due cosa?

"se lo dico sembra che voglia fare la splendida. e tutto mi sento meno che splendida"

"e allora non dirlo"

"se non lo dico sembra che voglia fare quella noncurante, la snob che se ne frega o, peggio, fa finta di fregarsene"

"e quindi?"

"quindi non lo so. dammi un consiglio. lo devo scrivere o non lo devo scrivere?"

"ma che ne so? ma che mi importa? devi fare quello che ti senti. certo che ti sei rimbecillita parecchio. non hai niente di meglio a cui pensare?"

"non mi sei di nessun aiuto"

"va beh, lo dico io. sei arrivata a due"

"due cosa?"

"due milioni di visite. e allora?"

"allora niente. era solo così, per dire".

non è che sia poi fondamentale effettivamente. le cose fondamentali nella vita sono altre e altrove.
ma mi sembrava una buona occasione per dire grazie, a tutti quanti, che siete passati di qui questo spropositato numero di volte.

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elasti-violazioni, un post di servizio

"elasti, ma tu hai mai pensato che stai impunemente violando il copyright?"

"ehm, no"

"non credi che un bel giorno potrebbe telefonarti la disney e chiederti i danni per avere utilizzato l’immagine degli incredibili in cucina nella testata del blog?"

"beh, ma l’immagine è così bella…"

"sei un’incosciente criminale!"

"ma chi vuoi che se ne accorga?"

"mica devi essere onesta solo quando hai una pistola puntata alla tempia! l’onestà prescinde dai controllori e dalle multe, l’onestà ti viene da dentro! e tu sei disonesta dentro!"

"uff. ti hanno mai detto che sei tremendamente pallosa?"

"ora offendi perché non hai argomenti! offendi perché sai di avere torto!"

"ti prometto che ci penso"

"guardati dentro, ladra di immagini altrui!"

"ma mica ho rubato a una povera vecchina, al massimo ho rubato a un colosso dell’intrattenimento"

"un furto è sempre un furto"

"ti detesto"

elasti fino ad oggi è sempre ruscita ad ignorare la voce della sua pedante coscienza che periodicamente la costringeva a questa irritante conversazione.
sarà l’elasti-libro, sarà un rigurgito di buon senso, sarà che sta diventando grande, ma oggi elasti ha ceduto. a malincuore ha tolto quel fantastico quadretto familiare che campeggiava quassù.
ha lasciato i vecchi colori, almeno per il momento, perché, nonostante abbia un marito marxista e rivoluzionario, lei è intimamente conservatrice e troppi cambiamenti tutti insieme la destabilizzano.
per un po’ lassù ci sarà lei, la mamma elastica, disorientata, inadeguata, goffa, sull’orlo di una crisi di nervi ma dotata di multitasking.
poi si vedrà.
insomma, il contenitore è in evoluzione, ma il contenuto resta l’elasti-mondo.

ps mille grazie alla fantastica nina che, nonostante il suo terzo nano maschio sia in procinto di affacciarsi al mondo, ha trovato il tempo per dedicarsi all’elasti-blog con la consueta, professionale, rassicurante e solare disponibilità.

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grazie, a parte l’ansia e gli zeri

“ma, elasti, hai visto?”
“cosa?”
“i contatti”
“no, perché?”
“perché hai superato il milione, e pure da qualche giorno”
“sul serio? chi l’avrebbe mai detto…”
“sei veramente una sfigata. non guardi nemmeno il contatore”
“già, non lo guardo. sono proprio una sfigata”
“e non abbiamo nemmeno festeggiato…”
“altro che festeggiare, a me quel numero lì, con tutti quegli zeri, mette un’ansia…”

a parte l’ansia, a parte gli zeri, a parte tutto, grazie.
a tutti quelli che sono passati di qui, a quelli che hanno lasciato traccia e a quelli che sono volati via lievi e invisibili.
grazie a chi ha mandato messaggi privati per raccontare la sua storia o solo per dire, “piacere mi chiamo tullio persichetti e mi sei abbastanza simpatica”.
grazie dell’affetto, della solidarietà e della partecipazione.
grazie dell’empatia e della condivisione.
grazie della resistenza.
grazie di non esservi stufati di lei, perché elastigirl spesso riesce ad essere parecchio pesante.

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excusatio non petita

manca una connessione internet casalinga,

manca il tempo,

manca la concentrazione,

manca la dedizione,

manca il senso del dovere,

manca la nevrosi,

manca la ritualità,

manca la solitudine,

manca la riflessione,

insomma mancano un sacco di cose.

per questo in questa settimana londinese il blog non è stato aggiornato quotidianamente, come accade ormai da quasi un anno a questa parte.

forse ci voleva.

prendere le distanze in certi casi può restituire lucidità, proporzioni e slancio.

 

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sparizioni e spiegazioni

ci sono post che fanno ridere, post che fanno piangere, post che annoiano, post che fanno arrabbiare, post che non servono e post che irritano.
ci sono post belli, post brutti, post insulsi, post antipatici, post irriverenti, post sgrammaticati e post poetici.
ci sono post che offendono, che fanno infuriare, che fanno venire il mal di pancia e il Gomito.
ci sono lettori indulgenti, lettori severi, lettori amici, lettori ostili e poi ci sono lettori sgomenti.
lettori costernati perché non lo sapevano, perché si ritrovano lì dentro e nessuno aveva chiesto il permesso, lettori che non si capacitano e chiedono ‘perché?’.
elastigirl qui dentro racconta il suo mondo che a volte è un fumetto, a volte è buffo, a volte è difficile, a volte è freddo, a volte è di plastica, a volte è ostile, a volte è colorato, a volte in bianco e nero.
elastigirl qui dentro si sente a casa e spesso si dimentica che le porte sono aperte, le finestre pure ed entra aria da tutte le parti.
elastigirl ha sbagliato e ha fatto un passo indietro.
perché le persone vengono prima dei post, del blog e dell’elasti-mondo.

ecco perché alcuni post sono stati cancellati. non per i commenti, non perché lo ha chiesto un censore. solo perché ci sono cose più importanti. e l’ammissione dei propri errori e il rispetto per il prossimo sono tra quelle.

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post di servizio che si guarda l’ombelico

elastigirl adora leggere i commenti ai post.
la fanno ridere, riflettere, commuovere. alcuni la fanno anche arrabbiare ma succede di rado.
elastigirl è convinta che un blog sia prima di tutto interazione.
elastigirl risponde ai commenti, perché si diverte, perché le fa piacere, perché ha l’impressione di tessere tanti fili colorati.
ultimamente l’elasti-vita si è un po’ complicata e talvolta accade che elastigirl non risponda a tutti-tutti. talvolta capita che elastigirl crolli addormentata prima di tessere i suoi fili.
questo significa solo che, a volte, elastigirl è molto stanca.
nient’altro.
non significa che smetterà di rispondere, non significa che non le importa più, non significa che si è montata la testa.
tra i commenti e la crema idratante, elastigirl continuerà a dare la precedenza ai primi. promesso.

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terapie elfiche

elastigirl fa la giornalista finanziaria.
i suoi interlocutori sono trader sbruffoni, analisti depressi, banchieri spocchiosi, amministratori delegati villani, direttori finanziari gelidi, addetti stampa implacabili.
è un mondo grigio, a volte noioso, a volte aggressivo, a volte ostile.

per fortuna nella elasti-vita sono comparsi gli elfi della casa editrice.
"allora. hai pensato all’elasti-libro?", hanno chiesto in coro questo pomeriggio
"sì. ci ho pensato. mi è venuto il mal di pancia ma forse ci si può provare. se viene una porcheria però buttiamo via tutto, vero?", ha risposto elastigirl.
"certo, buttiamo via tutto", hanno detto sorridendo.

elastigirl ora si sente più leggera.
gli elfi sono meglio di una psicoterapia.

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outing

qualche tempo fa elastigirl è stata contattata da tre elfi gentili che leggono il blog.
i tre elfi abitano in una casa editrice e le hanno chiesto se ha mai pensato a un elasti-libro.
elastigirl ha riflettuto un po’ e domani li incontrerà di nuovo.
"prima di parlare con gli elfi devi assolutamente fare outing", ha detto la saggia collega A.
"outing? con chi?", ha chiesto elasti-terrorizzata.
"con la super mega capa della redazione", ha risposto A.
"ma perché?", ha domandato elasti-tonta.
"perché sei giornalista e se decidi di scrivere un elasti-libro devi essere autorizzata da lei. quindi devi fare outing"
"ma outing di cosa???"
"del blog"
"no!"
"sì!"

elastigirl a capo chino si avventura nell’acquario del comando, l’ufficio del capo.
"buongiorno super mega capa della redazione. scusa se ti disturbo"
"buongiorno elasti. dimmi!"
"ehm…. io… beh…. mi hanno chiesto di scrivere un elasti-libro e ci sto pensando"
"ah. congratulazioni. un libro di finanza? per esempio sui derivati sui mutui subprime?"
"no, non esattamente. un libro umoristico"
la super mega capa solleva un sopracciglio.
"beh. sarebbe un libro ispirato a un blog. perché io ho un blog. un blog sulla vita incasinata delle mamme, sui figli, sui mariti, sul lavoro…"
"ma dai! dammi l’indirizzo!"
"…."
"allora? www…."
"… in questo momento non me lo ricordo. ti mando una mail, magari domani…"

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difficile

qualcuno pensa che con un coniglio nabaztag per casa e la prospettiva di un elasti-libro elastigirl possa montarsi la testa.
difficile. molto difficile.

difficile con un marito che per festeggiare i successi le ha regalato ‘l’album di famiglia del manifesto’, con 220 figurine dedicate alla storia del comunismo.
difficile con uno hobbit piccolo che fa la cacca tra le 4 e le 6 volte al giorno e che intinge lo spazzolino da denti nel gabinetto.
difficile con uno hobbit grande che dice "mi avete stufato, ora Gomito", che sostiene di avere girato il mondo quando la sua elasti-mamma "era solo una fagioletta nella pancia di nonna J" e che con le sue mille fidanzate vuole fare "il panino".
difficile con una nonna J che guarda il mondo dal castello del suo fidanzato artù e scuote la testa perché non è abbastanza in ordine.
difficile con lo zio scemo con l’orecchino al naso che, se potesse, sedurrebbe tutte le lettrici dell’elasti-blog.
difficile con dominatrix, la maestra dell’asilo che tira fuori il frustino se lo hobbit piange l’estinzione dei dinosauri e mister incredible lavora lontano.
difficile senza la crema idratante.

elastigirl resterà con i piedi per terra, un cronico senso di panico e i capelli a carciofo.
è una promessa. e una minaccia.

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incontri elfici

"pronto, elasti… vorremmo conoscerti. se vuoi ti aspettiamo domani a casa nostra, per un appuntamento al buio", aveva detto una voce femminile.
"veramente io ho un incontro di sumo domani…"
"nessun problema. ti aspettiamo dopo l’incontro", aveva risposto la voce melliflua.

elastigirl, che ormai ha una fiducia cieca negli incontri al buio, ha accettato.
è arrivata con le ossa rotte, dopo essere stata messa al tappeto dalla sfidante  strafiga bionda, durante lo scontro su radiodue.
è arrivata trafelata con i capelli a carciofo e lo sguardo a punto interrogativo.

"elasti, benvenuta! siamo felici che tu sia qui!", dicono in coro.
"accomodati. vuoi un caffè? un po’ d’acqua? un pasticcino? un sorriso? una pacca sulla spalla?"
sono tre elfi. una è bionda, un’altra ha gli occhialini e il terzo ha uno sguardo verde, come la babysitter valentina diolabenedica.
parlano a voce bassa, si muovono silenziosi, fluttuando nell’aria di una stanza con i libri fino al soffitto.
conoscono elastigirl, conoscono mister incredible e gli hobbit, valentina e nonna J, conoscono l’ansia da prestazione, la maestra dominatrix e giovannino salentino che diceva ‘fangulo’ a ogni piè sospinto.
conoscono l’elasti-mondo come se ne facessero parte.
sono elfi che abitano in una casa editrice.
"hai mai pensato a un elasti-libro? noi sì. e se tu ne hai voglia, se l’idea ti piace, se riesci ad essere abbastanza elastica da trovare un po’ di tempo… beh, noi siamo qui", dice l’elfo maschio con lo sguardo verde.
"pensaci con calma. vogliamo che tu sia serena", dice l’elfo biondo.
"se accetti, ci prenderemo cura di te, elasti!", dice l’elfo dietro gli occhialini.

elastigirl è confusa, contenta, dubbiosa, impaurita.
elastigirl non riesce a pensare ad altro.

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