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lunedì, 10 marzo 2008
domenica pomeriggio lo hobbit grande è stato invitato alla festa di compleanno del suo amico gabriele, detto anche il-gabri.
il papà di gabriele prima faceva il carabiniere, adesso vende telefonini.
l'appuntamento era alle 15,30 a casa del-gabri.
la domenica pomeriggio però l'elasti-famiglia dorme.
"accidenti, nano! sono già le 4. abbiamo dormito troppo. corriamo alla festa!", dice elastigirl scuotendo uno hobbit svenuto sul divano.
sullo schermo dell'elasti-telefonino ci sono 3 chiamate senza risposta, 2 sms e un messaggio in segreteria.
è sempre il papà di gabriele.
"sono le 15,43 e non siete ancora arrivati", dice il primo sms.
"sono le 15,49 e non ci siete ancora. vi siete per caso persi?", dice il secondo sms.
"elasti, buongiorno. sono il papà del-gabri. vi stiamo aspettando invano da 27 minuti", dice il messaggio in segreteria.
elastigirl è desolata, il senso di colpa si impossessa di lei e l'autorità di un ex carabiniere la schiaccia come un macigno.
"pronto, signor papà del-gabri, sono elasti. mi scusi moltissimo. ci siamo appisolati. corriamo da voi. scusi ancora", esclama contrita, sull'attenti, scandendo le parole.
"ricevuto, signora elasti. vi attendiamo", risponde lui.
lo hobbit grande, in preda a eccitazione molesta, ed elastigirl, con il capo cosparso di cenere, bussano alla porta del-gabri.
il padre, in giacca e cravatta, apre la porta, batte i tacchi e li guarda con sospetto.
lei, in jeans, anfibi e felpa a righe, sfodera il suo miglior sorriso.
lo hobbit sgrana gli occhi, consegna il regalo, si gira su se stesso e scoppia in un pianto dirotto.
"buaaaaah! voglio tornare a casa! mamma portami a casa! buaaaah"
"ma nano! che ti succede? eri così contento di venire alla festa di gabriele..."
"sìììì, ma ora voglio andare a casa. buaaaah!"
il-gabri è allibito, il papà del-gabri alterato, la mamma del-gabri incredula, i fratelli del-gabri se ne fregano. gli invitati del-gabri...
il-gabri ha invitato alla sua festa solo uno hobbit che è arrivato 42 minuti in ritardo e per giunta singhiozza disperato sull'uscio.
povero, il-gabri.
"scusateci, dobbiamo fare un riunione di famiglia", dice elastigirl richiudendo la porta e sedendosi sulle scale del pianerottolo.
"che cosa vogliamo fare, nano?"
"non lo so. buaaah!"
"cosa ti succede?"
"sono molto emozionato"
"ok, nano. inspira ed espira con me. e soprattutto pensa alla torta!"
lo hobbit inspira, espira e pensa alla torta.
"scusate mi sono emozionato. ora è passato", dice rientrando.
"bella festa", ha detto lo hobbit tornando a wisteria tre ore dopo.
"mi sono anche un po' innamorato della sorella del-gabri"
"ma ha 12 anni, nano!"
"già, ma quando si ama l'età non conta".
mercoledì, 26 settembre 2007
l'oggetto transizionale è un pelouche, una coperta, un ciuccio a cui i nani si affezionano.
rappresenta un sostituto della mamma e del papà da tenere vicino quando loro sono lontani.
persino eduardo estivill, il pediatra catalano nazista che ha inventato un metodo tanto spietato quanto efficace per fare dormire i bambini, dice che l'orsacchiotto transizionale è consentito e consigliabile.
i bambini normali amano gli oggetti transizionali.
lo hobbit piccolo, come quasi tutti i bambini del mondo, ha il suo oggetto transizionale. si chiama pippo ed è un coniglio arancione di pezza.
quando lo hobbit piccolo viene adagiato sul suo lettino candido per fare la nanna trova il soffice pippo che lo aspetta, con le sue orecchie lunghe e gli occhi di vetro.
a quel punto lo hobbit piccolo si siede tra le sbarre del letto, afferra pippo, lo guarda con disprezzo e lo scaraventa sul pavimento rabbioso.
solo quando pippo giace riverso sul parquet, lo hobbit piccolo si rilassa e può finalmente addormentarsi.
tutto questo ha certamente un significato. elastigirl preferisce non saperlo.
venerdì, 24 agosto 2007
lo hobbit grande continua a essere innamorato di chiara, la biondina di anni dieci.
chiara continua a non degnarlo di uno sguardo.
lo hobbit continua a frequentare giovannino, bambino selvaggio, fratello dell’amata, nella segreta speranza di fare breccia nel cuore della famiglia.
“fangulo! fangulo! fangulo!”, urla giovannino mentre lancia proiettili di sabbia ai bagnanti.
“mamma di giovannino, giovannino dice le parolacce!”, dice l’infido hobbit spione.
la mamma rivolge al cielo uno sguardo rassegnato.
“quello dice sempre parolacce. l’altro giorno gli ho fatto persino uscire il sangue dalla bocca a suon di sberle. non è servito a niente”.
mercoledì, 22 agosto 2007
elastigirl e mister incredibile si sono concessi la colazione al bar, mollando gli hobbit dai nonni.
stanno divorando voluttuosamente un cornetto crema e cioccolato e leggendo pigramente i giornali quando si materializza un minuscolo nano.
“avete visto un pelato che si chiama aldo? è il mio papà e l’ho perso”, chiede.
“no, non abbiamo visto nessun pelato che si chiama aldo, ma siamo due supereroi potentissimi e te lo troviamo all’istante”, risponde baldanzoso mister incredibile che parte alla ricerca di aldo il pelato.
“siediti qui che aspettiamo insieme il tuo papà”, propone elastigirl.
il nano si accomoda.
si chiama alessandro, ha 5 anni, ama superman ma anche i gormiti e le lasagne, sa fare le capriole e sputare lontano. andrà a scuola a settembre ma sa già contare fino a 100.000. da grande farà il subacqueo.
proprio quando alessandro sta sfidando elastigirl a braccio di ferro (“sono campione atomico di braccio di ferro. hai coraggio?”), un urlo fa tremare i tavolini del bar.
“aaargh! brutto scemo de un cretino! te sto’ a cerca’ da mezz’ora. mo’ te gonfio”.
è un signore furioso. è pelato e probabilmente si chiama aldo.
solleva il campione atomico per un braccio e lo scaraventa per terra.
i due si smaterializzano, inghiottiti dall’ira funesta di aldo.
venerdì, 01 giugno 2007
"mamma! lo hobbit piccolo oggi ha inziato a camminare!", dice elastigirl garrula, parlando al telefono con nonna J.
"ah! precoce"
"beh, insomma, ha 13 mesi. direi normale"
"già normale... strano che non parli ancora", la nonna sembra delusa.
"come no, certo che parla. dice tè per treno e telefono, dice buà per acqua, mamma per mamma e pappa per pappa. le cose fondamentali, insomma", risponde elasti-piccata.
"sarà che io sono abituata a te che a 7 mesi dicevi 'mamma, vorrei un bicchiere di latte per cortesia'..."
"mamma, ma cosa dici??? non è possibile"
"certo che è possibile. sei mia figlia, no? certe cose me le ricordo"
elastigirl vorrebbe riportare alla ragione nonna J.
poi si ricorda che super W la super suocera racconta che mister incredible a nove mesi aveva rifiutato il pannolino per convertirsi al più pratico e igienico vasino e che a tre anni, dopo la quotidiana lettura del giornale, chiese "papà, mi spieghi esattamente cos'è lo scandalo italcasse?".
martedì, 10 aprile 2007
lunedì di pasquetta sul lungomare di bari.
come spesso capita, mister incrdible, elastigirl e i due hobbit non sono quelli che sembrano.
il lungomare di bari è in realtà il far west e i quattro figuri che si rincorrono urlando e sparando sono tex willer, suo figlio kit, tiger jack e kit carson (tiger jack è quello sul passeggino).
nella foga della corsa elastigirl e mister incredible si scontrano e quasi cadono.
mister incredible prende tra le braccia elastigirl e le dà un inaspettato e appassionato bacio.
elastigirl chiude gli occhi e si abbandona, dimenticando hobbit e lungomare.
mister incredible si ritrae istantaneamente.
"scusa. non riesco a non pensare a tex willer e a kit carson che si baciano. e si spegne la passione", si giustifica il super eroe.
elastigirl pensa che devono piantarla di fare questi giochi idioti in cui gli stupidi maschi si identificano troppo.
venerdì, 23 marzo 2007
1. il nano piccolo è stato aggredito da un virus. da qualche ora le sue uniche occupazioni sono fare la cacca e vomitare, preferibilmente in braccio all'elasti-mamma.
2. a causa del morbo del nano, è saltato un fantastico weekend piemontese al castello di artù, nobil signore, fidanzato della fortunata mamma di elastigirl.
3. è morto, per la terza volta in tre mesi, l'elettrodomestico del cuore di elastigirl. ha esalato il suo ultimo respiro mentre era impegnato nella preparazione della cena, il bastardo.
4. il signor faruk, imbianchino, ha fatto visita nel pomeriggio a wisteria, colorando a caso i muri di casa, con la scusa di fare dei ritocchi. risultato: pittura ovunque, persino nelle orecchie degli hobbit.
5. mister incredible ha sentito l'impellente bisogno di telefonare al suo amico tamburellista tarantato affetto da logorrea proprio mentre: l'amato elettrodomestico agonizzava, lo hobbit piccolo emetteva inquietanti gemiti, premonitori di ben più inquietanti manifestazioni del virus e lo hobbit grande si sollazzava nella vasca allagando il bagno, come sua abitudine.
elastigirl alle 19,30 si sente il catalizzatore della sfiga planetaria, è triste come la piccola fiammiferaia e rabbiosa come un lupo mannaro. cerca solo un pretesto per fare uscire il mostro che la abita.
mister incredible, pensando di dimostrare alla famiglia la sua buona volontà, fa partire una lavatrice. questo basta.
elastigirl fa un'assurda scenata al povero supereroe sull'uso della lavatrice.
mister incredible non coglie la sua fondamentale funzione terapeutica. e si incazza.
nel bel mezzo di questa surreale rissa, si materializza il nano grande:
"state litigando?" chiede con tono casuale.
"no, nano ma lasciaci finire" lo zittisce elastigirl.
"adesso vi separate?"
"..... come?"
"ho chiesto se vi separate. nel senso che ognuno va a vivere in una casa sua... succede a chi litiga molto..."
separarci? litigare molto? ma che sta dicendo? ma cosa pensa di noi???? sono una cretina. devo piantarla.
elastigirl si ferma.
e si tranquillizza.
la serata si conclude in versione famigliadelmulinobianco.
DOMANDA: ma un lato un po' mostruoso... ce lo hanno tutti, vero?
sabato, 03 marzo 2007
mia madre sa sempre cosa vuole.
mia madre aveva un progetto di vita in testa e lo ha realizzato.
mia madre è una manager.
mia madre è un carrarmato, nel senso buono (?).
mia madre ha una casa elegante ed essenziale, che non conosce disordine e sporcizia.
mia madre ha il pollice verde. quando passa lei crescono bonsai e sequoie.
mia madre pensa che io sia una causa persa.
io vivo in un cronico stato confusionale.
io non ho ancora capito chi sono e nemmeno cosa voglio.
io vivrei e lavorerei in una comune.
io ho il terrore di occupare spazi altrui.
io ho una casa buffa e colorata, in cui il caos regna sovrano.
io ho il pollice nero. quando passo io le piante si suicidano.
io penso che senza mia madre sarei molto molto peggio di così.
mia madre viene in visita.
"ho pensato al tuo regalo di compleanno. è bellissimo" dice eccitata.
"il mio compleanno è tra più di un mese" rispondo scettica.
"non importa. io mi sono mossa in anticipo e ho già organizzato tutto", l'entusiamo è alle stelle.
"posso avere un indizio?" chiedo dubbiosa.
"ti regalo un giardiniere. per i tuoi terrazzi", sorride compiaciuta.
"i miei terrazzi? ho tre balconcini desertici che mi piacciono così", sono in versione distruttiva.
"ormai è tardi. il giardiniere è già venuto, quando tu non c'eri. ha fatto un piccolo progetto per i terrazzi. abbiamo già deciso tutto. la prossima settimana viene, interra le piante e i fiori e avrai l'eden in casa" dice convinta e inarrestabile.
"tanto poi nel giro di qualche giorno lo sai che muore tutto. basta che io esca sul balcone, guardo l'eden del tuo giardiniere e pam, un bel suicidio collettivo" proseguo nella mia opera di demolizione, da vera ingrata.
"ho pensato anche a questa eventualità. ogni 15 giorni il giardiniere verrà a controllare lo stato di salute delle piante. è un ragazzo simpatico. ti piacerà, vedrai".
"è anche carino?" chiedo en passant.
"molto" risponde convinta.
mi illumino.
"va bene, mamma. regalami il giardiniere. ma decido io che uso farne"
"non essere stupida e volgare" mi zittisce.
sapevo di avere imboccato la strada giusta.
"dai mamma, cosa te ne importa? lui viene e poi me la vedo io..."
"non è divertente... e comunque... è gay"
"lo hai scelto apposta, lo so" mi arrendo.
qualche giorno dopo. il telefono.
"pronto elasti, sono la mamma, ci ho ripensato"
"a cosa hai ripensato?"
"al giardiniere... non te lo meriti. penserò a qualcos'altro per il tuo compleanno. tanto c'è tempo"
"come vuoi mamma, peccato però. iniziavo ad abituarmi all'idea..."
domenica, 18 febbraio 2007
un papà e una mamma si concedono una vacanza in marocco.
lasciano i loro graziosi frugoletti a casa con la tata di fiducia.
questa innocente evasione innesca una serie di eventi a catena:
1. la mamma viene colpita da un proiettile vagante e rischia di morire, prima dissanguata e poi di setticemia.
2. un ragazzino in marocco viene ucciso dalla polizia.
3. una adolescente giapponese a tokyo giunge alla conclusione che buttarsi dalla finestra è l'unica via di uscita.
4. la tata di fiducia viene rispedita nel suo paese di origine, con l'accusa di traffico di minori.
5. i due bambini vengono abbandonati soli sotto un sole torrido nel deserto al confine tra stati uniti e messico.
ma io mi chiedo.
perché tra i 47, dico 47 film a disposizione sul volo londra-tokyo ho scelto proprio babel?
nota descrittiva: in questo aereo si può scegliere tra:
- first class, al piano superiore, dove i passeggeri hanno, oltre a un letto, un divano e una toilette a testa, anche una jacuzzi personale
- business class dove i passeggeri hanno una poltrona larghissima che si trasforma in comodo letto a una piazza mezzo
- world traveller plus dove i passeggeri possono stendere le gambe, fare stretching e come dessert ricevono fragole e ananas inzuppate nel cioccolato fuso
- classe inferno dove viaggiano felici ma scomodi mister incredible ed elastigirl
ps mister incredible ci tiene che io racconti che durante l'eterno viaggio elastigirl, in meno di un'ora, ha rotto due cuffie generosamente offerte in comodato da british airways, ha perso gli occhiali, ha perso le due guide di tokyo, si è rovesciata addosso prima il caffè e poi uno yogurt alla fragola e si è alzata 3 volte per fare pipì dando fastidio anche alle file davanti e dietro.
mister incredible è giunto alla conclusione che elastigirl, più che una compagna di viaggio, è un debito.
domenica, 18 febbraio 2007
mancano poco più di 12 ore alla partenza per tokyo.
il nano grande deve sapere. ho temporeggiato fin troppo.
“luca... devo dirti una cosa...”
merda, ho già la voce rotta e il tono esitante di chi si sente colpevole. sono una scamorza.
“mamma, ora non posso, sono nel tee-pee con la nonna. stiamo fumando il calumet della pace”
“solo un attimo”
“dimmi”
“... ecco nano, papà deve andare in giappone a lavorare e la mamma lo raggiunge per qualche giorno. parto domani mattina, ma torno prestissimo”
“perché?” chiede perplesso.
già perché? perché tua mamma è una stronza egoista. perché sono quattro anni che non sta un po' con papà da sola. perché la tua mamma sta soffocando. perché quando tornerà sarà una mamma migliore. perché tokyo val bene una fuga. perché la tua mamma non è solo una mamma, chiaro?
“perché papà in giappone ha bisogno della mamma”
“vengo anche io?”
no tu no.
“no, amore. tu stai qui con andrea e i nonni”
“perché non mi porti con te?”
“perché papà deve lavorare e tu ti annoieresti un sacco”
occhio lucido. labbro tremulo. vrammmm! un fiume in piena.
“....nooooooo! uahhhhhh! non voglio che tu vada in giappone senza di me. non voglio che mi lasciiiiiii”
piange. è disperato. disperato e furioso.
oddio, non ce la faccio. non posso piangere anch'io. se crollo non parto più. deglutisco. inspiro ed espiro.
devo concentrarmi su altro...
il congiuntivo presente! ha detto 'non voglio che tu vada'. anche in questo tragico frangente, lui non sbaglia i verbi. mio figlio è fikissimo.
grazie al precoce uso del congiuntivo trovo la forza di ricompormi.
“nano... calmati. ma tu lo sai chi viene dal giappone? chi è proprio nato lì?”
curioso come una scimmia, si blocca. ha le lacrime retrattili.
“chi?”
“.... tataaaannn i power ranger! il giappone è la casa dei power ranger, in giappone i power ranger li incontri per strada. in giappone puoi comprare anche un power ranger vero che combatte sul serio. o se preferisci una spada di power ranger. o un vestito da power ranger. o... dimmi cosa vuoi e io te lo porto”.
completamente venduta e schiava del nemico.
gli si accende lo sguardo. del bambino disperato nessuna traccia.
“vorrei il pink ranger. ma grande, grande, grande... come papà. me lo porti?”
“certo amore. il pink ranger gigante. lo avrai. adesso però basta piangere”.
torna zompettando nel tee-pee a fumare il calumet.
la potenza della corruzione.
non so dove troverò il mostro rosa. un problema per volta.