una pensioncina

ore 7 a.m.

"come stai?"

"uno schifo. ho la tosse e il raffreddore, la settimana scorsa ho avuto il virus intestinale dello hobbit piccolo e ho passato più tempo nei bagni dell'ufficio che alla mia scrivania. ultimamente ho vinto il turno di apertura in ufficio ed esco di casa alle 6,15. e forse pedalare nel buio umido dell'alba novembrina milanese per 40 minuti non è come andare alle terme. e questa notte non ho dormito"

"per colpa del microbbit?"

"no, per colpa della tosse"

"effettivamente hai un colorito tra il grigio e il verde"

"grazie. cof cof cof cof"

"perché non stai a casa oggi?"

"perché ho già fatto 11 mesi di maternità e mi sento in colpa"

"ho capito, ma se sei ridotta da buttare via è meglio che tu stia a casa. magari ti basta un giorno di sonno e solitudine a casa per riprenderti"

"avrei bisogno almeno di un weekend senza hobbit. magari in montagna. o anche al mare. ma anche una pensioncina a sesto san giovanni o a cinisello balsamo andrebbe benissimo. cof cof cof. vuoi venire con me? nella pensioncina di cinisello, intendo. cof cof. hai per caso un fazzolettino di carta?"

"guardati. secondo me hai pure la febbre. basta. oggi stai a casa"

"cof cof cof. tu dici?"

"sì"

elastigirl ha ubbidito a mister incredible che, eccezionalmente, questa settimana va a londra solo 24 ore. stamane, alle 8, bonificata la casa dagli hobbit, si è messa a letto e si è addormentata. mister incredible, credendola morta, l'ha svegliata alle 15. fornite le minime garanzie sulla sua esistenza in vita, ha dormito ancora un po'. ora sta un po' meglio ma il sogno della pensioncina a sesto san giovanni alberga ancora in lei.

Share on Twitter

shhht

notte.
elastigirl è stata svegliata alle 23,30, alle 00,47 e alle 2,05
da un microbbit inquieto (depressione post comparsa degli incisivi superiori? sfinimento da tempi biblici di inserimento al nido?). è pertanto in quello stato di prostrazione psicofisica per cui, se fosse colta da raptus di furia cieca e omicida, avrebbe probabilmente diritto alle attenuanti.
ore 3.
"mamma! mamma! mamma!"
"non urlare! arrivo, dammi il tempo"
"…"
"che succede?"
"vedi, io non l’ho fatto apposta. io cledevo che elo molto sudato nelle gambe e mi sono detto ‘ohibò che sudole’ e invece non ela sudole. non so come è potuto suzzedele. pelché non avevo nemmeno bevuto, anzi avevo bevuto un po’ ieli sela pelché la calne mi mette semple sete. ma solo un bicchiele. e poi non me ne sono accolto. incledibile, no?"
"stai parlando a voce troppo alta e svegli i tuoi fratelli. e comunque non ho capito niente"
"allola ti stavo dizendo che ieli sela abbiamo manzato una calne buonizzima. ma non è solo la calne buonizzima che mette sete. anche il plosutto. inveze la flutta…"
"hai fatto la pipì! a letto!"
"sì. te lo stavo dizendo…"
"ma come? non succedeva da mesi… alzati dai! ecco. non avevo nemmeno messo il telo di plastica sotto. si è bagnato pure il materasso. che schifo. aspetta che metto tutto in lavatrice. levati il pigiama che è fradicio"
"mi dai il pizama a lighe? è pulito il pizama a lighe? anzi no! idea, la tuta. pelché io con la tuta mi sento molto comodo. anche tu ti senti comoda? pelché non ti metti quasi mai la tuta tu, mamma? ti senti comoda in camiza da notte? o di più col pizama. e il pizama a lighe?"
"nano, basta parlare! sono le tre di notte. svegli tutti. vieni a lavarti che sei pieno di pipì"
"no! la dozza no! io plefelisco il bagno con la schiuma. ti licoldi quella schiuma buonissima che sapeva di zucchelo…"
"piantala! fatti lavare. non riesci a stare zitto almeno per qualche secondo? non sei stanco?"
"è fledda! no è calda! ho fleddizzimo! mi assughi? e il pizama pulito?"
"eccolo. abbiamo finito. torniamo a dormire"
"ma adezzo dove dolmo ché il mio letto è spolco e puzzone?"
"dormi con me nel lettone. però si fa silenzio!"
"zelto che si fa silenzio… è notte"
"appunto"
"ma tu lo sai che qualche zolno fa…"
"basta! basta! me lo racconti domani. ti prego. ora si dorme"
"l’ultima cosa mamma. l’ultima…"
"…"
"qualche zolno fa, nell’antichità, gli dei…"
"gli dei??? ma di cosa stai parlando?"
"di una cosa che mi ha raccontato marìotereso"
"il tuo amico immaginario? me la dici domani. buonanotte"
"è veloze. gli dei cledevano che i pensieli non elano nel zelvello ma nel cuole! ma sbagliavano…"
"già, sbagliavano gli dei, qualche giorno fa. buonanotte"
"secondo te, mamma…"
"shhht"

lo hobbit si è zittito addormentandosi intorno alle 3,33. il microbbit ha chiamato alle 4,50, alle 5,40 e, svegliandosi definitivamente, alle 6,38. tuttavia, l’elasti-notte, più che dai continui risvegli e dal temibile ritorno della pipì a letto con doccia catartica annessa, è stata funestata da una domanda che non ha trovato risposta: dalla logorrea si può guarire?

Share on Twitter

rieducazione

elastigirl lo ama follemente. si scioglie quando lui sorride, si sdilinquisce quando lui gorgheggia, si strugge quando lui esprime disagio belando come solo lui sa fare e sfida il pubblico ludibrio danzando con lui sul bagnasciuga sulle note di ciribiribin che bel faccin.
elastigirl otto mesi e dieci giorni fa, incontrando il microbbit, perse il senno. e non si è più ripresa.
tuttavia.
"come è andata la notte?"
"un incubo, grazie"
"perché mai?"
"lui, la luce dei miei occhi, la pupilla delle mie pupille, il birillo dei miei sogni, si è svegliato a mezzanotte, alle due, alle quattro e alle sei. tutte le volte l’unica arma efficace per placarlo è stata la tetta…"
"stronzetto"
"no! non dire così!"
"stronzone"
"no! ti prego!"
"non può continuare così"
"magari è una fase…"
"sono due settimane che dici che è una fase"
"sì, ma prima era bravissimo"
"prima era bravissimo ora è uno stronzetto"
"ha bisogno di rassicurazioni!"
"se dopo otto mesi e dieci giorni aggrappato come una cozza alla mamma ha bisogno di rassicurazioni, significa che questo bambino ha dei problemi"
"il microbbit non ha alcun problema"
"quindi…"
"quindi?"
"va rieducato"
"no! la rieducazione no!"
"ti ricordo che tra 15 giorni torni a lavorare e a brevissimo io torno a londra. o lo rieduchiamo al sonno o soccombiamo. mors sua vita nostra"
"…"
"allora?"
"rieduchiamo"
"benissimo. inizieremo questa notte"
"io non ce la faccio"
"pusillanime di un’elasti. ci penserò io, il tuo problem solver, nonché capo del sonno dei nostri figli"
"mostro"
"mi ringrazierai".

Share on Twitter

temporali e triangoli

elastigirl ha due hobbit, un marito part time, un lavoro a tempo pieno e una pancia abitata. e perde colpi. a parte una chioma folta e ipertrofica e la temporanea latitanza dei peli superflui, i primi mesi di gravidanza sono caratterizzata da una serie di fenomeni piuttosto seccanti tra cui nausea strisciante, attacchi di fame beluina e incoercibile narcolessia.
ieri elastigirl è rientrata dall’ufficio intorno alle 19,30, barcollando, in preda agli unici, primordiali istinti della fame e del sonno. e ha incontrato gli hobbit che si sono prontamente frapposti tra lei e il soddisfacimento dei suoi bisogni primari.
alle 20,30, nutriti i nani e se stessa, si è illusa che la strada verso l’obiettivo finale della giornata – lo svenimento tra le lenzuola – fosse ormai breve.
"bene ragazzi. adesso leggiamo un libro e poi tutti a nanna", ha biascicato.
"mamma, zi sono li lampi fuoli" (= mamma, ti pregherei di osservare il nubifragio che si scatena oltre le nostre finestre)
"e quindi? dormiremo ancora meglio con la pioggia e il fresco"
"mamma, non senti questi terribili tuoni? non vorrai mica mollarci nei nostri letti da soli in camera?"
"zè una tempetta paulosa" (= si scatenano gli elementi, la tempesta ci travolge. e io, siamo onesti, ho una fifa blu, nonostante mi atteggi da grand’uomo)
elastigirl è fiaccata da troppi fattori, endogeni ed esogeni, abbattutisi su di lei. ha ormai perso ogni autorità, autorevolezza, spirito educativo, forza vitale.
"va bene, nani. potete addormentarvi nel lettone insieme a me. ora spengo la luce e non voglio sentire volare una mosca. chiaro?"
"zelto mamma" (= chiarissimo, caro fantoccio, ops, cara madre)
"sì, mammina cara"
"buonanotte"
"…"
"mamma… domani possamo vedele stanlo e ollo… belli quelli patzi. con il nonno vedebamo sempe stanlo e ollo" (= mamma, domani possiamo vedere un episodio di stanlio e ollio, adoro laurel&hardy. del resto è una passione trasmessami da mister brown, mio nonno paterno, che si sbellica dalle risate, come del resto faccio io, alle gag del più famoso duo comico della storia del cinema)
"dormi!"
"ma tu lo sai, mamma che oggi all’asilo, mi sono uscite dai polsi delle ragnatele? esattamente come a spiderman? dici che sono stato morsicato da un ragno come peter parker?"
"shhht"
"io zò un bimbo nella panza, sai mamma?" (= forse non sai che condivido teco la meravigliosa esperienza della gravidanza)
"zitto!"
"dèsso mi toggo il pannolino" (= ti comunico che questa notte dormirò senza pannolino. il cammino verso l’autonomia procede a passi lenti ma inesorabili)
"la vuoi sapere una rima, mamma? matto… piatto!"
"no, te la dico io la hima: matto… semo!" (= rilancio con un altra rima: matto-scemo)
"non è una rima matto-scemo"
"sonantza?" (= è forse un’assonanza?)
"no, non è niente"
"pecché tu hai la patatina?" (= perché mai sei dotata di organo sessuale femminile?)
"perché sono una donna. buonanotte"
"li piselli sono pù folti delle patatine" (= in questa fase fallocentrica della mia vita sono fermamente convinto della superiorità dell’organo maschile su quello femminile)
"…"
"mamma…"
"mamma?"
fingersi cadavere talvolta aiuta.

per la cronaca elastigirl si è svegliata stamane con un piede sulla faccia, una mano sudaticcia al collo e il materasso del sacro talamo impregnato di pipì dello hobbit piccolo.

Share on Twitter

la giustifica

ieri mattina all’alba elastigirl ha accompagnato gli hobbit e mister incredible all’aeroporto dove hanno preso un aereo per bari.
i nani passeranno una settimana dai nonni, super W e mister brown, insieme alla zia matta, divinità hobbit.
elastigirl, dopo avere depositato il suo carico familiare a linate, si è interrogata, indecisa se lasciarsi cogliere da abbandonico sconforto o da incontenibile euforia.
sulla via di casa si è fermata nella sua pasticceria preferita, ha comprato tre brioche calde a scopo, ancora incerto, consolatorio o celebrativo.
arrivata a wisteria ha signorilmente ignorato i gormiti, i calzoncini, i pezzi di biscotto, la palla, i pigiami, il camion e la pozzanghera di succo di frutta gusto pesca che giacevano sul pavimento, e si è dedicata al lauto banchetto.
poi si è addormentata. per tre ore.
si è svegliata, ha telefonato a mister incredible per accertarsi che fossero giunti a destinazione sani e salvi e si è riaddormentata.
si è alzata, si è fatta una doccia, è andata a fare la spesa, sentendosi straordinariamente attiva e, per darsi un tono, ha affittato un film francese.
rientrata a casa, si è stesa sul divano a leggere il giornale.
si è riaddormentata.
si è svegliata, ha mangiato mezzo chilo di ciliegie, ha letto sei pagine del suo libro, su una famiglia con cinque figli e un orso, rigorosamente ambientato nel new england perché dopo le cinque settimane nella città di A, elastigirl è diventata monomaniacale nelle sue letture, e si è addormentata di nuovo.
si è svegliata, ha mangiato mezzo chilo di gelato e un pomodoro e ha guardato il film, troppo francese e troppo triste, per una donna nelle sue condizioni.
stremata, è andata a dormire.
stamane si è svegliata con calma, è andata a prendere mister incredible di ritorno da bari, lo ha accolto festosa e poi gli ha detto "scusa, ho bisogno di riposare un po’" e ha dormito per le successive cinque ore.
elastigirl ha dormito sempre, di un sonno senza sogni, sordo e incoercibile, insaziabile e vitale, come avrebbe voluto fare ogni giorno, negli ultimi mesi.
un sonno sfrenato è come un pozzo buio, dall’acqua torbida e tiepida. abbandonarcisi ha qualcosa di lascivo e peccaminoso, agli elasti-occhi.
ma lei, come si diceva alle elementari, ha la giustifica.
lei, come ha annunciato lo hobbit piccolo ai nonni, ha un flatellino o una flatellina nella panza.

Share on Twitter

estivill boy

il metodo del dottor estivill, il pediatra catalano nazista che insegna a fare la nanna ai bambini, prevede che il diabolico nano riottoso svolga delle attività, ogni sera uguali a se stesse, prima di essere abbandonato solo al buio nel suo lettino con il suo pupazzo transizionale e la sua isteria.
il nazista catalano lascia ampia libertà nella scelta delle suddette attività che, a seconda dell’indole dei genitori e del nemico (testuale definizione di estivill), spaziano dalla lettura del libro di pig-porcello-l’idraulico-perfetto al canto delle canzoni della guerra civile spagnola, dal massaggio neonatale alla meditazione trascendentale.
lo hobbit piccolo è un estivill boy ed essendo un soggetto volitivo, resistente ed estroso, la lista delle attività serali che precedono il sonno fa concorrenza al programma dell’animazione di un villaggio vacanze valtour.
ore 20,15: trasporto sul lettone di un’intera scatola di macchinine di varia foggia e del dum dum gande, enorme betoniera rossa, imprescindibili compagni del rito serale
ore 20,17: ultimo controllo della scarpiera, con verifica del posizionamento, rigorosamento ortogonale, delle ballerine rosse e degli stivali di gomma gialli
ore 20,19: lettura della pimpa gande, libro dalle ingestibili dimensioni e dai contenuti inadatti ad un pubblico adulto, la cui assunzione prolungata può avere gravi effetti collaterali
ore 20,35: richiesta: "mamma, massazzi banghe?" (= mamma, mi massaggi gli arti inferiori?)
ore 20,37: richiesta: "mamma, gattini skena?" (= mamma, mi fai i grattini sulla schiena?)
ore 20,38: richiesta: "mamma, taaaanti baaaazi!" (= mamma straziami, ma di baci saziami)
ore 20,40: moto di ribellione della elasti-geisha, seguito da imperioso ordine: "ora basta. si va a dormire!"
ore 20,41: contrattazione: "mamma, fazzo nanna, ma pima hime" (= mamma, ti prometto che adesso vado a coricarmi, ma prima lascia che il mio animo poetico si esprima liberamente, lascia che io reciti le mie poesie). "va bene, dimmi le tue rime e poi a letto"
ore 20,42: momento lirico: "mela-mela, peha-peha, bana-bana, pesse-pesse, banghe-banghe, pipì-pipì, cacca-cacca, putza-putza" (mela-mela, pera-pera, banana-banana, pesce-pesce, gambe-gambe…)
ore 20,43: gratificazione: "sei bravissimo, non ho mai sentito una poesia così bella"
ore 20,44: conclusione: "gazze mamma. io nanna. notte tutti" (grazie mamma. io sono finalmente giunto alla fine di questa intensa ma proficua giornata e vado a riposare. buonanotte a tutti).

elastigirl vorrebbe tanto conoscere i figli del dottor estivill, ma inizia a sospettare che il nazista catalano si sia guardato bene dal riprodursi.

Share on Twitter

scarpe ipnotiche e sonno incoercibile

l’elasti-famiglia è a bari. l’aereo non è "caduto zù" come aveva vaticinato lo hobbit piccolo e lo hobbit grande non è morto dissanguato per il taglio al pollice, come aveva vaticinato lui stesso.
a bari il sole è caldo come se fosse ancora estate e c’è una luce che acceca anche alle 5 di pomeriggio di un venerdì di fine ottobre. a bari ti chiedi perché mai vivere nelle brume meneghine quando esistono posti tiepidi e luminosi.
a bari, in prima fila, un paio di scarpe verdi ha assistito alla presentazione dell’elasti-libro. erano scarpe ipnotiche, verdi come i prati di frau karla e di nonna ciofanna nei masi dell’alto adige, rivestite del tessuto che copre i tavoli da biliardo. erano scarpe altissime e sfrontate. erano le scarpe di minnie che vuole sedurre topolino, di jessica rabbit che cammina sinuosa e provocante su un palco davanti al coniglio roger. erano scarpe rubate a un fumetto, scarpe che elastigirl non avrebbe mai il coraggio di indossare ma anche per questo dotate di un fascino magnetico. quando elastigirl ha posato lo sguardo su di loro ha perso la lucidità e ha faticato non poco a seguire il filo dei suoi pensieri e delle sue parole.
ha scoperto poi che quelle scarpe si chiamano come una tisana, o una droga leggera, o un rimedio naturale contro lo sconforto e che "nessuna trendsetter può non averle nel suo guardaroba".
saranno state le scarpe ipnotiche con il nome di tisana, l’abbraccio di una libreria, l’emozione, la presenza dell’elfo con gli occhi verdi della casa editrice che è stato invitato dal nano piccolo a lavarsi le mani nel bidet, secondo l’usanza hobbit, sarà la casa di super W e mister brown in cui ci si sente figli, accuditi e senza responsabilità, saranno tutte queste cose insieme, ma da ieri sera elastigirl dorme, senza sosta e senza sogni, sfinita, come succede solo a bari.

Share on Twitter

elasti perde i colpi

stamane alle 7 elastigirl, mister incredible e gli hobbit si sono svegliati.
erano tutti pronti per nuove, entusiasmanti avventure, tutti tranne lei.
alle 8,30 lo hobbit piccolo si era già dipinto la faccia con pennarelli indelebili e aveva spalmato sul pavimento della cucina yougurt greco e corn flakes glassati. lo hobbit grande aveva indossato il costume da uomo ragno e gridava frasi sconnesse lanciando ragnatele paralizzanti a un incurante mister incredible, immerso nella lettura di ‘a general theory of exploitation and class’.
escludo di potere affrontare questa giornata e questi tre individui.
"scusate, io vado a stendermi cinque minuti. torno subito", ha detto elastigirl ciondolando verso la camera da letto con pigiama, pantofole e capelli a carciofo.
si è chiusa in camera, si è stesa sul letto, ha chiuso gli occhi, si è addormentata e si è svegliata 6, dico SEI, ore dopo.
alle 15,00 era tutto in ordine. gli hobbit stavano facendo il riposino, mister incredible, dopo avere cucinato quantità industriali di cime di rapa, era nuovamente immerso nella lettura di ‘a general theory of exploitation and class’.

Share on Twitter

amore materno e buchi neri

l’amore materno non è assoluto, totale, incondizionato.
l’amore materno è viscerale. ma sono viscerali anche la stanchezza, la rabbia, l’istinto di sopravvivenza.
l’amore materno ha dei buchi neri.
l’amore materno può vacillare alla terza notte insonne per colpa di un nano che a intervalli regolari esprime il suo disappunto in una lingua oscura.
l’amore materno può frantumarsi contro la furia cieca di uno hobbit che urla perché la rigorosa e maniacale armonia del suo universo nelle tenebre si è sfilacciata.
mister incredible è a bristol per un convegno su ‘quantitative marxism’, lo hobbit grande russava nel lettone ed elastigirl, china sul piccolo mostro inquieto, si è rotta.
si è rotta, come un piatto che cade per terra, come una bic che perde inchiostro.
si è rotta e ha avuto paura.
perché avrebbe regalato il suo regno per un minuto di silenzio, perché non le importava niente, perché voleva solo singhiozzare fino a liquefarsi.
ha avuto paura perché la rabbia l’ha travolta e avrebbe voluto scuotere quel minuscolo tiranno e chiedergli "perché? perché non parli la mia lingua? perché mi tormenti? perché non taci? perché non mi lasci in pace?"
ha avuto paura perché di notte le ombre, dentro e fuori, sono gigantesche e terribili.

poi, improvvisamente, il piccolo mostro ha smesso di urlare, ha spalancato i suoi enormi occhi e ha puntato uno sguardo nero e senza fondo su elastigirl.
ha allungato una mano grassoccia verso gli elasti-capelli a carciofo e ha spostato una ciocca che le copriva il viso.
poi ha sorriso, di un sorriso esitante e interrogativo, si è sdraiato ed è scomparso sotto le coperte.
erano le tre della scorsa notte.
elastigirl si è infilata nella vasca e ha fatto un bagno bollente con i sali del mar morto, al buio.

Share on Twitter

sonno incoercibile

super W, la mamma di mister incredible, è a wisteria fino a domani.
si è trasformata in capo indiano, in d’artagnan e in antonio cassano che fa gol nel corridoio.
ha preparato le crêpes con lo hobbit grande e ha disegnato gigantesche papere per il piccolo.
ha cantato stonata "una marcia in fa maggior" e ha ballato in pigiama "the lion spleeps tonight".
ha tenuto a bada gli hobbit con la stoffa di un domatore consumato.

elastigirl, annichilita di fronte a tale spiegamento di energia e di forza, si è addormentata.
ha dormito, quasi senza sosta, per due giorni interi, di un sonno senza ombre, senza pensieri e senza responsabilità. ha dormito di un sonno incoercibile e grato.
ha dormito come un sasso, accoccolata nelle retrovie, come non succedeva da quando era solo una figlia.

Share on Twitter