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mercoledì, 17 giugno 2009
gli hobbit questa settimana sono a bari, con i nonni, super W e mister brown, e la zia matta.
stare con gli hobbit può essere divertente, interessante, istruttivo, gratificante. ma può essere anche snervante, sfinente, massacrante, mortale.
per questo è fondamentale che la loro permanenza in casa altrui sia rigidamente limitata nel tempo.
purtroppo non è ancora stato inventato l'algoritmo per calcolare il lasso di tempo oltre il quale la frequentazione intensiva dei nani da esperienza piacevole e appagante diventa incubo. il punto di rottura della linea di demarcazione tra "adorabili creature" e "infernali bestiole", inoltre, varia da soggetto a soggetto e non è conoscibile a priori.
questa sera è arrivato un sms della zia matta che diceva testualmente così:
ciao. oggi lo hobbit grande mi ha chiesto: "zia matta, perché hai il sedere così grosso?". riprendetevi i piccoli mostri.
chiaramente la zia ha superato la linea. e gli hobbit lasceranno bari solo sabato.
lunedì, 13 aprile 2009
elastigirl da quando è nella città di A non ha mai sofferto di nostalgia per l'italia.
neppure quando mister incredible è partito per chicago lasciandola con due hobbit e senza automobile nel mezzo del nulla.
neppure quando non sapeva come andare a fare la spesa perché il supermercato più vicino è a 4 miglia.
neppure quando i primi giorni lasciava gli hobbit alla reggio preschool, in balia del bambino pazzo dietro la tenda e del bambino manesco fuori controllo.
neppure quando aveva la febbre ed è andata a fare una gita nel bosco sotto una pioggia torrenziale e si chiedeva se mai sarebbe riuscita a tornare indietro.
neppure quando le si è perforato il timpano e l'unica medicina di cui disponeva era la tachipirina per bambini.
poi c'è stato il compleanno dello hobbit piccolo ed è arrivata questa:
caro nano piccolo,
noi - la zia matta, il suo fidanzato friulano con i capelli rossi detto lo zio rosso, lo zio con l'orecchino al naso e la sua fidanzata romana detta la zia D - abbiamo provato a chiamarti per farti gli auguri, ma non c'eri.
ti immaginiamo correre nel parco spaventando piccioni americani insieme alla mamma, al papà, al fratellone, a marìotereso, al signore della frutta, all'eroe chivalà e a tutti i tuoi amici.
mentre lo zio con l'orecchino si mette la spuma nei capelli per far vivere i ricci, la zia matta sceglie la maglietta più bella del suo armadio per uscire, lo zio rosso si mette le mani nei capelli per pensare ad un complimento da fare alla zia matta e la zia D si guarda nello specchio e gode del suo nuovo taglio di capelli, pensiamo un po' a quando tre anni li avevamo noi. Pensiamo a te e a quelle tre candeline che la mamma ti avrà messo sulla torta e alle fotografie che ti starà scattando il tuo fratellone. immaginiamo il papà che sta lì e ti guarda mentre ti abboffi di panna alla faccia di tutti noi... ti mandiamo non 3 baci (come i tuoi anni), non 30 baci (come i nostri di anni), ma 30.000 come i km di mare che separano Roma dalla tua torta di compleanno.
Auguri di cuore da tutti gli zii che stasera berranno una birra per te e, se puoi, nella foto del tuo compleanno, accanto alla torta, tra marìotereso e il signore della frutta, lascia un posticino anche per noi.
auguri.
lo zio con l'orecchino al naso
la zia matta
lo zio rosso
la zia D
ed elastigirl ha improvvisamente avuto una grande nostalgia di casa.
e si è fatta pure un piantino. piccolo però.
domenica, 28 dicembre 2008
la zia matta da qualche tempo ha un fidanzato ufficiale.
si chiama 'il rosso' e, oltre ad essere mancino, taciturno e rosso di capelli, viene dal profondo nordest.
il rosso l'estate scorsa fu presentato a super W, a mister brown, allo zio con l'orecchino al naso, a mister incredible, a elastigirl e agli hobbit.
non paga di avere sottoposto lo sventurato agli interrogatori di super W e di elastigirl, allo sguardo empatico di mister brown, alle occhiate diffidenti di mister incredible, al travolgente calore dello zio con l'orecchino al naso e ai molesti approcci degli hobbit, la zia matta ha ora deciso che il rosso è pronto per entrare a pieno titolo in famiglia.
il rosso incontrerà nonna memé, bisnonna degli hobbit, creatura altera, quasi centenaria, depositaria di una sterminata cultura gastronomica, rigorosamente ed esclusivamente pugliese, fervente sostenitrice della superiorità della stirpe da cui lei e i suoi nipoti discendono.
a elastigirl ci vollero moltissimo tempo e due hobbit maschi per entrare nelle grazie di nonna memé che, dopo un esame durato vari anni, un giorno la abbracciò e le disse "sei dei nostri", sciogliendo le sue riserve e aprendole il suo cuore.
"nonna, tra qualche giorno inconterai il rosso, il mio fidanzato, l'uomo che ho scelto e che mi ha scelta. vedrai, ti piacerà", ha annunciato la zia matta, preparando il terreno.
lei ha arricciato il naso.
"viene dal profondo nordest..."
"ah... lontano lontano te lo sei andato a prendere"
"già, viene da un piccolo paese con uno strano nome..."
"straniero te lo sei preso..."
"beh, non proprio straniero"
"e che mangiano lassù?"
"mangiano patate, rape, ortaggi, minestre, polenta, salumi... e poi ho assaggiato brovada e musetto, frico che è una frittata di formaggio e patate, frattaglie di cervelletto e polmone..."
"... diversi sono i costumi..."
"e pensa che ha capelli rossi, nonna. per questo lo chiamano 'il rosso'"
"rosso? noi in famiglia non abbiamo nessuno di quel colore..."
caro rosso,
se pensavi che dopo avere risposto alle domande di mister brown sulla cultura friulana da pasolini a sgorlon, dopo avere ingurgitato quantità pantagrueliche del micidiale polpettone di super W, dopo avere affrontato lo hobbit grande a colpi di spada, con una scatola di panettone sulla testa a mo' di elmo, dopo essere stato leccato per l'intera lunghezza del braccio in segno di affetto dallo hobbit piccolo, il peggio fosse passato,
se pensavi che tutto questo ti avrebbe aperto le porte del paradiso privato della zia matta, beh, avevi sottovalutato la tua missione.
lunedì, 11 agosto 2008
il rosso vive nel florido nord est e lavora nella laboriosa città di X.
nella pausa pranzo mangia un panino sotto l'ufficio e dopo il panino fuma una sigaretta, guardando le vetrine o il cielo, se è azzurro.
“documenti, prego”, hanno detto un giorno due carabinieri al rosso che stava guardando le scarpe in un negozio.
lui ha mostrato la carta di identità e ha chiesto perché.
“le facciamo noi le domande! - hanno tuonato – cosa ci fai qui?”
“lavoro al terzo piano. la vede quella finestra? sto fumando una sigaretta”
“e perché guardi insistentemente questa vetrina?”
“perché il cielo è grigio e io penso alla mia fidanzata che vuole vivere lontano, forse in india, forse in africa, non lo sa nemmeno lei. e poi mi piacciono le scarpe. ma perché me lo chiedete?”
“piantala di fare domande! e comunque un signore che abita al quarto piano ci ha telefonato, dicendo che c'era un ragazzo sospetto che guardava da troppo tempo il negozio di scarpe. tu cosa rispondi?”
“non rispondo ma mi intristisco”
“questa volta ti è andata bene”, hanno detto i carabinieri andandosene.
sempre nella città di X, un altro giorno, il rosso è uscito dall'ufficio, verso le sei di sera, con la sua sciarpa gialla e verde.
“cosa ci fai qui?”, hanno chiesto in sei.
“torno a casa”
“tu di qui non puoi passare”
“perché no?”
“vattene o ti massacriamo di botte”
il rosso se ne è andato e ha fermato un vigile.
“perché nella città di X non si può camminare in pace? perché mi hanno fermato in sei minacciandomi di massacrarmi di botte?”, ha chiesto.
“forse perché hai una sciarpa colorata, magari con i colori di una squadra di calcio”, ha risposto il vigile.
“e perché nella città di X non si può camminare con una sciarpa colorata che magari ha i colori di una squadra di calcio?”
il vigile ha detto che non lo sapeva, il rosso non ha detto niente ma si è intristito un po' di più.
il rosso è stato trascinato dal profondo nordest al profondo salento dalla zia matta che è la sua fidanzata.
a tavola, mentre il rosso raccontava queste storie tristi, lo hobbit piccolo lo guardava rapito. alla fine lo ha indicato con il suo micro-indice paffuto e ha esclamato incredulo e divertito “lui patso!” (=questo individuo con i capelli rossi è pazzo). effettivamente raccontava follie.
martedì, 03 giugno 2008
quando elastigirl, nel lontano 1994, andò a bari a conoscere la famiglia di mister incredible era terrorizzata.
"vedrai, ti piaceranno", le aveva detto il suo allora neo-fidanzato.
"il problema non è che loro piacciano a me", aveva risposto lei, in preda all'ansia da prestazione che non l'avrebbe mai abbandonata, nemmeno 14 anni dopo.
"il problema è se io piacerò a loro", aveva aggiunto.
incontrò super W, con i suoi ricci naturali, il fisico da pin-up, tre figli e la pancia rientrante. e capì che la futura suocera era fatta della pasta dei supereroi.
incontrò mister brown, che amava il diritto del lavoro e le magliette best company a cui tagliava inspiegabilmente maniche e colletto con le forbici da cucina.
incontrò la zia matta, allora sedicenne, severa e diffidente. aveva lunghi capelli biondi. più che un'adolescente, una piccola roccia.
incontrò lo zio con l'orecchino al naso, anche lui sedicenne.
"piacere! sono contento di conoscerti. se mio fratello ti ama anche io ti amo", le disse abbracciandola con un trasporto e un calore che lei, venuta dalle inospitali brume meneghine, trovò bizzarri.
"aiuto!", piagnucolò lei, una volta rimasta sola con mister incredible.
"siete troppo... siete troppi. e poi siete una famiglia. e io non ci sono abituata", proseguì.
"cosa posso fare per farti sentire a casa? per farti sentire benvoluta? per farti sentire a tuo agio?", chiese lui.
"farmi trovare i palicao per colazione", rispose lei.
i palicao erano dei minuscoli, deliziosi biscotti al cioccolato che si scioglievano nel latte. rappresentavano le coccole, il tepore dolce di casa, il lussuoso privilegio di una figlia unica e viziata.
mister incredible arrivò con un enorme pacco giallo pieno di palicao.
"ecco i palicao. sono tuoi, per sentirti a casa, per sentirti amata, per sentirti tra amici", disse mister incredible.
l'enorme pacco giallo e il suo prezioso contenuto furono lasciati sul tavolo da un'incauta elastigirl, poco avvezza alle insidie delle famiglie numerose.
la mattina dopo elastigirl trovò un sacchetto triste, brutalmente aperto, tristemente vuoto. trovò anche lo zio con l'orecchino al naso, satollo di palicao.
"ma come? hai mangiato tutti i deliziosi biscottini al cioccolato? tutti i miei palicao?", chiese elastigirl con voce rotta.
"no, non tutti", rispose lui, tracannando mezzo litro di latte.
effettivamente nel sacchetto era rimasto un palicao, uno solo.
"hai visto elasti? ho pensato a te. ormai ti voglio bene come a una sorella", disse lui asciugandosi la bocca con il dorso della mano.
elastigirl capì allora che aveva attraversato un guado e che da quel momento niente sarebbe stato come prima.
lunedì, 21 aprile 2008
la zia matta e lo zio con l'orecchino al naso, fratelli di mister incredible, sono gemelli.
da piccoli andavano a scuola insieme, in classe insieme e, insieme, erano esonerati dalle lezioni di religione.
"deciderete se credere in dio e in quale dio credere quando sarete più grandi", diceva la loro mamma, super W.
intanto gli altri bambini si preparavano alla prima comunione.
"fare la comunione significa essere grandi, forti, maturi e vestirsi da frate!", dichiaravano con sufficienza gli amici dello zio con l'orecchino al naso.
"fare la comunione significa essere grandi, spirituali, bellissime e vestirsi da sposa!", affermavano sognanti le amiche della zia matta.
lo zio con l'orecchino al naso e la zia matta si guardarono dritto negli occhi.
"io voglio vestirmi da sposa", decretò lei.
"io voglio vestirmi da frate", sentenziò lui.
e andarono da super W.
"mamma, vogliamo essere grandi, forti e spirituali. insomma, vogliamo fare religione anche noi!", annunciarono.
super W ci pensò su, chiamò a rapporto mister brown, si guardarono dritto negli occhi e decisero che, in fin dei conti, non c'era niente di male se i loro bambini volevano essere uguali agli altri. se i gemelli pensavano di avere bisogno della religione per diventare grandi, forti e spirituali, frequentassero pure le lezioni.
la zia matta e lo zio con l'orecchino al naso si prepararono alla comunione.
"sarò una sposa meravigliosa", sospirava lei.
"sarò un frate bello e invincibile", diceva lui.
super W organizzò tutto per il grande giorno: la festa, gli invitati e i vestiti.
di quella indimenticabile giornata del maggio 1987 alla parrocchia don guanella di bari, è rimasta traccia indelebile negli album fotografici di mister brown.
tra tanti piccoli frati in saio, assorti e compiti, fa capolino un piccoletto in giacca, pantaloni e mocassini bianchi.
tra minuscole spose leggiadre e candide, spicca una biondina con un vaporoso abito rosa, impreziosito con ghirlande di fiori.
i perfidi compagni li soprannominarono "il gelataio e cicciolina".
quel giorno decretò la fine del breve ma luminoso percorso spirituale della zia matta e dello zio con l'orecchino al naso.
lunedì, 21 aprile 2008
"mamma, ho deciso. parto per la svaniga"
"sei sicuro? è un posto molto pericoloso"
"non mi interessa. la zia matta non può andare lì da sola"
"già. e una volta che sei nella svaniga cosa pensi di fare?"
"faccio compagnia alla zia matta, pianto alberi, regalo bastoni ai vecchietti e costruisco case. insomma, faccio il sindaco della svaniga"
tra circa tre settimane la zia matta partirà per l'afghanistan e lo hobbit grande si sta preparando spiritualmente.
domenica, 20 aprile 2008
la zia matta, sorella di mister incredible in partenza per l'afghanistan, ha un eloquio colorito e un curriculum sentimentale antropologicamente bizzarro.
da qualche tempo frequenta u' russ', il rosso.
di lui si sa poco, perché la vita privata della zia matta è coperta da una coltre di riserbo, difficilmente penetrabile.
dalle scarse informazioni trapelate, si è appreso che u' russ' è, appunto, rosso di capelli e viene da un piccolo paese che, opportunamente anagrammato, si trasforma in un'impronunciabile bestemmia.
u' russ' non ci fa più caso e la zia matta non è donna che si scandalizza per un anagramma.
super W e mister brown, rispettivamente madre e padre di mister incredible e, per proprietà transitiva, della zia matta, osservano la loro folle bambina, la sua insana attrazione per i luoghi estremi e perigliosi e, seppur a debita distanza, i suoi variopinti amori. osservano e scuotono la testa.
u' russ' tuttavia porta gli occhialini, ha un sorriso disarmato e disarmante e una parvenza di rassicurante normalità.
l'implacabile super W, in preda a incontrollabile curiosità, indaga da lontano, da vicino, indirettamente e direttamente, con domande esplicite e con dichiarazioni subliminali.
"ma che fa questo russ'? e la sua mamma? e il suo papà? e i suoi nonni? e i suoi bisnonni? e cosa vota? e dove va in vacanza? e che gusto di gelato gli piace? qual è il suo colore preferito? ama i bambini? porta i boxer o gli slip? e cosa legge? non ha la moto, vero? e come si pone nei confronti della tua follia? e di kabul? che dice di kabul?", chiede super W, scontrandosi contro la barriera di silenzio della zia matta e di omertà dei pochissimi in possesso di informazioni riservate.
mister brown legge il giornale, compra un gratta e vinci e guarda di sottecchi la figlia, con l'amore incondizionato, indifeso e perso di un padre.
mister brown si interroga in silenzio, con il virile pudico candore dei papà di figlie femmine.
mister brown tace per giorni e per giorni si macera. poi trova il coraggio e la domanda, a suo parere, più urgente e più adatta.
"ma... avete valori condivisi?"
non è dato sapere la risposta della zia matta. certo è che la barriera è stata scalfita.
lunedì, 31 marzo 2008
"ciao, sono io!"
"ehi! ci sono novità?"
"già!"
"quindi?"
"parto"
"ommamma! quando?"
"a metà maggio"
"sicura? sola, piccoletta, bionda e senza il burqa?"
"sicura, però magari un burqa me lo compro che fa sempre comodo"
"ma sei contenta?"
"felice"
"e cosa farai laggiù?"
"non so esattamente. so solo che non uscirò mai, che vivrò in un residence, che la sera mangerò insieme ai colleghi e che berrò whisky. perché lì non c'è molto altro da fare. me lo ha detto il capo"
"ma a te il whisky piace?"
"no, mi fa schifo. ma sono talmente contenta di andare laggiù che imparerò ad apprezzarlo".
la zia matta, con la testa tra le nuvole e senza senso dell'orientamento, partirà per kabul.
partirà, raggiante e incosciente.
dovrà occuparsi di donne afghane.
ma elastigirl è sicura che saranno le donne afghane a occuparsi di lei.
martedì, 11 marzo 2008
mister incredible sabato prossimo partirà per tokyo per una settimana.
è stato invitato da un economista giapponese workaholic.
"potresti venire con me", aveva detto mister incredible tempo fa.
"ma tu lavorerai 16 ore al giorno con l'invasato di tokyo"
"già, ma le restanti 8 staremo insieme"
elastigirl già l'anno scorso aveva accompagnato mister incredible in giappone. aveva visitato tokyo da sola e si era inebriata di libertà mangiando sushi, addormentandosi in metropolitana con l'ipod nelle orecchie e osservando le follie di un popolo seduta su una panchina.
"no, non voglio dividerti con un economista. sto qui con gli hobbit. noi due fuggiremo insieme un'altra volta", aveva risposto lapidaria, per poi pentirsi quattro minuti dopo.
"tranquilla! non sarai sola", ha annunciato ieri mister incredible.
"in che senso?"
"per colmare il vuoto che lascerò, arriveranno lo zio con l'orecchino al naso, la zia matta, super W e mister brown"
"vuoi dire che arrivano tuo fratello, tua sorella, tua mamma e tuo papà? tutti insieme? in questa casa? mentre tu sei a tokyo?"
"già. sarà bellissimo e non ti sentirai sola nemmeno un attimo. contenta?"