martedì, 08 aprile 2008
"elasti, giovedì mattina c'è un incontro sulle polizze assicurative third age", annuncia l'elasti-capo.
piuttosto mi sparo un colpo in testa.
"ok. ci vado"
"durerà tutta la mattina"
tutta la mattina a parlare di assicurazioni per la terza età? ma siamo impazziti? io stramazzo dopo mezz'ora.
"d'accordo"
"l'incontro non è a milano"
merda! come minimo è a rho-pero. dopo una mattinata sulle polizze a rho-pero avrò bisogno di un'ambulanza.
"e dove sarebbe?"
"a venezia"
"venezia?"
"alle procuratie vecchie, in piazza san marco. partirai il giorno prima, cioè domani. è prevista una visita serale alla mostra su tiziano e la sensualità della pittura e una cena in un'antica osteria. dormirai in un albergo da sogno. riesci organizzarti con i bambini, vero?"
"i bambini? quali bambini? certo che riesco a organizzarmi. e poi le polizze third age sono la mia passione, nonché la chiave di volta del futuro della finanza globale"
mercoledì, 20 febbraio 2008
gli uomini della finanza sniffano cocaina, hanno famiglie sgangherate, mogli anoressiche e nullafacenti, e bambini tristi. lavorano 16 ore al giorno, ricevono bonus milionari, comprano diamanti da tiffany per farsi perdonare tradimenti e assenze dalle loro donne. se a 45 anni non hanno scalato tutti i vertici scalabili si sentono dei falliti e butterebbero la loro vita nel cesso.
le donne della finanza sono squali. sono arroganti, prepotenti e perfide. sono più cattive, più arrabbiate, più determinate degli uomini. non hanno tempo per un amore, per una risata, per lasciarsi andare. sono divorate dall'ambizione, dal desiderio di rivalsa, da una vendetta antica e bruciante. le donne della finanza devono lavorare di più, guadagnare di più e spaccare tutto, più rapidamente possibile. perché tra i 35 e i 40 anni suona la sveglia. a quel punto devono trovare un compagno, "scegliere il miglior compromesso in un panorama squallido di maschi squallidi", dicono. devono fare in fretta perché l'orologio biologico fa tic tac, la carriera pure e i fuchi scarseggiano. hanno bambini frastornati prima ancora di nascere, equilibri spezzati, sguardi stralunati e il sistema nervoso in frantumi.
lo ha raccontato a elastigirl, oggi a pranzo, un vecchio amico, il compagno barbini della terza F del liceo. lui segue operazioni di finanza strutturata, cura fusioni e acquisizioni, lavora 16 ore al giorno e riceve bonus milionari.
era un po' stanco, un po' stufo, un po' turbato dalle sue stesse parole.
"ma questo lavoro mi piace moltissimo. devo solo riuscire a stare a galla, devo solo riuscire a non farmi travolgere come gli altri", ha spiegato.
martedì, 22 gennaio 2008
"taglia, taglia, taglia!"
"ha tagliato"
"nooo! l'avevo detto io. del resto non c'era scelta"
"hanno voluto evitare un altro bagno di sangue"
"oh muoviti! guarda! va su tutto!"
"calmati! sono già abbastanza agitata da sola"
"presto un flash! presto un flash!"
"ma come sei lento! non siamo mica qui a giocare!"
"sale il futsi! sale il cac! sale il dax! andiamo su anche noi!"
"lo yen va giù! presto snappa!"
"petrolio! petrolio! che fa il petrolio?"
"sta parlando tipiesse! zitti"
"ma i tibond che fanno?"
"giù giù i tibond van giù! ma taci che c'è tipiesse".
"che giornata indimenticabile"
ci sono momenti in cui i giornalisti finanziari vengono colti da vertigine, euforia e panico e si sentono eroici e indispensabili come rianimatori e cardiochirurghi in un reparto di medicina d'urgenza.
oggi, quando la fed ha tagliato i tassi, l'elasti-redazione ha vissuto uno di quei momenti.
fortunatamente sono piuttosto rari.
giovedì, 17 gennaio 2008
"pronto. qui è l'elasti-redazione"
"cosa devo fare? io non lo so"
"prego?"
"volevo sapere: io cosa devo fare con tiscali?"
"guardi, deve chiedere alla sua banca. io sono una giornalista, non so che dirle"
"ma avete scritto che tiscali fa un aumento di capitale da 150 milioni"
"già. e quindi?"
"quindi adesso mi deve spiegare cosa succede a un povero cristo azionista tiscali come me"
"deve decidere se aderire all'operazione. se aderisce per ogni 17 titoli che possiede ne riceve 6 nuovi a un euro"
"e lei cosa consiglia?"
"io non posso dare consigli, non sono un consulente finanziario"
"sì va beh, ma facciamo finta che io sia suo fratello o addirittura il suo fidanzato...lei un aiutino me lo darebbe, no?"
"guardi, mi dispiace, devo andare"
"sa che le dico? io me ne fotto dell'aumento e vendo tutto"
"faccia quello che vuole"
"mi scusi, signorina. lei è stata squisita ma per me è un periodo difficile. c'è qualcosa da comprare adesso sul mercato? ma lo sa che ha proprio una bella voce?"
elastigirl ha una straordinaria abilità nell'intercettare le telefonate dei pazzi.
martedì, 09 ottobre 2007
oggi elastigirl in redazione deve fare il commento sull'andamento della borsa di milano.
le tocca chiamare gli operatori.
gli operatori di borsa sono personaggi bizzarri che guadagnano moltissimi soldi.
per fare l'operatore di borsa non è necessario essere intelligenti, basta sentirsi tali.
non è necessario conoscere il mercato, non è nemmeno necessario leggere i giornali o conoscere le società quotate.
per essere un buon operatore di borsa il mercato “lo devi sentire dentro”, almeno così dicono.
“pronto, operatore A? ciao sono elasti. come va la borsa?”
“una merda. la morte civile. non si fa un cazzo. adesso però ho da fare” click.
“pronto, operatore B? ciao, sono elasti. avresti un minuto per un commento del mercato?”
“vaffanculo giornalista di merda, ho il cliente dall'altra parte” click
“pronto, operatore C? sono elasti. posso...”
“uau! hai una voce bellissima... ma sei fidanzata?”
“ehm... no, al momento effettivamente no. come va il mercato?”
“mmmhhh... ti piacerebbe saperlo eh??? e se io te lo dico tu cosa mi dai?”
“...” click
“pronto, operatore D? sono elasti. hai qualche idea sul perché il XY perda il 7%?”
“beh, perché XY è un titolo che fa cagare. andrebbe buttato nel cesso. del resto l'intero mercato italiano andrebbe buttato nel cesso”
“ah, e come mai KZ guadagna il 23%, secondo te?”
“perché c'è un complotto pluto-giudaico-massonico per drogare il mercato”
elastigirl diligente prende appunti.
al termine di queste stimolanti e istruttive conversazioni, scrive:
seduta fiacca oggi a piazza affari in un mercato sottile e svogliato.
gli operatori lamentano la mancanza di spunti operativi e si limitano al piccolo cabotaggio.
gli indici oscillano incerti tra denaro e lettera, mentre XY si aggiudica la peggiore performance del listino.
“è un titolo che non dà grosse soddisfazioni”, commenta un trader.
in territorio positivo svetta KZ con un balzo del 23%.
“è un titolo interessante, preso di mira da aggressive mani compratrici”. spiega un dealer di una banca d'affari.
poi si dice che i giornalisti mentono.
i giornalisti edulcorano, almeno quelli finanziari.
giovedì, 08 febbraio 2007
ore 7. sono in redazione. questa settimana ho vinto il turno all'alba.
sono sola, fuori è buio e piove. leggo i giornali, torva e malmostosa.
almeno c'è silenzio.
ore 7,04. arriva miss T, preceduta dal suo profumo dolciastro e dalla carica di stress che già di prima mattina è in grado di diffondere.
"ciao a tutti!!! come state?" squittisce euforica.
tutti chi che sono sola come un cane? come state chi? ma che vuoi?
"cià" grugnisco.
"ma che brava. hai già fatto la rassegna stampa? cosa c'è di interessante? qualche scoop?" chiede concitata.
miss T, per piacere. sono qui da quattro minuti. lasciami lavorare in pace. scoop? ma come parli? ma dove credi di essere? stai calma e soprattutto piantala di interagire con me. e abbassa la voce che mi stordisci.
"non mi pare" rigrugnisco.
"elasti, ma secondo te, arpe e geronzi si odiano o si amano? e questi spagnoli, questi francesi... fanno sul serio? ma perché bernheim ha dato l'intervista a repubblica e non a noi? e perché parlava in francese? ma è un messaggio politico? elasti, parliamo un po', mi interessa il tuo parere..." cinguetta, zompettandomi intorno.
miss T, ma tu assumi qualcosa, tipo cocaina, funghetti magici, altre sostanze psicotrope, o sei così di tuo?
ore 7,15. squilla il mio telefonino. a quest'ora può essere solo mister incredible che non trova i pannolini del nano piccolo o il power ranger blu del nano grande.
"ciao elasti. sono la R. tutto bene?"
"la R?"
"sì, la mamma di E, ti ricordi, la ex compagna di nido del nano. tutto bene tu-tuomarito-ipiccoli?"
ehi R, mamma di E. non ci sentiamo da mesi. sono le sette e un quarto, sto lavorando di fianco a una cocainomane strafatta. ma come ti viene di chiamarmi adesso?
"certo che mi ricordo. beh, compatibilmente con l'ora e con il fatto che sono in ufficio, sì, direi tutto a meraviglia" rispondo perplessa.
"no, sai, ti chiamavo per darti una bella notizia e per chiederti alcune informazioni"
"...."
"aspetto un altro bambino"
"ma è fantastico. congratulazioni"
"grazie. volevo chiederti, ma tu hai partorito all'ospedale dei supereroi vero?"
"sì..."
"ecco allora volevo sapere se eri stata contenta, come è stata la tua esperienza, se mi davi il nome della tua ostetrica, del tuo ginecologo, se mi spiegavi un po' come funziona l'ambaradan, insomma...."
"adesso?"
"beh, sì, perché no?"
"ma quando devi partorire?"
"... sono alla settima settimana, ma volevo arrivare preparata"
"ascoltami R mamma di E. ti mancano ancora 33 settimane, ti dispiace se ci sentiamo in un altro momento?"
"ah... va beh. ti chiamo stasera"
ma come fai a credere nelle magnifiche sorti e progressive dell'umanità se già di prima mattina ti imbatti in due soggetti così?
martedì, 06 febbraio 2007
dedicato ancora una volta a chi è convinto che giornalista è bello, sempre
il doorstepping è una barbara e insensata pratica diffusa tra i giornalisti.
si tratta di una tecnica usurante e un po' umiliante, sicuramente lesiva della dignità professionale.
consiste nello stazionare in mezzo a una strada, preferibilmente molto trafficata e puzzolente, davanti a un cancello chiuso, nella vana attesa che qualcosa succeda.
esempio chiarificatore.
il giornalista-segugio, per vie segretissime e traverse, viene a sapere che, nella sede di una banca, si riuniscono presidente- amministratoredelegato-azionisti-parentieamici.
il redattore, furbo come una volpe, decide di fare doorstepping davanti al portone della banca, nella speranza che presidente-amministratore-azionisti&c a un certo punto escano e, vedendo il solerte cronista, decidano di aprirgli il loro cuore.
solitamente il giornalista, quando arriva a destinazione, trova, con immensa delusione, un'altra decina di segugi come lui, alcuni anche accompagnati da microfoni e telecamere, che hanno avuto la stessa informazione riservatissima e la stessa geniale idea del doorstepping.
sfiga vuole che quando si pratica il doorstepping le condizioni atmosferiche siano avverse, talvolta al limite dell'umana sopportazione.
generalmente se è inverno piove, nevica o fa un freddo porco come mai negli ultimi 40 anni. se è estate sotto i 7 e oltre i 70 anni è consigliabile non uscire di casa per evitare di sciogliersi come gelati sul marciapiede.
anche elastigirl partecipa a questi riti di categoria.
ieri elastigirl ha passato tre ore davanti alla sede di una compagnia di assicurazioni, con altri 7 sfigati come lei.
in attesa dell'uscita del gotha della finanza italiana da un consiglio di amministrazione, elastigirl e i suoi colleghi hanno dibattuto di: cocaina, pesca d'altura, brad pitt e angelina, il movimento di bacino di shakira, varie ed eventuali.
quando presidente-amministratore-azionisti&c, rigorosamente chiusi nelle loro macchine blindate e riscaldate, sono usciti dal portone, elastigirl e gli altri colleghi segugi avevano gli arti congelati ed erano talmente assorbiti dagli appassionanti argomenti all'ordine del giorno, che non si sono accorti di niente.
mercoledì, 17 gennaio 2007
dedicato a tutti coloro che sono convinti che giornalista è bello, sempre
elastigirl fa la giornalista perché pensa che sia un lavoro utile.
perché crede nel ruolo sociale del giornalista.
perché all'università per supereroi le dicevano che l'asimmetria dell'informazione è un vero flagello per l'umanità.
elastigirl fa la giornalista perché sognava di andare in giro per il mondo a cercare notizie e a raccontarle.
poi ha scoperto gli INCONTRI SOCIETARI CON LA COMUNITA' FINANZIARIA e ha capito che tra il dire e il fare c'è di mezzo il sistema solare.
gli INCONTRI CON LA COMUNITA' FINANZIARIA sono organizzati periodicamente con lo scopo di illustrare ad analisti e giornalisti le magnifiche sorti e progressive di una società quotata in borsa.
sono tra gli appuntamenti più noiosi e abbrutenti che essere umano possa immaginare. dovrebbero essere vietati dalla dichiarazioni dei diritti dell'uomo.
i personaggi di queste imperdibili occasioni mondane sono i seguenti:
- analisti finanziari. la maggior parte di loro sono maschi e nerd. sono vestiti tutti uguali, camicia bianca, cravatta regimental e abito blu o grigio. hanno un'aria malaticcia e un'età indefinibile tra i 23 e i 73 anni.
- giornalisti finanziari. la maggior parte di loro sono maschi e sfigati. hanno un look "non so perché sono qui, mi hanno buttato giù dal letto e mi son messo addosso i primi stracci che ho trovato". hanno un'aria pseudo-alternativa e lo sguardo annoiato da "finiamo presto che ho di meglio da fare".
- amministratori delegati e manager. sono tutti maschi grigi e ingessati. sono vestiti come gli analisti ma si sentono (e a volte sono) molto ma molto più fiki.
l'incontro con la comunità finanziaria si articola in tre fasi, sempre uguali a se stesse.
fase 1-PRESENTATION: l'amministratore delegato racconta, per circa due interminabili ore, con dovizia di particolari e voce monocorde, fatti già noti relativi alla società in questione. tre quarti della presentazione sono dedicati all'illustrazione dell'appassionante bilancio d'esercizio, anch'esso già noto.
al termine delle due ore gli analisti eccitati alzano la mano, i giornalisti stremati russano o leggono le pagine sportive di un quotidiano a caso, l'amministratore delegato pensa che si è guadagnato il suo multimilionario bonus di fine anno.
fase 2-Q&A SESSION: è l'atteso momento delle domande e delle risposte.
gli analisti, in fibrillazione, pongono interrogativi fondamentali tipo: come vedete il roe? cosa ne pensate di basilea2 e dei criteri legati al tier1? temete di più il tax rate o il cost/income?
i giornalisti si ricompongono. qualche temerario chiede cosa succederà in futuro, domanda a cui l'amministratore delegato medio risponde "se lo sapessi non sarei qui".
elastigirl si interroga sulla vita privata dell'amministratore delegato e vorrebbe chiedergli se è fidanzato, se ha una moglie, un'amante, un figlio sciamannato, se preferisce britney spears o madonna, il kinder cereali o il lindor al latte. ma tace e pensa che il giornalismo finanziario non fa per lei.
fase 3-BUFFET: analisti, giornalisti e manager, come un sol uomo, si fiondano al tavolo delle vivande, spintonandosi selvaggiamente e rubandosi il cibo dalle mani.
è la legge della jungla, homo homini lupus, tutti ugualmente disperati di fronte alla fame.
mercoledì, 15 novembre 2006
elastigirl, finita l'università per super eroi, si sentiva portatissima per la borsa e la finanza. vedeva per sè un avvenire radioso tra azioni, futures, opzioni su derivati e warrant. Non che sapesse esattamente cosa fossero, ma quando la vocazione chiama ci si tuffa a pesce tra le sue braccia senza fare troppe domande.
il posto per lei era una sim, società di intermediazione mobiliare e lì finì.
nella sim tutti si sentivano come nel film wall street: belli, ricchi, vincenti e squali.
il cuore pulsante della sim si chiama sala operativa e nella sala operativa se fai soldi, tutto ti è permesso. era un periodo in cui anche cicciopasticcio avrebbe fatto i soldi in borsa, quindi la sala operativa era una specie di casa delle libertà dove anche fare le puzze era universalmente accettato e pure considerato spiritoso.
l'assenza dell'elemento femminile conferiva a un ambiente già di per sè bestiale un tocco militaresco e triviale. In compenso giacca e cravatta erano d'obbligo, anche se passavi 11 ore al giorno con l'occhio fisso davanti a uno schermo pieno di numeri a fare soldi e rutti.
i simpatici colleghi della sala operativa decisero che elastigirl, in quanto unica donna lì dentro, avrebbe portato sfiga a meno di non fare finta che fosse pure lei un maschio.
dal secondo giorno di lavoro elastigirl venne ribattezzata "giovanni".
a giovanni furono assegnati una sedia e un citofono. il citofono serviva a farsi insultare da corrado, ilpazzodilondra. costui era un grosso cliente di una gigantesca banca d'affari a londra e faceva fare un sacco di soldi alla sim.
giovanni era la schiava del pazzo. giovanni prendeva 500.000 lire lorde al mese, corrado 500.000 nette al minuto, bonus esclusi.
"cazzo cazzo cazzo. velocecheseilenta compramene 20 a 18.590, rapidarapida fatto? vaffanculo" click comunicazione interrotta.
lei eseguiva, cliccava sul mouse più veloce della luce e muoveva in un battito di ciglia 20 futures, per un totale 371milioni800milalire.
"cazzo vendi, vendine 35 a 19.000. non ce l'hai fatta ti odio, sei una stronza incapace. vaffanculo" click
giovanni a intervalli regolari andava nel bagno delle donne - aveva una suite solo per lei mentre 40 maschi dovevano sgomitare nel cesso per maschi - e dava dei pugni fortissimi al muro. l'improponibile alternativa era dire al pazzodilondra dove si poteva ficcare il suo citofono e i suoi futures.
mentre elastigiovanni combatteva la sua lotta quotidiana contro l'incipiente esaurimento nervoso e la stronzaggine di corrado, intorno a lei la follia regnava sovrana.
sotto il tavolo del capo viveva una tartaruga ninja che quando l'indice mibtel oscillava troppo emetteva gemiti e mugolii orgasmici ad altissimo volume per avvisare i commilitoni della sim che il gioco si faceva duro.
a volte senza preavviso, tutti i soldatini della sim e le loro cravatte, come un sol uomo, si alzavano e cantavano in coro "la macarena", dimenando a ritmo braccia e anche. per poi risedersi e tornare a lavorare, serissimi.
un giorno il capo, detto il ciccione, decise che era troppo grasso, e che quindi tutti erano troppo grassi. impose alla sala operativa la "dieta de merda". per rafforzare lo spirito di squadra ed eliminare l'adipe in eccesso, a pranzo toccava a tutti ingurgitare la "zuppa de merda" una sbobba giallognola che sapeva di cipolla.
Mentre i colleghi nel weekend andavano a prendere l'aperitivo a montecarlo e a giocare a golf al marbella country club, elastigirl passava 48 ore a dormire, a digerire la zuppa de merda e a sognare il citofono.
ha resistito tre mesi, poi una fata con i baffi le telefonò e le disse che stava cercando una persona (non un giovanni) nella sua redazione come giornalista (non come schiava).
Da allora elastigirl è una donna libera, o almeno si sente tale.