notte amarcord

la notte scorsa lo hobbit piccolo non ha dormito.
alle 11 lo ha svegliato la tosse.
a mezzanotte lo ha innervosito quella qua qua appesa sopra la sua testa che non voleva volare.
verso l’1, lo ha esasperato pippo il coniglio che stava lì nel letto con lui, immobile a guardare.
lo hanno spaventato tutto quel buio intorno e quel silenzio che faceva male alle orecchie.
lo hobbit piccolo non è tuttavia tipo da covare il suo disagio, muto e rassegnato.
si è infuriato e, in un crescendo di rabbia, ha urlato il suo malessere tutta la notte.

era tanto che non succedeva.
era tanto che elastigirl non viveva quella vertigine notturna.
quel senso di spossatezza, sconforto, sfinimento. quella paura che la mattina arriverà troppo presto e ti sorprenderà lì, china su un piccolo mostro inconsolabile.

se tra i ricordi di una madre o di un padre restasse memoria di notti come queste, nessuno si spingerebbe oltre il primo figlio.

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supereroici risvegli e narcolessia

"sono le 4 e 30 minuti, è ora di svegliarsi!
sono le 4 e 30 minuti, è ora di svegliarsi!”

a questa improbabile ora della notte, tutte le notti, una metallica voce femminile squarcia il silenzio dell’elasti-casa nella wisteria del salento.

è la sveglia di mister incredible, che si infligge queste torture antelucane per lavorare.

“tra le 4,30 alle 7,30 la mia produttività è alle stelle”, dice il supereroe.

elastigirl invece è affetta da narcolessia.
dorme la sera, dorme la notte, dorme la mattina. dorme anche il pomeriggio.

appena gli hobbit si allontanano, elastigirl dorme.

dorme di un sonno incoercibile, senza sogni e senza pensieri.

 

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indefessa socialità e elasti-cedimenti

da quando gli hobbit hanno lasciato wisteria, elastigirl è preda di una indefessa e compulsiva socialità fatta di aperitivi, ristoranti e baccanaliche serate con amici.
in queste due settimane elastigirl ha deciso che deve rifarsi di un intero anno di serate casalinghe e solitarie.
sarebbe tutto molto divertente se elastigirl non dovesse essere in redazione tutte le sante mattine alle 7, avendo vinto il turno ‘alba’.
da quando gli hobbit villeggiano al castello di artù elastigirl cammina su una china di gaudente autodistruzione.
lunedì prossimo, quando la famiglia partirà per l’uggiosa scozia, l’elasti-mamma sarà l’ombra di se stessa.

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pause parrucchiere. elastigirl tocca il fondo

“buongiorno. c’è da aspettare?”
“ciao! beh, un po’”
“un po’ quanto?”
“mezz’oretta”
“mezz’oretta??? sta scherzando? ok, torno un’altra volta”
“ma no, dai. siediti, rilassati. non vedi come sei ridotta? sei pallida come un cencio, sei l’ombra di te stessa. ti stai consumando… tieni. leggiti “chi”, ci sono la ferilli e cattaneo alla beauty farm e anche chanel, la figlia di totti e ilary…”
“grazie ma devo fare la spesa, passare in lavanderia, andare dagli hobbit, cucinare perché stasera abbiamo amici a cena, e poi devo preparare i bagagli che domattina andiamo via…”
“fai come vuoi. comunque sei in uno stato pietoso e quei capelli sembrano spinaci cotonati. se fossi in te rimarrei”
“uffa. ok, resto. ma facciamo presto, la prego".
 
elasti-stressata si accomoda sul divanetto del parrucchiere donato, mentre su “chi” la ferilli e cattaneo in accappatoio e ciabatte si bevono un centrifugato depurativo di carota e cetriolo.
 
“elasti! svegliati! tocca a te!”.
sono passati 40 minuti e donato scuote il cadavere riverso sul divanetto.
elastigirl stava sognando di essere con sabrina e flavio, in accappatoio nella beauty farm. teneva in braccio chanel che strillava come un’aquila.

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soltanto un consiglio, ovvero così piccolo già così mostro

le notti a scacchiera sono uno sport molto popolare qui a wisteria.
bisogna essere almeno in due, nella fattispecie gli hobbit, più una vittima sacrificale, nella fattispecie elastigirl.
il gioco consiste nello svegliarsi a turno a intervalli regolari evitando con cura la sovrapposizione dei risvegli, pena l’espulsione.
vince chi, con l’abile tecnica dello sfinimento, porta elastigirl alla capitolazione guadagnando l’ambito posto dell’assente mister  incredible nel lettone.
questa notte lo sport della scacchiera ha raggiunto virtuosismi ineguagliabili.
stamattina elastigirl è una larva.
al termine di una battaglia all’ultimo sangue per lavarsi-vestirsi-farecolazione, arriva la babysitter valentina diolabenedica a cui elastigirl lascia con gioia i due hobbit indemoniati.
"va bene, la mamma va a lavorare. ciao ciao" dice amorevole elastigirl,  pensando che anche la miniera sarebbe meglio di questa casa infestata da nani.
"mamma, no! non mi lasciare!" esclama lo hobbit grande melodrammatico.
"ti prego, un ultimo bacio. non andartene così" aggiunge la piccola vittima di privazioni affettive.
"ecco, cinque baci, così hai la scorta. ciao a dopo", elastigirl vuole solo scappare.
sulla porta, il nano grande alza lo sguardo sulla sua elasti-mamma e spalanca gli occhi.
"mamma! non puoi uscire così!"
"nano, basta fare storie. perché non posso uscire adesso?"
"perché non ti sei truccata!"
non mi sono truccata? da quando osserva queste cose? perché lo nota? se un bambino di nemmeno quattro anni mi rimprovera per non essermi truccata vuol dire che sembro uno zombie… merda.
elastigirl vacilla, la sua autostima precipita.
"ma io non mi trucco praticamente mai…" risponde esitante.
"ah… come vuoi. era soltanto un consiglio…".
questa mattina in metropolitana elastigirl ha rischiato di accecarsi mentre si metteva la matita per gli occhi… tutta colpa di un piccolo mostro giudicante.

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torture hobbit ovvero elastigirl sull’orlo di una crisi di nervi

sono stravolta. sono sola coi nani. ho bisogno di dormire.

ore 20,15  EUFORIA SUL WC
lo hobbit piccolo, santo di uno hobbit, è svenuto nel suo lettino.
lo hobbit grande è seduto sul wc, euforico.
come ogni sera io sono per terra di fronte a lui. oggi non mi reggo in posizione eretta e faccio pendant con le piastrelle del pavimento.
"mamma… cantiamo?" chiede il nano entusiasta.
"… cantiamo, ok" rispondo rassegnata.
"ascolta, so una canzone nuova, sui numeri….
A come Elefante, B come Furfante, C c’è tanta Gente, M è Natale, O  Meno Male tanti doni io avrò… per O c’è Pinocchio…. poi non me la ricordo, però è bella"
"molto bella, nano. ma non è sui numeri, è sulle lettere dell’alfabeto" spiego senza troppa convinzione.
"mamma, parlami di te, come va in ufficio… cosa fai… come stanno i colleghi…" prosegue simulando un improbabile interesse.
queste domande sul mio lavoro sono una tecnica sperimentale messa in atto dal nano per prendere tempo prima di andare a dormire. di solito ha successo.
"nano, stasera no. stasera la mamma è veramente stanca. fai quello che devi, lavati i denti e andiamo a dormire".
"va bene mamma, dimmi solo… cosa vuol dire ‘bomba… è un movimento saaaaxy’…" canticchia ispirato il motivetto trash.

ORE 20,45 TUTTI A LETTO, MA TI PREGO, NON INVECCHIARE
finalmente il nano è a letto. in camera è buio.
"ecco l’orso lino, la bambola femmina, quattro pacchetti di fazzoletti di carta… c’è tutto. buonanotte"
"mamma, non hai baciato lino e femmina, lo sai che senza bacio non dormono" mi richiama all’ordine.
"ecco. bacio a te, a lino, a femmina. buonanottedormibenesognidoro" me ne vado.
olè. ora doccia-letto. mi aspetta una seratona.
"mamma ho la candela!"
"hai anche quattro pacchetti pieni di fazzolettini di carta, sono 40 fazzoletti, per 80 candele almeno. sei grande e il naso te lo soffi da solo. buonanotte".
barcollo esausta uscendo dalla stanza dei nani.
lamento sommesso del nano grande.
"luca. basta. ti prego stasera non ho la forza"
pianto del nano grande.
"luca perché piangi? cosa c’è?"
singhiozzi incontenibili.
"non voglio che papà muore!"
ma cosa gli viene in mente? perché proprio ora? non sono pronta ad affrontare paure e interrogativi sulla vita e la morte. non questa sera.
"papà non muore, è soltanto a londra a lavorare. buonanotte"
"mamma, ti prego. non invecchiare!"
non posso farcela. ma perché mister incredible non è qui quando serve?
è solo l’inizio.
i singhiozzi degenerano in una crisi isterica. si sveglia il nano piccolo e ulula la sua solidale disperazione.
perché tutto questo? sanno che tra tre giorni partiremo per tokyo senza di loro e mi stanno vomitando addosso la loro rabbia? stronzetti. ma io parto lo stesso
vorrei solo accasciarmi in un angolo e unirmi al coro di singhiozzi.

ORE 22,00 CAPITOLAZIONE
lo hobbit grande giace spalmato sul lettone. dorme.
per una misteriosa legge della fisica, riesce a occupare uno spazio pari a quattro volte le sue reali dimensioni.
mi accomodo nei 7 centimetri quadrati liberi di materasso. guardo il piccolo mostro al mio fianco.
per un momento perdo la lucidità e lo vedo bellissimo.
riacquisto la lucidità e crollo.

ORE 24,00
"mamma ho la candela. ci siamo dimenticati i fazzolettini in camera mia"

ORE 2,00
"mamma… domani vado alla scuola materna?"

ORE 3,30
cento millepiedi camminano sulla mia schiena, raggiungono il collo. centomila zampette si infilano nelle orecchie.
mi sveglio improvvisamente. sono le dita del nano, che mi osserva con gli occhi sbarrati
"toglimi le mani di dosso o ti scaravento in camera tua" gli sibilo.

ORE 6
il nano piccolo si sveglia. tetta latte letto

ORE 6,30
driin sveglia.

che notte di merda.
meno tre all’alba. tokyo aspettaci.

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elasti-notti e la pillUla anti-hobbit

mr incredible parte, in continuazione. da buon supereroe predilige gli orari improbabili. pertanto la domenica lui esce di casa alle 3,30. di notte. si sveglia, fa la doccia, fa colazione con caffè e biscotti e affronta le tenebre, temprando corpo e spirito.
mr incredible non si rende conto che così facendo scatena una incontrollabile reazione a catena, ogni santa domenica notte.
la scorsa notte:
ore 3 driiiiiiin sveglia. lui non la sente. io in compenso schizzo sull’attenti.
dopo avere allagato il bagno, smerdato la cucina e svuotato l’armadio alla ricerca di boxer e calzini, mr incredible toglie il disturbo eclissandosi con 4 rumorosissime mandate di chiave.
ore 3,45 "mamma…." lo hobbit grande. "dov’è papà?" chiede con voce orfanella. "è partito ma torna prestissimo. ora dormi" rispondo in versione tranquillohotuttosottocontrollo.
"ho capito. devo venire nel lettone" dice perentorio.
il pater familias se ne è andato da cinque minuti e il nano si è già trasformato nel maschio alfa del branco.
ho troppo sonno per spiegargli che il capo sono io.
si infila nel mio letto e si abbarbica. siamo la cozza e il suo scoglio.
ore 4,00 il piccolo pigola nel suo lettino di là. ha fame. mi libero dal mortale abbraccio.
"mamma. dove stai andando?" il capobranco controlla i miei movimenti.
"il nanetto ha fame. lo porto di qua e gli do’ il latte"
"va bene. vieni subito però"
prendo lo hobbit jr, torno in camera. tetta-latte da un lato e cozza incazzata dall’altro.
"perché non gli dai le pillUle invece del latte?" sussura con noncuranza.
"le pillole? a chi? al piccolo???"
"sì le pillUle. gliele dai al posto del latte. così non ci disturba più e noi due possiamo dormire tranquilli"
"nano, non dire stupidaggini. anche tu hai avuto il latte della mamma alla sua età. non si danno pillUle ai bambini. chi ti insegna queste idiozie?"
"il nonno a. quando vivevamo insieme a bologna e a napoli. mangiavamo le pillUle tutti e due e dormivamo benissimo".
lui non è mai stato a bologna e nemmeno a napoli, tantomeno con il nonno a.. si tratta di un delirio ricorrente che dovrei approfondire (Permalink).
"luca. basta! è notte fonda. non voglio sentirti più dire scemenze. se non dormi istantaneamente ti rispedisco al volo nel tuo letto"
"mamma te l’ho detto. sei stanca e nervosa. se gli dessi le pillUle invece del latte…."

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il metodo estivill ovvero tira fuori il nazista che è in te e vivi sereno

il signor eduardo estivill è un pediatra catalano, piuttosto astuto, che ha scritto un librino dall’innocuo titolo "fate la nanna". Il suddetto librino spiega ai genitori alle prime armi come insegnare al loro bambino la difficile arte del dormire e soprattutto dell’addormentarsi.
 Poiché il sonno è un diritto che dovrebbe essere sancito dalla dichiarazione universale dei diritti umani e poiché i bambini minuscoli sono un attentato vivente a tale sacrosanto diritto, il signor eduardo e il suo librino hanno avuto un successo planetario.
Il metodo estivill prevede pochi ma precisi principi che vado ad elencare:

1. il frugoletto che hai dato alla luce in realtà è un nemico, uno stronzetto, un bastardo il cui unico scopo è testare il tuo livello di sopportazione
. una creatura nata per sfinirti.

2. dentro di te alberga un nazista. tu forse non lo sai ma da qualche parte nascosto lui c’è. di fronte al nemico/stronzetto/bastardo è venuto il momento di farlo uscire.

3. bisogna creare un rituale del sonno. Inventati quello che ti pare: una storia, un massaggino, una ninna nanna, i canti dei monaci tibetani. a eduardo non importa, basta che sia sempre uguale a se stesso, alla stessa ora e nello stesso posto, diverso però dal luogo in cui il piccolo indemoniato dovrà dormire.

4. nessun bambino è mai morto per il troppo pianto. quindi se emette urla beluine dal suo lettino non sta soffrendo, sta solo mettendo in atto una diabolica strategia per massacrarti e ridurti in schiavitù.

Premesso che sono una vera fan del metodo estivill, che mio marito (di più) e io (di meno) lo abbiamo applicato sui nostri due hobbit che ora sono due soldatini della nanna e che ho regalato il librino a tutte le mie amiche con figli…. questo è quello che succede nella realtà:

ore 20,30. Il piccolo ha fatto il bagno, ha mangiato, profuma di buono ed è di ottimo umore. emette deliziosi gorgheggi e risponde sorridendo ai tuoi sguardi estasiati. Lo guardi e ti domandi come hai fatto a fare un essere così perfetto, talmente fantastico che se lo avessi dovuto ordinare lo avresti chiesto esattamente così com’è. Un idillio.

ore 20,40. inizia il rito. Vai sul lettone, prendi il librino preferito. Ti accoccoli vicino al tesorino e insieme leggete in una comunione di amorosi sensi

ore 20,50. Fine librino, lui ti guarda con il labbro tremulo, tu gli sorridi e decidi che il rito non può finire già e inserisci una seduta di massaggio neonatale per rafforzare il legame tra voi. Tu, lui, occhi negli occhi.

ore 21,00. Mentre lo massaggi lui caga sul tuo letto, solitamente fresco di bucato. Tu sorridi ma dentro di te bestemmi. Pulisci sempre sorridendo ma decidi che le tue mani emanano ormai energie negative ed è arrivato il momento che il piccolo vada a dormire.

ore 21,05. Vai nella sua stanzetta, lo adagi sul suo lettino bianco e dici con voce dolce ma ferma la frase che il signor estivill ti ha insegnato: "Amore, la tua mamma/il tuo papà ti vuole un sacco di bene. Adesso però devi dormire e devi farlo da solo. Buonanotte tesoro". e te ne vai con passo sicuro, lasciando il tuo botolino non più profumatissimo solo al buio.

ore 21,06. Il frugoletto piagnucola. eduardo ti dice che devi aspettare 5 minuti prima di intervenire

ore 21,10. Puoi intervenire. Il piccolo di là piange disperato. Tu entri, il bastardo smette. Come un robot, sempre sicuro di te stesso ripeti: "Amore, la tua mamma/il tuo papà ti vuole un sacco….". Esci

ore 21,11. Là dentro lui urla, decisamente alterato. Eduardo ti dice che devi aspettare 10 minuti prima di rientrare. In quei dieci minuti tu pensi che tuo figlio se va bene sta soffrendo le pene dell’inferno e che si ricorderà di questi momenti quando tu sarai vecchio, stanco e in sedia a rotelle.

ore 21,20. Entri, stringi i denti. ti senti un pirla ma ripeti la cazzo di frase. lui non ti sente neanche. si dimena come un demonio. Tu pensi che abbia una malattia mortale e
a. lo prendi in braccio con le lacrime agli occhi, lui naturalmente si placa, mandi a cagare estivil, bruci il libro e pensi che è meglio qualche notte insonne che questo inferno di sadismo
b. esci e ripeti questo simpatico giochino fino a quando il bastardo non si addormenta sfinito e a te è venuto un esaurimento nervoso.

Giuro che funziona. dopo 3-4 giorni, la belva viene domata. tu ormai soffri di crisi di panico, tremori incoercibili e naturalmente insonnia dovuta al senso di colpa. ma questo è un problema tuo.

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