lunedì, 11 febbraio 2008
la nonna di kappa se ne è andata.
se ne è andata dormendo, nella sua casa da nonna, con le fotografie dei nipoti, i mobili degli anni '50, le medicine sopra il frigorifero, gli omogeneizzati di frutta e qualche lattina di birra, perché, nella passione per la birra, kappa e la sua nonna erano proprio uguali.
"la mia nonna non amava la chiesa, i funerali e le cerimonie. staremo solo un po' con lei, prima di lasciarla andare", aveva detto l'elasti-amica kappa.
"allora ci sarò anche io", aveva risposto elastigirl.
si sono ritrovati in cucina, intorno al tavolo della nonna, a bere caffé. c'erano figli, nipoti, qualche parente e qualche amico.
tutti vicini, avviluppati in un tepore sereno e morbido.
con loro c'era anche mila, la signora moldava che ha accompagnato la nonna, gli ultimi giorni.
mila sembra una quercia, con braccia forti e occhi blu.
mila ha regalato una mela all'infermiera che  ha alleviato le ultime sofferenze della nonna.
mila ha cucinato involtini di vite, preparati con foglie moldave, panna acida russa e insalata di aglio e barbabietole.
"dovete mangiarli perché solo dopo che li avrete mangiati la nonna potrà iniziare il suo viaggio", ha ordinato ai figli, ai nipoti, agli amici.
poi ha raccolto tutti i fiori che c'erano in casa. "questi sono per la nonna e vanno via con lei. non devono restare qui", ha detto.
ha coperto tutti gli specchi. "ora la nonna può stare un po' con noi, a guardarci, ancora per  40 giorni", ha sentenziato.
mila e i suoi riti strani e rassicuranti hanno arginato lo sconforto, hanno colmato un vuoto, hanno rischiarato un sentiero buio.
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categoria:amici, addio, nonna
sabato, 15 dicembre 2007
B aveva preparato tutto da tempo.
B aveva scritto alcune lettere, messo in ordine e sistemato le sue cose.
B non aveva detto niente a nessuno, come quelli che fanno sul serio.
B aveva un tarlo che gli rosicchiava l'anima.
B era molto stanco.
B ha chiuso una porta per lasciare fuori il mondo.
B è rimasto solo davanti a una finestra.
B ha chiuso gli occhi e ha visto un gorgo nero.
B li ha riaperti e il gorgo nero era ancora lì, ad aspettarlo, come sempre.
B questa volta si è lasciato risucchiare.

sono rimaste le sue lettere, un figlio incredulo e smarrito, una compagna che lo amava.
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categoria:famiglia, tristezza, addio
sabato, 11 novembre 2006
camillo se ne è andato venerdì. il giorno prima del nostro appuntamento. aveva comprato una lavatrice e insieme gli avevano regalato una macchinina rossa. "la devo dare a quel bandito di tuo figlio. passo sabato" aveva detto, burbero e perentorio.
quando siamo arrivati a wisteria era il nostro vicino di casa, il volto umano di questo set da fiction per la tv.
poi si è trasferito, lui, paola e suoi due enormi cani gugo e giotto, in un fichissimo loft lontano e noi ci siamo sentiti più soli.
aveva introdotto luca nel magico mondo degli aperitivi. verso le 7, la sera, bussava. "chiamami il delinquente. è pronto l'aperitivo". luca gli prendeva la mano e tornava dopo mezz'ora con l'occhio furbo e colpevole di chi ha fatto una cosa proibita.
"camillo niente dolci prima di cena, camillo non troppi salatini, camillo, oggi no! luca vi saluta e sta un po' con voi e basta". la mamma bacchettona non aveva un grande ascendente su di lui.
camillo mi sorrideva e se ne fotteva.
oppure arrivava nel bel mezzo del delirio serale bagno-urla-pigiama-urla-pappa.
si sedeva in poltrona e assisteva sornione alla mia  mezz'ora di ordinaria follia.
"mi spiace, ma prima o poi mi toccherà chiamare il telefono azzurro" diceva andandosene.
ho chiesto a luca cosa si ricordava di camillo.
"tutto" ha risposto.
"i pistacchi, l'aperitivo con il limone, gugo e giotto" ha spiegato.
camillo e i pistacchi. voglio che lo ricordi sempre così, sulla porta di casa con il bicchiere in mano.
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categoria:amici, addio, vicini di casa