Home »
bariTag correlati:
hobbit,
vacanza,
marito,
follie,
giappone,
famiglia,
viaggio,
nonni,
giochi,
cognata,
festa,
natale,
bambini,
alto adige,
sonno
mercoledì, 31 dicembre 2008
"sai, nano, questa notte finisce il 2008 e inizia il 2009, l'anno nuovo. qui a casa dei nonni ci sarà una festa con tanti amici"
"possiamo stare alzati fino a tardi anche noi?"
"sì, questa sera sì"
"fino a mezzanotte?"
"sì. e a mezzanotte si farà cin cin e ci si abbraccerà tutti, ci si dirà 'buon anno!' e ci si bacerà"
"ci si bacerà?"
"già"
"in bocca?"
"no, non sulla bocca. sulle guance"
"ah... peccato"
buon anno. a chi lo festeggia e a chi non importa niente, a chi è felice e a chi non lo è, a chi è stanco, a chi è euforico, a chi si fidanzerà proprio stasera e a chi litigherà, lanciandosi i piatti del servizio buono.
buon anno a chi andrà a dormire, a chi farà una lunga lista di buoni propositi, a chi si ubriacherà e a chi si sentirà più vecchio.
buon anno a chi mangerà lenticchie e zampone, a chi mangerà panzerotti fritti e a chi mangerà philadelphia light.
buon anno a chi si bacerà 'in bocca', come vorrebbe lo hobbit grande, a chi si limiterà a un casto abbraccio e a chi si abbandonerà a una passione rovente.
buon anno a chi si commuoverà e piangerà un po', di nascosto, mentre gli altri fanno cin cin.
martedì, 30 dicembre 2008
bari, in farmacia.
lui ha gli occhi bassi, la barba incolta e un giubbotto imbottito con il collo di pelliccia, più adatto a una traversata antartica che allo struscio natalizio in via sparano.
"in cosa posso servirla?", chiede un inappuntabile commesso in camice bianco.
"...", sospira lui.
"prego? cosa desidera?"
"u' tv", bofonchia lui.
"c' uè?" (= che vuoi?), chiede l'uomo in camice, perdendo un po' della sua professionalità.
"u' pv"
"c' uè???", ripete il farmacista.
"un vt'"
"p'u' servz?" (pronunciato con la Z di zanzara)
"p'u' servz!", risponde lui, illuminandosi di un sorriso trionfante e riconoscente.
la parola 'servz', nell'accezione utilizzata nel suddetto contesto, inquieta un po'. del resto, ogni lingua ha i suoi lati oscuri e il barese non fa eccezione.
se qualcuno volesse ipotizzare quale prodotto è stato incartato e consegnato all'avventore, è libero di farlo.
venerdì, 26 dicembre 2008
"esistono tanti modi per dire 'testa' qui. mica come da noi che la testa è la testa e basta.
adesso te li dico:
1. LA CAPA. è un modo semplice e normale per dire testa. non è un insulto e nemmeno una minaccia. però se dici "mo' ti à romb' la capa", che vuol dire 'adesso ti rompo la testa', magari dopo litighi.
2. U' PALLÔN'
3. U' CERRÔN'
4. LA CACCHIÔLA. si usa allo stadio. se dici 'mo' ti à scattà la cacchiôla', che vuol dire 'adesso ti spacco la testa', magari dopo fai a mazzate
5. U' MELLÔN'. si usa soprattutto in estate.
interessante, vero mamma?"
da nemmeno 24 ore l'elasti-famiglia è sul suolo barese, a casa dei nonni, super W e mister brown.
da nemmeno 24 ore lo hobbit grande frequenta lo zio con l'orecchino al naso.
i risultati sono visibili a occhio nudo.
venerdì, 24 ottobre 2008
l'elasti-famiglia è a bari. l'aereo non è "caduto zù" come aveva vaticinato lo hobbit piccolo e lo hobbit grande non è morto dissanguato per il taglio al pollice, come aveva vaticinato lui stesso.
a bari il sole è caldo come se fosse ancora estate e c'è una luce che acceca anche alle 5 di pomeriggio di un venerdì di fine ottobre. a bari ti chiedi perché mai vivere nelle brume meneghine quando esistono posti tiepidi e luminosi.
a bari, in prima fila, un paio di scarpe verdi ha assistito alla presentazione dell'elasti-libro. erano scarpe ipnotiche, verdi come i prati di frau karla e di nonna ciofanna nei masi dell'alto adige, rivestite del tessuto che copre i tavoli da biliardo. erano scarpe altissime e sfrontate. erano le scarpe di minnie che vuole sedurre topolino, di jessica rabbit che cammina sinuosa e provocante su un palco davanti al coniglio roger. erano scarpe rubate a un fumetto, scarpe che elastigirl non avrebbe mai il coraggio di indossare ma anche per questo dotate di un fascino magnetico. quando elastigirl ha posato lo sguardo su di loro ha perso la lucidità e ha faticato non poco a seguire il filo dei suoi pensieri e delle sue parole.
ha scoperto poi che quelle scarpe si chiamano come una tisana, o una droga leggera, o un rimedio naturale contro lo sconforto e che "nessuna trendsetter può non averle nel suo guardaroba".
saranno state le scarpe ipnotiche con il nome di tisana, l'abbraccio di una libreria, l'emozione, la presenza dell'elfo con gli occhi verdi della casa editrice che è stato invitato dal nano piccolo a lavarsi le mani nel bidet, secondo l'usanza hobbit, sarà la casa di super W e mister brown in cui ci si sente figli, accuditi e senza responsabilità, saranno tutte queste cose insieme, ma da ieri sera elastigirl dorme, senza sosta e senza sogni, sfinita, come succede solo a bari.
martedì, 21 ottobre 2008
- mani iva mio papà-amoe. poi pendiamo tutti ghéo gande e nore bèèèèllo ghida ghéo. io hido patzo, mamma hide patza. noi diamo nonni bai. ghéo sale su su su. fosse fazzo anke pipì ghéo, kakka no. fosse manzo pappa ghéo. ghéo vola vola vola vola...
= domani sera arriverà il mio papà-luce-dei-miei-occhi nonché (scandalosamente e inspiegabilmente ndr) genitore preferito. poi, giovedì mattina all'alba, prenderemo tutti noi quattro un grande aeroplano. un signore di bell'aspetto lo piloterà. durante la crociera io mi farò pazze risate e anche mia madre si farà pazze risate. noi andremo dai nonni di bari. il suddetto aereo decollerà e salirà su su su. forse farò anche la pipì sull'aereo, ma escludo di fare la cacca in volo. forse farò uno spuntino sull'aereo. l'aereo vola vola vola...
- e dopo che l'aereo vola vola vola che succede, nano piccolo?
- cade zù! (= cade giù)
tra due giorni l'elasti-famiglia, con la scusa della presentazione dell'elasti-libro a bari e a brindisi, partirà per la puglia. l'idea era di andarci in 90 rapidi minuti di aereo, ma adesso, dopo questa conversazione serale in bagno con lo hobbit piccolo che pontificava dall'alto del vasino, non è escluso che si opti per 9 serene ore di treno.
mercoledì, 23 luglio 2008
stamane l'elasti-famiglia, come ogni mattina in questa vacanza in alto adige, ha fatto una passeggiata tra i monti.
lo hobbit grande, come ogni mattina, si lamentava della faticosa vita dello scalatore, lo hobbit piccolo pontificava su arburu (alberi) e pépepe (pecore), infilato nello zaino sulle spalle del suo papà che camminava silenzioso a testa bassa.
ad un tratto mister incredible ha avuto un fremito e si è illuminato.
“finalmente della gente normale in questo posto!” ha esclamato guardando estasiato una rumorosissima comitiva poco lontana.
“mo', mi ammang' assai una tiana di patat' ris' e cozz'” (=accidenti, provo un'enorme nostalgia di una teglia di patate, riso e cozze), diceva una signora.
“i' m' mangiass' na fcazz'” (=io gradirei piuttosto una focaccia), le rispondeva un ragazzo.
mister incredible ha lanciato loro uno sguardo commosso e intenerito. “ah, baresi in vacanza... che meraviglia”, ha sospirato.
mercoledì, 19 marzo 2008
mister incredible, dopo cinque giorni a tokyo, non si è ancora abituato al fuso orario giapponese. Si addormenta a notte inoltrata e la mattina non sente la sveglia.
stamane ha aperto gli occhi alle 10,10, poco prima della chiusura del ristorante dell'albergo.
come sai, per un barese rinunciare ad una colazione, per giunta a buffet, per giunta già pagata è come bestemmiare contemporaneamente in teleconferenza in una chiesa, in una moschea e in una sinagoga. quindi ho raccolto i quattro stracci lerci buttati sul pavimento la sera prima, li ho indossati e alle 10,12 ero al ristorante.
il capocameriere mi ha gentilmente fatto notare, con un sorriso di sfida, che avevo 18 minuti per fare colazione. io ho sorriso (un sorriso di sfida anche io) e gli ho risposto che non c'era problema.
alle 10,30 i camerieri, con mille inchini, mi hanno comunicato che il ristorante stava chiudendo.
"nessun problema". tanto in meno di 18 minuti ho consumato: tre tazze di caffè latte, due bicchieri di succo d'arancia, un bicchiere d'acqua, due omelette, due panini al latte con miele, due porzioni di corn flakes e sei fette di pane con marmellata di mirtilli.
devo ammettere, con un certo orgoglio, che sono riuscito a stupirli.
saresti stata fiera di me.
tuo mister i
NB fedelmente tratto dall'odierno carteggio tra mister incredible ed elastigirl.
martedì, 18 marzo 2008
mister incredible cammina per le strade di tokyo, sotto un tiepido sole primaverile.
i mandorli sono in fiore e una lieve brezza accarezza i passanti.
viene improvvisamente colto da un sentimento di fratellanza verso questo popolo tanto diverso ma così vicino. perché in fin dei conti siamo tutti uguali, europei, asiatici, africani, americani, australiani... baresi e tokyoiti.
mister incredible si guarda intorno sorridendo felice, lasciandosi cullare dai flussi di una folla oceanica al semaforo. perché così, tutti appiccicati, tutti uno addosso all'altro a formare una grande onda umana, ci si sente parte di un grandioso tutto.
tunf! mister incredible per poco non cade a terra. un signore di mezza età, intento a guardare le farfalle o la gonnellina di una studentessa, lo travolge.
il barese affiora in superficie. "oh, u' me', auand' a do' va'!" (oh maestro, attento a dove vai). ma è solo un attimo e poi passa.
In preda ai morsi della fame entra in un supermercato. si avvicina al banco della frutta. un melone costa 10.300 yen, circa 66 euro.
"le murt!" (accidenti alla stirpe che ti generò), commenta incredulo.
incontra hiroshi, l'economista workaholic che lo ospita. hiroshi gira per l'università in pantofole e tuta da ginnastica, sciabattando tra studenti deferenti che si inchinano al suo passaggio.
"tu si' numer' iuno" (tu sei il numero uno), esce dal cuore di un ammirato mister incredible.
leggiadre fanciulle volteggiano per il campus universitario.
"ci sono ragazze con i polpacci di antonio cassano e i piedi che si guardano dritti negli occhi", racconta estatico.
in albergo un tizio alla reception deve riportare nome e cognome di mister incredible su una ricevuta. scrive nervoso, a scatti e ogni due lettere si ferma, fa roteare la penna tra le dita, esclama "ah! soooooo" e riprende la trascrizione. trattenendo a stento il desiderio di picchiarlo, mister incredible lo saluta "tenkiù, si' propr' fort'" (grazie, sei proprio forte).
a fine giornata cena con crackers, latte e biscotti al burro. "il solo odore della brodaglia giapponese mi farebbe vomitare", pensa inzuppando i biscotti nel latte.
"vafammocc'" (la traduttrice è pur sempre una signora e soprassiede), aggiunge desolato.
solo grazie alle sue incrollabili convinzioni politiche non fugge nella notte alla ricerca di un mcdonald's.
NB questo post è stato liberamente tratto dall'ultima struggente email di mister incredible a elastigirl.
venerdì, 04 gennaio 2008
domani elastigirl, mister incredible e gli hobbit torneranno a wisteria, dopo la vacanza barese.
gli hobbit hanno avuto modo, nei dieci giorni di permanenza, di diffondere i loro germi letali e di creare dipendenza nella passionale super W, nel placido mister brown e nella trasgressiva zia matta.
pertanto l'elasti-famiglia domani lascerà:
una nonna lacrimosa e raffreddata
una zia febbricitante con il mal di stomaco
un nonno con il mal di gola, taciturno e malinconico.
giovedì, 03 gennaio 2008
stamane l'elasti-famiglia ha deciso di andare a trovare nonna memé, la bisnonna degli hobbit.
per raggiungere la meta elastigirl, mister incredible e gli hobbit hanno preso un autobus e poi hanno percorso a piedi via sparano, la strada pedonale principale di bari.
sull'autobus hanno incontrato mimmo, un amico di famiglia, il cugino luciano e l'ex professoressa di italiano del liceo di mister incredible.
al civico 2 di via sparano hanno incrociato il vecchio amico giulio che ha offerto un caffé a elastigirl e un succo di frutta agli hobbit.
al civico 7 si è unita a loro la cugina teresa che un tempo aveva un bar e adesso gestisce un negozio di giocattoli.
al numero 14 zia antonella con la figlia simona li ha invitati a pranzo per domani.
al civico 23 mister incredible si è intrattenuto una decina di minuti con il commercialista di mister brown.
al 37 si sono imbattuti in irene che ha appena avuto un bambino.
mentre lo hobbit piccolo dava segnali di insofferenza dal passeggino e il grande cantava 'jingle bells', irene ha spiegato a elastigirl i portentosi effetti della tisana al finocchio sulle coliche dei neonati. nel frattempo mister incredible ha rivisto la sua fidanzata delle medie, simona.
elastigirl stava scrutando simona quando è arrivato suo marito peppino che alla fine degli anni '80 aveva occupato la scuola con mister incredible e ora milita in alleanza nazionale.
dal civico 50 mister incredible ha iniziato a salutare i passanti come fosse il papa.
dopo oltre due ore l'elasti-famiglia è arrivata a destinazione, ubriaca di socialità.
elastigirl ha rivalutato per un attimo il grigio anonimato di una passeggiata in centro a milano.