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giovedì, 26 giugno 2008
"pronto, elasti? sono l'elfo biondo della casa editrice che pubblicherà l'elasti-libro"
"ciao, elfo biondo, come state tu e i tuoi amici elfi?"
"noi elfi stiamo sempre splendidamente, grazie. e tu?"
"io ho avuto una settimana complicata, il modem si è rotto, la catena della bicicletta si è scardinata mentre pedalavo in un tunnel abitato dai ratti e il mio sandalo destro preferito si è disintegrato sotto il mio piede, lasciandomi scalza per strada con l'asfalto a 3.000 gradi. probabilmente, per chiudere in bellezza la settimana, domani mi cadrà una meteorite sulla testa. per il resto va tutto a meraviglia"
"proprio di domani volevo parlarti... vorresti venire a portofino con noi elfi a presentare ai baiers l'elasti-libro?"
"i baiers?"
"sì, i baiers, scritto 'buyers'. sono quelli che decideranno se l'elasti-libro potrà essere venduto, oltre che nelle librerie, nei supermercati, negli ipermercati, nei centri commerciali... insomma, tu parli per una decina di minuti davanti ai baiers e loro decidono se l'elasti-libro è degno della grande distribuzione o no"
"oh signur, ci mancavano solo i baiers..."
"allora vieni? passiamo a prenderti domani pomeriggio sotto la redazione, arriviamo a portofino, andiamo alla cena di gala con i baiers e il gotha dell'editoria italiana, sabato mattina presenti l'elasti-libro e subito dopo noi ti riportiamo dagli hobbit e da mister incredible"
"hai detto cena di gala?"
"esatto"
"cosa si fa esattamente a una cena di gala?"
"ci si veste sciantosissimi, si mangia, si beve e poi si balla"
"si balla? con i baiers e il gotha dell'editoria italiana?"
"già. divertente no?"
"no, terrificante, direi"
"allora ci vediamo domani. ciao elasti"
cari elfi,
ho fatto per voi cose che non avrei potuto neanche immaginare.
mi sono sottoposta a varie sedute di terapia elfica, ho superato le mie resistenze verso l'elasti-libro, sono venuta con voi a bologna dove ho partecipato a un banchetto con due danzatrici del ventre che ancheggiavano tra i tavoli e ho incontrato uno squadrone di agenti e librai a cui ho raccontato i fatti miei per 30, dico 30 minuti.
vi ho persino cucinato focaccia pugliese e roast beef per poi scoprire che mangiate solo il philadelphia con lo yougurt greco al 2 per cento di grassi.
vi ho dimostrato il mio affetto, la mia dedizione, la mia totale e incondizionata fiducia.
ma la cena di gala, vestita di lustrini e paillettes, ballando con i baiers, sotto gli occhi del gotha dell'editoria italiana è veramente troppo, grazie.
cari elfi, non sono una donna di mondo, non so camminare sui tacchi, non mi so truccare, non mi so phonare i capelli, non mi sono mai messa lo smalto sulle unghie e dentro i vestiti lunghi mi viene la claustrofobia.
non sono mai stata a una cena di gala, ballo solo la pizzica salentina e non ho mai conosciuto un buyer.
credo di essere la persona sbagliata nel posto sbagliato.
"ok, vi aspetto. a domani"
domenica, 15 giugno 2008
è a torso nudo, porta occhiali da sole con una montatura blu elettrico e si muove sinuoso a ritmo di musica.
"accomodatevi, prego. adesso il mio collega viene a ritirare i biglietti", dice.
il collega è coperto solo da un body sbrindellato, porta un copricapo a forma di papera con due lunghissime zampe che gli scendono fino alla vita a mo' di trecce.
il tizio a torso nudo mostra al pubblico un cuscino oblungo.
"questo è il mio serpente boia, è buono, potete toccarlo se volete" dice mentre il collega in body ritira i biglietti.
"benvenuti al nostro spettacolo! io sono mangiafuoco e il mio collega è la ballerina. buona visione".
nei weekend di pioggia, la forzata reclusione casalinga degli hobbit produce anche notevoli performance artistiche, a cui assistere, in religioso silenzio, seduti rigorosamente su micro-seggiole ikea.
lunedì, 02 giugno 2008
"mamma, il mio amico S mi ha invitato alla sua festa per i cinque anni"
"bene! quando?"
"tra due sabati"
"allora andiamo se vuoi. è a casa sua?"
"no"
"ai giardini?"
no"
"in una ludoteca?"
"nemmeno"
"allora dov'è?"
"in un locale"
"che vuol dire in un locale?"
"vuol dire che è un eppi aur"
"un happy hour? il tuo amico S festeggia il suo compleanno numero cinque con un happy hour tra amici in un locale?"
"sì, perché?"
mercoledì, 28 maggio 2008
li hanno messi in una sala riunioni.
li hanno inchiodati ad uno sterminato tavolo a ferro di cavallo.
li hanno subissati di numeri, obiettivi, percentuali, statistiche.
li hanno tormentati con storie vere e inventate, con consigli per scrivere, per cucinare, per coltivare begonie, per dimagrire, per essere felici e per creare un centrotavola da sogno riciclando i vasetti dello yogurt.
li hanno chiusi lì dentro per un numero infinito di ore, senza cibo, lontani centinaia di chilometri da casa.
se si azzardavano a bisbigliare tra loro o distrarsi venivano redarguiti pubblicamente.
potevano intervenire, ma solo con osservazioni di geniale acutezza e previa alzata di mano.
amira e farida e i loro 15 minuti di danza del ventre durante la cena sono state l'unica evasione di questa estenuante maratona.
"poveretti. saranno stremati", ha detto elastigirl guardando i 40 agenti reclusi nella sala riunioni.
"sono qui solo da 50 ore", ha risposto serafico un elfo della casa editrice.
"secondo me sono troppo stanchi per sentir parlare anche dell'elasti-libro. risparmiateli, aprite le porte e liberateli"
"stai scherzando? e poi tu per loro sei un diversivo"
"un diversivo? come amira e farida?"
"più o meno".
elastigirl non ha ballato la danza del ventre ma ha raccontato degli hobbit, dei capelli a carciofo e di mister incredible, economista marxista barese residente a londra.
alla fine uno di loro ha alzato la mano.
era l'agente della puglia.
si è alzato in piedi e, raccogliendo le energie residue, ha declamato:
"du pìite, sop’a ttrè ppìite, tenève nu pète
scì quàtte pìite e nge levò u pète,
s’alzò quàtte pìite, pegghiò trè ppìite
e u-ammenò a qquàtte pìite
e qquàtte pìite se ne scì a ttrè ppìite",
in onore dell'assente mister incredible, l'unico che avrebbe potuto capire uno scioglilingua barese.
tutto sommato è andata bene.
mercoledì, 28 maggio 2008
in un grande albergo di bologna c'è una sala piena di gente.
nella sala c'è un banchetto pieno di commensali festanti.
il banchetto sembra un matrimonio invece è un raduno di agenti e librai.
al tavolo 4 c'è un neo-papà perso per il suo nano nuovo e quando lo guarda troppo intensamente piange,
al tavolo 7 c'è una ragazza innamorata della sua libreria in cui organizza raduni di bambini e di ciclisti. "sono felice solo lì", dice.
al tavolo 2 c'è una signora. "nella vita dei giovani tra i 15 e i 23 anni c'è un buco nero in cui non leggono una riga e considerano i libri cacca", spiega.
al tavolo 18 c'è un signore triste perché le librerie sono vuote.
al tavolo 21 c'è una signorina un po' preoccupata perché ha un amore bello e facoltoso che vorrebbe rapirla, come farebbe un sultano.
al tavolo 13 c'è elastigirl. ha i capelli a spaghetto, invece che a carciofo, un vestitino nero e le perle imposti da nonna J e un po' d'ansia perché l'indomani dovrà parlare dell'elasti-libro al neo-papà, alla ragazza innamorata della libreria, alla signora che vede il buco nero e al resto di questo squadrone editoriale.
poi si abbassano le luci, si sente un tintinnio e una musica araba avvolge la sala.
sconcerto, sguardi interrogativi, imbarazzo, macchine fotografiche.
"c'è l'attrazione!"
"l'attrazione?"
"l'attrazione"
e sono arrivate amira e farida.
dopo avere condiviso ieri sera la danza del ventre con questi signori, oggi la strada non può che essere in discesa.
mercoledì, 14 maggio 2008
super w, la mamma di mister incredible, è donna di passioni brevi e brucianti e di ineguagliabile senso pratico.
la vita di super w è scandita da intensi e ossessivi amori, consumati con un fervore assoluto e un'abnegazione totale.
all'inizio ci fu il polpettone.
"si prepara velocemente ed è una grande risorsa!", esclamava entusiasta.
pur essendo vegetariana, cucinava decine e decine di polpettoni di carne, con speck e provolone, che avvolgeva amorevolmente nella carta argentata e surgelava.
per mesi a casa di super w si mangiava polpettone a pranzo, a cena, a merenda, inzuppato nel latte e come spuntino di mezzanotte.
"basta, ti prego!", implorava mister brown.
"ma è buonissimo, e poi nel congelatore ne abbiamo ancora 24"
un torrido giorno di luglio super w lanciò un ultimo sguardo al polpettone e capì che era finita.
era giunta l'era della crema di zucchine, servita rovente, al rientro dalla spiaggia.
"veramente non è un piatto tanto estivo...", azzardavano i commensali.
"state scherzando? la zucchina è deliziosa sempre. e poi questa zuppa è veloce da preparare ed è una grande risorsa. domani la portiamo al mare".
con l'arrivo dell'autunno la zucchina perse il suo fascino e fu spodestata dai 'messicani', minuscoli involtini di carne ripiena, guarda caso, di speck e provolone, serviti più volte al giorno in numero mai inferiore a 25.
abbandonati i messicani, il cuore di super w si lasciò conquistare dal risotto al limone, poi dal 'rotolo' (sempre di speck e provolone) e infine dalla rucola con molto aceto.
ogni piatto, come ogni passione che si rispetti, doveva essere unico, proposto fino allo sfinimento ed escludere tutti gli altri.
da qualche tempo super w ha smesso di cucinare.
"ma perché bisogna preoccuparsi tanto del cibo? ci sono moltissime altre cose più interessanti nella vita", spiega a un affranto mister brown.
super w ha un nuovo, travolgente amore: gli orecchini fatti a mano.
super w crea orecchini, di plastica, di latta, d'argento e tra un po' anche d'oro. ha comprato fili, ganci, perline e pietruzze.
"sono facili, sono veloci e sono una grande risorsa, quando devi fare un regalo per esempio", dice entusiasta.
crea orecchini per le amiche, per le figlie delle amiche, per chi li porta e per chi non li ha mai portati, per chi ha i buchi nelle orecchie e per chi magari un giorno deciderà di farseli.
mister brown rimpiange i bei tempi del polpettone e aspetta con ansia il prossimo amore di sua moglie.
mercoledì, 30 aprile 2008
“scusate, state parlando svedese per caso?”, ha chiesto una distinta signora giapponese a elastigirl che stava conversando di lava e di vulcani con lo hobbit grande al museo di storia naturale di londra.
era solo una domanda idiota, ma per qualche strano motivo elastigirl l'ha presa come un complimento.
venerdì, 25 aprile 2008
pronto? ciao nano sono la mamma. chiamo da trieste. come stai?"
"benissimo. sto mangiando bresciamelle e parlando con un parmigiano. ce ne sono tanti qui"
"bresciamelle e parmigiano? che dici? ma è tardissimo! non state andando a dormire? cos'è questo rumore? dove siete?"
"siamo qui sul prato. c'è tanta musica, è pieno di parmigiani. sai che armi usavano i parmigiani quando c'era la guerra?"
"no, nano. che armi usavano?"
"le alabarde. ora devo andare a ballare con nonna J. c'è una musica bellissima"
"devi andare a ballare con nonna J? ma..."
"ti passo papà. io devo ballare parmigianoportamivia"
"pronto? ma che succede? siete impazziti tutti quanti?"
"ciao elasti. sono mister incredible. siamo alla festa per il 25 aprile di fronte al cimitero maggiore. ci sono gli hobbit e tua madre. stiamo mangiando salamelle sul prato e ballando tutti insieme"
"tu, gli hobbit e... mia madre??? nonna J mangia le salamelle sul prato e balla?"
"sì, perché?"
sabato, 29 marzo 2008
ieri sera elastigirl è tornata dalla redazione piuttosto tardi.
ha trovato mister incredible sul lettone insieme allo hobbit grande. disquisivano del signore degli anelli.
"e il piccolo?", ha chiesto elastigirl.
"a nanna"
elastigirl è entrata furtiva in camera degli hobbit e si è chinata sul letto con le sbarre dello hobbit piccolo.
lui ha avuto un sussulto e due enormi occhi spiritati sono emersi da sotto le coperte.
"kakanna pam! gagagon tah! pampaf toh! ghimmi pem!", ha esclamato in trance, dandosi vigorosi colpi sulla testa e sulla fronte.
poi si è zittito, ha guardato per qualche secondo elastigirl, serio e turbato dalla gravità del racconto ed è scomparso nuovamente sotto le coltri.
"ma si può sapere cosa è successo allo hobbit piccolo? sembrava un invasato. gridava 'kakanna, gagagon, pampaf e ghimmi'... faceva strani versi e si dava mazzate sulla testa!", ha detto elastigirl.
"ma niente. probabilmente sognava...", ha risposto evasivo mister incredible.
"no mamma! voleva dire 'cavalieri, aragorn, gandalf e gimli'. il papà ci ha fatto vedere la terrificante battaglia del fosso di helm del secondo film del signore degli anelli, con l'assedio alla fortezza dei cavalieri di rohan. si danno un sacco di botte ed è veramente violento", dice garrulo e fiero lo hobbit grande.
c'è un solo modo per evitare altri traumi a quelle due anime innocenti: togliere la patria potestà a quell'irresponsabile di mister incredible.
martedì, 25 marzo 2008
"buonanotte, nano"
"buonanotte, mamma"
"..."
"mamma..."
"dimmi"
"non hai per caso qualcosa che catturi i sogni belli e mandi via quelli brutti?"
"mmmh... gli indiani d'america hanno qualcosa di simile. è una specie di rete. si chiama dreamcatcher"
"ecco, ne avrei proprio bisogno. tu non ce l'hai?"
"veramente no"
"dai! qualcosa con dei buchi. una trappola per i sogni belli e uno scudo contro gli incubi. dai mamma, ti prego. trovamelo!"
da tre giorni lo hobbit grande dorme con lo scolapasta accanto al cuscino.
è un po' scomodo ma è estremamente efficace.