sponsorship hobbit

lo hobbit grande e la baby sitter valentina diolabenedica conversano sul divano.
lo hobbit piccolo, rannicchiato nella scarpiera, coltiva il suo insano amore per le scarpe.
elastigirl origlia.

"valentina, ma se tu e fabio vi lasciate, tu cerchi un altro fidanzato?", chiede lo hobbit.
"non so. forse sì", risponde la diolabenedica meditabonda.
"non hai bisogno di cercarlo. ci sono qui io!". lui non si arrende. anello di fidanzamento, promessa di amore eterno, casa e mutuo insieme non fermano l’ostinazione hobbit.
"il problema, nano, è che tu sei un bambino e io sono grande. non possiamo fidanzarci".
"ah…". lo hobbit riflette in silenzio qualche secondo.
"beh, puoi fidanzarti con mio zio!", riprende ostinato.
valentina non può essere sua, che almeno rimanga in famiglia.
"lo zio scemo con l’orecchino al naso?", domanda lei ridendo.
"sì! proprio lui. guarda che è molto muscoloso e lo conoscono anche dentro il blog della mamma".
"ah beh, allora…"
"l’unico problema è che tu sei a milano, mentre lui sta a roma. come si può fare?"
"nano, non preoccuparti. tanto se io e fabio ci lasciassimo io non vorrei un fidanzato subito. me ne starei un po’ di tempo da sola"
"… beh, insomma. lo zio è sempre lì. quando hai bisogno lo chiami e lui risponde immediatamente"

esiste un’asse tra lo hobbit grande e lo zio con l’orecchino al naso.
ci sono devianze che vanno represse sul nascere prima che degenerino.

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interventismo e dilemmi

stamane, mentre elastigirl attendeva con ansia il bilancio 2006/2007 di mediobanca, è arrivato un sms del cognato, quello che si firma ‘zio scemo con l’orecchino al naso’.

"sono in treno. davanti a me mamma nazista. non fa manco respirare i figli. che faccio, elasti? intervengo?"

- risposta a. "intervieni. stroppiala di mazzate. portale via i bambini e venite tutti qui da noi a wisteria a giocare, che tanto uno in più uno in meno non fa la differenza"

- risposta b. "intervieni seducendola. fanne la tua schiava e quando lei non sarà più in grado di intendere e di volere toglile la patria potestà"

- risposta c. "non intervenire. le mamme hanno sempre ragione e sanno sempre cosa è meglio per le loro creaturine"

- risposta d. "non intervenire. non puoi. a meno che la nazista non li prenda a randellate davanti ai tuoi occhi"

"uahhhhh! è arrivato è arrivato! uahhhhh! presto presto presto! elasti corri!!! dov’è l’utile? dov’è il dividendo? dove sei tu?". era miss J, paonazza.
è arrivato il bilancio 2006/2007 di mediobanca e elastigirl non ha avuto il tempo di trovare la risposta giusta.

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tutto da soli

“zio scemo con l’orecchino al naso, puoi dare un’occhiata agli hobbit mentre vado a comprare il latte?”, chiede elastigirl.
“certo, non preoccuparti. ti aspettiamo qui in piazzetta”, risponde rassicurante lo zio.

quando elastigirl torna, lo hobbit piccolo è immerso fino al pannolino nel secchio della condensa dell’aria condizionata del negozio di frutta e verdura. lo hobbit grande si è schiantato al suolo dopo un salto mortale dal un tavolino del bar e piange disperato.

“hanno fatto tutto da soli!”, si giustifica l’irresponsabile con l’orecchino al naso.

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l’irresistibile carmen, ovvero, tertium datur

la zia matta ha invitato nella wisteria del salento la sua amica carmen, di barcellona.
carmen ha forme morbide e rotonde, voce profonda e sensuale, fascino mediterraneo e un luccichio trasgressivo e beffardo nello sguardo.

“deve essere mia, almeno per una sera”, dice beppe, l’amico single e inquieto dell’elasti-famiglia.

“scordatelo, l’ho conosciuta prima io”, ribatte lo zio con l’orecchino al naso, in preda a bollenti spiriti dopo il viaggio in marocco.

carmen dispensa sorrisi e ammiccamenti ai due bellimbusti, in modo equo e imparziale.

“mi piace da morire!” sospira beppe.

“questa sera ci provo”, gli fa eco lo zio.

“giochiamocela a testa o croce!”, propone beppe.

“invitiamola a cena e poi si vede”, replica lo zio.

“va beh, te la lascio, sono un cavaliere”, dice beppe magnanimo.

“sul serio???? ma no dai, tu non batti chiodo da una vita, è tua”, incalza lo zio.

mentre questi esemplari di machismo italico si palleggiano la donzella come fosse un frisbee, la bella catalana si materializza.

è accompagnata da un energumeno pluritatuato, con un enorme chiodo conficcato nella nuca bucata da un piercing.

si tengono per mano e si scambiano occhiate roventi.

“lui è rocco, l’ho conosciuto questo pomeriggio in spiaggia. non vi dispiace se viene con noi a cena, vero?”, chiede l’irresistibile carmen.

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puzza di lombrico

oggi, a sorpresa, è arrivato lo zio scemo con l’orecchino al naso, il fratello di mister incredible.
è arrivato dopo un viaggio alla-spera-in-dio in marocco.

è arrivato dopo una notte all’addiaccio in un aeroporto.

è arrivato, bello, sudato, abbronzato e tamarro più che mai.

è arrivato carico di regali e racconti e ha trasformando la casa di super W e mister brown in un suk di meraviglie.

lo hobbit grande gli è saltato al collo gridando di felicità e lo zio lo ha fatto volare.

“zio… puzzi di lombrico”, ha detto il nano perplesso, atterrando.

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merdose carotine

"posso venire da voi a wisteria due giorni quando siete in scozia?"
"certo che puoi… anzi, posso chiederti un favore?"
"dimmi"
"hai presente il balcone con il gelsomino?"
"quei cadaveri li chiami gelsomino?"
"non fare lo stupido, è un favore serio. dovresti dare l’acqua alle carotine"
"stai scherzando?"
"no, sono serissima. ho comprato delle carotine di terracotta che metti nella terra delle piante. ogni carotina è attaccata a un tubicino che attinge a una bacinella di acqua. adesso a milano fa un caldo disumano, l’acqua evapora, le carotine non si alimentano e il gelsomino muore. in pratica la sopravvivenza delle mie piante dipende interamente da te. me lo fai questo favore? ti prego ti prego ti prego…"
"sento di non essere in grado. ci ho ripensato, non ci vengo più a casa vostra. tu e le tue carotine mi mettete troppa ansia".

questa conversazione telefonica è avvenuta una decina di giorni or sono tra lo zio con l’orecchino al naso, fratello di mister incredible, e elastigirl.

ieri, mentre l’elasti-famiglia era a una festa campestre sotto la pioggia tra marcantoni in kilt è arrivato un messaggio sul telefonino.
"ho messo l’acqua alle tue merdose carotine".
sullo zio con l’orecchino al naso, nonostante tutto, si può sempre contare.

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