domenica, 25 ottobre 2009
"cosa leggiamo questa sera?"

"mottlilia"

"il libro di mostrilia?"

"sì, dai"

ci sono due topi, pelorosso e pelogrigio che stanno chiacchierando sulla riva di un fiume. pelogrigio è convinto che i bambini di oggi siano tutti degli imbranati e dei rimbambiti e che non sappiano fare assolutamente niente. mentre discutono del rincitrullimento delle nuove generazioni, arrivano anna e andrea, due ragazzini che decidono di salire su una barca ormeggiata lì vicino.
pelogrigio, per metterli alla prova, taglia con i denti la corda che tiene legata la barca e anna e andrea finiscono in mezzo al fiume, alla deriva.
pelorosso è furibondo con il suo amico topo che si sta rendendo conto di avere fatto una vera idiozia.
la barca, spinta dalla corrente e dalle onde, approda sull'isola di mostrilia, chiamata così perché abitata da un orribile e gigantesco mostrillo che assomiglia un po' a un drago e un po' a un dinosauro e che comunque è cattivissimo.
i due piccoli naufraghi, intirizziti e impauriti, non si perdono d'animo e, un po' aiutati, a loro insaputa, dai due topi, un po' da soli, accendono un fuoco, pescano, cucinano e mangiano un pesce e costruiscono una capanna in cui si rifugiano quando arriva un violento temporale.
pelorosso e pelogrigio sono preoccupatissimi ma anche ammirati dalla capacità dei due bambini di provvedere a se stessi.
è notte e diluvia, anna e andrea si addormentano nella capanna, il mostrillo si avvicina affamato ma, grazie alla pioggia battente, non sente l'odore dei due bambini e si allontana ruggendo per la delusione.
i due topi sono terrorizzati perché sanno che, non appena smetterà di piovere, il mostrillo si accorgerà della presenza di anna e andrea e li divorerà in un sol boccone.
è l'alba, in sogno pelorosso e pelogrigio hanno detto ai due bambini che devono scappare immediatamente e loro sono pronti a partire con la barca. ma arriva il mostrillo assetato di sangue. anna e andrea si imbarcano, il mostrillo li insegue e sta per afferrare anna con i suoi artigli quando andrea fa una manovra velocissima, la barca sfugge al mostrillo che perde l'equilibrio e finisce con lo spaventoso muso nell'acqua.
anna e andrea tornano sani e salvi dai loro genitori. pelogrigio deve riconoscere che i bambini di oggi sono svegli e in gamba quanto quelli di ieri.

"sempe bella quetta mottlilia"

"già, la storia di mostrilia è proprio bella, hai ragione"

"la tolia siamo noi"

"siamo noi? in che senso, nano?"

"io sono pelolosso, mio flatello è peloglizo che ha baiato, tu sei anna e papà è andlea"  (= io sono pelorosso, il topo arguto, saggio e simpatico, mio fratello è pelogrigio, il trombone, provocatore, pieno di pregiudizi e combinaguai che alla fine però si rende conto degli errori, chiede scusa e torna sui suoi passi. anna sei tu e il suo amico-fidanzato andrea è papà)

"capisco. e il mostrillo chi è?"

"be', è nolmale. il mottrillo è il flatellino in panza tua!" (= che domande sciocche, mamma. mi sembra evidente: il mostrillo, orrida creatura minacciosa e un po' tonta, è il microbbit, al momento prigioniero nella tua pancia e quindi innocuo, ma presto tra noi, pronto a spiegare la sua potenza distruttrice contro voi due naufraghi poveracci).
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categoria:libri, bambini, storie, fratelli, hobbit
giovedì, 06 agosto 2009
stamane in spiaggia lo hobbit grande ha conosciuto una bambina con il costume rosa e i codini.
"mi chiamo hobbit grande e ho sei anni", ha dichiarato lui, scavando un buco nella sabbia con l'alluce del piede destro.
"mi chiamo stella, ho sette anni e vengo da bagnacavallo, in provincia di ravenna", ha risposto lei, ergendosi nei suoi 125 centimetri di femminilità allo stato puro.
"qual è il tuo animale preferito?", ha domandato lui.
"il mio animale preferito è... il cavallo. il tuo?", ha detto lei.
"il mio è il mandrillo".
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categoria:bambini, salento, vacanza, hobbit
domenica, 07 giugno 2009
"ma a te cosa piace, nano?"

"mi pazzono le macchine, li camion e li tlattoli. le falfalle e il male. mi pazzono le macchine pallezzate. e poi mi paze manzale. e manzale ancola. e  batta"
(= essendo io un maschio italiano medio mi piacciono le automobili e i mezzi pesanti, compresi quelli agricoli. da buon maschio italiano sono anche, sotto sotto, abbastanza romantico, pertanto amo le farfalle e il mare. ah, dimenticavo! non mi piacciono soltanto le automobili in movimento che sfrecciano in autostrada e che hanno un loro innegabile fascino ma amo anche le automobili parcheggiate perché posso osservarle con calma e fare loro qualche carezza sulla carrozzeria, preferibilmente se è lurida. infine mi piace molto mangiare. e mangiare ancora perché sono piuttosto ingordo. direi che può bastare, grazie)

"e cosa non ti piace?"

"non mi pazzono le puzze e la pipì. le atte cose mi pazzono tutte, anche li folmichi. adesso pelò devo andale"
(= io non sono un ragazzo difficile e tedenzialmente la vita mi piace per tutto quello che offre, comprese le formiche e gli altri piccoli mostri con le zampe. ecco, se proprio proprio devo scegliere qualcosa, potrei fare a meno delle puzze e della pipì. ora perdonatemi, ma questi sciocchi esercizi di introspezione mi affaticano oltremodo. lasciatemi andare che ho da fare).
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categoria:bambini, autocoscienza, hobbit
giovedì, 04 giugno 2009
"sai, mamma? oggi la-simo ha fatto super-simo"

"chi è la-simo?"

"dai, la-simona, la mia compagna di classe dell'asilo, l'unica femmina del gruppo di noi grandi"

"ah. e come ha fatto super-simo?"

"allora, adesso ti spiego. stavamo mangiando la pasta al pomodoro alla refezione. e lei a un certo punto ha detto alla maestra dominatrix 'devo fare pipì', si è alzata e saltellando è andata in bagno"

"e poi?"

"calma, mamma. fammi raccontare perché questa è una storia fenomenale"

"racconta"

"insomma è andata in bagno e ci è rimasta un po'. poi è tornata ed era nuda"

"come nuda?"

"nuda. senza vestiti. nuda completa. è arrivata ballando, nuda, dove noi mangiavamo la pasta al pomodoro"

"e dominatrix? cos'ha detto?"

"aspetta. la-simo è arrivata, ha preso elio che ha quattro anni e si è messa a ballare il valzer con elio"

"ed elio?"

"elio ha ballato il valzer"

"e dominatrix? e le altre maestre?"

"guardavano con gli occhi grandissimi. sconvolte. come zombie"

"e voi?"

"noi abbiamo applaudito. balla bene il valzer, la-simo".


la cosa inquietante dei racconti dell'asilo è che non sai mai se la fantasia dei nani supera la realtà o viceversa. e siccome forse preferisci non saperlo, non troverai mai nemmeno il coraggio di chiedere lumi a dominatrix.


PS messaggio di benvenuto:
ieri è nato zauberpargolo, il bambino di zauberei, elasti-amica, gran donna, gran blogger, arguta e assidua commentatrice in questo posto.
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categoria:bambini, follie, asilo, hobbit
domenica, 24 maggio 2009
è domenica pomeriggio e a milano fa un caldo torrido.
mister incredible, elastigirl e lo hobbit grande boccheggiano sul lettone come bradipi su un ramo. il pater familias legge tex willer, lei, da settimane su una pericolosa china intimista-introspettiva-depressiva, cerca nel soffitto presagi sul futuro a breve-medio termine, mentre il nano canta l'astronave di capitan rottame.
lo hobbit piccolo e isolazionista è in cucina, infilato in un aderente e soffocante costume da superman. sfoglia seduto per terra la mia prima enciclopedia degli animali. e parla da solo. o forse con marìotereso, o con l'eroe chivalà, o con il signore della frutta o con un altro dei suoi numerosi amici immaginari.
"hai visto la fôca? côsa manza la
fôca? la carôta! e il tôpo? quanti anni ha il tôpo? nôve! antzi! il tôpo ha séi anni", dice, scoppiando in una grassa, compiaciuta risata.
"ma che sta dicendo il pazzo di là?", chiede lo hobbit grande interrompendo la performance canora.
"dissacra la figura paterna"
"cosa?"
"prende in giro papà parlando come lui, in barese. e poi si sganascia"
"ehi tu! credi di essere molto divertente? vieni qui con noi. abbi il coraggio!", urla mister incredible riemergendo da tex willer.
superman arriva, scalzo, sudato e trionfante. brandisce la spada e infilza il padre.
"ho confitto l'òlco. adesso tolno a lezzele" (= ho sconfitto l'orco barese della casa. la famiglia è al sicuro ora. posso tornare alle mie letture).

a lungo mister incredible è stato l'astro, il modello, il baricentro dello hobbit piccolo. a lungo mister incredible è stato l'indiscusso genitore preferito.
elastigirl, nelle retrovie, lo aspettava. e finalmente l'edipo è arrivato.
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categoria:bambini, famiglia, figli, hobbit
martedì, 19 maggio 2009
lo hobbit grande è seduto sul wc, le gambe penzoloni e la sua mamma ai suoi piedi, seduta sulle piastrelle.
lo hobbit piccolo è chiuso nel box doccia e parla con marìotereso, il suo amico immaginario.
"mamma, pensa quando sarai una vecchina su una carrozzella..."
"nano, non è che tutte le vecchine finiscano su una carrozzella. magari io sarò pimpante e me ne andrò in giro sulle mie gambe"
"va be', allora pensa quando sarai una vecchina con il bastone"
"nemmeno il bastone è obbligatorio. magari io sarò..."
"insomma, mamma, pensa quando sarai vecchia, senza denti, tutta accartocciata e non potrai fare un sacco di cose. pensa come sarà bello..."
"bello?"
"sì, bello. perché io ti sbuccerò le mele e te le taglierò in pezzettini minuscoli così li potrai masticare, poi ti prenderò in braccio e ti porterò in giro, ti rimboccherò le coperte e ti leggerò le favole..."
"grazie, nano. sei molto carino, ma io spero di non avere bisogno di tutte queste attenzione. magari io sarò..."
"mamma..."
"dimmi"
"ma tu i 100 anni li hai già compiuti o devi ancora farli?"
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categoria:bambini, hobbit
giovedì, 14 maggio 2009
- sai mamma, oggi la maestra dominatrix ci ha messi in punizione perché nell'angolo morbido invece del relax abbiamo fatto i pazzi

- e quale punizione vi ha dato?

- ci ha fatto stare seduti al tavolo per un sacco di tempo

- seduti al tavolo a fare cosa?

- a pensare ad occhi chiusi

- e tu a cosa hai pensato?

- alla mia vita

- ah

- già

- per esempio?

- ho pensato che per natale vorrei una sanguisuga vera e gli artigli di wolverine. ho pensato che non mi scorderò mai il bacio che mi ha dato helene, la bambina che mi aspettava all'asilo con le gambe accavallate quando avevo quattro anni. figurati che mi aveva baciato in bocca, in mezzo a tutti i bambini e alle maestre. non me la scorderò mai quella helene che adesso è tornata a casa sua nelle filippine. poi ho pensato che noi non siamo né ricchi né poveri, siamo giusti. ho pensato che se dovessi cambiare mamma vorrei la mamma di alessandro che è bionda e ha i ricci, anche se ogni tanto gli dà qualche mazzata, ma solo quando lui esagera. ho anche pensato che noi mangiamo troppo poco cioccolato e che non vedo l'ora di andare al mare dai nonni. poi ho pensato che a mio fratello ormai sono affezionato, nonostante tutto. ho pensato che adesso la mia fidanzata è antonella e che l'anno prossimo alle elementari possiamo sposarci, poi alle medie andiamo a vivere insieme. e ho pensato che devo farvi qualche fotografia, a te e papà, che non si sa mai".
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categoria:bambini, autocoscienza, asilo, hobbit
mercoledì, 22 aprile 2009
"carini i tuoi bambini"
"grazie"
"che lingua parlano?"
"italiano"
"come si chiamano?"
"hobbit grande e hobbit piccolo"
"ah"
"già"
"sei una madre ansiosa?"
"boh, un po', come tutte le madri italiane. ma non patologica direi"
"in italia siete ossessionati dai germi?"
"no, non particolarmente"
"soffrite di dermatite atopica?"
"qualcuno, ma non tutti"
"siete ossessivi?"
"no, non più di altri"
"e allora perché i tuoi figli non si tolgono mai i guanti?"
gli hobbit stanno giocando con un trenino nella sala dei bambini della biblioteca pubblica della città di A. il piccolo porta i soliti guanti verdi di lana, il grande un paio di guanti da sci, azzurro cielo.
cara signora, che mi chiedi a cuor leggero se sono ansiosa o ossessiva, perché voi americani siete così, diretti come treni e curiosi come scimmie. sappi che no, non sono una germ freak come dite voi. e nemmeno i miei figli lo sono.
è che gli hobbit sono qui da nemmeno un mese e sono stati catapultati in un asilo delle libertà in cui si mangia lo yogurt con le mani e si ascolta il proprio respiro. non parlano inglese, fatta eccezione per qualche espressione inutile come 'time to clean up' e 'i like chocolate ice cream'. sono finiti nel mezzo del nulla, perché il loro papà è un economista marxista, e qui ce ne sono tanti, e la loro mamma ha pensato che passare un po' di tempo tra gli scoiattoli statunitensi potesse essere una buona idea e poi, per eccesso di entusiasmo, si è perforata un timpano sotto l'implacabile pioggia di questo paese. sono circondati da persone che fanno loro domande a cui non sanno rispondere. giocano con bambini sconosciuti e hanno festeggiato i loro compleanni lontani dal loro mondo, in un aprile che sembra novembre.
non sono diventati devianti, come avrebbero potuto frequentando l'asilo delle libertà, non si svegliano di notte, non si lamentano, non sbattono la testa contro il muro, non chiedono di tornare a casa.
hanno solo sviluppato una maniacale dipendenza dai guanti, che chiamano glafs così potete capirli pure voi che spesso li guardate interrogativi. i guanti sono la loro coperta di linus, li proteggono e li rassicurano. i guanti sono innocui e un po' antiestetici, soprattutto quelli da sci, ma certamente non li riparano dai germi, verso cui, al contrario, provano una certa attrazione.
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categoria:bambini, usa , autocoscienza
domenica, 01 marzo 2009
ci sono quindici nani tra i cinque e i sei anni in un campo di fango.
lui, il capo, lancia una palla ovale e pronuncia l'incauto imperativo: "facciamo una partitella!".
uno di loro gli mette in mano, senza preavviso, un bavoso paradenti. "mi dondola un dente, non riesco a tenere in bocca questo robo", dice. prima ancora che il capo possa replicare, il nano
, non pago di avergli affidato l'immondo oggetto, gli fa una proposta indecente: "vuoi sentire quanto dondola il mio dente? senti! senti! non è che vuoi staccarmelo che io non ho coraggio e la mia mamma neppure?". lui non batte ciglio e declina cortesemente l'invito.
un altro, compreso e compunto, si ferma e annuncia che sta facendo molte puzze.
"non devi mangiare peperoni prima di venire qui", commenta il capo, altrettanto compassato.
un nano con le gambe nude e terrose cerca di abbassare i pantaloni a un compagno alto poco più di un metro. il piccoletto, con le parole che inciampano nel paradenti, urla: "non mi provocare perché non mi conosci: se mi arrabbio divento una bestia". il capo interviene prima che la trasformazione da gnomo in bestia si compia e il virile confronto tra under 7 degeneri in tragedia.
la cosiddetta partitella prosegue senza colpi di scena apparenti, soprattutto agli occhi di un elasti-pubblico che dopo sei mesi di allenamenti, non ha ancora capito le regole.
dalla bocca di qualcuno escono volgarità inaudite che vengono istantaneamente represse dal capo, con una sintetica paternale sull'importanza della buona educazione in campo e la più efficace minaccia di una immediata espulsione a calci nel sedere.
un nano con la maglietta rossa si rotola per terra, in lacrime.
il capo lo prende in braccio, gli dice "ciccio, ti sei fatto male?" e se lo tiene lì, un gigante di 190 centimetri, con un nano singhiozzante avvinghiato in quota.
il gioco non si interrompe.
la palla scompare, in un groviglio di teste, braccia, mani, paradenti, fango e urla. la palla rotola via, il nano che se si arrabbia diventa una bestia, la raccoglie e fa meta, indisturbato.
mentre lui esulta in solitudine, gli altri quattordici si dimenano, paonazzi e madidi di sudore, impantanati nella mischia.
"uno gioca e gli altri fanno la fagiolata. che tristezza", commenta il capo, scuotendo la testa. "direi che può bastare. facciamo un po' di lotta dei galli adesso".

nella personale classifica degli elasti-eroi, l'istruttore di rugby dello hobbit grande, sabato pomeriggio dopo sabato pomeriggio, si sta guadagnando il podio.
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categoria:bambini, sport
domenica, 22 febbraio 2009
“pronto, sono io, la tua cugina preferita, quella che vive in germania, quella con cui facevi le gare di rutti a 12 anni”
“non ho mai fatto gare di rutti”
“cugina, non rinnegare il tuo passato”
“va beh. qual buon vento?”
“sono in italia con i miei nani tedeschi e devo chiederti un favore”
“dimmi”
“vorremmo venire a trovarvi, per 36 ore”
“ma certo! che bello. sono felice di stare un po' con i nani tedeschi”
“ecco, appunto. me li terresti?”
“in che senso?”
“su facebook ho ritrovato i miei compagni delle elementari e abbiamo organizzato una rimpatriata sabato. mi tieni i nani mentre io mi sollazzo con dei tizi che non vedo da quasi trent'anni?”
“beh, sì certo. ma...”
“naturale che ci staranno volentieri con te. sono tedeschi e i bambini tedeschi non si fanno tutte le menate abbandoniche dei bambini italiani”
“ok. ma...”
“tranquilla, mangiano qualsiasi cosa. bevono acqua gassata e questa sera eccezionalmente possono avere un po' di cioccolato o qualsiasi porcheria tu voglia dare loro”
”ottimo. però...”
“dimmi cugina, chiedimi quello che vuoi”
“i nani tedeschi... parlano la nostra lingua? ecco perché se parlano solo tedesco, io non so se...”
“stai serena. allora? posso andare alla rimpatriata dei compagni delle elementari incontrati su facebook?”
“ok”
“grazie, cugina. sapevo che non mi avresti delusa”

l'elasti-famiglia si è temporaneamente arricchita di una hobbit femmina di due anni e mezzo con le treccine e di uno hobbit maschio di sei, entrambi tedeschi.
dopo un'oretta di anarchico vandalismo, mister incredible ha richiamato all'ordine i nani intrattenendoli con la visione del video della canzone “vieni a ballare in puglia”.
il cuginetto maschio tedesco ha rotto il religioso silenzio per chiedere a mister incredible: “zei tu qvello?”, indicando caparezza. inutile dire che la risposta è stata "certo, piccolo" e che il suddetto cuginetto ha guadagnato 10.000 punti con solo tre parole e un punto interrogativo.
“io zauna fare voghlio”, ha anunciato la hobbit con le treccine.
“la sauna???”
“zerto. zauna fare voghlio io”
poiché la richiesta è rimasta inevasa a causa della carenza di infrastrutture nell'elasti-casa, la piccoletta ha annunciato che aveva fame.
“tra poco ceniamo”
“fame io!”
“mi dispiace, ho solo questi cavolfiori bolliti”
“pozzo io prendere uno?”
“... se ti piacciono...”
la hobbit tedesca ha divorato cavolfiori con l'ingordigia e il gusto con cui tutti gli altri hobbit divorano biscotti al cioccolato.

complessivamente l'incontro tra culture è stato pacifico, amichevole, a tratti esilarante e fisicamente piuttosto impegnativo.
una volta messi a letto i quattro nani, prima di crollare sopraffatto dalle fatiche della giornata, mister incredible, a commento di questa arricchente esperienza multiculturale, ha dichiarato: "sappi, elasti, che se un giorno avremo un terzo hobbit e tu farai anche solo un accenno a un eventuale numero quattro, io sparirò di casa per una settimana"
"beh, non è molto diverso da quello che fai regolarmente"
"non ho finito! se il numero quattro verrà evocato una seconda volta, io sparirò per un mese"
"..."
"e se per caso avrai l'ardire di parlarne una terza volta, io sparirò per sempre".
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categoria:bambini, famiglia, hobbit