il senso di un kolossal

alla festa kolossal dei 70 anni di mister brown, il nonno di bari, c'erano gli amici di una vita, i fratelli, i figli, i nipoti e i colleghi. qualcuno ha recitato una poesia, qualcuno ha fatto un discorso, qualcuno ha suonato, qualcuno ha ballato senza fermarsi mai, qualcuno ha mangiato, qualcuno ha bevuto, qualcuno si è commosso e ha pianto come una fontana, qualcuno ha riso, qualcuno si è tolto le scarpe per stare più comodo, qualcuno è venuto in jeans perché il dress code di mister brown così prevedeva, qualcuno è venuto "in eleganza" perché del dress code se ne frega e sono pur sempre 70 anni, eccheccaspita.
mister incredible dirigeva il traffico perché in queste occasioni viene posseduto dal demone del capo gita.
lo hobbit grande, dopo avere fatto tappezzeria per un po', ha deciso che la sua strada è il ballo e ha continuato ad ancheggiare fino a tre ore dopo la fine della festa, per inerzia.
anche lo hobbit di mezzo è stato al centro della pista, ballerino indefesso e serissimo.
lo hobbit piccolo invece ha presidiato per sei ore l'elasti-territorio perché quando la confusione è troppa solo le cozze si salvano. ed elastigirl non è riuscita nemmeno a fare pipì da sola.
elastigirl ha capito il senso del kolossal e ha pensato che ci vuole talento, costanza, fortuna e generosità per avere 70 anni e l'abbraccio tutti questi amici festosi.

tuttavia l'elasti-famiglia non è famiglia da weekend fuoriporta.
la notte tra domenica e lunedì mister incredible è partito per londra, lo hobbit di mezzo ha vomitato l'anima, il grande è stato colto da struggimento nostalgico, il piccolo ha dormito perché quando il gioco si fa duro i duri sanno sempre cosa bisogna fare, ed elastigirl ha pensato che se non avesse il part time verticale si suiciderebbe.

ah! mister brown è stato felice, talmente felice che ha persino pianto un po'. e questa era l'unica cosa che importava.

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il dj e frank sinatra

"vorrei la mia famiglia e le famiglie della mia famiglia.
e poi vorrei i miei amici, anche quello spagnolo e il giapponese e poi i francesi, i leccesi e quelli di bitonto.
e poi gli amici degli amici, perché voglio bene anche a loro.
e poi il dj… sì, voglio un bravo dj!"

"un dj??? ma papà… un dj…"

"sì, uno che metta la mia musica… frank sinatra, glenn miller… cose così, ballabili!"

"ballabili?! vuoi che la gente balli con il dj e frank sinatra??"

"certo! perché? secondo voi non balla?"

"la tua famiglia, le famiglie della tua famiglia, gli amici, i loro amici, il giapponese, lo spagnolo e il bitontino?"

"eh"

"lo escludo. vedranno il dj, sentiranno la sua musica e andranno a ubriacarsi in un angolo"

"ma… voi avete un'idea migliore?"

"certo, papà. tu lascia fare a noi e rilassati".

mister brown, il papà di mister incredible, quello che mangia gli avanzi perché gli piacciono, che non fa storie, che si adatta e si accomoda, che non chiede nulla per sè, che ti accompagna all'aeroporto alle 3 del mattino senza batter ciglio perché a lui basta che tu sia felice, ha compiuto 70 anni. e ha organizzato una festa che a confronto le celebrazioni per i 100 anni della regina madre a buckingham palace sembreranno la sagra della trippa di pizzighettone.
domani l'elasti-famiglia partirà per la puglia, per partecipare al kolossal, ops, ai festeggiamenti.
invece di glenn miller  e del dj ci saranno la pizzica e i tamburelli. ma è solo un dettaglio.

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lui

"pronto, ciao mister brown, sono elasti. come state?"

"benissimo, grazie. e tu?"

"io bene. e i piccoli? sono lì con te? posso salutarli?"

"i piccoli stanno bene ma sono al parco, con la nonna…"

"ah…"

"ti faccio chiamare quando tornano?"

"no, grazie. sono in redazione. tornerò a casa tardi questa sera. salutali tanto"

"d'accordo. buon lavoro, allora"

"grazie… buona serata…"

"ah, elasti, dimenticavo. sai cosa ha detto lo hobbit di mezzo stamane?"

"cosa?"

"ha detto: 'cari nonni. io qui con voi a bari sto proprio bene…'"

non credo di voler sapere il seguito. conoscendo il soggetto, potrebbe avere detto:
1. quindi non voglio tornare a milano mai più
2. quindi facciamo finta che i miei genitori siano stati rapiti dagli alieni/siano stati maciullati da un treno in corsa/si siano trasformati in vampiri zombie così mi potete tenere con voi sempre
3. quindi iscrivetemi all'ultimo anno della scuola materna san nicòla
4. quindi voglio cambiare famiglia ed essere adottato da voi
5. quindi me ne frego di quei due tizi che mi aspettano lassù al nord
6. quindi questa ormai è casa mia

"sono contenta! ora però devo andare, scusa"

"aspetta! non vuoi sentire il resto?"

"non credo"

"è brevissimo. ha detto 'cari nonni, io qui con voi a bari sto proprio bene… però mi mancano la mamma e il papà"

"ha detto così? lui? quello con i ricci pazzi che non dà mai nessuna soddisfazione? quello che non deve chiedere mai? quello che se ne andrebbe di casa un giorno sì e uno no? l'anarchico? quello con la erre che rotola e la zeta al posto della c?"

"lui".

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tutto regolare

lo hobbit grande e quello di mezzo sono al mare in puglia con i nonni, super w e mister brown.
super w al telefono riferisce che:
- gli hobbit mangiano come bufali
- gli hobbit dormono come ghiri
- gli hobbit sono felici come raramente nella vita
- gli hobbit non chiedono mai, nemmeno per errore, della mamma, della papà, del microbbit, di casa.

stamane elastigirl ha scritto un sms alla zia matta, testimone oculare della vacanza pugliese:
ciao. ho bisogno della versione della zia matta: come stanno gli hobbit? e soprattutto come stanno i nonni?
la zia matta ha prontamente risposto:
tutto regolare. lo hobbit di mezzo si infuria spesso e volentieri, il grande fa il piacione con le femmine e i nonni sono schiavi.

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le manette di super w

a bari, a tavola.
"e ora, bambini, ecco i regali dei nonni! tanti auguri hobbit grande, tanti auguri hobbit piccolo"
"grazie"
"glazie"

"noooo! il zintulone di blondie!"
"anche io ho il cinturone di blondie, possiamo giocare al buono il brutto e il cattivo!"
"e le pistole"
"e i cappelli da cow boy!"
"possiamo andale a zocale?"
"non è finito, ci sono questi altri due pacchetti. apriteli insieme così non vi rovinate la sorpresa"

"manette! come gli sceriffi veri. bellissime nonna! e poi sono di ferro!"
"con le chiavi delle manette vele…"
"non perdetele le chiavi!"
"nonna, possiamo andale a zocale a blondie?"
"sì, andate pure"

"scusa, mamma?"
"dimmi, mister i"
"ma dove le avete comprate queste manette?"
"al negozio di giocattoli"
"ma sono di ferro…"
"sì, infatti. la signorina voleva darmele di plastica, ma io ho detto che volevo delle manette resistenti, di ferro!"
"e la signorina come ti ha guardata?"
"non so… non ci ho fatto caso. comunque ha capito e mi ha detto che effettivamente le manette di plastica possono rompersi se non vengono usate correttamente"
"mamma, sei sicura di essere entrata in un negozio di giocattoli?"
"certo, c'era anche mister brown con me, vero?"
"ehm, non ricordo…"
"ma hai visto le foto sulla confezione?"
"no, perché?"
"bah, fai tu… c'è la porno poliziotta con la divisa di lattice, il porno sbirro con la faccia del superdotato e questa tizia che… boh, sembra una dominatrix…".

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panzerotti, maracas e altri ospiti

c'era la zia matta, che è stata quattro mesi in guatemala e ci ha lasciato il cuore e quel poco senno che le restava.
c'era super w, la nonna di bari, che ha preparato i panzerotti e quando super w prepara i panzerotti tocca mangiarne almeno sette o dieci anche se dopo viene voglia di stendersi per terra a boccheggiare fino all'indomani.
c'era mister brown, il nonno, con lo sguardo trasognato e, secondo super w, il demone del gioco perché ogni tanto compra un gratta e vinci.
hanno portato due chili di taralli, tre paia di maracas guatemalteche che il microbbit ha provveduto a disintegrare seminando ovunque sassolini sonori che inspiegabilmente non suonavano più, due film con bud spencer e terence hill ("come si intitolano?" "il plimo: 'lo chiamavano tlimità'. il secondo: 'continuavano a chiamallo tlimità'" "sei sicuro? triMità?" "zelto, tlimità. io sono il zizzone, anzi no, io non sono il zizzone, sono il maglo"), un elefantino guatemalteco a cui il microbbit sussurra "bau bau", delle uova di cioccolata prodotte da super w ("la nonna passa la giornata a fare la gallina") e vari altri articoli che hanno arricchito l'abituale entropia domestica.
c'era anche mister incredible che dirigeva il traffico e ogni tanto chiudeva gli occhi e si abbandonava all'insolita ebbrezza di essere figlio.
sono stati nell'elasti-casa il fine settimana.
poi sono partiti tutti insieme, ognuno per la sua meta, e qui sono rimasti tre hobbit che dormono, il profumo dei panzerotti, i sassolini delle maracas sul pavimento, due gratta e vinci perdenti e un gran silenzio.

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stesso passo da cowboy

mister brown, il nonno, è transitato dall’elasti-casa nel weekend, in tempo per guardare negli occhi il microbbit e dire una decina di volte con aria sognante "questo bambino è straordinario", per essere stracciato a memory dallo hobbit piccolo ed esclamare stupito "non è possibile, è straordinario!" e per portarsi con sè a bari lo hobbit grande, borbottando "viaggiare con il proprio nipotino è un’esperienza straordinaria".
sono partiti mano nella mano, stesso passo da cowboy, stesse gambe un po’ storte, stesso baricentro basso, uno con lo zaino blu pieno di quaderni, di compiti, di pennarelli, di matite, di libri della biblioteca scolastica da leggere e di uno scorpione chiuso dentro un cubo di plexiglass, l’altro con i giornali sotto il braccio.
in anticipo di oltre due ore sull’orario di partenza perché mister brown non vuole correre rischi, si sono presentati al check-in. uno dei due ha estratto, tronfio di orgoglio, il passaporto. "sai, è mio personale", ha detto alla signorina. "sa, è mio nipote", ha ribattuto l’altro.
poi, ciascuno con la propria carta d’imbarco in tasca, si sono incamminati verso il gate numero 7, con la stessa aria stralunata e trasognata.
stupisce che abbiano preso l’aereo giusto e non un volo per singapore.
elastigirl, il microbbit e lo hobbit piccolo li raggiungeranno mercoledì, seguiti a ruota da mister incredible.
ciononostante ieri sera elastigirl, pensando allo hobbit grande lontano 880 km, si sentiva come la signora dei transformers 2 (ebbene sì, essere mamma di maschi comporta non solo avere visto un film improbabile e il suo sequel ma anche farne dotta citazione agli amici), nonché madre del protagonista, che, quando il figlio parte per il college, si aggira per casa singhiozzando con le babbucce di quando lui era neonato appese al collo a mo’ di collana.

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verso il mare

ieri mister brown, il papà di mister incredible, ha compiuto gli anni.
tradizione vuole che tale evento sia celebrato con una grande festa nella wisteria del salento, che lo zio con l’orecchino al naso suoni la chitarra, che la zia matta balli scalza la pizzica, che gli amici fricchettoni dei nonni cantino canzoni popolari, di lotta e dei ruggenti anni ’60, che super W, la nonna, cucini il polpettone e accenda le candeline sulla torta e che mister brown offra a tutti vino e spumante in abbondanza per poi ritirarsi in un angolo con la sua barba bianca e gli occhi lucidi.
da qualche anno l’incontrollabile variabile hobbit si inserisce in un copione collaudato con effetti talvolta destabilizzanti.
ieri sera, mentre gli ospiti tessevano le lodi del polpettone, che, è vero, non è proprio una pietanza estiva, ma, grazie alla ritualità di super W, rappresenta uno dei punti fermi dell’estate salentina, come la notte della taranta e le frise con i pomodori, gli hobbit si sono chiusi in camera.
"ho scritto una canzone per questa bella festa", ha annunciato lo hobbit grande, ricomparendo armato di chitarra e di fratello.
nel patio è calato il silenzio, mister brown, per precauzione, ha tirato fuori un fazzoletto, lo hobbit si è appollaiato su una sedia, tenendo lo strumento al contrario. e ha iniziato a strimpellare, a caso. e a cantare la canzone appena composta, mentre il piccolo, ad occhi chiusi, teneva il tempo ai suoi piedi:
verso il mare
ci sono sempre le tue labbra
verso il mare
ci sono sempre i tuoi occhi blu
verso il mare
c’è sempre la tua nave che naviga con me
verso il mare
ci sono sempre le tue palpebre che navigano con me
verso il mare
c’è sempre il tuo ricordo
verso il mare
c’è sempre un movimento che si muove dentro me
verso il mare
ci sono sempre le tue urla spaventose dentro me
verso il mare
un giorno il capitano della nave
stava per buttarmi giù
ma le tue labbra mi han salvato
verso il mare
oh yes
di nuovo silenzio.
applausi e sconcerto.
"questa canzone è per la mia fidanzata", ha spiegato a chi gli chiedeva se l’opera avesse qualche attinenza con il genetliaco di mister brown.
"ba be’, ba be’. ma quando si cominza a ballale?", ha chiesto lo hobbit piccolo.

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