martedì, 09 febbraio 2010
non mi manca sapere come ha chiuso la borsa di tokyo la mattina e nemmeno come ha aperto wall street il pomeriggio. non mi mancano la pausa pranzo, i buoni pasto, i litigi su chi ruba all'alba il buongiorno di gramellini. non mi mancano i pettegolezzi, le riunioni nel bagno delle donne, il boccione dell'acqua che finisce subito. non mi mancano le conference call, i comunicati stampa, i risultati societari, le riunioni in cui si parla di target e di strategic plan. non mi mancano il tempo pieno, il mio computer e le sue 27 password, la mia sedia che, ora che ci faccio caso, è molto più comoda di quella su cui sono seduta in questo momento. non mi manca nemmeno lo shopping perché a dire il vero non sono mai stata una professionista dell'acquisto compulsivo, o dei saldi, o tantomeno degli outlet. non mi manca il tempio del benessere in cui mi facevo umiliare a peso d'oro tra le 13 e le 14, nell'eterna lotta al gluteo rilassato. non mi mancano le corse, la paura di sbagliare, l'illusione di essere al centro del mondo. non mi mancano nemmeno i buffet e i gadget aziendali.
mi manca l'interazione quotidiana con degli adulti. mi manca l'appartenenza a un gruppo che non sia familiare. mi manca un ruolo diverso da quello di mamma. mi mancano gli interlocutori. mi manca la mia bicicletta. mi manca il delirio dell'indispensabilità, anche se nessuno è indispensabile, da nessuna parte. mi manca il lavoro che ho sempre sognato e mai trovato. mi manca il multitasking. mi manca quella che ero in una foto al mare di qualche anno fa. mi manca una fuga di 48 ore con mister incredible. mi manca l'idea di libertà ancor più che la libertà stessa. mi mancano il cinema e una notte di sonno ininterrotto. mi mancano le mie amiche senza figli. mi mancano il tempo, il lusso di un bagno con la schiuma e tutto quello che davo per scontato e che non ricordo più.
a quaranta giorni dalla nascita del microbbit poteva andare molto peggio di così.

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categoria:autocoscienza
lunedì, 08 febbraio 2010
venerdì sera. a cena.
"guarda, guarda come balla!"
"caspita! anche il secondo dentino di sopra tra poco cade"
"oh, senti, mamma! tocca! è praticamente staccato"
"ehm, siamo a tavola. non possiamo esaminarlo dopo?"
"no, mamma. ti prego. non riesco nemmeno a mangiare tanto si muove"
"tu sei kakkone!"
"ehi, nano piccolo! non si dicono queste cose! e poi tuo fratello non ti ha fatto niente"
"a me mi fanno skifo li denti di mio flatello"
"mamma! vuoi sentire quanto dondola? questo scemo è solo geloso-invidioso"
"non dire scemo dello hobbit piccolo"
"ba bè, tanto io vinco a memoly"
"sì, nano, tu vinci a memory. però adesso sentiamo il dentino dello hobbit grande"
"ahhh! mi fai male"
"hai ragione! è praticamente staccato"
"me lo togli, mamma?"
"te lo devo togliere? io?"
"sì mamma! stlappali tutti li denti a quella lagna di mio flatello"
splat!
"piantatela. non si tira il cibo!"
"ma è lui che mi dà fastidio!"
"è lui che fligna. altlo che cavaliele zedi"
"io non frigno. e sono obi-wan kenobi"
"io sono palpatine, il canzelliele-impelatole cattivizzimo"
"dai, mamma. mi stacchi questo dente?"
"sicuro?"
"sicuro"
"allora andiamo in bagno"
"..."
tac!
"staccato! ecco il tuo dentino"
"uahhhhh! sto morendo. oddio sto morendo"
"ehi, non eri un cavaliere jedi?"
"il sangue! esse il sangue! muole pel davvelo! mamma fai quaccosa. subito!"
"non esce più niente. torniamo a mangiare. e tu, nano grande sei stato bravissimo"
"è vero. sono stato bravissimo. dopo mangiato telefono alla nonna-al nonno-all'altra nonna-agli zii-al mio amico matteo e al topolino"
"a me non impolta niente dei tuoi denti. pelké io ho appena pallato con malìoteleso"
"hai parlato con il tuo amico immaginario che vive nel muro della cucina? e cosa dice?"
"dize che stasela a lui sono caduti otto denti. zan zan zan. otto. come bililli"
"come birilli? povero marìotereso"
"no. non è povelo è contento. e anche a me tla poco cadono li denti. folse anke a me otto, come li bililli di malìoteleso".
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categoria:hobbit
venerdì, 05 febbraio 2010
lo hobbit grande qualche giorno fa ha perso il suo terzo dente: l'incisivo superiore destro, che ha seguito di quasi un anno la dipartita dei due inferiori. adesso ha una finestra panoramica sull'interno della bocca, un sorriso bucato e un orgoglio smisurato.
ad aggiungere eroismo all'atto già eroico di separarsi dai propri denti da latte, la perdita è avvenuta durante la lezione di nuoto, dentro la piscina in una selva urlante di cuffie, costumi, bambini, insegnanti e molto altro che è preferibile tralasciare.
tornando a casa, lo hobbit, pur felice di cotanta prova di maturità e stoicismo, era attanagliato dal dubbio che il malfidato topolino dei denti, non trovando il suo tesoro osseo sotto il cuscino, avrebbe a sua volta negato il pur meritato regalo.
la mattina successiva, sollevato dalla generosa nobiltà d'animo del roditore, lo hobbit è andato a scuola felice.
"sai mamma, caterina mi guarda con faccia d'amore. a lezione di teatro, quando il maestro ha detto che dovevamo fare uscire le nostre emozioni con il ballo lento di coppia, lei mi ha chiesto di ballare e mi ha anche detto nell'orecchio che non dovevo farle fare brutta figura"
"anche tu la guardi con faccia d'amore?"
"non so"
"ma caterina ti guarda con faccia d'amore anche da quando sei schignato (= aggettivo appartenente allo slang dialettale barese indicante l'assenza o la rottura di alcuni denti, con inevitabili conseguenze di natura estetica)?"
"be', non è che lei sia messa molto meglio di me..."
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categoria:amore, hobbit
mercoledì, 03 febbraio 2010
quando elastigirl andava alle elementari aveva un compagno di classe che si chiamava milani sirio (per qualche strana ragione nei ricordi di infanzia i bambini si chiamano con un cognome e un nome, in quest'ordine).
milani sirio aveva le lentiggini, i capelli rossi come ron weasley di harry potter ed era stato scelto dalla maestra per cantare in assolo il lamento delle mondine sfruttate alla recita di fine anno davanti a tutti i genitori, con enorme elasti-invidia.
milani sirio, pur essendo estremamente grazioso, non si lavava i denti e nemmeno le orecchie. probabilmente neppure i capelli ma si notava meno. vestiva stropicciato, arrivava in ritardo a scuola, ancora con le cispie da sonno negli occhi, e usava una cartella sbrindellata, di terza mano, e un astuccio pieno di pennarelli rosicchiati da varie generazioni di denti da latte. aveva un carisma notevole, nonostante l'aspetto non ortodosso e durante la ricreazione, era regolarmente oggetto di dibattiti negli implacabili e conformisti circoli di settenni perbeniste.
milani sirio aveva due fratelli maggiori: milani milo e milani christian, entrambi ugualmente lentigginosi e un po' ciancicati. la loro mamma non camminava ma correva, non parlava ma impartiva secchi ordini, non respirava ma ansimava trafelata e sorrideva sempre, di un sorriso estatico da folle. portava capelli rossi a carciofo e borse come pozzi di san patrizio. il loro papà si chiamava libero, aveva un'aria sognante e stralunata, i maglioni con le toppe e probabilmente le calze con i buchi agli alluci.
era raro vederli tutti insieme ma quando succedeva ci si domandava come facessero a sopravvivere, così incoscienti e numerosi, privi di senso pratico, in balia della vita, sull'orlo del precipizio ma ottusamente felici.
"sono tre figli, per giunta maschi: è normale che nessuno abbia il tempo, l'energia e la forza per controllare se si lavano i denti e le orecchie, è normale che la loro madre abbia quell'aria devastata e che il loro padre sembri uno zombie. poveretti. del resto, ripeto, tre figli, per giunta maschi...", dicevano le mamme e le maestre.
stamane elastigirl ha posato uno sguardo distratto sulle mani degli hobbit e da qualche anfratto della memoria è sbucato milani sirio, con le sue unghie nere da piccolo orco. "da quanto non vi taglio le unghie? oh signur, da prima che nascesse il microbbit! fatemi vedere le orecchie! non posso crederci. ecco, mi sento male. anzi, mi sento la signora milani. devo fare qualcosa prima che la situazione precipiti"
"chi è la signora milani, mamma?", ha domandato lo hobbit grande stropicciandosi le cispie.
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categoria:figli, senso di colpa, hobbit
martedì, 02 febbraio 2010
"non sta scomodo lì dentro?"
"non ha caldo così imbaccuccato?"
"non è coperto abbastanza poveraccio. avrà freddo!"
"dorme. starà bene?"
"è sveglio. non dovrebbe dormire?"
"ma lei lo porta fuori con questo freddo?"
"lo porta fuori con queste polveri sottili?"
"perché lo porta fuori?"
"brava, meno male che lo porta fuori"
"oddio, è in un sacco! gli si addormenteranno le gambe, le braccia, la testa. e se soffoca?"
"bellino bellello! pucci puccello! amore amorello! le dispiace se lo bacio?"
"è suo? non le rassomiglia per niente"
"si vede che è suo. siete identici"
"lo allatta?"
"quanto ha? è enorme"
"quanto ha? è minuscolo"
"mi scusi se mi intrometto, ma sono madre anche io: perché non gli ha messo i guanti? avrà le mani gelate quest'anima innocente"
"non le viene mal di schiena a tenere il bambino dentro quel coso?"
"ha fame"
"ha sonno"
"ha mal di pancia"
"la cacca la fa regolarmente?"
"è il primo figlio, vero? si capisce subito. da come lo guarda"

elastigirl aveva dimenticato l'ebbrezza di portare un microbo a spasso.
aveva dimenticato la vertigine di essere fermata da perfetti sconosciuti e interrogata, giudicata, a volte massacrata.
aveva dimenticato che un neonato incontrato per strada, in tram, nella metropolitana, al supermercato e in libreria è, agli occhi del passante medio, patrimonio collettivo da salvaguardare. persino in un posto come milano.
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categoria:hobbit
lunedì, 01 febbraio 2010
lo hobbit grande propone ai suoi compagni di scuola la svendita dello hobbit piccolo, affermando che, da quando c'è il microbbit, non ha alcun bisogno di un individuo di mezzo.
lo hobbit piccolo si identifica con tutti i personaggi più malvagi e orrendi della storia del cinema: anakin skywalker-dart fener di guerre stellari, saruman del signore degli anelli, capitan uncino di peter pan, goblin di spiderman, davy jones dei pirati dei caraibi e la matrigna di biancaneve. ha inoltre iniziato una dieta a base di "pasta arrotolata", che poi sarebbero i fusilli, sostenendo che è l'unico alimento "che non mi fa venile la diallea".
il microbbit sorride al mondo e il mondo ricambia perché di fronte a un microbo sorridente è difficile non lasciarsi andare.
mister incredible ha vari disturbi psicosomatici e un sonno incoercibile. "ho la panciosi, la malosi e la frullosi", dichiara, verde in volto.
elastigirl inspira e si infila in jeans, espira e se li toglie immediatamente. "tornerò come prima? eh? secondo te torno come prima?", chiede ossessivamente a mister incredible.
"presumo di sì"
"che risposta è? perché usi il verbo presumere quando ho bisogno di certezze?"
"scusa, devo svuotare la lavastoviglie"
"uffa. chissenefrega della lavastoviglie. parlami-rassicurami-coccolami"
"posso attentare alla tua virtù?"
"no, il microbbit ha fame. e poi sai cosa ha detto il ginecologo?"
"no, non lo so. cosa ha detto il ginecologo?"
"che se il leone si avvicina con intenzioni lubriche mentre la leonessa allatta, indovina un po' che fa la leonessa?"
"che fa?"
"lo sbrana"
"quindi non posso attentare alla tua virtù?"
"a tuo rischio e pericolo"
"allora mi dedico alla lavastoviglie"
"io vado dal microbbit"

se l'ultimo arrivato appare ormai serenamente integrato, gli altri quattro quinti dell'elasti-famiglia sono ancora ben lungi dall'equilibrio.
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categoria:famiglia
venerdì, 29 gennaio 2010
ehi tu,
che sei qui da poco ma io già non mi ricordo come fosse la vita prima di quel poco, che hai un nome e un cognome, ma ti chiamano 'piccolo ficcanaso' o 'dart fener' o 'microbbit', che non ti scomponi quando tuo fratello medio (il più medio, come dice lui) mi chiede se può strapparti i capelli o romperti le ossa o prenderti in braccio che forse, tra tutte, è l'unica cosa che devi temere, quando tuo fratello grande ti canta nell'orecchio le canzoni degli abba o quando il suo amico giacomo dichiara che le tue gambe somigliano alle zampe di un insetto.
che non hai paura di niente perché il tuo mondo sa di latte, di mamma e di poco altro o forse perché sai che la paura non serve a niente o magari perché non sai.
che hai sentito la dottoressa tic tic, la pediatra, che diceva "tutti i bambini, hobbit compresi, hanno il desiderio di uccidere il fratellino e siccome i bambini, hobbit compresi, non hanno filtri, possono dire cose terribili tipo 'e se lo buttassi giù dalle scale?' ma questo non significa che metteranno in pratica l'istinto omicida" e non hai smesso di guardare con sguardo adorante caino grande e caino piccolo.
che vai in estasi con una seduta di massaggi, che mi guardi come fossi la tua personale bistecca (e non è tanto romantico e nemmeno lusinghiero, credimi), che hai occhi grandi, liquidi e senza fondo, che oggi hai sorriso per la prima volta, di un sorriso a bocca storta e spalancata, in cambio del quale avresti potuto chiedermi la luna, yoda di guerre stellari in carne ed ossa, la collezione di tex willer del tuo papà, tutti i libri ereditati dalla mia nonna atea ebrea e comunista, la ricetta segreta della focaccia, la password del blog e la bacchetta magica di harry potter e io ti avrei detto sì, senza pensarci un secondo.
ehi tu,
che oggi hai compiuto un mese ma mi sembra di averti sempre avuto con me,
tanti auguri
la tua mamma, guarita dalla mastite grazie a te, alla borsa dell'acqua calda e all'amoxicillina.
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categoria:festa, hobbit
mercoledì, 27 gennaio 2010
"... l’allattamento in quanto parte della vita sessuale di una donna, ha bisogno delle stesse condizioni in cui avviene l’incontro col partner: intimità, calore, silenzio, non sentirsi osservate, non avere fretta. In altre parole, individualità, spazio e tempo in maniera imprevedibile e non circoscrivibili da limiti preconfezionati".

ore 18,45
elastigirl si accomoda sul divano con il microbbit. sono soli. ha già preparato la cena per gli hobbit, ha steso i pannolini lavabili, ha fatto la doccia e si è infilata un tutone rosso, respingente agli occhi di mister incredible ma estremamente gradito al nano minuscolo.
la diade madre-figlio è sacra, l'allattamento un momento magico, dice qualcuno, e lei è completamente compresa in questo rituale unico e antichissimo. mancano solo le candele e i tamburi tibetani. il microbbit guarda il suo materno complemento come fosse un prosciutto e si avventa famelico sulla tetta. si contemplano incantati, occhi negli occhi, per qualche secondo. poi lui cade in deliquio e lei si mette a leggere il suo libro. intorno silenzio e pace. la felicità non è lontana da qui.

ore 18,47
dlin dlon
elastigirl si alza con la sua appendice e si trascina verso la porta.
gli hobbit e la baby sitter valentina diolabenedica tornano dalla piscina.
il nano grande entra in scivolata sulle ginocchia, alza le braccia in segno di vittoria, urlando frasi sconnesse.
il nano piccolo entra barcollando con il costume a righe in testa. "il maestlo mi ha visto così e ha detto 'tu falai stlada, lagazzo'", dichiara orgoglioso.
fuori nevica. valentina teme il gelo sulla strada per la brianza e abbandona l'elasti-casa.
elastigirl si risiede e ripete a se stessa e al microbbit, usando la telepatia, "inner peace" come faceva master shifu in kung fu panda.
"andate un po' a giocare in camera. quando ho finito qui vi chiamo io"

ore 18,50
"mamma, mi metti il costume da cavaliele jedi?"
"nano, è cmplicatissimo infilare il costume di anakin skywalker e io ho solo una mano libera"
"ti plego mamma!"
elastigirl, imprecando in silenzio, infila pantaloni, calzari, camicia, cintura, spada laser e mantello, cappuccio incluso, allo hobbit piccolo.

ore 18,53
"adesso sei pronto. puoi andare a giocare"
"glazie mamma"
"prego, però lasciaci tranquilli per dieci minuti"

ore 18,55
"mamma..."
"dimmi nano grande"
"devo leggere pagina 15 del libro di lettura"
"ok. vieni qui vicino e leggi"
la piccola idrovora continua a succhiare ma il flusso di energie all'interno della diade è stato un po' inquinato e la sacralità dell'indissolubile binomio ha qualche crepa.

ore 19,00
"mamma..."
"dimmi, nano piccolo"
"mi scappa la cacca"
"ma come? adesso che hai addosso tutto l'ambaradan di anakin???"
"mi sa che ho di nuovo la diallea. mi spogli? mi fai compagnia?"
elastigirl striscia in bagno con la micro-ventosa che non molla la presa.
"ho fatto un pasel di cacca, mamma. guadda!"
 "ho visto nano, un puzzle di cacca. però sbrigati che sono scomodissima ad allattare in equilibrio sul bordo della vasca"
"mi lavi? mi vesti?"
la vestizione del cavaliere jedi  è stata ri-compiuta, sempre più acrobatica e faticosa.
elastigirl torna sul divano e cerca di ricomporre i pezzi di una diade frantumata.

ore 19,08
"mamma..."
"che c'è adesso?"
"mi scappa di nuovo la cacca..."

lo hobbit piccolo ha avuto una ricaduta del virus intestinale, a elastigirl oggi è venuta la mastite con febbrone annesso. il microbbit resiste. lo hobbit grande è assurto ormai a pieno titolo a maschio alfa della famiglia.
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categoria:famiglia, sconforto, hobbit
martedì, 26 gennaio 2010
mister incredible, dopo quasi un mese, non ha ancora metabolizzato la nascita del microbbit, pendola tra milano e londra come un automa, stropicciato e stralunato farnetica che così non si può andare avanti, che senza una ragazza alla pari, preferibilmente ugro finnica e under 20, la famiglia è destinata a implodere, che l'elasti-casa è troppo piccola per questo esercito di maschi e che bisognerebbe indebitarsi per i prossimi 30 anni per comprare il monolocale di fronte, dove, ça va sans dire, metterci la diciottenne ugro finnica che ha bisogno, poverina, dei suoi comfort.
elastigirl sogna che mister incredible la abbandona al suo destino, con i tre hobbit e il mutuo del monolocale per la au pair da pagare, sogna di dovere rifare la maturità e di non ricordarsi nemmeno la declinazione di rosa-rosae, per non parlare dell'aoristo greco, e sogna una doccia piena di scarafaggi. ogni tanto si trasforma in strega, ogni tanto cade nel pozzo nero della malinconia, ogni tanto si ferma a guardare il microbbit e le passa tutto.
lo hobbit piccolo vuole viaggiare da solo, parla al telefono con il suo amico immaginario marìotereso ("plonto... dèsso non posso malìoteleso. ti pozzo lichiamale? anzi no, ti pazzo la mamma... mamma! ti vuole malìoteleso vieni!") ma anche con mariateresa, il signore della frutta, il signore dell'acqua, il signore della spazzatura e i formichi. condivide il letto con un pupazzo mostruoso ribattezzato zizzobello, preso regolarmente a mazzate e probabile rappresentazione inanimata del microbbit.
il microbbit dorme e quando non dorme mangia o fa la cacca. quando non dorme, non mangia e non fa la cacca guarda quel che vede del mondo, con due occhi enormi, liquidi e ipnotici come gorghi. elastigirl lo scruta per non trovarsi impreparata all'esplodere della sua natura demoniaca, al momento latitante.
lo hobbit grande non dà segni di squilibrio, a parte cantare le canzoni degli abba.
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categoria:famiglia
lunedì, 25 gennaio 2010
domenica mattina. sul lettone. l'elasti-casa è immersa in un'atmosfera placida e oziosa. mister incredible non sta scrivendo formule econometriche per l'abbattimento del capitalismo ma legge tex willer, il microbbit scruta sospettoso la famiglia che gli è toccata in sorte, lo hobbit grande gli canta una canzone in una lingua incomprensibile, elastigirl poltrisce. solo lo hobbit piccolo è inquieto. esce ed entra nervosamente dalla camera da letto.
"nano, rilassati. stai un po' con noi"
"no, no e no. neanche pel sogno", dice stizzito, ripetendo un mantra diventato ormai ossessivo.
"sei agitato. dimmi un po': cosa ti piacerebbe fare?"
"vollei viazzale"
"vorresti viaggiare?"
"sì. ma da solo. come un lagazzo glande".

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categoria:hobbit