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giovedì, 14 gennaio 2010
elastigirl e il microbbit dalle nove del mattino alle quattro del pomeriggio sono soli. a volte escono ma fuori fa freddo, piove e a casa si sta decisamente meglio.
lui dorme e mangia parecchio. elastigirl, strutturalmente inquieta, ipercinetica e un po' nevrotica, sta imparando la lentezza. allatta il microbbit, cambia il microbbit, massaggia il microbbit, coccola il microbbit, guarda il microbbit fino al rimbecillimento, lava, stende e ripone i pannolini lavabili del microbbit e ancora resta un sacco di tempo libero. allora fa torte perché la rilassa e legge, legge più di quanto non sia riuscita a fare negli ultimi sei anni. legge per ore, immobile, sul divano, mentre il microbbit russa lì accanto o mangia, avvinghiato a lei come una piccola cozza aggrappata al suo scoglio.
elastigirl a questo punto ha urgente bisogno di librimperdibili: libri leggeri, libri mattoni, libri che "no! non dirmi che non l'hai letto!", libri utili e inutili, libri folgoranti, libri necessariamente belli.
ma soprattutto ha bisogno di elasti-lettori-amici che consiglino il loro librimperdibile, quello che hanno amato follemente, quello che si porterebbero sull'isola deserta insieme all'uomo o alla donna dei sogni se facessero naufragio, quello senza il quale la libreria di casa sarebbe vuota e triste.
lei prenderà nota di tutto, farà un grande acquisto online e, piano piano, li leggerà, fino a quando il microbbit e il congedo maternità glielo consentiranno.
grazie a tutti quelli che avranno voglia di lasciare qui sotto il titolo e l'autore del loro librimperdibile.
giovedì, 26 novembre 2009
siccome la pagliuzza nell'occhio del prossimo è sempre più grande della trave nel nostro,
siccome enumerare i difetti altrui dà un certo gusto,
siccome parlare dei pregi non propri fa sentire più buoni,
siccome un momento di autocoscienza giova anche ai maschi, anche se spesso vi si sottraggono,
siccome quando il gioco si fa duro...
ecco qui:
mister incredible è un cattivo padre:
1. perché quando lavora o è immerso nella lettura dei suoi testi sacri, tipo i love marxian economics o econometric models for proletarian revolution, non sente i figli che urlano, che si lanciano oggetti contundenti o che gli annunciano l'intenzione di scaraventare lo stereo e la tivvù fuori dal balcone per fare spazio ai gormiti.
2. perché fa vedere agli hobbit il signore degli anelli, x-man, daredevil, hellboy e altri altri inquietanti film senza censure, come se assistere a guerre, squartamenti e violenze varie conditi da atmosfere gotiche e ansiogene fosse uguale ad assistere alla danza dei sette nani nella miniera di diamanti.
3. perché non sospetta nemmeno che il lunedì mattina alla scuola materna si debbano portare asciugamano, bavaglino e lenzuola puliti e che nello zaino dello hobbit grande vada infilata una merenda, ogni giorno.
4. perché, se fosse per lui, i bambini potrebbero andare in giro a maniche corte, anche a gennaio, con i sandali aperti e i calzoni corti, potrebbero indossare una maglia viola e dei pantaloni a pois marroni o avvolgersi negli stracci della cucina e presentarsi così al mondo e soprattutto alle intemperie.
5. perché non si pone il problema del cibo, dell'appuntamento con la pediatra, del pagamento della refezione scolastica e dei contributi inps della baby sitter valentina diolabenedica.
6. perché non ama i dolci e quando si trasgredisce tutti insieme, con il cioccolato, il gelato e la torta, lui scuote la testa e mangia cicorie.
7. perché non voleva una figlia femmina. ne sarebbe stato letteralmente terrorizzato e, come disse un giorno, l'avrebbe allevata "come il maschio che ho sempre desiderato".
8. perché sostiene di essere "un padre perfetto".
mister incredible è un buon padre:
1. perché adora gli hobbit e li guarda con sguardo da triglia innamorata, ma solo quando pensa di non essere visto.
2. perché li coccola, e fa loro il solletico e li fa ridere e gridare di gioia come nessun altro.
3. perché pulisce con assoluta naturalezza la cacca, il vomito e le altre schifezze hobbit e perché sa accudire un nano come e meglio di una mamma, senza sentirsi eroico o straordinario per questo.
4. perché condivide, partecipa e interviene in tutte le cose importanti, perché è coerente, solido, presente anche quando è lontano.
5. perché, quando c'è bisogno, fa il poliziotto cattivo, lasciando a elastigirl il più comodo ruolo della buona.
6. perché ha insegnato ai nani a dormire, con disciplina e dolcezza, come elasti-mollacchiona non sarebbe mai stata in grado di fare.
7. perché quando elastigirl allattava, si alzava spesso di notte anche lui, e si accoccolava vicino a lei, aspettando che finisse. e poi diceva "noi allattiamo" ed era un po' vero.
8. perché trasmette le sue passioni agli hobbit e insegna loro il dialetto barese e l'amore per le cartellate e le cime di rapa, regalando loro quelle radici che a elastigirl mancano.
chi volesse partecipare a questo gioco in prima o per interposta persona è, come al solito, caldamente invitato a farlo.
KGNSBFACBHPD
venerdì, 20 novembre 2009
sono una cattiva madre:
1. perché detesto (ma proprio mi fa schifo) giocare con i gormiti e con tutti gli altri mostruosi personaggi che combattono, si ammazzano e risorgono, che dicono "io sono il più forte, no io, no io sbleng, tong, gunf"
2. perché passare un sabato e domenica interi sola con gli hobbit, senza mister incredible, mi getta nello sconforto e mi sfinisce
3. perché non so disegnare, nemmeno un gatto, un topo, un albero. niente di niente. produco sgorbi immondi che mi imbarazzano. e per questo non incoraggio l'estro artistico dei nani
4. perché non ascolto musica e non la faccio ascoltare ai bambini
5. perché non ho inventiva né manualità, non so cucire nemmeno un cappiolino di un asciugamano o un bottone. la sola idea di creare un costume, una maschera, uno straccio di mantello per carnevale o halloween mi provoca tremori e vertigini
6. perché non cucino mai il minestrone e nemmeno i legumi che dicono sono tanto sani
7. perché non accetterei di smettere di lavorare per occuparmi a tempo pieno dei figli
8. perché a volte mi infurio e allora urlo, oppure sbatto per terra fortissimo un giocattolo a caso. è capitato che si frantumasse sotto gli occhi esterrefatti dei due hobbit.
sono una buona madre:
1. perché con gli hobbit rido, come con nessun altro
2. perché con loro canto, qualsiasi cosa, dalle sigle tv degli anni 70, alle canzoni inventate e spesso ballo
3. perché li lascio parlare, senza interromperli, e passerei la vita ad ascoltarli. perché i racconti hobbit mi incantano
4. perché adoro leggere loro le storie e preparare loro le torte
5. perché provo a mettergli dei paletti intorno, anche se a volte "sbraco" come dice mister incredible e qualche paletto cede
6. perché non sono ansiosa, almeno non troppo, e non mi interessa se non hanno la canottiera rimboccata nei pantaloni
7. perché sono fiera di loro e loro lo sanno e anche per questo hanno le spalle larghe
8. perché penso che il mondo sia un posto bello e voglio che lo pensino anche gli hobbit.
se qualcuna/o volesse partecipare a questo rito catartico, può farlo liberamente qui sotto. non ci sono limiti all'autoflagellazione né all'autocelebrazione. e nemmeno limiti di spazio. l'anonimato è concesso, ma solo quando è veramente necessario.
mercoledì, 26 agosto 2009
tra sette giorni elastigirl tornerà in redazione, tra quindici lo hobbit piccolo inizierà l'inserimento alla scuola materna, tra venti il grande andrà in prima elementare. mister incredible è partito per londra ieri inseguito da un furioso hobbit piccolo che gli gridava sulla porta "plendimi pel mano e poltami con te".
un languore malinconico di fine estate è calato sulla wisteria del salento ed elastigirl, per non farsi travolgere dall'ansia che ogni fine e ogni inizio portano con sè, pensa a quello che vorrebbe da oggi a natale.
1. un settembre tiepido e leggero come una carezza, che non faccia rimpiangere l'alienante, per quanto rassicurante, routine infradito-spiaggia-piazzetta dell'ultimo mese.
2. una maestra simpatica per lo hobbit grande, anzi due. di quelle capaci di lasciare tracce colorate nella memoria per sempre. di quelle che ridono e sgridano, raccontano storie indelebili e insegnano anche un po' a vivere, di quelle che ti scuotono e ti capiscono ma non troppo, che ti ascoltano e si fanno ascoltare.
3. uno hobbit piccolo serenamente rassegnato, se non pacificato, di fronte alle partenze e agli arrivi di mister incredible. uno hobbit che prenda coscienza che presto smetterà di essere il piccolo e che questo riserverà anche inaspettate sorprese.
4. uno hobbit grande senza mal di pancia, mal di mamma, mal di scuola, disturbi di cui soffriva tremendamente elastigirl il primo anno di elementari. uno hobbit che scopra la magia di leggere un libro da solo e di scrivere le sue rime su carta, invece di lasciare volare via perle come "cavaliere-arciere, amore-sudore, non mi hai fatto male-faccia di maiale".
5. una gravidanza lieve che non fiacchi ogni resistenza perché una pancia abitata, due hobbit, un marito part time e un lavoro a tempo pieno richiedono parecchie risorse che elastigirl non è sicura di avere.
6. una valentina diolabenedica, baby sitter e colonna portante dell'elasti-vita, che, per il quarto anno, vegli sull'elasti-famiglia, nonostante il caos e nonostante il terzo nano maschio perché lei lo aveva detto subito che voleva una bimba e che era stufa di tutti questi piselli in casa.
7. un mister incredible che non fugga, in preda a improvvisi sconcerto, scoramento e paura, con una studentessa giamaicana.
8. un terzo hobbit che si affacci al mondo senza troppo dolore per nessuno e che spalanchi i suoi occhi nuovi e ignari sulla vita, ottimista e fiducioso.
PS se qualcuno volessere aggiungere qui sotto i propri auspici di fine estate casalinghi e privati, come quelli di elastigirl, o alti e universali, come quelli degli animi nobili, è caldamente invitato a farlo, senza remore o inibizioni.
domenica, 05 luglio 2009
"would you like a cup of tea, porsha?"
"sì, grazie marsha"
"what about you, trisha?"
"anke io volio il tè, glazie"
"milk? sugar'"
"un po' di latte, cara marsha per favore"
"pel me otto cucchiai di zukkelo, peppiacele"
"here we are my friends. our afternoon tea is always delightful, isn't it?"
porsha, marsha e trisha, dopo avere sorseggiato il loro immaginario tè da immaginarie tazze di porcellana, concludono sputando per terra, facendo pernacchie, producendo cacofoniche melodie e simulando conati di vomito.
"ma si può sapere cosa state facendo?", chiede elastigirl disgustata.
"è il nostro nuovo gioco per rilassarci", risponde lo hobbit grande.
"il papà è marsha, io sono porsha e mio fratello è trisha"
"si chiama il tè delle vecchiette. facciamo finta di essere tre signore inglesi che prendono il tè", spiega mister incredible-marsha, girando un invisibile cucchiaino in una invisibile tazza.
"beviamo il tè e poi putiamo pettella e gomitiamo" (= si chiama gioco di finzione. è un'attività educativa e altamente formativa. consiste nel simulare una situazione, nella fattispecie un tè tra amiche. ma poiché è un gioco da femmine, noi, che siamo maschi evoluti e fantasiosi, lo arricchiamo con sputi e vomito finale, per dare realismo e vivacità al quadro).
"ridiamo come pazzi, vuoi un po' di tè pure tu mamma? tu potresti essere alysha..."
"would you like a cup of tea, alysha?"
del resto, da un padre barese che parla inglese ai suoi figli, da uno hobbit grande che dice 'c' uè?' per dire 'cosa c'è?' e da uno hobbit piccolo, convinto che la rima più sublime sia 'cacca-cacca', non ci si può aspettare molto di più.
ps da ieri gli hobbit si sono trasferiti al castello di artù, con nonna J. da domani elastigirl e la sua pancia abitata saranno a milano a lavorare, sole e libere di dormire, immalinconirsi, folleggiare, pensare l'una all'altra come non succede mai.
giovedì, 12 febbraio 2009
vorrei un lavoro utile, di quei lavori per cui la gente, vedendoti, dice: "grazie! meno male che ci sei tu".
un lavoro divertente e creativo per quando sei energico e arguto, ma anche un po' ripetitivo per i giorni in cui hai dormito poco e non hai la forza di pensare.
un lavoro senza tempi morti e senza nevrosi.
un lavoro in cui tutti sono uguali, ugualmente responsabili, ugualmente simpatici, ugualmente democratici.
vorrei un lavoro in cui sei stato scelto perché nessun altro poteva farlo come te.
un lavoro che se fuori fa freddo e piove, telefoni e dici "scusate, oggi non ce la faccio. sto qui, sotto il piumone a leggere e a pensare" e dall'altra parte qualcuno ti risponde "brava: leggere e pensare oggi farà di te una collega migliore domani".
vorrei un lavoro che il venerdì sera sei un po' triste perché è finito.
un lavoro che ti riempie la mente e fa di te una persona migliore.
un lavoro che ti insegna qualcosa ogni giorno, che ti accende, che ti fa ridere e non ti viene a noia.
un lavoro pieno di colleghe solidali e simpatiche e di colleghi bellocci e sexy che pure l'occhio e i sensi vogliono la loro parte.
un lavoro che quando annunci di aspettare un bambino si fa una festa che dura tre giorni e il tuo capo scoppia in singhiozzi commossi e ti abbraccia.
un lavoro che nella pausa pranzo ognuno tira fuori un materassino e una tuta sbrindellata e si fa pilates, tutti insieme. e alla fine, un po' puzzoni e sudati si mangia un enorme gelato al cioccolato con la panna "perché tanto ho fatto pilates e con il pilates viene un corpo statuario, alla faccia del gelato e della panna".
vorrei un lavoro che se chiedi il part time ti sorridono, ti stringono la mano e ti dicono: "apprezziamo le persone che non vivono per lavorare. il part time misura la civilità di un popolo. non solo te lo concediamo ma ti aumentiamo lo stipendio".
se qualcuno ce l'ha, questo lavoro, è pregato di farsi avanti.
se qualcuno non ce l'ha ma ne ha in mente un altro, diverso ma altrettanto ideale, è pregato di descriverlo.
martedì, 30 dicembre 2008
bari, in farmacia.
lui ha gli occhi bassi, la barba incolta e un giubbotto imbottito con il collo di pelliccia, più adatto a una traversata antartica che allo struscio natalizio in via sparano.
"in cosa posso servirla?", chiede un inappuntabile commesso in camice bianco.
"...", sospira lui.
"prego? cosa desidera?"
"u' tv", bofonchia lui.
"c' uè?" (= che vuoi?), chiede l'uomo in camice, perdendo un po' della sua professionalità.
"u' pv"
"c' uè???", ripete il farmacista.
"un vt'"
"p'u' servz?" (pronunciato con la Z di zanzara)
"p'u' servz!", risponde lui, illuminandosi di un sorriso trionfante e riconoscente.
la parola 'servz', nell'accezione utilizzata nel suddetto contesto, inquieta un po'. del resto, ogni lingua ha i suoi lati oscuri e il barese non fa eccezione.
se qualcuno volesse ipotizzare quale prodotto è stato incartato e consegnato all'avventore, è libero di farlo.
lunedì, 29 dicembre 2008
mister incredible è in attesa di comprare enormi panzerotti fritti per tutta l'elasti-famiglia. qualcuno sostiene che si tratti di veleno (la nonna, super W), qualcuno li mangia di nascosto (il nonno, mister brown), qualcun altro potrebbe mangiarne sei uno dopo l'altro, ma si trattiene perché poi diventa 'manzo' come dice lui (lo zio con l'orecchino al naso), il rosso, fidanzato della zia matta, non li ha mai assaggiati e deve assolutamente colmare questa voragine culturale.
elastigirl e gli hobbit aspettano in macchina.
prima che i nani finiscano di smontare la punto di mister brown, elastigirl propone un gioco.
"io inizio a raccontare una storia, voi la continuate"
"va bene, io sono il primo"
"no, io pimo. tu kudi bekko" (= niente affatto. non ho la più pallida idea di cosa debba fare, probabilmente il gioco mi fa schifo e non parteciperò. ma devo comunque difendere il mio ruolo di anarchico disturbatore. quindi sarò il primo e tu, fratello, chiudi il becco)
"io sono il capo e io decido, nani. allora... c'era una volta un bambino che viveva proprio sulla spiaggia... continua, hobbit grande"
"un giorno va a giocare sulla sabbia e vede da lontano uno squalo enorme"
"kualo gaaande, kattiiiivo"
"zitto tu, non ho finito. anche lo squalo vede il bambino e decide di divorarlo. ma il bambino fa rugby ed è fortissimo. prende dei sassi e glieli tira come un pazzo. colpisce lo squalo sulla faccia e lo stecchisce. la storia è finita"
"no, aspetta. adesso tocca a te, nano piccolo"
"hiva mamma sua, con ombello. poi zan zan zan. massa kualo gaaande, kattiiivo. poi vanno casa e manzano papettone" (= arriva la madre del bambino violento e sanguinario. poiché spesso la brutalità dei figli si ritrova nei genitori, la madre è parimenti violenta e sanguinaria. prende pertanto un ombrello e lo scaglia con ferocia contro lo squalo che forse un tempo era pure grande e cattivo ma ora è stremato, essendosi imbattuto in questi due selvaggi assetati di sangue. terminato il loro sporco lavoro, madre e figlio tornano a casa e festeggiano il loro crimine divorando un panettone)
"è veramente una storia tremenda, nani"
"antzi no"
"dimmi nano, se vuoi cambiare il finale, cambialo pure. tanto, peggio di così..."
"manzano pantzehotti" (= madre e figlio festeggiano il loro crimine divorando panzerotti fritti).
mercoledì, 29 ottobre 2008
quando rinasco avrò capelli rossi lunghissimi e a forma di fusilli.
avrò la pelle di porcellana e gli occhi verdi. avrò caviglie sottili, ginocchia ossute e gambe da fenicottero, estranee ai concetti di ritenzione idrica e cellulite.
avrò la terza di reggiseno perché la terza è la misura perfetta e sarò afflitta dal problema della pancia rientrante.
avrò fianchi morbidi e vita sottile ma nemmeno un pelo superfluo.
quando rinasco saprò dipingere, ricamare a punto croce e farmi l'orlo ai pantaloni.
quando rinasco sarò talentuosa e suonerò il pianoforte con gli occhi chiusi. quando rinasco avrò l'orecchio assoluto e saprò riconoscere le note dei capricci di mio figlio e trasformarle in sonate per archi.
quando rinasco saprò fare la spaccata e pattinare sul ghiaccio. farò yoga all'alba perché quando rinasco sarò mattiniera.
quando rinasco avrò una passione per il farro, il miglio, il radicchio biologico e i biscotti alla crusca, mentre salame e cioccolata mi lasceranno indifferente.
quando rinasco farò l'erasmus a barcellona.
quando rinasco sarò un'intellettuale che adora eschilo in greco antico, proust in francese e dostoevskij in russo.
quando rinasco non avrò paura della solitudine, dei no, delle porte chiuse, di disturbare.
saprò sedurre e abbandonare, sarò algida e magnetica.
quando rinasco sarò una donna fantastica e non avrò nemmeno la colite e il senso di colpa.
ps se qualcuno volesse raccontare come sarà quando rinasce è caldamente invitato a farlo nei commenti. l'alter ego elastico, con i capelli rossi a fusillo apprezzerà moltissimo e si sentirà meno sola.
mercoledì, 18 giugno 2008
"mamma, giochiamo?", chiede il nano grande spalmato sul lettone prima di andare a dormire.
"mmmh... perché invece non leggiamo un po'?"
"dai ti prego mamma. questa sera gioca con me"
"io preferirei leggere..."
"mamma, ti supplico: giochiamo solo due minuti..."
"uff. va bene. ma solo due minuti"
"grazie mamma. io prendo crudelion, il tormentoso sabis, sommo luminiscente e ombrassassina"
"e a me cosa lasci?"
"a te lascio artiglio"
"giochiamo ad armi pari..."
"come?"
"niente niente. spiegami almeno come funziona il gioco"
"beh... io ho i buoni, tu hai il cattivo e si danno mazzate"
"ho capito"
"tah tah! uah! argh! sgonf! prendi questa sberla e questo cazzotto in faccia! tah tah... ti ho sconfitto"
"di già?"
"già. sei morta. ora ricominciamo: tah tah! uah! argh! sgonf!..."
i giochi che piacciono ai bambini maschi sono rozzi, primitivi, selvaggi e mortalmente noiosi.
elastigirl ha poca dimestichezza con i giochi che piacciono alle bambine femmine ma è assolutamente certa che siano parecchio più evoluti e sofisticati.