giovedì, 19 giugno 2008
UAUAUAUAUAUAUAUAUAUAUAUAUAUAUAUAUAUAUAUA
"cos'è 'sta roba?"
"il solito allarme"
"uffa che palle"
"chi mi passa il commento del petrolio?"
"sapete che l'icona di mara carfagna è margaret tatcher?"
"invece la mia icona è la carfagna"
"sei un idiota"
"chi mi passa il petrolio?"
"who's carfania?"
UAUAUAUAUAUAUAUAUAUAUAUAUAUAUAUAUAUAUAUA
"mah.. la sirena continua. dobbiamo preoccuparci?"
"secondo te?"
"no"
"angelina jolie dice che il pancione ha migliorato il suo legame con brad pitt e che il sesso in gravidanza è più creativo, soprattutto davanti allo specchio"
"angelina è una sciroccata"
UAUAUAUAUAUAUAUAUAUAUAUAUAUAUAUAUAUAUAUA
"la mia top priority sono i private equity"
"la mia dormire"
ALLARME ALLARME! EVACUARE LA REDAZIONE! EVACUARE LA REDAZIONE!
"occazzo! allora non è uno scherzo"
"ma tu lo prendi il cellulare con te?"
"ovvio. se mi chiama una fonte?"
"ma dove stai andando? dobbiamo uscire"
"in bagno. devo recuperare la trousse del trucco. mica posso lasciarla sulla nave che affonda"
"sei pazza"
EVACUARE LA REDAZIONE! EVACUARE LA REDAZIONE!
"cosa fai??? pazzo e incosciente! non si prende l'acensore!"
"ah no? che palle, quattro piani a piedi"

l'elasti-redazione è stata evacuata e gli elasti-colleghi si sono ritrovati in cortile al sole.
"ma che figata"
"sarebbe da sedersi tutti in cerchio sul prato per una seduta di autocoscienza"
"o magari per una bella schitarrata in compagnia"
"ma se ce ne andassimo?"
"dai! andiamo tutti al parco sempione!"

l'allarme è durato venti minuti. l'evacuazione dieci. non è chiaro cosa sia successo. probabilmente niente.
tuttavia nessuno si è lamentato del contrattempo.
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categoria:ufficio, lavoro, giornalisti
lunedì, 19 maggio 2008
a volte l'open space sembrava un girone infernale, infido e maleodorante.
certi giorni i risultati trimestrali, i commenti di borsa e le analisi sui mercati asiatici parevano punizioni divine inflitte per espiare immonde colpe.
spesso le conference call degli amministratori delegati erano un supplizio, i door stepping davanti al portone di una banca una iettatura, i sondaggi su inflazione e produzione un attentato alla dignità umana.
i colleghi erano compagni di sventura, bersaglio di nevrosi, scialuppe a cui aggrapparsi, fonti di conforto e calore nei momenti difficili.

poi è arrivata a tutti una lettera. parlava di esuberi, eccessi, tagli. parlava di licenziamenti senza mai nominarli, di persone che raccolgono le loro cose da un cassetto e scompaiono. parlava di crisi, di sforzi, di gratitudine per il lavoro fatto.
diceva "ancora non si sa ma presto si saprà", diceva "tenetevi pronti", diceva "state tranquilli che non vi succederà niente", diceva "del doman non v'è certezza, scusateci".

adesso sembra di vivere nell'eden e la prospettiva che qualcuno si presenti alla tua scrivania dicendoti "grazie di tutto, è stato bello. ma qui non abbiamo più bisogno di te" fa tremare le vene ai polsi.
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categoria:ufficio, lavoro, paure
domenica, 27 aprile 2008

a trieste c'è il mare e con il mare davanti si pensa meglio.
a trieste il sabato sera qualcuno va sul molo a pescare.
a trieste c'è una piazza che toglie il fiato e si beve uno spritz che apre il cuore.
a trieste si guardano le montagne innevate e il vento che muove le onde.
a trieste elastigirl ci va sempre e solo per lavorare e tutte le volte che vede il mare, il molo, la piazza
, le montagne e il vento che muove le onde, pensa che chi vive in un posto così guarda la vita con altri occhi.

elastigirl è tornata a wisteria questa notte alle 2.
stamane alle 6,30 uno hobbit con i capelli come un casco di banane si è arrampicato sul lettone, le si è steso di fianco e l'ha scrutata in silenzio.
le ha guardato le braccia, il collo, le mani e la pancia.
"ciao mamma. ho notato che sei tornata con meno nei"
"ma che dici, nano?"
"sì, quando sei partita ne avevi di più. probabilmente qualcuno lo hai dimenticato lì"
"già. devo avere lasciato qualche neo a trieste"

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categoria:lavoro, viaggio, hobbit
giovedì, 24 aprile 2008
elastigirl domani andrà a trieste, per due giorni:
lavorerà tanto, dormirà poco, rivedrà il molo audace e ci si siederà sopra, anche solo un minuto, per respirare un po' di mare.

l'elasti-famiglia domenica andrà a londra, per una settimana:
visiterà i luoghi di mister incredible, magari incontrerà la sua slavata moglie inglese, mangerà gli scones con la marmellata, andrà per musei e per parchi a cercare gli scoiattoli.
elastigirl ne ha proprio bisogno.
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categoria:lavoro, viaggio, vacanza
mercoledì, 23 aprile 2008
"elasti, vuoi venire un attimo nel mio ufficio?", chiede l'elasti-capa.

non credo di essere pronta per una seduta di autocoscienza
"certo! arrivo subito"

"bene, elasti. vorrei fare il punto"

punto? il punto di cosa? la mia vita in questo momento è una macchia informe e senza bordi, altro che punto.
"..."

"come ti sembra questo lavoro nel centro esatto della redazione?"

a parte che faccio domande a cui nessuno risponde? a parte che torno a casa sempre troppo tardi e non trovo due bambini ma due nani isterici? a parte che a volte mi sento sola come un cane? a parte che ho perennemente paura di sbagliare? a parte che il mio senso di inadeguatezza al centro della redazione raggiunge vette inesplorate? a parte queste quisquilie, il lavoro mi piace.
"lo adoro. è stimolante, vario, divertente. certo a volte faccio un po' fatica, ma mi devo ancora abituare. comunque sono felice".

"bene elasti, sono felice anche io"

ma... una promozione? un lauto aumento? una dichiarazione memorabile tipo 'elasti, ti amiamo?', l'offerta di lavorare metà delle ore con il doppio dello stipendio?
"bene"

"bene"

"..."

"puoi andare elasti. grazie. buon lavoro"

"grazie a te"


è una soddisfazione arrivare in prossimità dei 40 anni e avere la capacità dialettica di un adolescente disadattato.
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categoria:ufficio, lavoro, autocoscienza
giovedì, 10 aprile 2008

elastigirl e mister incredible tanti anni fa andavano spesso a venezia, in una casa piccola piccola, al pian terreno, con il pavimento in cotto e i muri che sapevano di terra bagnata.
l'aveva affittata nonna J che l'aveva sognata fin da piccola e finalmente l'aveva trovata.
mister incredible ed elastigirl a venezia erano pazzi di gioia. 
passavano le giornate camminando per ponti e per calli con il naso per aria.
mangiavano baccalà mantecato e una strana pizza alta e molle che sembrava inzuppata nell'acqua dei canali.
si raccontavano storie seduti sulle panchine di campo san giacomo o guardavano il mare dai gradini di santa maria della salute. ridevano come due scemi in campo san provolo perché solo qui una piazza poteva chiamarsi così e imitavano il dialetto veneziano, assurto a lingua di frontiera tra milanese e barese.
andavano a mostre e musei e mister incredible si fermava ore davanti a ogni dipinto, a ogni scultura e se fosse stato per lui le visite sarebbero durate giornate intere ed elastigirl sarebbe crollata a terra esausta. "basta! abbiamo visto abbastanza, sono stanca", implorava lei. "sei una rozza", sentenziava lui.

elastigirl è andata a venezia, per lavoro, 24 ore.
si è goduta l'inestimabile lusso di un viaggio in solitudine.
ha visto la mostra su tiziano, aperta apposta a tarda sera per un gruppo di giornalisti finanziari gaudenti, ha mangiato carpaccio di pesce e bevuto uno sgroppino al limone conversando di servizi assicurativi flessibili e integrati, ha preso due taxi che erano motoscafi con divanetti in pelle e interni in radica, ha dormito in un letto immenso, di una camera sterminata, di un albergo cinque stelle lusso, ha imparato tutto sulle polizze per la terza età e ha pensato che forse è il caso di sottoscriverne una.

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categoria:ricordi, lavoro, viaggio, marito, autocoscienza
giovedì, 10 aprile 2008

"ehi, elasti! vieni anche tu a venezia per l'incontro sulle polizze assicurative per la terza età? prenotiamo lo stesso eurostar e andiamo tutti insieme noi giornalisti gaudenti e viaggiatori?"

"ehm, no, grazie. io viaggio da sola. possibilmente su un treno lentissimo, possibilmente in uno scompartimento vuoto di una carrozza deserta"

un tempo elastigirl era una socializzatrice indefessa e non avrebbe mai rinuciato a 150 minuti di chiacchiere, pettegolezzi e perfidie sulla affascinante categoria dei giornalisti finanziari.
adesso, isolazionista e misantropa, viaggia da sola. sola e felice.
                

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categoria:lavoro, giornalisti, autocoscienza
martedì, 08 aprile 2008
"elasti, giovedì mattina c'è un incontro sulle polizze assicurative third age", annuncia l'elasti-capo.

piuttosto mi sparo un colpo in testa.

"ok. ci vado"

"durerà tutta la mattina"

tutta la mattina a parlare di assicurazioni per la terza età? ma siamo impazziti? io stramazzo dopo mezz'ora.
"d'accordo"

"l'incontro non è a milano"

merda! come minimo è a rho-pero. dopo una mattinata sulle polizze a rho-pero avrò bisogno di un'ambulanza.
"e dove sarebbe?"

"a venezia"

"venezia?"

"alle procuratie vecchie, in piazza san marco. partirai il giorno prima, cioè domani. è prevista una visita serale alla mostra su tiziano e la sensualità della pittura e una cena in un'antica osteria. dormirai in un albergo da sogno. riesci organizzarti con i bambini, vero?"

"i bambini? quali bambini? certo che riesco a organizzarmi. e poi le polizze third age sono la mia passione, nonché la chiave di volta del futuro della finanza globale"
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categoria:ufficio, lavoro, viaggio, finanza, fughe
lunedì, 03 marzo 2008
lunedì mattina:

"elasti, non devi distrarti"
"elasti, concentrati!"
"elasti, hai fatto una cazzata"
"elasti, devi dire le cose, devi arrabbiarti, devi pretendere!"
"elasti, non rompere"
"elasti, parliamoci"
"elasti, questo è un regalo per te, perché in fondo mi sei simpatica"
"elasti, piantala di essere gentile, individua una vittima e attaccala"
"elasti, sei insopportabile"
"elasti, mi manchi"
"elasti, ma tu da grande che vuoi fare?"
"elasti, me ne vado"
"elasti, non preoccuparti"
"elasti, non sei capace"
"elasti, hai ragione tu"
"elasti, vaffanculo"

qualcuno dice che l'open space 'dà energia', qualcuno dice che bisogna essere contenti, qualcuno dice che solo chi lavora sbaglia, qualcuno dice che si fa per la gloria, qualcuno dice che l'unica via è la fuga, qualcuno dice che non si può andare avanti così, qualcuno si sente inadeguato.
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categoria:ufficio, lavoro, autocoscienza
giovedì, 21 febbraio 2008
"pur di non scrivere un pezzo sulla strategia di allianz a sostegno del suo veicolo di investimento strutturato, sarei disposta a fare 200 flessioni qui, per terra, nel centro esatto della redazione"
"..."
"..."
"va bene, elasti. fai pure le flessioni. al pezzo sul veicolo di investimento strutturato ci posso pensare io".

a volte bisognerebbe evitare di esporsi al pubblico ludibrio, facendo proclami idioti davanti ai colleghi.
postato da: nonsolomamma alle ore 22:24 | Permalink | commenti (26) | commenti (26)(pop-up)
categoria:ufficio, lavoro, giornalisti