mercoledì, 02 luglio 2008
libertà è svegliarsi all'ultimo momento e decidere che la colazione si fa al bar.
è lasciare la camicia da notte per terra, il letto sfatto e il dentifricio senza tappo perché non c'è nessuno a cui dare il cattivo esempio.
libertà è uscire dall'ufficio e scoprire che fuori c'è una libreria, un aperitivo, un cinema, un negozio di scarpe.
è esitare al semaforo con la bicicletta e alla fine girare a sinistra, anche se così la strada è più lunga, anche se così non sai bene dove arrivi.
libertà è guardare con simpatia la propria città, anche se fa schifo.
è tornare a casa perché in fondo sei stanca e chissenefrega di uscire.
è comprare un enorme gelato e divorarlo al posto della cena, rannicchiati sul divano davanti alla televisione, rischiando di rovesciarlo e fare un disastro.
libertà è dormire un po' e poi svegliarsi e mettersi a leggere e poi farsi una doccia gelida, cantando, alle 3 del mattino.
libertà è la solitudine e il silenzio, è seguire i propri ritmi, è disporre del proprio tempo.
libertà è entrare nella camera vuota degli hobbit e uscirne subito, prima che la nostalgia ti artigli lo stomaco e rompa l'incantesimo.

gli hobbit sono con nonna J e la baby sitter valentina diolabenedica al castello di artù, mister incredible è a londra ed elastigirl riscopre il concetto dimenticato di libertà.
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categoria:solitudine, autocoscienza
martedì, 24 giugno 2008
elastigirl, in preda a un momentaneo delirio di autocelebrazione, fa allo hobbit piccolo una delle domande che una madre sana di mente non dovrebbe mai porre al proprio figlio.
esistono quesiti proibiti, tipo 'vuoi più bene alla mamma o al papà?', la cui risposta può aprire voragini oscure e senza fondo, difficili da richiudere.
ci sono poi domande apparentemente più innocue, ad esempio: 'come mi sta questo vestito?' o 'sei contento che stiamo un po' da soli?' o la più articolata 'ti piacerebbe avere come mamma quell'oca sciantosa della madre di giovannino?'. anche questi candidi interrogativi possono nascondere insidie e veleni.
pertanto una mamma che abbia a cuore l'autoconservazione e il proprio equilibrio interiore dovrebbe limitarsi a chiedere 'preferisci il gelato al pistacchio o alla nocciola, amore mio?', 'hai visto che bel sole oggi, tesorino?', 'ti piace il colore turchese, cucciolo adorato?'.

"com'è la tua mamma?", ha domandato oggi elastigirl allo hobbit piccolo, impegnato a smontare la caffettiera, seduto sul pavimento della cucina.
lui ha alzato uno sguardo torvo e concentrato, l'ha scrutata dal basso in alto, ha spalancato gli occhi e la bocca e ha esclamato raggiante:
"anta e patsa!"
"io per te sono alta e pazza???"
"cn!", ha risposto lui senza esitazioni perché a due anni il mondo ti appartiene ed è fatto di incrollabili certezze e radicate convinzioni.
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categoria:bambini, autocoscienza, hobbit
lunedì, 16 giugno 2008
"oddio ma sei fichissima! come fai?"
"faccio sub"
"sub?"
"sì, ho il brevetto per scendere fino a 30 metri. fare sub rassoda e snellisce"
"ma non hai paura?"
"sì me la faccio sotto tutte le volte che mi immergo. ho avuto anche delle crisi di panico a meno 30 metri, con 1.800 metri di acqua sotto le pinne"
"e perché lo fai?"
"per amore"
"per amore?"
"sì, per amore del mio fidanzato alto due metri, bello e muscoloso. lui è lì vicino a me e mi protegge"
"ti protegge contro i 30 metri di mare sopra e i 1.800 sotto?"
"certo"
"mi basta pensare a tutta quell'acqua e a quei pesci intorno per avere tachicardia, sudori freddi, dolori al petto e difficoltà respiratorie"
"scema. e tu come stai?"
"sono felice e inquieta, come raramente lo sono stata, energica e sfinita, spavalda e terrorizzata. forse ho anche bisogno di una ceretta, di andare in vacanza, di un vestitino nuovo, di tempo per pensare"
"buono questo sushi"
"non buono, galattico"

quando si hanno due hobbit, un lavoro a tempo pieno, un marito part time e una vita incasinata ci sono un mucchio di cose a cui si rinuncia. ci si rinuncia a cuor leggero, con il sorriso sulle labbra, talvolta senza nemmeno accorgersene.
ci si rinuncia perché non c'è spazio, perché va bene così, perché ne arrivano altre talmente grandi da oscurare tutto il resto.
poi basta un pranzo con l'amica kappa, compagna di banco al liceo, di vacanze, di confidenze, di sogni e di progetti. basta un pranzo con l'amica kappa che si inabissa per amore, che lavora nei cantieri e che ama la birra da quando aveva 12 anni, per avere una fitta di nostalgia. e chiedersi perché è così difficile tenere tutto insieme, senza sfilacciarsi.
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categoria:amici, nostalgia, autocoscienza
venerdì, 13 giugno 2008
mi hai lasciata sola a celebrare la fine della scuola materna in una pizzata in allegria con centinaia di nani che correvano tra i tavoli, rischiando di spiattellarsi rovinosamente al suolo.
mi hai lasciata sola ad affrontare l'inquietudine hobbit in tre notti di temporale.
mi hai lasciata sola ad aprire un pacco di spesa biologica in cui ho trovato una gallina senza testa.
mi hai lasciata sola mentre lo hobbit piccolo piangeva perché voleva andare al nido con le mie ballerine rosse.
mi hai lasciata sola quando lo hobbit grande diceva: "non sono di buon umore, consolami!"
mi hai lasciata sola davanti a una vetrina di scarpe frou frou, in preda a un attacco di shopping compulsivo.
mi hai lasciata sola a sgolarmi gridando "forza hobbit" quando il nano grande correva tra i suoi amici alla caccia al tesoro.
mi hai lasciata sola al centro della redazione a pensare che cosa voglio fare da grande.
mi hai lasciata sola, ma ormai ci sono abituata.
ora però sei tornato e io vado a dormire. svegliami lunedì, quando ripartirai.
buon weekend
 
tua elasti
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categoria:marito, autocoscienza, hobbit
lunedì, 09 giugno 2008
nell'elasti-vita il tempo è la risorsa più scarsa, il bene più prezioso, il lusso più grande.
senza orari di lavoro da rispettare, senza hobbit da accudire, senza lavatrici da caricare, senza cene da preparare, senza alcun dovere da assolvere se non la massimizzazione del proprio benessere, il tempo si è dilatato a dismisura.
nella vacanza praghese elastigirl e mister incredible hanno provato la vertigine dimenticata dell'ozio, il privilegio e  l'egoismo di chi è padrone delle proprie giornate.
si sono svegliati tardi la mattina, si sono concessi pigre colazioni, hanno visitato luoghi meravigliosi, si sono fermati nei caffé, si sono abbandonati alla narcolessia e alla lettura. hanno rispolverato il loro privato lessico familiare, hanno ritrovato il piacere della dedizione reciproca e totale, si sono riconosciuti come si erano lasciati tempo fa, liberi, leggeri e senza orologio.
fuggire, anche brevemente, anche dietro l'angolo, è bellissimo, forse necessario, sicuramente salutare.
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categoria:viaggio, vacanza, fughe, autocoscienza
lunedì, 26 maggio 2008
"elasti, non ti farò male"

fai di me quello che vuoi.
"lo so. e comunque se c'è una carie bisogna curarla, no?"

"già, ma non avere paura e rilassati"

non preoccuparti, baby. l'unico rischio è che se mi rilasso troppo mi addormento.
"non ho paura, grazie"

"ti faccio un po' di anestesia. ma faccio veloce"

ma quanto sei sexy? persino con la mascherina sulla faccia e la siringa in mano riesci a essere sexy.
"..."

"ti ho fatto male?"

ma sarà normale fare pensieri lubrichi sul proprio dentista mentre sta per otturarti una carie? e poi, quanto sex appeal posso avere io con la bocca aperta, l'aspira-saliva tra i denti e un bavaglio rosa intorno al collo?
"...o...o!"

"bene, elasti, adesso prendo il trapano. sei tranquilla vero?"

perché mi tratti come se avessi cinque anni? fai il tuo lavoro e lasciami fare i miei pensieri lubrichi in pace.
"... quillihhima"

"io ho 30 anni..."

ecco, c'era bisogno di dirlo? tu nascevi e io imparavo le tabelline, tu facevi la prima comunione e io partivo per il mio primo inter rail, tu facevi gli esami di terza media e io ero già una donna...
"..."

"sai cosa vorrei, elasti?"

no
"...o"

"vorrei un figlio. le donne non mi interessano. io vorrei solo un figlio. ma lo vorrei nato con il cesareo, non con il parto naturale. perché io sono convinto che il cesareo sia molto meglio e credo che, se potessero scegliere, anche i cani, i gatti, le mucche e le pecore preferirebbero il cesareo. già... un figlio con il cesareo mi manca proprio"

grazie dottore per avere polverizzato i miei pensieri peccaminosi con una sola otturazione. ho avuto spesso il sospetto che la mia indiscriminata passione per la categoria medica fosse insana e in molti casi immotivata.
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categoria:autocoscienza, medici
martedì, 20 maggio 2008
"ci sentiamo questa sera"
"ehm, no. questa sera esco a cena"
"ah. con chi?"
"con una"
"come con una? tu e lei a cena al ristorante?"
"beh, sì"
"ma chi è?"
"ma no, niente... un'amica di amici. è un favore. ha bisogno di informazioni. sai com'è... è appena arrivata a londra"

elastigirl ha accettato che mister incredible viva la metà del suo tempo a londra.
ha metabolizzato la possibilità che lui lassù abbia un'altra moglie e altri figli.
si è persino affezionata all'idea di janet, la consorte inglese e slavata, che, tonda e morbida, riscalda le uggiose serate londinesi di mister incredible con pinte di birra e fish and chips.
eastigirl ha deciso che questo ménage funziona egregiamente, arricchisce e vivacizza la routine matrimoniale.
ma non c'è posto per il quarto incomodo.

pertanto, cara signorina amica di amici che questa sera ceni con mister incredible che, essendo un uomo prevedibile, ti porterà al solito ristorante indiano a tottenham court road, sappi che non c'è spazio per te.
cara signorina amica di amici, ritirati in buon ordine, altrimenti chiamo janet, che è molto più grossa e cattiva di me, e te la aizzo contro.

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categoria:marito, autocoscienza
sabato, 17 maggio 2008
l'elasti-libro è quasi pronto e uscirà a settembre.
gli elfi della casa editrice che lo pubblicherà hanno telefonato ad elastigirl.
"elasti, stiamo inziando la promozione del tuo libro con gli agenti che peroreranno l'elasti-causa presso i librai. bisogna convincerli della bontà del prodotto"
"bene..."
"pertanto ci farebbe piacere che tra una decina di giorni tu venissi a bologna insieme a noi"
"a bologna?"
"già, a incontrare gli agenti"
"gli agenti? io devo incontrare gli agenti?"
"esatto!"
"e gli agenti vorranno incontrare me?"
"certamente!"
"e..."
"beh, qual è il problema? sarai abituata a parlare in pubblico, no? si tratta di una quarantina di agenti..."
parlare in pubblico? io? convincere quaranta, dico quaranta, persone della bontà dell'elasti-libro quando non so nemmeno convincere me stessa della mia capacità di stare al mondo? autopromozione? io che ho scelto l'esame di econometria all'università pur di evitare quello di marketing? non ce la farò mai. come minimo Gomito, prima e dopo.
"ma certo che sono abituata! io sono un animale da palcoscenico! ho sempre desiderato parlare di me e delle cose che faccio in pubblico. peccato che gli agenti siano solo quaranta..."
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categoria:libro, paure, autocoscienza
martedì, 06 maggio 2008
quando elastigirl, nella primavera del 2002, decise che era giunto il momento di avere uno hobbit, smise di fare shopping.
la prospettiva di una pancia che cresce, di un corpo che si trasforma e di forme che cambiano era un deterrente all'acquisto di vestitini&C.
poi nacque lo hobbit grande, le rotondità sparirono e l'ebbrezza di un seno da maggiorata si rivelò effimera.
tuttavia il piacere di comprare tutine, pigiamini, pantaloncini, babbuccine taglia hobbit appagò per oltre un anno l'elasti-consumismo.
poi elastigirl pensò a quanto sarebbe stato bello avere un nuovo nano piccolo e la possibilità di una nuova pancia in lievitazione, di una nuova quarta misura di reggiseno e di nuove rotondità allungò le distanze tra lei e i negozi.
fatta eccezione per qualche sporadica e trascurabile new entry, negli ultimi sei anni l'elasti-guardaroba si è progressivamente e tristemente svuotato.
al momento il sogno di uno hobbit numero tre scoraggia dal porre rimedio a tale desolazione.
ma l'insano desiderio di un'orgia di magliette, camicie, biancheria intima, gonnelline, pantaloni e abitini, è sempre in agguato.
dopo una settimana londinese di zoo, museo di storia naturale, museo del giocattolo, guardie reali a cavallo, scarpinate sotto la pioggia battente con due hobbit, un marito diventato per l'occasione full time e la sveglia alle sei del mattino, dopo una settimana senza connessione internet, senza pause e senza la baby sitter valentina diolabenedica, elastigirl ha capitolato.
oggi, nell'ora di pausa pranzo, in preda a sacro furore, ha comprato tutto quello di cui si è privata da quando il virus della maternità l'ha colpita.
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categoria:shopping, maternità, autocoscienza
sabato, 03 maggio 2008

manca una connessione internet casalinga,

manca il tempo,

manca la concentrazione,

manca la dedizione,

manca il senso del dovere,

manca la nevrosi,

manca la ritualità,

manca la solitudine,

manca la riflessione,

insomma mancano un sacco di cose.

per questo in questa settimana londinese il blog non è stato aggiornato quotidianamente, come accade ormai da quasi un anno a questa parte.

forse ci voleva.

prendere le distanze in certi casi può restituire lucidità, proporzioni e slancio.

 

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categoria:blog, vacanza, autocoscienza