomo o alla donna dei sogni se facessero naufragio, quello senza il quale la libreria di casa sarebbe vuota e triste.
lei prenderà nota di tutto, farà un grande acquisto online e, piano piano, li leggerà, fino a quando il microbbit e il congedo maternità glielo consentiranno.
grazie a tutti quelli che avranno voglia di lasciare qui sotto il titolo e l'autore del loro librimperdibile.
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categoria:libri, giochi
domenica, 25 ottobre 2009
"cosa leggiamo questa sera?"

"mottlilia"

"il libro di mostrilia?"

"sì, dai"

ci sono due topi, pelorosso e pelogrigio che stanno chiacchierando sulla riva di un fiume. pelogrigio è convinto che i bambini di oggi siano tutti degli imbranati e dei rimbambiti e che non sappiano fare assolutamente niente. mentre discutono del rincitrullimento delle nuove generazioni, arrivano anna e andrea, due ragazzini che decidono di salire su una barca ormeggiata lì vicino.
pelogrigio, per metterli alla prova, taglia con i denti la corda che tiene legata la barca e anna e andrea finiscono in mezzo al fiume, alla deriva.
pelorosso è furibondo con il suo amico topo che si sta rendendo conto di avere fatto una vera idiozia.
la barca, spinta dalla corrente e dalle onde, approda sull'isola di mostrilia, chiamata così perché abitata da un orribile e gigantesco mostrillo che assomiglia un po' a un drago e un po' a un dinosauro e che comunque è cattivissimo.
i due piccoli naufraghi, intirizziti e impauriti, non si perdono d'animo e, un po' aiutati, a loro insaputa, dai due topi, un po' da soli, accendono un fuoco, pescano, cucinano e mangiano un pesce e costruiscono una capanna in cui si rifugiano quando arriva un violento temporale.
pelorosso e pelogrigio sono preoccupatissimi ma anche ammirati dalla capacità dei due bambini di provvedere a se stessi.
è notte e diluvia, anna e andrea si addormentano nella capanna, il mostrillo si avvicina affamato ma, grazie alla pioggia battente, non sente l'odore dei due bambini e si allontana ruggendo per la delusione.
i due topi sono terrorizzati perché sanno che, non appena smetterà di piovere, il mostrillo si accorgerà della presenza di anna e andrea e li divorerà in un sol boccone.
è l'alba, in sogno pelorosso e pelogrigio hanno detto ai due bambini che devono scappare immediatamente e loro sono pronti a partire con la barca. ma arriva il mostrillo assetato di sangue. anna e andrea si imbarcano, il mostrillo li insegue e sta per afferrare anna con i suoi artigli quando andrea fa una manovra velocissima, la barca sfugge al mostrillo che perde l'equilibrio e finisce con lo spaventoso muso nell'acqua.
anna e andrea tornano sani e salvi dai loro genitori. pelogrigio deve riconoscere che i bambini di oggi sono svegli e in gamba quanto quelli di ieri.

"sempe bella quetta mottlilia"

"già, la storia di mostrilia è proprio bella, hai ragione"

"la tolia siamo noi"

"siamo noi? in che senso, nano?"

"io sono pelolosso, mio flatello è peloglizo che ha baiato, tu sei anna e papà è andlea"  (= io sono pelorosso, il topo arguto, saggio e simpatico, mio fratello è pelogrigio, il trombone, provocatore, pieno di pregiudizi e combinaguai che alla fine però si rende conto degli errori, chiede scusa e torna sui suoi passi. anna sei tu e il suo amico-fidanzato andrea è papà)

"capisco. e il mostrillo chi è?"

"be', è nolmale. il mottrillo è il flatellino in panza tua!" (= che domande sciocche, mamma. mi sembra evidente: il mostrillo, orrida creatura minacciosa e un po' tonta, è il microbbit, al momento prigioniero nella tua pancia e quindi innocuo, ma presto tra noi, pronto a spiegare la sua potenza distruttrice contro voi due naufraghi poveracci).
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categoria:libri, bambini, storie, fratelli, hobbit
lunedì, 15 dicembre 2008
c'erano due orsi, uno grande e uno piccolo.
venne la sera e grande orso mise a letto piccolo orso nell'angolo buio della caverna. poi si accoccolò sulla poltrona orsa, vicino al caminetto, a leggere un libro, sugli orsi.
ma piccolo orso non riusciva a dormire.
"ho paura del buio tutto attorno", disse.
grande orso pensò che sì, effettivamente c'era troppo nero in quell'angolo buio della caverna, aprì l'armadio delle lampade e prese una lampada piccola piccola per rischiarare un po' di quella oscurità paurosa.
"ora dormi", disse a piccolo orso e tornò sulla sua poltrona a leggere.
piccolo orso però si girava e rigirava nel letto.
"ho paura del buio tutto attorno", disse di nuovo.
la lampada era troppo piccola e la sua luce troppo fioca.
grande orso tornò all'armadio delle lampade e prese una lampada più grande, la posò sul comodino accanto all'altra e tornò, sospirando, a leggere il suo libro sugli orsi.
piccolo orso si agitava nel suo letto nell'angolo buio che non era più tanto buio ma gli faceva paura ugualmente.
sbuffando un po', grande orso prese la lampada più grande dall'armadio delle lampade e la appese al soffitto della caverna così da illuminare tutto.
"ho paura del buio là fuori", disse dopo un po' piccolo orso.
effettivamente là fuori dalla caverna orsa c'era un buio pesto ma non sarebbe bastato l'intero armadio delle lampade per rischiarare il nero della notte.
tuttavia grande orso prese piccolo orso per le zampe e lo portò fuori.
"fuori? ma io ho paura"
"non è il caso", rispose grande orso, prendendolo in braccio e mostrandogli la notte.
"ho portato per te la grande luna gialla e le stelle", disse a piccolo orso che però non ascoltava più perché si era addormentato, nel calore dell'abbraccio di grande orso.
così tornarono nella caverna orsa e grande orso si sedette sulla sua poltrona, con piccolo orso acciambellato sul suo petto, finì il suo libro sugli orsi e si addormentò.

letta la prima volta, la storia di grande orso e piccolo orso è struggente. le immagini di grande orso che accorre al letto di piccolo orso, aggiungendo ogni volta una lampada, evocano il tepore di casa, il papà che ognuno vorrebbe avere, le coccole, l'affetto, le rassicurazioni.
alla settantaquattresima volta che un nano moccoloso ti chiede "mamma, lééézzi osso dande osso piiiiito?" (= mamma, mi leggi la storia dei due orsi che soffrono di insonnia?), vorresti scaraventare la bestia grande, la bestia piccola, le loro lampade, la loro caverna e la loro insonnia giù dal balcone intimando loro di non ripresentarsi mai più al tuo cospetto.
al centoquarantaduesimo "mamma, lééézzi osso dande...", ti ricordi di eduardo estivill, il nazista catalano che ha costruito la sua gloria planetaria con un metodo rigoroso e implacabile per insegnare ai bambini a fare la nanna, un metodo che non ammette tentennamenti, cedimenti, indulgenze, un metodo che prevede che il piccolo riottoso impari l'autigestione del sonno a costo di sgolarsi inascoltato per ore tra le sbarre del suo lettino.
e pensi a come l'avrebbe raccontata lui, il pediatra sadico, questa innocente storiella:

ci sono un padre inetto e un figlio delinquente, come tutti i bambini in età prescolare, all'ora della nanna.
il padre, smidollato, è solo con il bambino. forse la madre, accortasi dell'inettitudine del padre e della propensione alla devianza del piccolo, è scappata con un medico, probabilmente catalano.
il bambino fa il furbo, dice di non riuscire a dormire per colpa del buio, una scusa idiota come un'altra per attirare l'attenzione di quel citrullo di un genitore.
il padre fa un errore madornale dopo l'altro, cedendo a ogni richiesta di quello sgorbio profittatore che arriva a domandare le luci stroboscopiche per illuminare uno squallido antro.
il padre perde così credibilità e dignità agli occhi del bambino e del mondo, sancendo irrimediabilmente la sua condizione di fallito.
il figlio ha imparato la protervia, l'arroganza e la prevaricazione. non ha più freni, barriere né limiti ed è pronto per finire in mezzo a una strada a spacciare o a sfruttare la prostituzione.

dopo una settimana di reclusione forzata a casa con gli hobbit, elastigirl, finalmente guarita dall'influenza, guarda la libreria dei nani con altri occhi.
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categoria:libri, storie, follie, estivill, influenza
mercoledì, 19 novembre 2008
"mamma, chi ti ha regalato questo librino?"
"degli amici"
"di cosa parla?"
"di due pinguini che si amano"
"ah. sono questi due?"
"già"
"e la femmina qual è?"
"non c'è la femmina, sono due pinguini maschi"
"allora sono amici"
"sono amici e anche di più. sono innamorati"
"vivono insieme?"
"sì, vivono insieme"
"adesso è tutto chiaro. raccontami la loro storia"
c'erano due pinguini con gli occhi tondi, come tuo fratello, un po' cicciottelli e un po' tristi. uno guardava sempre fuori dalla finestra, l'altro si riscaldava nel microonde il merluzzo con la besciamelle, pensa che schifezza. erano single, che vuol dire senza fidanzato, e avevano sempre la malinconia. persino quando andavano al cinema e tutti gli altri intorno ridevano, loro sospiravano e tiravano su col naso. poi un giorno sulle scale mobili si incontrarono e il loro mondo grigio si riempì di colori. capirono che erano innamorati e si fidanzarono: giocavano, viaggiavano, si facevano le coccole, ballavano, si mettevano la crema idratante sulla faccia, mangiavano tantissimi dolci e l'indomani facevano la dieta dimagrante.
un giorno decisero di farsi un regalo ma sbagliarono. "questo regalo fa schifo!", diceva uno. "questo regalo è orrendo!", diceva l'altro. e litigarono talmente tanto che volevano lasciarsi.
"e si sono lasciati?"
"secondo te?"
"no"
"perché no?"
"perché lasciarsi per un regalo è un po' da scemi. al massimo vai al negozio e lo cambi"
"infatti. hanno fatto pace e sono stati insieme per tutta la loro vita di pinguini"
"ah"
"ti è piaciuta questa storia?"
"carina. un po' da femmine ma carina"

elastigirl avrebbe voluto spiegare che non esistono le storie da femmine, ma l'educazione di uno hobbit maschio è impresa titanica e non si può chiedere troppo, tutto insieme.
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categoria:amore, libri, hobbit
giovedì, 08 maggio 2008
"potremmo giocare ai segreti"
"ai segreti? che gioco è?"
"... tu mi racconti un segreto e io ne racconto uno un po' più... segreto... del tuo, e così via fintanto che una delle due non si arrende o che il segreto dell'una non coincide con quello dell'altra".
è il gioco tra una nonna con il braccio rotto e una nipote con il fuoco di sant'antonio, immobilizzate a letto, una accanto all'altra in una stanza.
sono complici e ridono insieme ma i loro segreti sono terribili, inconfessabili e mettono i brividi.
poi ci sono una mamma, una sorella, una zia, donne aggrovigliate che un po' si amano, un po' si detestano, un po' ridono e un po' piangono.
"bella questa storia di famiglia al femminile, divertente", ha detto incautamente elastigirl all'inizio del libro.
poi qualcuno muore in mare e lascia un vuoto straziante e incolmabile.
la nonna, la nipote, la mamma, la sorella, la zia piano piano tornano a galla, parlano, litigano, elaborano e risorgono.
"in gamba queste donne. certo, qualcuno ha fatto una fine bruttissima ma solo così si può raccontare la forza di risollevarsi, solo così si apprezzano la ricchezza di questa famiglia, lo sguardo lucido e impietoso della nonna, l'abbraccio avvolgente della mamma, la fragilità delle nipoti, la sofferente ruvidezza della sorella. bella questa storia", ha detto elastigirl a metà del libro.
poi c'è un bambino di sei anni, una malattia terribile, l'ospedale, un'altra morte. il dolore che toglie il respiro e si porta via tutto. le donne alla deriva.
"ma nooooo! il bambino no! questo è accanimento! è compiacimento della sofferenza. e queste poverette... ma perché devono subire anche questa tragedia? l'autore detesta i suoi personaggi e pure i suoi lettori, e li fa a pezzi con queste bordate di sadismo gratuito", ha esclamato elastigirl indignata e lacrimosa, tentata di scaraventare il libro e il suo carico di dolore fuori dalla finestra.
tuttavia, irretita dal fascino magnetico della nonna, elastigirl ha proseguito.
a volte raccontare tragedie consente di tirare fuori il meglio dei personaggi, di sviscerarne l'essenza e di metterli a nudo, nella loro complessa e sublime umanità.
elastigirl, che odia le storie tristi perché le fanno paura, lo ha dovuto ammettere, suo malgrado, leggendo questo libro.
tanta vita di alejandro palomas.
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categoria:libri
venerdì, 06 luglio 2007

questa sera mister incredible e elastigirl sono partiti per il castello di artù, dove passeranno il fine settimana insieme agli hobbit, ospiti della nonna J e di artù, il suo fidanzato.
entrambi hanno messo nella borsa un libro da leggere.
il libro di mister incredible è "la notte degli stramurti viventi".

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categoria:libri, marito
giovedì, 14 giugno 2007
in questi giorni elastigirl sta leggendo allo hobbit grande le fantastiche avventure di pippi calzelunghe, la sera prima di dormire.
lo fa per contrastare la nefasta influenza di mister incredible che vorrebbe fare di suo figlio un cavaliere jedi.

"pippi e i suoi amici tommy e annika stanno giocando ai naufraghi e sono approdati su un'isola deserta...", racconta elastigirl.
"ma ci sonoi cannibali nell'isola?", chiede il nano
"non so. andiamo avanti e vediamo... pippi monta la tenda, calano le tenebre e scoppia un temporale... i tre bambini si rifugiano nella tenda, si tengono per mano e si fanno coraggio... che bello! una vera avventura..."
"adesso arrivano i cannibali e se li mangiano?"
"no, nano, piantala. non è una storia di cannibali", lo zittisce elastigirl.
"ah", sospira deluso.
"ad un certo punto il signor nilsson, la scimmietta di pippi..."
"mamma...", la interrompe nuovamente lo hobbit.
"dimmi..."
"ma pippi... ha grandi tette?"
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categoria:libri, bambini, hobbit
lunedì, 15 gennaio 2007
due nomination in due catene. nel ringraziare caldamente rimugino e fiodor per essersi ricordati che esiste, elastigirl assolve mugugnando i suoi doveri di blogger diligente.
siccome è una ragazza dotata di senso pratico, elastigirl ha deciso di unire le due catene.

cinque libri da leggere in bagno e cinque cose che non sapete di elastigirl.

1. l'uomo al rovescio di fred vargas, fantastica giallista francese.
elastigirl ha una tara intellettiva che le impedisce di capire i romanzi gialli, a meno che non siano scritti da scrittrici femmine. e poi, siccome è una ragazza romantica e suggestionabile, è perdutamente innamorata del commissario adamsberg, il protagonista del libro.

2. i don't know how she does it di allison pearson. libro piuttosto trash sul filone bridget jones, in versione madre di famiglia.
perché elastigirl è convinta che, senza un lato trash, la vita sia piuttosto insapore.

3. in asia di tiziano terzani.
elastigirl ha rotto gli indugi e a febbraio andrà una settimana in giappone con mister incredible, soli senza nani. questo libro serve per preperare spiritualmente elastigirl.
elastigirl vive dilaniata tra complesso di colpa e desiderio di fuga. questi due elementi, insieme a senso di perenne inadeguatezza, delirio da supereoina e sindrome di pollyanna (c'è sempre chi sta peggio), fanno della psiche di elastigirl un cocktail esplosivo e estremamente instabile, nonostante le apparenze.

4. favole al telefono di gianni rodari
elastigirl combatte una battaglia già persa contro la nefasta influenza di mister incredible che vorrebbe allevare i nani a pane, signore degli anelli e guerre stellari.

5. la grande enciclopedia della donna, un compendio dell'enciclopedia della fanciulla degli anni 60 "per diventare ragazze, mogli e madri perfette"
elastigirl vorrebbe essere bree di desperate housewives, la casalinga psicopatica con la mania della perfezione.
elastigirl fa il pane in casa, i biscotti di natale, i muffin ai mirtilli e i pancake la domenica mattina.
elastigirl è stata rovinata dal telefilm 'la famiglia bradford' e ora vorrebbe 8 figli, un labrador e una casetta a sacramento, california.


siccome è magnanima e non ha nemici, elastigirl non nomina nessuno
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categoria:libri