mercoledì, 18 aprile 2007
elastigirl "si è creata un blog per noia e solitudine".
lo ha scritto la giornalista biondina incontrata alla girl geek dinner.
ah però! che allegria. pensa elastigirl che fino a oggi non aveva mai riflettuto sui tragici perché del suo blog.
effettivamente lo scorso settembre, elastigirl, annoiata e sola come raperonzolo nella torre della strega, si interrogava sulle possibili vie di uscita dalla miseria della sua esistenza.
individuò alcune opzioni:
1. l'alcolismo
2. le droghe pesanti
3. il sesso mercenario
4. il blog.
elastigirl scelse il male minore.
domenica, 01 aprile 2007
benché paralizzata dalla timidezza e annichilita dall'ansia da prestazione, elastigirl si infila un paio di anonimi jeans, una banale maglietta bianca, un'aggressivissima giacca di pelle nera e affronta la girl geek dinner.
"dove stai andando?"
"ma... a una cena di donne tecnologiche, esperte di web e di codici html"
"e tu che c'entri?"
"niente, perché?"
"ma conosci qualcuno?"
"beh, ho ricevuto un'email da amanda che è l'organizzatrice di questa cosa e poi ho appuntamento con una ragazza che si fa chiamare veejay che però non ho mai visto. con lei ci saranno cilvia e algaspirulina. nemmeno loro so bene chi siano..."
"sei sicura che non sia una trappola?"
"no"
"sei sicura di volerci proprio andare?"
"no"
elastigirl e il suo alter ego saggio si dibattono in questi interrogativi durante il tragitto.
elastigirl arriva nel surreale locale scelto da amanda ed è talmente nervosa che non riesce nemmeno ad aprire la porta.
gliela apre amanda in persona, una signorina bonissima che la accoglie come una sorella.
"elastigirl! ciao! adoro il tuo blog. io sono amanda grazie di essere venuta!" dice in perfetto italiano ma con l'accento di stanlio di stanlio e ollio.
amanda, la leader delle geek conosce il mio blog? sta chiaramente mentendo. è la proverbiale (?) cortesia britannica.
il locale è tutto buio e forse è un bene perché ottomane in tartan, sofà di pelle vintage e trofei di caccia si confondono nelle tenebre.
elastigirl non fa in tempo a togliersi la giacca e a individuare veejay.
"ciao. sono una giornalista del settimanale xy. devo assolutamente intervistarti", le dice una biondina volitiva.
"anzi, adesso vai a fare un po' di fotografie con il mio fotografo, poi ti intervisto... fotografo! vieni qui. lei è elastigirl".
si materializza un ricciolino piuttosto fico.
elastigirl ormai ha perso la facoltà di intendere e di volere, oltre all'uso della parola.
il ricciolino la fa sedere a un tavolo, le piazza davanti un computer portatile, che elastigirl non riesce nemmeno ad aprire, e scatta una cinquantina di foto.
"ti voglio più amorosa, elasti. più amorosa e suadente", dice il fotografo.
elastigirl è incredula, incredula e pietrificata.
non pago dei 50 scatti davanti al computer, il ricciolino porta elastigirl davanti a un mazzo di fiori, dove fa un'altra ventina di foto, e poi vicino alla giornalista volitiva, dove ne fa altre 30.
alla fine di questa follia, nella macchina del ricciolino ci sono più immagini di elastigirl di quante non ne siano state scattate negli ultimi vent'anni.
dopo l'esperienza fotografica, l'intervista è una bazzecola e la biondina si rivela pure simpatica.
poco dopo lo stesso trattamento ricciolino-biondina viene riservato anche alle tre elasti-amiche, veejay, cilvia e algaspirulina.
elastigirl si perde il discorso di amanda alle geek e perde la sua ultima occasione di sapere il perché di questa cena. poi intervengono alcune geek di successo e spiegano che si può essere donne, madri, mogli, menti tecnologiche e esseri umani felici, tutto insieme.
con questo messaggio di speranza, è pronta la cena.
non si parla, nemmeno un secondo, di codici html, di box liquidi, di CSS né di niente che sia anche solo vagamente tecnologico.
elastigirl finalmente si rilassa.
rientrata a casa, la accoglie il lamento dello hobbit grande.
"mamma, mi prude tutto. devi dormire con me".
elastigirl passa il resto della notte insonne, avvinghiata a un nano con la varicella, in un lettino lungo 150 centimetri.
venerdì, 30 marzo 2007
incurante della varicella dello hobbit grande e sotto la nefasta influenza di veejay, elastigirl questa sera parteciperà alla girl geek dinner.
non ha la più pallida idea di cosa la aspetti e la sua ansia da prestazione è alle stelle.
un geek è un nerd o, nell'accezione più nobile, un amante della tecnologia e dell'informatica.
una signorina inglese che si chiama amanda organizza queste cene, di donne web addicted, in giro per l'europa.
a milano la cena sarà, secondo le descrizioni online, in "un parallelepipedo color cioccolato che fa da contenitore estetico ad un luogo di ritrovo urbano, con tocchi desunti dal calore domestico".
se vorrà sentirsi veramente a casa, elastigirl potrà adagiarsi mollemente su "un'ottomana in tartan per godersi le letture di cultura e di moda e di svago", oppure allungarsi su "sofà di pelle vintage con coperte".
se però, nonostante tutto questo bendidio, elastigirl fosse ancora un po' a disagio potrà distrarsi ammirando "trofei di caccia alle pareti".
ad amanda, se non altro, non manca il buon gusto.
due interrogativi sorgono spontanei:
1. come si veste una geek?
visto che elastigirl non è una donna informatica, sarà paralizzata dalla timidezza e si sentirà un'infiltrata in questo simposio di menti tecnologiche, vorrebbe almeno avere un look adeguato.
la si nota di meno con una mise fricchettona tipo jeans strappato, poncho, tracolla con le frange e treccine hippy o in versione panteradelweb con stivale pitonato a punta e completo in pelle lucida?
2. di cosa parla una geek?
certamente non della varicella del suo nano.
se a un certo punto la vicina di posto a sinistra le dice "dai amica, parliamo un po' di modularizzazione dell'XHTML" e quella a destra le chiede: "ehi tipa, ce li hai i box liquidi?" elastigirl cosa deve fare?
potrebbe sempre impararsi tutti i codici del suo template e memoria e snocciolarli tra una portata e l'altra, con lo sguardo ispirato perso nel vuoto e l'aria molto intelligente.
elastigirl ha meno di 4 ore per trasformarsi in quello che non è.