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domenica, 22 giugno 2008
ieri sera sono venuti a cena a wisteria gli elfi della casa editrice che pubblicherà l'elasti-libro.
"cosa piacerà agli elfi?", si tormentava elastigirl.
lo hobbit grande le aveva suggerito pizza e uovo sodo ma lei lo ha ignorato.
gli elasti-lettori le hanno mandato proposte e consigli con cui si potrebbe scrivere il manuale del perfetto menu elfico.
questo è l'elasti-risultato:
pinzimonio
prosciutto e melone
crema a base di melanzane da spalmare sul pane
crema a base di caprino da spalmare sul pane
crema a base di gorgonzola da spalmare sul pane
quadrotti di frittata con zucchine e scalogno
pane nero elasti-prodotto
focaccia pugliese con i pomodori elasti-prodotta da ricetta di nonna memé, bisnonna degli hobbit
roast beef
insalata
macedonia di fragole
gelato
alle 20,00 hanno bussato l'elfo biondo e il suo fidanzato bruno, l'elfo con gli occhialini e l'elfo con gli occhi verdi. hanno trovato un'elastigirl trepidante, un mister incredible accogliente e due hobbit in pigiama.
elastigirl temeva che la cena li avrebbe schifati, che gli hobbit li avrebbero molestati e che mister incredible sarebbe stato antipatico.
temeva l'imbarazzo, i silenzi, l'estraneità e l'inappetenza.
gli elfi sono arrivati carichi di regali come i re magi.
si sono fatti catturare dall'entusiasmo degli hobbit che avrebbero voluto ridurli in schiavitù e tenerli sempre con sè, nel torrido sgabuzzino di camera loro.
"facciamo una gara di velocità in corridoio?", ha proposto lo hobbit grande all'elfo con gli occhialini.
"certo, ma temo che perderò", ha risposto.
"vi mettete questi cappellini a punta così è proprio una festa vera?", ha chiesto di nuovo lo hobbit.
"con piacere", hanno risposto loro assecondando il lato trash del nano.
gli hobbit sono stati molesti ma senza esagerare, mister incredible è stato barese e marxista ma non troppo, elastigirl si è rilassata.
gli elfi sono stati fantastici, ma alla fine della cena hanno rivelato il loro lato oscuro, perché tutti tutti tutti, elfi compresi, hanno un lato oscuro.
"noi odiamo mangiare", ha dichiarato l'elfo con gli occhialini e con il cappellino trash in testa.
"ma come?"
"il cibo non ci interessa", ha spiegato l'elfo con gli occhi verdi.
"ma come sopravvivete?"
"come capita"
"come capita??? ma come vi nutrite?"
"esclusivamente di philadelphia e di yogurt greco con il 2% di grassi. tutto il resto è accessorio", ha spiegato.
"però, quando vogliamo trasgredire, una volta o due l'anno, mangiamo pizza e uovo sodo", ha concluso l'elfo con gli occhialini.
lunedì, 16 giugno 2008
"oddio ma sei fichissima! come fai?"
"faccio sub"
"sub?"
"sì, ho il brevetto per scendere fino a 30 metri. fare sub rassoda e snellisce"
"ma non hai paura?"
"sì me la faccio sotto tutte le volte che mi immergo. ho avuto anche delle crisi di panico a meno 30 metri, con 1.800 metri di acqua sotto le pinne"
"e perché lo fai?"
"per amore"
"per amore?"
"sì, per amore del mio fidanzato alto due metri, bello e muscoloso. lui è lì vicino a me e mi protegge"
"ti protegge contro i 30 metri di mare sopra e i 1.800 sotto?"
"certo"
"mi basta pensare a tutta quell'acqua e a quei pesci intorno per avere tachicardia, sudori freddi, dolori al petto e difficoltà respiratorie"
"scema. e tu come stai?"
"sono felice e inquieta, come raramente lo sono stata, energica e sfinita, spavalda e terrorizzata. forse ho anche bisogno di una ceretta, di andare in vacanza, di un vestitino nuovo, di tempo per pensare"
"buono questo sushi"
"non buono, galattico"
quando si hanno due hobbit, un lavoro a tempo pieno, un marito part time e una vita incasinata ci sono un mucchio di cose a cui si rinuncia. ci si rinuncia a cuor leggero, con il sorriso sulle labbra, talvolta senza nemmeno accorgersene.
ci si rinuncia perché non c'è spazio, perché va bene così, perché ne arrivano altre talmente grandi da oscurare tutto il resto.
poi basta un pranzo con l'amica kappa, compagna di banco al liceo, di vacanze, di confidenze, di sogni e di progetti. basta un pranzo con l'amica kappa che si inabissa per amore, che lavora nei cantieri e che ama la birra da quando aveva 12 anni, per avere una fitta di nostalgia. e chiedersi perché è così difficile tenere tutto insieme, senza sfilacciarsi.
martedì, 15 aprile 2008
anna ha i capelli corti, gli occhi blu, una bambina di sei anni, che si chiama alice, e un bel lavoro.
aveva un marito che era sempre fuori.
un giorno anna scoprì che lui stava con un'altra, da moltissimo tempo.
"scusa, ho sbagliato. ma ora ho deciso. voglio stare con te", disse lui.
anna chiuse gli occhi, fece un bel respiro e rispose "va bene".
lo faccio per alice, pensò. e anche un po' per me.
sembrava tutto a posto ma non lo era.
lui non aveva deciso affatto.
"vattene!", gli disse.
lo faccio per alice, pensò. e anche un po' per me.
poi arrivarono gli avvocati.
la casa a me, il televisore a te, il computer a me, il decoder e la collezione di fumetti a te. e alice? e la sua bicicletta? il suo cicciobello? la sua barbie cavallerizza? a me. no a me. stronzo. sanguisuga. 'fanculo. 'fanculo tu.
arrivarono la solitudine, la fatica di vivere e la pipì a letto di alice.
"tanto io lo so che state solo facendo finta. poi fate pace e torniamo come i normali", diceva alice.
no alice. non stiamo facendo finta e i normali non esistono.
alice si arrabbiava, anna si avviliva, lui stava con l'altra, un sabato sì e uno no arrivava leggero e sorridente e portava alice con sè, "per un weekend da fidanzati", diceva.
un giorno anna fu convocata dal suo capo in ufficio.
"sei proprio brava", le disse.
"grazie", rispose lei.
"vorrei promuoverti ma..."
"ma..."
"ma per fare carriera devi andare all'estero".
"all'estero?"
"già. se non vai all'estero resterai impantanata qui e ti lascerò appassire. perché nella vita bisogna avere coraggio e io non so se tu ce l'hai"
ma come? coraggio? ma io ho alice, che si arrabbia, che fa pipì a letto, che ha un papà con cui gioca ai fidanzati un sabato sì e uno no.
"io non posso andare all'estero"
"pazienza. ora scusami ma ho da fare".
anna è rimasta qui. lo ha fatto per alice e per il suo papà.
alice non fa più la pipì a letto ma a volte sogna i normali anche se sa che i normali non esistono.
il suo papà è stato promosso e forse si trasferirà a chicago.
l'altra lo ha lasciato per il suo personal trainer.
domenica, 02 marzo 2008
ha un altissimo cappello a punta, un mantello bianco e oro, scarpette rosa luccicanti, una lunga sciarpa legata in vita, quattro anni e lo sguardo imbronciato.
"ciao, e tu chi sei?"
"sono la principessa, mi sono sposata cinque volte con lo stesso principe. ci sposiamo la domenica e ogni volta facciamo due bambini, un maschio e una femmina perché siamo precisi. vuoi vedere cosa tengono le principesse nella borsetta?"
"mi farebbe molto piacere"
"va bene, allora puoi guardare: un braccialetto, una collana di perle, un orecchino, un anello di brillanti, un pennarello e un panino con la marmellata"
l'elasti-famiglia ieri sera ha incontrato la principessa, a cena a casa di amici
elastigirl, come spesso accade quando interagisce con hobbit femmine, ne rimane affascinata.
"allora? vi è piaciuta la principessa di questa sera?", ha chiesto tornando a casa.
"cn! qua qua, gnum gnum", ha risposto lo hobbit piccolo.
"bene, nano. ti sono piaciuti anche la papera di plastica e il gelato?"
"cn"
"e tu cosa pensi, nano grande?"
"era carina ma a me quella principessa sembrava un po' di fuori", ha risposto lui, guardando nel vuoto.
"ci sarebbe proprio bisogno di una bambina in questa famiglia. allargherebbe i loro ristretti orizzonti", ha commentato elastigirl.
mister incredible si è chiuso in un torvo mutismo.
mercoledì, 27 febbraio 2008
domenica scorsa elastigirl e gli hobbit sono stati invitati alla festa per i 25 anni della baby sitter valentina diolabenedica.
c'era fabio, fidanzato promesso sposo di valentina, e c'erano i loro amici.
"grazie valentina per averci invitato alla tua festa. ci siamo molto divertiti e i tuoi amici sono proprio simpatici", ha detto elastigirl il giorno dopo.
"i miei amici hanno detto che sei carina ma..."
"ma cosa???"
"ti immaginavano più..."
"più che???"
"più fescion!"
"più fescion??? e che significa?"
"beh, più fescion, hai capito, no?"
"no"
elastigirl non sa se rallegrarsi per essere stata giudicata "carina" da un manipolo di 25enni o sbattere la testa contro il muro per essere meno fashion delle attese.
mercoledì, 20 febbraio 2008
gli uomini della finanza sniffano cocaina, hanno famiglie sgangherate, mogli anoressiche e nullafacenti, e bambini tristi. lavorano 16 ore al giorno, ricevono bonus milionari, comprano diamanti da tiffany per farsi perdonare tradimenti e assenze dalle loro donne. se a 45 anni non hanno scalato tutti i vertici scalabili si sentono dei falliti e butterebbero la loro vita nel cesso.
le donne della finanza sono squali. sono arroganti, prepotenti e perfide. sono più cattive, più arrabbiate, più determinate degli uomini. non hanno tempo per un amore, per una risata, per lasciarsi andare. sono divorate dall'ambizione, dal desiderio di rivalsa, da una vendetta antica e bruciante. le donne della finanza devono lavorare di più, guadagnare di più e spaccare tutto, più rapidamente possibile. perché tra i 35 e i 40 anni suona la sveglia. a quel punto devono trovare un compagno, "scegliere il miglior compromesso in un panorama squallido di maschi squallidi", dicono. devono fare in fretta perché l'orologio biologico fa tic tac, la carriera pure e i fuchi scarseggiano. hanno bambini frastornati prima ancora di nascere, equilibri spezzati, sguardi stralunati e il sistema nervoso in frantumi.
lo ha raccontato a elastigirl, oggi a pranzo, un vecchio amico, il compagno barbini della terza F del liceo. lui segue operazioni di finanza strutturata, cura fusioni e acquisizioni, lavora 16 ore al giorno e riceve bonus milionari.
era un po' stanco, un po' stufo, un po' turbato dalle sue stesse parole.
"ma questo lavoro mi piace moltissimo. devo solo riuscire a stare a galla, devo solo riuscire a non farmi travolgere come gli altri", ha spiegato.
lunedì, 11 febbraio 2008
la nonna di kappa se ne è andata.
se ne è andata dormendo, nella sua casa da nonna, con le fotografie dei nipoti, i mobili degli anni '50, le medicine sopra il frigorifero, gli omogeneizzati di frutta e qualche lattina di birra, perché, nella passione per la birra, kappa e la sua nonna erano proprio uguali.
"la mia nonna non amava la chiesa, i funerali e le cerimonie. staremo solo un po' con lei, prima di lasciarla andare", aveva detto l'elasti-amica kappa.
"allora ci sarò anche io", aveva risposto elastigirl.
si sono ritrovati in cucina, intorno al tavolo della nonna, a bere caffé. c'erano figli, nipoti, qualche parente e qualche amico.
tutti vicini, avviluppati in un tepore sereno e morbido.
con loro c'era anche mila, la signora moldava che ha accompagnato la nonna, gli ultimi giorni.
mila sembra una quercia, con braccia forti e occhi blu.
mila ha regalato una mela all'infermiera che ha alleviato le ultime sofferenze della nonna.
mila ha cucinato involtini di vite, preparati con foglie moldave, panna acida russa e insalata di aglio e barbabietole.
"dovete mangiarli perché solo dopo che li avrete mangiati la nonna potrà iniziare il suo viaggio", ha ordinato ai figli, ai nipoti, agli amici.
poi ha raccolto tutti i fiori che c'erano in casa. "questi sono per la nonna e vanno via con lei. non devono restare qui", ha detto.
ha coperto tutti gli specchi. "ora la nonna può stare un po' con noi, a guardarci, ancora per 40 giorni", ha sentenziato.
mila e i suoi riti strani e rassicuranti hanno arginato lo sconforto, hanno colmato un vuoto, hanno rischiarato un sentiero buio.
giovedì, 07 febbraio 2008
da piccolo volevo diventare una rockstar.
poi ho incontrato lei e la mia vita è cambiata. ho deciso che dovevo essere come lei, anzi volevo essere lei. io volevo essere madonna.
adesso ho capito che non sarò mai una rockstar.
allora, almeno, vorrei avere moltissimi soldi, nell'ordine di qualche decina di milioni di euro.
così mi potrei comprare il taranto, lo porterei in serie A e voi, colleghi sfigati, mi vedreste su Sky.
è un periodo un po' difficile per il collega G.
giovedì, 31 gennaio 2008
"mi manchi"
"anche tu"
"sono triste"
"anch'io. non ci parliamo più"
"non ridiamo più insieme"
"non ci raccontiamo più i nostri pensieri e le nostre vite"
"non commentiamo più i giornali la mattina presto"
"non siamo più come un tempo. mi viene da piangere"
"e ieri tu eri pure a praga"
"beh, senti chi parla, tu invece sei l'angelo del focolare"
"va beh. dobbiamo fare qualcosa"
"è tutta colpa di quelli"
"già, destino infame".
elastigirl, per volere degli elasti-capi, ha un nuovo ruolo in redazione e passa gran parte del suo tempo nel centro esatto dell'open space a guardare fisso sullo schermo, a leggere i pezzi altrui e a fare domande a cui nessuno risponde.
non ha ancora capito se è un premio o una punizione.
l'unica cosa certa, e molto triste, è che lei e la sua collega-amica C non sono più compagne di banco.
mercoledì, 23 gennaio 2008
sabato sera. l'elasti-famiglia ha ospiti a cena.
"ciao! ben arrivati! venite nani! lei è S e lui è P, sono due amici della mamma e del papà che vivono a roma. è la prima volta che vengono a wisteria. perché non gli fate fare un giro?"
gli hobbit prendono i due ospiti per mano.
il piccolo indossa un elmo da centurione romano di plastica e un paio di pantofole coordinate, grigie come l'elmo, numero 44.
il grande ha un pigiama a righe di rappresentanza.
"benissimo. venite a vedere casa nostra", dice lo hobbit grande, mentre il piccolo li conduce a testa bassa verso la scarpiera.
"ecco le scarpe, vedete? quelle del papà, quelle della mamma, i nostri stivali per la pioggia e le ciabatte. già che siamo qui vi facciamo vedere il bagno: questa è la doccia, questa è la vasca da bagno. questo è il bidet e questo è lo sciacquone", spiega il nano proseguendo l'imbarazzante giro turistico.
"questa è la nostra camera e questo è lo stanzino con i nostri vestiti. se volete potete aprire i cassetti e guardarci dentro. questo è il bagno piccolo dove io faccio la cacca. bene. le cose più importanti le avete viste. adesso possiamo andare a mangiare, vero mamma?"