domenica, 15 giugno 2008
è un tranquillo, pigro e casalingo weekend di pioggia.
lo hobbit piccolo, con l'elmo da centurione in testa, arriva in sala a cavallo della sua moto.
trova elastigirl che sfoglia il giornale, mister incredible immerso nella lettura di "the rise of the working class" e lo hobbit grande che ritaglia la sagoma di un pirata.
è inquieto, molesto e cerca una vittima.
"jiji!", esclama rabbioso.
"no, nano non è il momento di mangiare ciliegie"
"jiji cn!"
"ciliegie no!"
scaraventa per terra l'elmo da centurione, scende dalla moto e guarda ostile la famiglia che gli è toccata in sorte.
"nano, vedi di darti una calmata se vuoi stare qui con noi"
si avvicina minaccioso al fratello, gli prende dalle mani la sagoma del pirata e gliela strappa.
lo hobbit grande costernato si alza in piedi e brandisce le forbici.
"adesso lo ammazza", pensa elastigirl, pronta a lanciarsi nella mischia.
lo hobbit piccolo trionfante gli lancia occhiate di sfida. è riuscito nell'intento di turbare l'armonia del salotto.
"adesso gli conficca le forbici nella pancia", pensa mister incredible allungando un braccio per afferrare l'arma.
"tu sei solo...", grida lo hobbit grande al colmo del furore.
"tu sei solo..."
"un..."
"maleducato volgarone!", esclama soffocato dall'indignazione.
poi si siede, appagato dall'enormità dell'insulto, prende un'altra sagoma e ricomincia a ritagliare.
lo hobbit piccolo si rimette l'elmo in testa, risale sulla moto e si avvia verso la cucina ripetendo "jiji-jiji".
domenica, 11 maggio 2008
elastigirl è andata in cantina ed è tornata con un grande sacco pieno di scarpe estive.
lo hobbit piccolo e feticista si è tuffato dentro il sacco, con voluttà.
ne ha estratto un paio di ballerine rosse e lucide, comprate in un elasti-momento di estro trasgressivo e mai indossate.
le ha scrutate, le ha accarezzate, le ha annusate e le ha assaggiate di nascosto con una leccatina. poi le ha infilate. e adesso cammina felice per casa, il pigiama a righe e le ballerine rosse.
lo hobbit grande si guarda pensieroso i piedi nudi, piedi più larghi che lunghi e piantati al suolo come le radici di quercia.
"mamma, io non voglio crescere. voglio restare così, alto come uno hobbit, con questi bei piedi da hobbit".
domenica, 06 aprile 2008
l'esperimento linguistico prosegue.
mister incredible, tornato a wisteria dal suo girovagare tra improbabili convegni di economisti marxisti, ha ripreso a parlare in inglese agli hobbit. con discutibili risultati.
dopo la massacrante gita all'acquario di genova domenica scorsa, stamane l'elasti-famiglia ha ridimensionato le sue ambizioni, optando per la verde brianza.
"andiamo a vedere le mucche e le pecore alla fattoria del parco di monza", ha annunciato elasti-baldanzosa stamane.
lo hobbit piccolo, nonostante l'entusiasmante programma, era di pessimo umore e piangeva inspiegabilmente. piangeva di fronte ai cereali della colazione, piagnucolava davanti alla scarpiera, frignava al cospetto del pantagruelico pic nic amorevolmente preparato da elastigirl.
"stop crying! we are going to see the animals!", ha esclamato mister incredible con il suo impeccabile accento da taxista londinese dell'east end.
lo hobbit grande ha alzato un sopracciglio, con aria arguta.
"ho capito papà. gli hai detto di non piangere anche se è senza l'anima, vero?"
sabato, 05 aprile 2008
"ehi, nano! guarda che candela gigantesca ha tua fratello! non è che gli soffieresti il naso per favore? io ho le mani bagnate"
"mamma, ti prego, non chiedermelo. mi fa orrore"
giovedì, 27 marzo 2008
ebbene sì, c'è anche un elasti-fratello.
un fratello minore.
latitante, sfuggente, sognante ma c'è.
un fratello anarchico, che detesta svegliarsi la mattina e fa tardissimo la sera, che odia le costrizioni e i doveri, che nella vita vorrebbe scrivere, ascoltare musica e stare in maremma.
che scappa e cerca l'isola che non c'è.
un fratello un po' aggrovigliato che non vuole responsabilità, che guarda i bambini come animali strani e curiosi, che fa un passo indietro e non si butta nella mischia.
un fratello con gli occhi grigi e sornioni che può sparire per sei mesi e tornare sorridendo, come se nulla fosse.
un fratello che forse esita, forse non vuole, forse ha le vertigini, forse ha bisogno di tempo.
un fratello che si intenerisce per il guaito di un cucciolo e impreca come un camallo guardando la partita.
un fratello che lo inviti a cena e non viene.
un fratello che quando viene vorresti che non se ne andasse più e vorresti picchiarlo perché in fondo insieme si sta proprio bene e basterebbe così poco per essere vicini.
un fratello che pensa di essere lontano dall'elasti-mondo ma non lo è affatto.
un fratello che richiede pazienza, partecipazione e comprensione, ingredienti preziosi e rari, solitamente divorati dagli hobbit.
lunedì, 03 marzo 2008
"ehi! pomodorino! cosa pensi di fare? guarda che ti vedo! azzardati a rifarlo e mi infurio! e non fare lo spiritoso che non ride nessuno. non sei al centro del mondo! non comandi tu in questa casa! non fare il nervoso con me, sai? piantiamola qui se no finisce male!"
"ehi nano! cosa urli? con chi ce l'hai?"
"con il fratellino. si è montato la testa e fa il prepotente"
"mi sembra un po' esagerato gridare in questo modo. e poi ci pensa già la mamma a sgridarlo se c'è bisogno"
"ci pensa anche il papà"
"certo, anche il papà. ma adesso il papà è via"
"no. il papà non è via. il papà è qui. sono io e devo sgridare quel pazzo prepotente, per educarlo. e adesso tutti a tavola!"
mister incredible è tornato da new york ed è già ripartito per londra. lo hobbit grande dà chiari segni di squilibrio.
se il pater familias non si dà una calmata, l'elasti-famiglia rischia il corto circuito.
domenica, 06 gennaio 2008
qualche settimana fa è nato il piccolo L, figlio dell'elasti-cugino S e di V.
stamane l'elasti-famiglia è andata a trovare il nano tutto nuovo che è minuscolo e profumato.
"i bambini appena nati sono pelati. L non è pelato. come mai?", chiede lo hobbit grande tornando a casa in macchina.
"perché ci sono bambini che nascono con i capelli"
"comunque L è bello. molto più bello di mio fratello"
"potremmo fare uno scambio, allora. noi ci prendiamo L e diamo a S e a V lo hobbit piccolo", propone mister incredible mentre l'ignaro oggetto del baratto guarda fuori dal finestrino e dice "brum brum".
"no, grazie", risponde lo hobbit grande.
"come mai?"
"perché a questo qui ormai mi sono abituato", dice indicando il fratello.
"poi ho solo detto che L è bello, non ho detto che voglio mettermelo in casa", conclude.
giovedì, 01 novembre 2007
lo hobbit piccolo oggi è un sciur frignetti, molesto e prepotente.
elastigirl sta leggendo sul divano.
il nano arriva a testa bassa mugugnando e tenta di spingere via l'elasti-mamma.
"si può sapere che vuoi?", chiede elasti-infastidita.
"mamma, ignoralo. è un fascista", interviene lo hobbit grande.
"scusa?"
"non devi nemmeno guardarlo quello, quando fa il fascista. i fascisti vengono e dicono 'qui ci sto io. spostati subito!'. la cosa migliore è lasciarli perdere"
dal nulla si materializza mister incredible.
"côre d' papà", esclama in barese stretto, estasiato di fronte alla maturità politica del suo primogenito.
giovedì, 19 luglio 2007
visitando la camera di quella poveretta di maria stuarda, una delle regine più sfortunate della storia, nel palazzo reale di edimburgo, lo hobbit grande ha avuto una illuminazione non molto pertinente ma degna di nota.
"finalmente ho capito!", ha esclamato di fronte al letto a baldacchino della sventurata.
"io sono legolas, mio fratello è voldemort".
per intendersi legolas è l'elfo fichissimo del signore degli anelli che cammina sulla neve come se sciasse e ha sconfitto il troll delle caverne nelle miniere di moria, con la naturalezza con cui elastigirl ammazza una zanzara.
voldemort è l'orrido cattivo di harry potter, quello che fa talmente paura che non si può nemmeno nominare, quello che gli ha ammazzato i genitori quando era piccolo e che lo vuole vedere morto stecchito.
giovedì, 12 luglio 2007
un grido squarcia il silenzio al castello di artù.
proviene dalla stanza dei nani.
la baby sitter valentina diolabenedica accorre.
un efferato delitto si è consumato tra le pareti dell'antica dimora.
sulla scena del crimine, nella penombra, si stagliano le figure di due hobbit.
uno piccolo, che canticchia con indifferenza, e uno grande, che urla a pieni polmoni il suo dolore.
nel centro esatto dello hobbit grande, poco sopra l'ombelico, una goccia di sangue fa capolino.
"è un pazzo! è un pazzo! mi ha scarnificato la pancia", urla il piccolo mitomane ferito.
l'occhio esperto di valentina diolabendica individua immediatamente l'impronta di quattro minuscoli denti, chiaro segno del passaggio di un micro-vampiro.
la dinamica del cruento episodio resterà un mistero per l'umanità.
lo hobbit piccolo si è chiuso in un mutismo assoluto.
"io stavo facendo il vice-papà e lui si è ribellato", è stata l'unica, laconica dichiarazione dello hobbit grande, una volta ripresosi dallo shock.