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domenica, 25 novembre 2007
lo hobbit piccolo oggi, per la prima volta nei suoi 19 mesi di vita, si è reso conto che mister incredible la domenica sera si infila le scarpe, la giacca, uno zaino consunto e parte per londra.
invece di immalinconirsi come la sua elasti-mamma, invece di simulare sovrana indifferenza come lo hobbit grande, lui si è infuriato.
ha gridato la sua rabbia al piatto di pasta fumante, al bicchiere a forma di ranocchia, alla palla in corridoio, al telefono e alla scarpiera.
è andato a dormire con un diavolo per capello.
scoprire l'esistenza di anarchiche forze centrifughe, quando si è convinti di essere al centro del mondo, deve essere piuttosto sgradevole.
mercoledì, 04 aprile 2007
quando elastigirl scoprì di aspettare un bimbo maschio inizialmente fu un po' delusa.
poi decise che poteva essere una buona occasione per dare al mondo un uomo per bene.
pensò che gli avrebbe insegnato il rispetto per il prossimo e soprattutto per la prossima.
gli avrebbe insegnato a essere un cavaliere impavido, un amante tenero e attento e un cuoco sopraffino.
gli avrebbe insegnato la generosità e la dolcezza.
elastigirl fu elettrizzata dalla sfida.
decise che avrebbe cresciuto un uomo meraviglioso.
e arrivò lo hobbit grande.
“mamma, maya me lo ha chiesto”
“cosa?”
“di diventare il suo fidanzato”
“ah. e tu?”
“le ho detto: ora non posso rispondere, non vedi che sto facendo il cameriere?”
alla scuola materna i nani a turno fanno i camerieri durante il pranzo. è un incarico di grande prestigio e di enorme responsabilità.
in verità il cavaliere a cui pensavo avrebbe anteposto una dama al servizio ai tavoli, ma pazienza.
“e quando hai finito di fare il cameriere cosa le hai detto?”
“mi sono nascosto”
vigliacco, vigliacco come solo i maschi sanno essere.
“perché?”
“perché ho già 5 fidanzate e con maya sono 12345...6!”
ecco, poligamo. l'uomo perfetto a cui aspiravo era tendenzialmente monogamo e fedele.
“e non potevi dirglielo?”
“no... ho deciso di pensarci un po'. maya è una bella bionda. però ha 5 anni”
ma come??? bella bionda? non siamo mica in un film dei fratelli vanzina. e cosa vuol dire 'ha 5 anni'? che è già sul viale del tramonto? e poi il temporeggiamento è da bastardi.
“beh, non farla aspettare troppo, non è gentile”
“mamma... sai come la chiamiamo maya?”
“come?”
“la zia papera”. segue grassa risata.
cara maya. sono la mamma di quello stronzetto che faceva il cameriere. volevo scusarmi. è una bestiolina, come del resto accade con una certa frequenza ai nani di sesso maschile.
sappi che io ci provo a fare di lui un uomo per bene, ma inizio a pensare di avere sottovalutato la mia missione.
maya, volevo dirti che io sarei contraria alla violenza, ma tu, se vuoi, puoi prenderlo a randellate.
domenica, 25 marzo 2007
zeta è un'amica di elastigirl.
zeta è nata in fondo in fondo al tacco dello stivale, in un posto dove tanti anni fa, ma nemmeno tantissimi, la tarantola, raccontano, morsicava le donne infelici e le faceva impazzire. l'unico antitidoto alla follia era il ballo. le donne che avevano perduto il senno ballavano chiuse dentro un cerchio, al suono ossessivo dei tamburelli. fino a quando crollavano sfinite, e guarite, almeno per un po'.
zeta lavora con elastigirl.
quando è arrivata in redazione, zeta non parlava con nessuno, in compenso conversava con il computer e quando era di buon umore gli cantava canzoni salentine.
zeta ha frequentato la stessa università per supereroi di elastigirl e, come elastigirl, ne è sopravvissuta a fatica.
a volte zeta viene risucchiata da un buco nero e non è più capace di vedere i colori. a volte zeta si fa del male. a volte zeta potrebbe essere felice ma nessuno le ha insegnato come si fa.
zeta rassomiglia ad amélie poulenc del favoloso mondo di amélie.
elastigirl ritiene zeta una delle persone migliori capitate sulla sua strada.
ogni tanto però elastigirl si arrende.
scambio di sms
bip bip
da zeta:
ho appena ricevuto il notiziario dell'università dei supereroi. FB è diventato direttore risorse umane della scala, lo conosci vero? io mi sento di merda.
bip bip
da elastigirl:
ma che ti frega?
bip bip
da zeta:
dall'università dei supereroi sono usciti supereroi. io però sono una sfigata.
bip bip
da elastigirl:
piantala. brucia quel notiziario idiota e vatti a comprare un paio di scarpe.
bip bip
da zeta:
non posso bruciare la newsletter dei supereroi. è online e sono abbonata.
bip bip
da elastigirl:
perché mai ti sei abbonata a una newsletter di superereoi che si autocelebrano?
bip bip
da zeta:
per avere la misura del mio fallimento, con cadenza quindicinale.
è veramente troppo. elastigirl spegne il telefonino, almeno per un po'.
giovedì, 01 febbraio 2007
dal carteggio elettronico di ieri mattina tra me e la mia collegamica c.
da elastigirl a collega c:
sono uno zombie. ieri sera è venuto mio padre a cena. ha insistito per fare assaggiare le chiacchiere al nano piccolo che aveva già ingurgitato una dose di sbobba di verdura per 5 nani piccoli.
ha assaggiato. ha strabuzzato gli occhi e ha vomitato chiacchiere e pappone di verdure ovunque, anche sul golf di cachemire che mi ha regalato mia madre. merda.
nei successivi tre quarti d'ora ho spalato vomito.
poi i nani sono andati a letto. il nano grande, prima di addormentarsi, mi ha chiamato 40 dico 40 volte con le sue richieste deliranti, disintegrando ogni tentativo di conversazione tra me e mio padre.
i mostri per tutta la notte si sono svegliati a scacchiera.
sono stanca, li odio, vi odio. vorrei essere con raul bova in un atollo maldiviano e invece sono qui con voi a lavorare. cazzo.
da collega c. a elastigirl:
ti capisco. comunque se vuoi farti del male vatti a leggere l'intervista all'avvocato abdp a repubblica.
l'avvocato abdp è una donna, una divorzista, anzi LA divorzista dei vip. casualmente è pure la suocera di raul bova.
repubblica dedicava un paginone al tempo che si butta via nella vita disperdendosi in stronzate, tipo il controllo compulsivo della posta elettronica ogni 6 secondi.
in un riquadrino, impreziosito da impeccabile fotina, questa tizia, che chiamerò signora annamaria, spiegava che lei, conscia del valore supremo del tempo, non lo butta mai via.
descriveva la sua giornata: sveglia alle 5 a roma, di corsa a bologna per alcune udienze, rapido pranzo in cui, per non perdere tempo e socialità, manda sms con la mano sinistra a parenti e amici, mentre con la destra trangugia tortellini.
la sua scrivania è sempre pulita e ordinata perché la signora annamaria odia gli arretrati.
le sto facendo perdere tempo? chiedeva l'intervistatore.
ma si figuri! io trovo il tempo per tutto. rispondeva lei garrula.
cara signora annamaria. non è giornata.
alle 5, quando lei si svegliava io stavo allattando il mostro piccolo, di cui avevo spalato vomito per parte della precedente serata.
mentre lei correva felice a bologna, io, in una nebbia apocalittica, pedalavo in ufficio, devastata da una notte insonne.
mentre lei zompettava da un'udienza all'altra tra un attore e una velina, io partecipavo a un appassionante convegno di agricoltori incazzati.
la mia scrivania è coperta di inservibili schifezze arretrate, a cui sono affezionatissima.
non trovo tempo per niente, nemmeno per mettermi la crema idratante la mattina. non so scrivere sms con la mano sinistra.
mentre la sera lei conversa con suo genero raul, io converso con uno hobbit. e forse mi diverto di più.
non credo potremmo mai essere amiche, signora annamaria.
sabato, 20 gennaio 2007
elastigirl in questo momento avrebbe dovuto essere, con mister incredible e gli hobbit, in un rifugio a 2000 metri per festeggiare il matrimonio della sua grande amica c.
elastigirl non ha una vita mondana propriamente esaltante e aspettava questo momento da mesi.
aveva organizzato tutto, dal vestitino strafiko a un thermos da 5 litri di sbobba di verdure biologiche per il nano piccolo che in montagna avrebbe potuto sopravvivere una settimana.
aveva persino preparato un discorso per la sposa, era pronta a ubriacarsi e a ballare scalza sui tavoli.
quando si dice la sfiga.
questa notte, alle 3 e 30, il nano piccolo si sveglia ululando. ha 40 di febbre. si spalma sulla sua elastimamma, come un plaid, e trascorre le successive quattro ore a produrre un flebile gemito e un calore infernale.
mezz'ora dopo si odono rumori sinistri.
mister incredible va in missione.
"ho Gomitato" dice lo hobbit grande.
"dove hai vomitato?" chiede il super padre.
"in corridoio, mi è venuto così, di Gomitare in corridoio. ora sto bene. domattina andiamo a sposarci in montagna?".
sono le 4 di notte, il corridoio è inagibile e il lettone è affollato come la metropolitana di tokyo all'ora di punta.
"non mi sembra il caso di partire stamattina" dice il saggio mister incredible alle prime luci dell'alba.
"no, direi proprio di no" risponde l'assennata elastigirl che vorrebbe scaraventare la sbobba di verdure sul muro per la rabbia e la delusione.
ma elastigirl a 12 anni ha letto il libro di pollyanna e ne è rimasta segnata.
pollyanna è una bambina orfana e sola al mondo, è un catalizzatore vivente di sfighe.
tuttavia pollyanna sorride sempre perché qualche sadico le ha insegnato un fantastico gioco. il gioco ha una sola regola: quando ti capita qualcosa di brutto pensa che in realtà devi essere felice perché ti sarebbe potuto capitare qualcosa di molto più tremendo.
esempio: pollyanna viene investita da una carrozza e rimane paralizzata. allora cosa fa? pensa che è stata fortunatissima perché sarebbe potuta anche restare cieca, o sorda, o muta, o senza mani...
elastigirl è intrappolata, dall'età di 12 anni, nel gioco idiota di pollyanna.
pertanto in tutto questo sabato di merda, non è nemmeno riuscita a sfogarsi, imprecando contro la famiglia, gli hobbit, la febbre, il Gomito e il destino bastardo.
tutta colpa di pollyanna se adesso elastigirl è ancora di pessimo umore.
mercoledì, 20 dicembre 2006
la mia amica p è single.
la mia amica p ha un bambino piccolo.
la mia amica p ha una vita complicata.
"detesto chiedere aiuto. detesto che le persone che ti aiutano si sentano legittimate a decidere per te. detesto delegare. detesto lasciare il piccolo ad altri. detesto mia mamma, mia sorella. detesto il mondo"
"p, tu hai bisogno di un fidanzato"
"no. la mia vita è già zeppa di orpelli"
"p, un fidanzato non è un orpello, è una cosa bella. te lo trovo io"
"non ho bisogno di un fidanzato. ho bisogno di uno che mi dia dei soldi e non rompa le palle"
"tranquilla p, ci penso io"
e adesso?
martedì, 05 dicembre 2006
nell'illusione di aumentare il mio benessere psicofisico mi sono iscritta a una palestra fikissima.
la strada verso l'olimpo tuttavia è irta di ostacoli.
ho superato l'interazione con l'istruttrice bonissima dall'evocativo nome "crisi" che mi dice "sciao amòòòre" quando mi vede.
ho superato la visione di veneri anoressiche che fluttuano nude nello spogliatoio.
ho superato gli insulti del sergente di full metal jacket che sale e scende da un gradino imprecando contro il gluteo rilassato.
ho superato la visita di una occhialuta dottoressa, con il fisico di jessica rabbit, che storcendo il naso ha dovuto riconoscere che sono di sana e robusta costituzione.
pensavo di essermi finalmente guadagnata l'ammissione al tempio del benessere. ma non era così.
la prova con la p maiuscola doveva ancora arrivare.
"adesso devi andare nella stanza di fianco, hai la visita con l'istruttore" mi dice jessica acida.
la stanzetta di fianco sembra la camera delle torture di garage olimpo.
dietro a una scrivania cosparsa di oggetti dall'apparenza sado-maso c'è lui. muscoli dell'incredibile hulk, testa di oliva, faccia da topo. l'istruttore.
"spogliati" mi dice perentorio.
vorrei spiegargli che un uomo, a meno che non sia george clooney, prima di ordinare di spogliarsi a una donna dovrebbe almeno scaldare un po' l'ambiente. non pretendo tanto, basterebbe anche "bel nome elastigirl, anche mia nonna si chiamava così".
ma testa d'oliva non merita spiegazioni. mi spoglio senza proferir parola.
"mettiti di fronte allo specchio e guarda dritto davanti a te".
stare in piedi di fronte a uno specchio con l'incredibile hulk che mi osserva da dietro non è esattamente in cima alla mia classifica del piacere.
se poi lo specchio è a quadrotti, tipo un foglio di carta millimetrata gigante, e l'incredibile hulk, armato di carta e penna, segna con puntiglio maniacale ogni mia imperfezione posturale ed estetica, il rischio di schiaffeggiare testa di oliva e mandare a cagare il tempio del benessere uscendo bestemmiando, è piuttosto elevato.
ma stringo i denti e resisto.
"lordosi, ginocchio valgo e collo rigido" è il verdetto di faccia di topo.
vorrei spiaccicarlo sui quadrotti dello specchio.
quando ormai mi sono convinta che questa pagliacciata è finita, lui sguaina l'arma segreta.
il cicciometro, l'ultima frontiera dell'umiliazione.
il cicciometro, noto agli addetti ai lavori come plicometro, è una impietosa pinza che, applicata dovunque ci sia un po' di grassino, misura la ciccia corporea.
mi faccio pinzare dal cicciometro dell'incredibile hulk. lui inserisce nel computer i dati della mia cicciometria.
"la tua percentuale lipidica è 21" mi comunica con aria grave.
"quindi, testolinadiolivafaccinaditopo???"
"quindi se ti alleni duramente puoi farcela. ora ti puoi rivestire"
olé promossa. ho toccato il fondo, a questo punto non posso che risalire.
lunedì, 06 novembre 2006
non possiedo le morbide rotondità delle odalische, non ne possiedo la grazia né tantomeno la sensualità. Eppure io, dentro, SONO un'odalisca.
Forte di questa consapevolezza, con una tenacia degna di miglior causa, per il quarto anno, sfidando il senso di colpa, i ricatti dei nani e soprattutto il buon senso, mi sono nuovamente iscritta al corso di danza del ventre.
Per due anni ho potuto nascondere la mia scarsa attitudine dietro il pancione. Per ben due corsi volteggiavo incinta e incurante tra le mie compagne attonite. La mia maestra mi guardava indulgente, le altre odalische divertite, qualcuna preoccupata che potessi partorire in mezzo a loro, ma complessivamente benevole.
Quest'anno non ho scuse.
Mi sono iscritta con la maestra A., la fondatrice della scuola, una odalisca della prima ora che ha importato la danza del ventre in Italia. Una il cui scopo della vita è formare altre odalische che a loro volta si faranno messaggere e interpreti di questa arte antica. Un'integralista della danza mediorientale, proprio quello che fa per me.
Sono pronta. mi presento a lezione. livello intermedio.
dal look delle mie compagne già capisco che qui si fa sul serio. Io, in tuta, ho uno straccetto nero intorno alla vita, con qualche monetina consunta che tintinna ogni tanto. Loro sono fasciate in un trionfo di veli, pizzi, collane, cavigliere, bracciali. Uscite direttamente dall'harem del sultano. Truccate, tatuate e con lo sguardo maliardo.
Io e il mio straccetto non ci facciamo intimorire.
Inizia la lezione. Riscaldamento tutto ok. Ci tiriamo, ci sciogliamo, l'odalisca che è in me inizia a scalpitare.
Partono le percussioni ed è tutto un pestare di piedi, un dondolio di anche, un tintinnare di monetine e un fruscìo di stoffe. Sono perfettamente inserita. l'abito non fa il monaco. sbrilluccico meno delle altre ma sono anche io parte di questo rito tribale esclusivamente femminile. Sono sempre più nella parte. chiudo gli occhi e lascio uscire l'odalisca che balla libera e felice.
Riapro gli occhi. Mentre io mi dimeno come una molla impazzita le altre, immobili, sono concentratissime sulle loro pance. Loro sono ferme mentre i loro ombelichi fanno evoluzioni acrobatiche: salgono scendono, si arrotolano e si srotolano, si parlano.
Poi l'ombelico di A. dice alle altre che si cambia esercizio e sempre al ritmo dei tamburi, ora è il bacino che si agita, ma sempre in modo impercettibile. Sono tutte concentratissime ma sorridenti.
Io cerco di sorridere ma, nel tentativo di controllare ombelico e bacino, mi contraggo in una smorfia grottesca.
A. mi guarda come guarderebbe un ecomostro tra le palme di una spiaggia caraibica.
E mentre tutte roteano anche, bacino, spalle in un movimento flessuoso e morbido A. punta il dito verso di me.
"Tu in tuta, vieni qui. Voi continuate pure"
Striscio verso di lei. "Così, vedi, morbida, rilassata, segui la musica, non irigidirti...."
"fai il cammello con me, morbida, fai il cammello..."
le stronze dell'harem ancheggiano e mi guardano con aria di sufficienza. Loro fanno un cammello sopraffino mentre io non sento più le gambe figuriamoci le gobbe.
A. mi guarda sconsolata, io prometto che mi eserciterò tantissimo a casa (che tanto non ho niente da fare).
ma ci vuole altro per farmi desistere. tornerò e prima o poi A. sarà fiera di me.
Per il momento appena ho un attimo faccio esercizi. In ufficio , davanti allo schermo del computer, faccio shimmi di pancia, mentre mi lavo i denti shimmi di bacino, quando gioco coi nani shimmi di spalle, quando cucino i cammelli sono sempre con me.