lunedì, 01 febbraio 2010
lo hobbit grande propone ai suoi compagni di scuola la svendita dello hobbit piccolo, affermando che, da quando c'è il microbbit, non ha alcun bisogno di un individuo di mezzo.
lo hobbit piccolo si identifica con tutti i personaggi più malvagi e orrendi della storia del cinema: anakin skywalker-dart fener di guerre stellari, saruman del signore degli anelli, capitan uncino di peter pan, goblin di spiderman, davy jones dei pirati dei caraibi e la matrigna di biancaneve. ha inoltre iniziato una dieta a base di "pasta arrotolata", che poi sarebbero i fusilli, sostenendo che è l'unico alimento "che non mi fa venile la diallea".
il microbbit sorride al mondo e il mondo ricambia perché di fronte a un microbo sorridente è difficile non lasciarsi andare.
mister incredible ha vari disturbi psicosomatici e un sonno incoercibile. "ho la panciosi, la malosi e la frullosi", dichiara, verde in volto.
elastigirl inspira e si infila in jeans, espira e se li toglie immediatamente. "tornerò come prima? eh? secondo te torno come prima?", chiede ossessivamente a mister incredible.
"presumo di sì"
"che risposta è? perché usi il verbo presumere quando ho bisogno di certezze?"
"scusa, devo svuotare la lavastoviglie"
"uffa. chissenefrega della lavastoviglie. parlami-rassicurami-coccolami"
"posso attentare alla tua virtù?"
"no, il microbbit ha fame. e poi sai cosa ha detto il ginecologo?"
"no, non lo so. cosa ha detto il ginecologo?"
"che se il leone si avvicina con intenzioni lubriche mentre la leonessa allatta, indovina un po' che fa la leonessa?"
"che fa?"
"lo sbrana"
"quindi non posso attentare alla tua virtù?"
"a tuo rischio e pericolo"
"allora mi dedico alla lavastoviglie"
"io vado dal microbbit"

se l'ultimo arrivato appare ormai serenamente integrato, gli altri quattro quinti dell'elasti-famiglia sono ancora ben lungi dall'equilibrio.
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categoria:famiglia
mercoledì, 27 gennaio 2010
"... l’allattamento in quanto parte della vita sessuale di una donna, ha bisogno delle stesse condizioni in cui avviene l’incontro col partner: intimità, calore, silenzio, non sentirsi osservate, non avere fretta. In altre parole, individualità, spazio e tempo in maniera imprevedibile e non circoscrivibili da limiti preconfezionati".

ore 18,45
elastigirl si accomoda sul divano con il microbbit. sono soli. ha già preparato la cena per gli hobbit, ha steso i pannolini lavabili, ha fatto la doccia e si è infilata un tutone rosso, respingente agli occhi di mister incredible ma estremamente gradito al nano minuscolo.
la diade madre-figlio è sacra, l'allattamento un momento magico, dice qualcuno, e lei è completamente compresa in questo rituale unico e antichissimo. mancano solo le candele e i tamburi tibetani. il microbbit guarda il suo materno complemento come fosse un prosciutto e si avventa famelico sulla tetta. si contemplano incantati, occhi negli occhi, per qualche secondo. poi lui cade in deliquio e lei si mette a leggere il suo libro. intorno silenzio e pace. la felicità non è lontana da qui.

ore 18,47
dlin dlon
elastigirl si alza con la sua appendice e si trascina verso la porta.
gli hobbit e la baby sitter valentina diolabenedica tornano dalla piscina.
il nano grande entra in scivolata sulle ginocchia, alza le braccia in segno di vittoria, urlando frasi sconnesse.
il nano piccolo entra barcollando con il costume a righe in testa. "il maestlo mi ha visto così e ha detto 'tu falai stlada, lagazzo'", dichiara orgoglioso.
fuori nevica. valentina teme il gelo sulla strada per la brianza e abbandona l'elasti-casa.
elastigirl si risiede e ripete a se stessa e al microbbit, usando la telepatia, "inner peace" come faceva master shifu in kung fu panda.
"andate un po' a giocare in camera. quando ho finito qui vi chiamo io"

ore 18,50
"mamma, mi metti il costume da cavaliele jedi?"
"nano, è cmplicatissimo infilare il costume di anakin skywalker e io ho solo una mano libera"
"ti plego mamma!"
elastigirl, imprecando in silenzio, infila pantaloni, calzari, camicia, cintura, spada laser e mantello, cappuccio incluso, allo hobbit piccolo.

ore 18,53
"adesso sei pronto. puoi andare a giocare"
"glazie mamma"
"prego, però lasciaci tranquilli per dieci minuti"

ore 18,55
"mamma..."
"dimmi nano grande"
"devo leggere pagina 15 del libro di lettura"
"ok. vieni qui vicino e leggi"
la piccola idrovora continua a succhiare ma il flusso di energie all'interno della diade è stato un po' inquinato e la sacralità dell'indissolubile binomio ha qualche crepa.

ore 19,00
"mamma..."
"dimmi, nano piccolo"
"mi scappa la cacca"
"ma come? adesso che hai addosso tutto l'ambaradan di anakin???"
"mi sa che ho di nuovo la diallea. mi spogli? mi fai compagnia?"
elastigirl striscia in bagno con la micro-ventosa che non molla la presa.
"ho fatto un pasel di cacca, mamma. guadda!"
 "ho visto nano, un puzzle di cacca. però sbrigati che sono scomodissima ad allattare in equilibrio sul bordo della vasca"
"mi lavi? mi vesti?"
la vestizione del cavaliere jedi  è stata ri-compiuta, sempre più acrobatica e faticosa.
elastigirl torna sul divano e cerca di ricomporre i pezzi di una diade frantumata.

ore 19,08
"mamma..."
"che c'è adesso?"
"mi scappa di nuovo la cacca..."

lo hobbit piccolo ha avuto una ricaduta del virus intestinale, a elastigirl oggi è venuta la mastite con febbrone annesso. il microbbit resiste. lo hobbit grande è assurto ormai a pieno titolo a maschio alfa della famiglia.
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categoria:famiglia, sconforto, hobbit
martedì, 26 gennaio 2010
mister incredible, dopo quasi un mese, non ha ancora metabolizzato la nascita del microbbit, pendola tra milano e londra come un automa, stropicciato e stralunato farnetica che così non si può andare avanti, che senza una ragazza alla pari, preferibilmente ugro finnica e under 20, la famiglia è destinata a implodere, che l'elasti-casa è troppo piccola per questo esercito di maschi e che bisognerebbe indebitarsi per i prossimi 30 anni per comprare il monolocale di fronte, dove, ça va sans dire, metterci la diciottenne ugro finnica che ha bisogno, poverina, dei suoi comfort.
elastigirl sogna che mister incredible la abbandona al suo destino, con i tre hobbit e il mutuo del monolocale per la au pair da pagare, sogna di dovere rifare la maturità e di non ricordarsi nemmeno la declinazione di rosa-rosae, per non parlare dell'aoristo greco, e sogna una doccia piena di scarafaggi. ogni tanto si trasforma in strega, ogni tanto cade nel pozzo nero della malinconia, ogni tanto si ferma a guardare il microbbit e le passa tutto.
lo hobbit piccolo vuole viaggiare da solo, parla al telefono con il suo amico immaginario marìotereso ("plonto... dèsso non posso malìoteleso. ti pozzo lichiamale? anzi no, ti pazzo la mamma... mamma! ti vuole malìoteleso vieni!") ma anche con mariateresa, il signore della frutta, il signore dell'acqua, il signore della spazzatura e i formichi. condivide il letto con un pupazzo mostruoso ribattezzato zizzobello, preso regolarmente a mazzate e probabile rappresentazione inanimata del microbbit.
il microbbit dorme e quando non dorme mangia o fa la cacca. quando non dorme, non mangia e non fa la cacca guarda quel che vede del mondo, con due occhi enormi, liquidi e ipnotici come gorghi. elastigirl lo scruta per non trovarsi impreparata all'esplodere della sua natura demoniaca, al momento latitante.
lo hobbit grande non dà segni di squilibrio, a parte cantare le canzoni degli abba.
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categoria:famiglia
lunedì, 11 gennaio 2010
lo hobbit grande ha trascorso gran parte del fine settimana dentro una cesta di vimini, coperto di peluches. quando non occupava la cesta, si aggirava per casa travestito da dart fener, il cattivo di guerre stellari passato al lato oscuro della forza, maschera nera e respiro asmatico compresi.
lo hobbit piccolo ha trascorso gran parte del fine settimana con un cordless rotto attaccato all'orecchio, conversando con marìotereso, il suo amico immaginario, temporaneamente trasferitosi dal muro della cucina a londra, "dove aveva da lavolale". ogni tanto interrompeva la telefonata per andare a fare pat pat sulla testa del microbbit. a elastigirl sembrava un pat pat affettuoso fino alla domanda "mamma, pozzo stlappale tutti i capelli al flatellino?".
il microbbit, ignaro dei desideri di scalpo fraterni, ha trascorso gran parte del fine settimana dormendo, più di quanto non si possa chiedere a uno hobbit di meno di 15 giorni, e facendo la cacca, anch'essa in quantità molto superiori a quanto ci si possa aspettare da un neonato.
mister incredible, sempre più stropicciato, ha trascorso gran parte del fine settimana a fare lavatrici, a stendere e a piegare il bucato, in modo compulsivo e nevrotico, con lo sguardo stralunato e analytical foundations of marxian economic theory sotto il braccio, come la coperta di linus. "abbiamo una lista infinita di cose da fare, il microbbit è una lista infinita di cose da fare, la nostra famiglia è una lista di cose da fare", farneticava a intervalli regolari.
elastigirl allattava, cambiava il microbbit, faceva vani tentativi per fare uscire lo hobbit grande dalla cesta o per interloquire con dart fener, preferibilmente non a suon di respiri asmatici, e ascoltava le telefonate tra lo hobbit piccolo e marìotereso.

ci sono certamente ampi margini di miglioramento per ognuno dei cinque.
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categoria:famiglia, hobbit
sabato, 02 gennaio 2010
elastigirl e il microbbit sono rientrati dall'ospedale l'uno gennaio perché insieme hanno convenuto che cominciare una nuova vita il primo giorno di un nuovo anno potesse essere essere di ottimo auspicio.
hanno fatto un trionfale ingresso a casa - lei ancora un po' accartocciata, lui irresistibile nella sua acerba virilità e nella sua tutina blu da abominevole uomo delle nevi - scortati da un mister incredible stropicciato, perché i padri quando partoriscono si stropicciano parecchio.
sono stati accolti da poesie ermetiche dello hobbit grande disseminate per casa (una per tutte: "microbbit sei più bello dell'arcobaleno"), da una caccia al tesoro senza tesoro e senza senso orchestrata dallo hobbit piccolo ("dèsso venite in cuzina. blavi! dèsso venite in sala... dèsso in bagno, bene. dèsso siete allivati" "arrivati dove, nano?" "boh"), da super W, la nonna garrula e sfrenata come quattro nonne insieme, da mister brown, il nonno, silenzioso e commosso, ripetutatmente redarguito da super W per non manifestare gaudio, tripudio e gioia con sufficiente entusiasmo ("sei un uomo freddo e indifferente! dì qualcosa! urla al mondo la tua felicità di nonno per la terza volta! ecco, vedi? non sei capace. non sai esprimere le tue emozioni"), e dalla zia matta che immortalava l'evento con la macchina fotografica che vede come un pesce e restituisce immagini folli dentro un acquario rotondo.

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categoria:famiglia
domenica, 27 dicembre 2009
a meno due giorni sono arrivati da bari super W, la nonna, mister brown, il nonno, e la zia matta.
"sei magra! - mente super W sapendo di mentire - sei solo pancia".
"ti sei ingrossata il giusto", dice mister brown che in presenza della famiglia allargata cade in un'estasi di beatitudine e contemplazione, fa un uso smodato dell'aggettivo "straordinario" e compra gratta e vinci con più lena e fiducia del solito.
"ho un nuovo fidanzato. il passato è archiviato e sono pronta per un luminoso futuro", annuncia la zia.
nonna J è inquieta e impaziente, non troppo diversa pertanto dalla sua condizione normale.
suo marito artù dichiara impietoso guardando elasti: "sei ogni giorno più enorme".
"la mia mamma nella vita fa i bambini, li coccola ed è intelligente. il mio papà... be', il mio papà è barese", afferma lo hobbit grande.
lo hobbit piccolo non è pervenuto perché lui è una prima donna e in mezzo a tutto questo vociare ritiene che il silenzio si noti di più.
mister incredible fa lavatrici e lavastoviglie, scopa per terra in modo compulsivo lamentandosi della produzione industriale di sporcizia dell'elasti-famiglia. nelle situazioni di stress emotivo alcuni economisti marxisti baresi si trasformano in massaie ossessive.
lo zio con l'orecchino al naso arriverà domani, insieme al prozio implacabile e alla prozia che parla al telecomando e cambia i canali della televisione con il cellulare.
elastigirl è acquattata nelle retrovie, nella sua bolla. di giorno panifica, prepara crostate, inspira ed espira. di notte partorisce cinque, sei, sette volte, sogna il suo ginecologo vestito, nudo, presente, latitante, puntuale e in ritardo, con il bisturi in mano, con gli sci ai piedi, con il colbacco in testa e con l'ipod nelle orecchie.
a meno due giorni elastigirl vorrebbe che fosse già dopodomani, è intorpidita, frastornata e annebbiata, vorrebbe non esserci.
a meno due giorni dalla nascita del microbbit, fuori c'è il caos, dentro anche. e il tempo si è fermato.
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categoria:famiglia, paure, gravidanza
domenica, 29 novembre 2009
ore 20,10, in cucina.

"secondo te, quei due si amano molto?", chiede lo hobbit grande al piccolo, guardando elastigirl e mister incredible che riempiono la lavastoviglie.
 
"quali due?", domanda il piccolo con aria assente.

"come quali due? il barese e la sgnacchera"


è vero:
- non è bello che un seienne usi gli aggettivi sgnacchera per definire la propria madre e barese per indicare il proprio padre, tantomeno conversando con il fratello treenne,
- è probabile e auspicabile che il seienne ignori il significato etimologico del sopra citato aggettivo singolare femminile,
- non è chiaro da quali dotte fonti il seienne abbia appreso cotanto colorito linguaggio,
tuttavia:
essere definita sgnacchera in un uggioso weekend novembrino mentre si armeggia tra padelle sporche di sugo, piegata sotto il peso di una pancia alla 36ma settimana di gravidanza, dà un fremito di autostima nonché un senso all'oggettivamente eccessiva presenza maschile nell'elasti-casa.
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categoria:famiglia, hobbit
lunedì, 02 novembre 2009
"V-I-E-T-A-T-O... vietato, S-A-L-I-R-E... salire, S-U-I... sui, T-R-E-N-I... treni: vietato salire sui treni!"

"oddio oddio oddio! ma tu sai leggere!"

"ma è fantastico, nano! sai leggere! adesso il mondo non avrà più segreti! si spalancano porte, si schiudono tesori, si aprono nuovi orizzonti!"

"vietato salire sui treni! vietato salire sui treni! vietato salire sui treni! ma cosa fai mamma? mica piangi?"

"no, no. è che... be' insomma è un momento importante. mi emoziono vedendo mary jane e peter parker che si baciano in spiderman, vuoi che non mi emozioni per te che impari a leggere?"

"è un momento epocale! il papà e la mamma sono fieri di te!"

"adesso batta! è nolmale che sa lezzele. pelché va a ccuola altlimenti?"


"sei solo un sciur frignetti invidioso perché io so leggere e tu fai la pipì a letto"

tunf tunf tunf

"ehi fermati nano piccolo! perché prendi a calci il treno? siamo al museo della scienza e della tecnica! non puoi, lo rovini! è un treno antico! ci buttano fuori!"


"che mi impolta? è un ploblema vostlo. io vado via e salo anke su li tleni. zao a tutti"

tunf.

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categoria:famiglia, fratelli, hobbit
domenica, 20 settembre 2009
qualche tempo fa mister incredible trovò casualmente a casa di amici un volumetto informativo dell'amsa, azienda municipale per la nettezza urbana. prima se lo rigirò tra le mani, poi lo sfogliò, infine si immerse nella lettura, emettendo di tanto in tanto, rigorosamente in barese, gridolini di entusiasmo ("mo'!"), esclamazioni di giubilo ("mo'!") e commenti appassionati ("mo!") in un climax di gaudio e tripudio.
"nel sacco nero rifiuti generici, nel sacco giallo plastica e metallo ma non piatti e bicchieri né rifiuti pericolosi, nel cassonetto verde solo vetro, nel cassonetto bianco carta, cartone e tetrapak. mo'! geniale!", declamava commosso.
"si chiama raccolta differenziata. la facciamo da anni", gli spiegavano i presenti inascoltati.
lui leggeva in visibilio, come al cospetto di un testo sacro.
poi arrivò alla pagina dedicata alle riciclerie e il suo fervore raggiunse vette inesplorate.
"voi non vi rendete conto! la ricicleria è aperta sempre, anche la domenica. e ci porti il vetro in lastre, lo scaldabagno, le tapparelle, i calcinacci e persino i grassi di frittura!"
"ma noi non abbiamo grassi di frittura da smaltire, e nemmeno scaldabagni e tapparelle"
"non importa. è fantastico sapere che ci siano posti così. non avrei mai pensato che un giorno questa orrenda città sarebbe stata in grado di sorprendermi", diceva con quel lampo di follia generamente da lui riservato ai modelli econometrici per l'abbattimento dei sistemi capitalistici.
ieri l'elasti-famiglia, trascinata dal suo invasato condottiero, si è recata al gran completo, microbbit nella pancia incluso, nella ricicleria più vicina, un capannone disperso nell'estrema periferia nord di milano.
mister incredible ha trascorso un sabato mattina a lanciare negli appositi contenitori, diligentemente selezionati, un ferro da stiro, un'aspirapolvere, un seggiolone rotto, pile scariche, vestiti vecchi e altre cianfrusaglie riesumate dagli anfratti più remoti dell'elasti-casa, fianco a fianco con decine di altri cittadini come lui, tutti sorridenti, solidali e virtuosi.
gli hobbit, dopo i primi minuti di entusiasmo, in cui hanno scaraventato un phon e qualche mouse in una grande vasca bianca, hanno cominciato a litigare: il conflitto ha raggiunto il suo apice quando il piccolo ha comunicato al grande "malìoteleso mi ha detto nell'olecchio che sei solo un povelo cletinetti" (= il mio amico immaginario, marìotereso, le cui parole sono perle di verità e saggezza, mi ha appena confidato, sussurrandomi nell'orecchio, che tu, mio fratello, sei soltanto un povero cretinetti. premesso che ambasciator non porta pena, desidero puntualizzare che sottoscrivo appieno).
terminato lo smaltimento dei rifiuti, l'elasti-famiglia si è infilata nell'infernale bolgia dell'ipercoop per l'abbrutente rito settimanale della pantagruelica spesa.
alle 13,30 elastigirl stava scolando mezzo chilo penne rigate, cercando di ricordarsi l'esatto momento in cui la sua vita ha imboccato questa china perversa e apparentemente irreversibile.
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categoria:famiglia, follie, marito
domenica, 06 settembre 2009
la normalità è un concetto soggettivo e multiforme.
la normalità hobbit poi segue binari secondari, talvolta impervi, spesso imperscrutabili.
per uno hobbit è normale bere acqua di mare, nuotare a delfino nella vasca da bagno, eleggere il proprio domicilio nella scarpiera, desiderare fortissimamente fare pipì nel bidet, parlare con un amico che si chiama marìotereso e vive nel muro della cucina, innamorarsi di una borraccia, considerare il proprio pisello la chiave di volta del sistema solare, essere devoti a un paio di guanti da neve come altri lo sono a padre pio.
ci sono fenomeni considerati invece universalmente normali, come una pancia abitata.
gli hobbit poi la ritengono addirittura banale, alla lunga noiosa. non fanno domande o osservazioni tipo: "quanti chili hai preso? è un po' alta, un po' bassa, da maschio, da femmina, e la ritenzione idrica? hai acidità? stitichezza? è troppo grande, anzi no, troppo piccola. certo che cascarci per la terza volta... ma voi non avete la televisione?". gli hobbit non si interrogano sui dettagli e della ritenzione idrica se ne fregano.
venerdì sera.
l'elastifamiglia è schierata sul divano. i maschi sono impegnati nell'ennesima visione del signore degli anelli, di cui conoscono ormai ogni sequenza ma da cui traggono inesauribile piacere. elastigirl, annoiata a morte dai cavalieri neri, sfoglia rapita il catalogo ikea.
"ehi! il microbbit qui dentro si sta muovendo tantissimo!", esclama in estasi, perché non si abituerà mai alla magia della coabitazione.
gli hobbit tacciono, inghiottiti dalla compagnia dell'anello.
"ehi! il microbbit sta dando un sacco di calci! sentite", insiste elasti-inascoltata.
mister incredible allunga una mano e le fa pat pat sull'ombelico, gli hobbit sbuffano.
"uffa. siete degli insensibili mostri. peggio dei cavalieri neri", conclude lei, reimmergendosi nella contemplazione delle tende per doccia tupplur.
"zi penso io" (= lascia che mi prenda cura io delle tue paturnie di gestante isterica), dice lo hobbit piccolo posando il palmo sull'elasti-pancia.
"lo senti? eh? dimmi! lo senti?", chiede elasti-ansiosa.
"mi sto fazendo li fatti mei" (= non turbare questa fraterna comunione con domande sciocche)
"..."
"dà li calzi pecché ha paula. è nolmale. ma io li fazzo colazzo e lui poi domme" (= si agita perché è costretto a vedere un film inadatto a lui. è assolutamente normale. ma io, con l'imposizione del mio tocco taumaturgico gli faccio coraggio e lo ipnotizzo).
"se lo dici tu..."
"ekko. ola possiamo stale in paze" (= ecco, finalmente si è tranquillizzato questo poveraccio qui dentro. adesso finalmente abbiamo ritrovato la pace e possiamo proseguire nella visione del nostro film preferito. non so come fareste senza di me in questa famiglia).
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categoria:famiglia, gravidanza, hobbit