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mercoledì, 20 gennaio 2010
eravamo a casa dei miei a bari, tu, io, lo hobbit grande e lo hobbit piccolo, quando è suonato il campanello. era un funzionario del tribunale dei minori, con un bambino piccolo in braccio. diceva che stava cercando mister incredible.
"eccomi, sono io", ho risposto
"buongiorno, è arrivato il momento di prenderti le tue responsabilità!", ha esclamato lui, consegnandomi il bambino come fosse un pacco postale.
"questo è tuo figlio!".
"ma come? non è possibile. io ho già due figli, non ne voglio un terzo. questo bambino non lo ho mai visto prima".
"villacchione che non sei altro! questa creatura è figlio tuo e di lorusso samantha, la tua compagna delle medie. lo prova l'esame del dna"
"ma io non ho mai avuto alcun rapporto con lorusso samantha"
"non dire fesserie, mister incredible. eccoti tuo figlio e i documenti. lorusso samantha non ne vuole sapere niente, né di te né del bambino".
il funzionario mi ha mollato il piccolo in braccio e se ne è andato. io ero distrutto.
poi sei arrivata tu, tutta tranquilla.
"che problema c'è? un bambino in più o in meno..."
"ma come? sei pazza? un altro figlio che poi non è nemmeno mio..."
"quante storie... the more the merrier!"
mister incredible, richiamato in patria dalla devastazione influenzale familiare, evidententemente non ha ancora metabolizzato l'arrivo del microbbit.
la settimana scorsa diceva che era un elenco di cose da fare, oggi ha sognato che era figlio di lorusso samantha.
lunedì, 30 novembre 2009
"ehi, ma che fai?"
"mi spoglio, perché?"
"e se arriva qualcuno? devi infilarti dietro la tenda. non siamo mica a casa nostra"
"ah. non siamo soli?"
"a parte che c'è nascosto da qualche parte mohammmed, hai sentito cosa ha detto la signorina all'ingresso?" e poi no, non siamo soli, potrebbero venire altre coppie"
"mo'... che rottura. vabbè vado dietro la tenda"
"bravo"
"io però queste infradito con i fiori non le metto"
"le devi mettere. sono in dotazione"
"mi fanno cacare"
"secondo me ti donano. e poi se non le hai indosso, mohammed si arrabbia e ti caccia via"
"non so se è stata una buona idea venire qui"
"è stata tua"
"e ora? che si fa?"
"aspettiamo lui. siediti e rilassati"
"facile dire rilassati"
mohammed arriva, silenzioso come un gatto, alto, prestante, con un asciugamano intorno alla vita. sembra che sussurri parole gentili, in realta sibila secchi ordini.
"spalmatevi questa pasta sul corpo, evitando piedi e viso. poi vi fate una doccia tiepida e mi aspettate. chiaro?"
i due deglutiscono. chiarissimo.
"che porcheria è?"
"zitto che ti sente! è argilla. mettitela addosso e non protestare"
"mo' che puzza"
"piantala. fa benissimo alla pelle"
"le murt' dell'argilla"
mohammed torna, sembra ancora più grande.
"lavatevi la testa e poi andate in quella stanza. farà molto caldo. se non resistete uscite e vi fate una doccia fredda. entrate e uscite, entrate e uscite. tra un po' vi porto il tè. dovete rilassarvi"
gli ordini vengono eseguiti diligentemente. sul rilassamento tuttavia si lavora con alterni risultati.
lei va in deliquio. lui si domanda se dentro la stanzetta satura di vapori, di nascosto da mohammed, è possibile abbandonarsi all'erotismo ad altissime temperature. "secondo te?", chiede lei. "sei la solita bacchettona. e poi era una pura curiosità scientifica".
in quel momento entrano due sagome, un uomo e una donna, un costume nero e un bikini rosso. il vapore confonde i contorni.
le due coppie si ignorano.
"ecco, hai soddisfatto adesso la tua curiosità scientifica?"
lui mugugna.
gli altri tacciono. per poco. poi decidono di approfittare dei 50 gradi e del 100 per cento di umidità per aprire il vaso di pandora del loro tormentato ménage coniugale.
"non è che voglio fare polemica, nè? ma su certe cose non si può passare sopra", dice bikini rosso.
costume nero è stremato prima ancora di iniziare il confronto.
costume nero si è macchiato di negligenza, trascuratezza, menefreghismo, imperizia. insomma: è un maschio. bikini rosso ha eletto i vapori a ring di un redde rationem epocale.
al focoso pugliese si è spento ogni ardore.
"andiamo a bere il tè, dai"
mohammed si materializza tra i marmi.
"chi viene per primo?"
lui vigliacco infila il naso dentro la tazza.
lei, temeraria, si fa avanti.
mohammed la solleva, come fosse un fuscello, la posa su un tavolaccio di pietra e la denuda un po', creandole 4 secondi di imbarazzo che viene lavato rapidamente via insieme al vigoroso trattamento con il sapone. lei è una bambola di pezza tra le sue mani e cade in trance.
i ricordi poi si annebbiano. mohammed si dilegua. ci sono una enorme vasca idromassaggio in cui i due trascorrono oltre un'ora, una sala piena di cuscini e frutta e tè e biscotti tondi, 25 minuti di massaggio con l'olio alle mandorle e una signorina che ti fa sentire una regina e che vorresti portarti a casa e tenerla con te per tutta la vita.
quando i due si ritrovano, al termine del massaggio, lei ha perso l'uso della parola, l'economista marxista barese ha i capelli ritti in testa ed esclama "mo' mondiale!".
a natale 2008 mister incredible regalò a elastigirl un percorso di coppia all'hammam. loro, non avvezzi alla lussuria, lasciarono passare qualche mese, lei rimase incinta e non ci pensarono più, arrivò l'estate e la prospettiva di un bagno turco a 50 gradi non li entusiasmava. la settimana scorsa lui disse: "io ti faccio i regali e tu li lasci scadere. che tristezza". avevano tempo fino a natale 2009. lei prenotò e venerdì ci sono andati, nonostante il terzo, sempre più invadente, incomodo nella pancia e un complicato incastro di hobbit.
ne valeva la pena.
giovedì, 26 novembre 2009
siccome la pagliuzza nell'occhio del prossimo è sempre più grande della trave nel nostro,
siccome enumerare i difetti altrui dà un certo gusto,
siccome parlare dei pregi non propri fa sentire più buoni,
siccome un momento di autocoscienza giova anche ai maschi, anche se spesso vi si sottraggono,
siccome quando il gioco si fa duro...
ecco qui:
mister incredible è un cattivo padre:
1. perché quando lavora o è immerso nella lettura dei suoi testi sacri, tipo i love marxian economics o econometric models for proletarian revolution, non sente i figli che urlano, che si lanciano oggetti contundenti o che gli annunciano l'intenzione di scaraventare lo stereo e la tivvù fuori dal balcone per fare spazio ai gormiti.
2. perché fa vedere agli hobbit il signore degli anelli, x-man, daredevil, hellboy e altri altri inquietanti film senza censure, come se assistere a guerre, squartamenti e violenze varie conditi da atmosfere gotiche e ansiogene fosse uguale ad assistere alla danza dei sette nani nella miniera di diamanti.
3. perché non sospetta nemmeno che il lunedì mattina alla scuola materna si debbano portare asciugamano, bavaglino e lenzuola puliti e che nello zaino dello hobbit grande vada infilata una merenda, ogni giorno.
4. perché, se fosse per lui, i bambini potrebbero andare in giro a maniche corte, anche a gennaio, con i sandali aperti e i calzoni corti, potrebbero indossare una maglia viola e dei pantaloni a pois marroni o avvolgersi negli stracci della cucina e presentarsi così al mondo e soprattutto alle intemperie.
5. perché non si pone il problema del cibo, dell'appuntamento con la pediatra, del pagamento della refezione scolastica e dei contributi inps della baby sitter valentina diolabenedica.
6. perché non ama i dolci e quando si trasgredisce tutti insieme, con il cioccolato, il gelato e la torta, lui scuote la testa e mangia cicorie.
7. perché non voleva una figlia femmina. ne sarebbe stato letteralmente terrorizzato e, come disse un giorno, l'avrebbe allevata "come il maschio che ho sempre desiderato".
8. perché sostiene di essere "un padre perfetto".
mister incredible è un buon padre:
1. perché adora gli hobbit e li guarda con sguardo da triglia innamorata, ma solo quando pensa di non essere visto.
2. perché li coccola, e fa loro il solletico e li fa ridere e gridare di gioia come nessun altro.
3. perché pulisce con assoluta naturalezza la cacca, il vomito e le altre schifezze hobbit e perché sa accudire un nano come e meglio di una mamma, senza sentirsi eroico o straordinario per questo.
4. perché condivide, partecipa e interviene in tutte le cose importanti, perché è coerente, solido, presente anche quando è lontano.
5. perché, quando c'è bisogno, fa il poliziotto cattivo, lasciando a elastigirl il più comodo ruolo della buona.
6. perché ha insegnato ai nani a dormire, con disciplina e dolcezza, come elasti-mollacchiona non sarebbe mai stata in grado di fare.
7. perché quando elastigirl allattava, si alzava spesso di notte anche lui, e si accoccolava vicino a lei, aspettando che finisse. e poi diceva "noi allattiamo" ed era un po' vero.
8. perché trasmette le sue passioni agli hobbit e insegna loro il dialetto barese e l'amore per le cartellate e le cime di rapa, regalando loro quelle radici che a elastigirl mancano.
chi volesse partecipare a questo gioco in prima o per interposta persona è, come al solito, caldamente invitato a farlo.
KGNSBFACBHPD
lunedì, 09 novembre 2009
capita, anche quando non te lo aspetti, anche quando i colori, gli odori e i suoni sono rimasti gli stessi, anche quando non ne vedi il motivo, anche quando ti sembra di essere felice.
capita, mentre pensi ad altro, mentre fai una lavatrice, mentre lavori al computer, mentre pensi che il tuo parco biancheria intima meriterebbe un falò e un totale rinnovo, mentre abbassi la guardia, mentre leggi un libro che ti annoia, mentre canti sotto la doccia, mentre accompagni tuo figlio a scuola o mentre pensi che un figlio lo desideri, mentre ti allunghi sul divano e vorresti dormire, mentre mangi una carota cruda perché è sana, mentre vedi un film che ti fa piangere, mentre ti guardi allo specchio e non sai cosa pensare, mentre ti piaci, mentre non ti piaci e mentre non ti importa.
capita, che qualcosa si rompa, o si sia rotto tempo fa e che nessuno ti abbia avvisata in tempo.
può essere troppo tardi o forse no. ma ormai è capitato e ti chiedi dove fossi e quale vita vivessi per non accorgerti di nulla.
capita che le fondamenta della tua casa cedano, che i bianchi diventino neri, che gli appigli scompaiano. capita che pensavi di essere due e invece sei una sola.
capita che un giorno lui ti dica "c'è un'altra. è capitato".
la gravidanza a volte porta con sè insicurezze e pensieri tetri e richiama dal pozzo nero antiche paure, fantasmi dimenticati.
"queste cose non capitano, si costruiscono piano piano, accumulando disattenzioni, trascurando dettagli, concentrandosi su altri ruoli, scordandosi di quello che si era. queste cose sono colpose, mai casuali", dice mister incredible.
"e se hai una pancia sconfinata? se ti dedichi alla panificazione e alle torte perché la maternità ti fa questo effetto? se sei circondata da maschi e a volte ti scordi qual è quello alfa? sei hai la ritenzione idrica? se hai paura di non ritornare la stessa? se sai che ti aspetta un periodo lungo e massacrante in cui magari ti sentirai vuota, in cui il sesso avrà lo stesso appeal di una puntata di porta a porta, in cui ti dimenticherai di tutto, trascurerai certamente i dettagli e magari ogni tanto, come dice la baby sitter valentina diolabenedica agli hobbit, "farai la frigna"? sarà colposo tutto questo? potrebbe capitare? o se invece non hai nemmeno una pancia abitata. ma sei solo distratta e presa da altro? perché io, se capita, voglio saperlo in tempo. in tempo per tornare indietro, in tempo per darti mazzate, in tempo per dare fuoco ai tuoi vestiti e soprattutto ai tuoi libri, in tempo per aggiustare tutto, magari... insomma, se capita devi dirmelo prima che capiti"
"va bene, adesso però dormiamo"
"facile dire dormiamo..."
giovedì, 05 novembre 2009
fino a qualche tempo fa non aveva occhi che per mister incredible su cui posava adorante il suo sguardo rotondo da triglia, a cui concedeva i suoi baci centellinati, le sue esclusive attenzioni e il suo virile affetto. elastigirl era un second best, un'appendice familiare, affettuosamente identificata con il pronome dimostrativo "quèla".
poi finalmente l'edipo si è fatto largo nell'animo coriaceo dello hobbit piccolo che ha scoperto che anche guance senza peli irsuti e forme senza spigoli possono esercitare un loro insospettato fascino.
da allora lo hobbit ha spostato il suo sguardo da triglia su elastigirl, con cui condivide la magia di una pancia abitata ("tu nella panza hai un flatellino, io due bambine femmine che si chiamano maltina e benedetta, due vele patze, vuoi sentille?"), l'incontinenza notturna (con l'unica differenza che lei va in bagno, lui fa pipì direttamente sul materasso) e sedute di baci appassionati ("dammi li bazi, mi pazzono li bazi").
come spesso succede tuttavia, gli amori nuovi e acerbi sono egoisti, autocentrati ed escludenti.
"nano, questa sera torna papà da londra. sei contento?"
"mpf" (= mediamente, grazie)
"io sono molto felice che ci sia papà con noi"
"allola anke io" (= quello che rende felice te, rende felice anche me. pertanto rivedo al rialzo il mio tiepido giudizio, cara)
"se questa notte per caso ti svegliassi e avessi bisogno di qualcosa - che so? devi fare pipì o altro - e se per caso venisse lui e non io, tu non respingerlo in malo modo ma sii gentile altrimenti ci rimane male" (= piccola sanguisuga, parassita di gestanti dormienti, funestatore delle elasti-notti. dammi tregua, almeno per oggi e tormenta un po' tuo padre che deve espiare le assenze).
"neanke pel sogno. io vollio te" (= non se ne parla nemmeno, sobbarcati oneri e onori dell'edipo. io voglio te, panciuta e devastata come solo tu riesci a essere nel mezzo della notte)
"ma perché non può venire papà?"
"pelké lui si plesenta sentza pantaloni" (= ma è ovvio: non può venire perché è solito presentarsi al mio augusto cospetto incurante dell'adeguato dressing code. figurati che non porta nemmeno i pantaloni ma dei boxer sbrindellati e lisi, il cui solo pensiero mi fa rabbrividire).
martedì, 22 settembre 2009
"mister incredible, perché in bagno c'è sempre un immondo puzzo di pipì?"
"perché lo hobbit piccolo sbaglia mira e nemmeno lo hobbit grande è infallibile"
"be', ma non stiamo parlando dei bagni della stazione centrale. e poi a casa nostra si pulisce piuttosto spesso..."
"allora elasti. sia chiaro una volta per tutte: indipendentemente dal livello di igiene, in una casa con tre maschi, tra poco quattro, il puzzo di piscio è un must. ti devi rassegnare"
e pronunciando questa implacabile sentenza, mister incredible è partito per londra, lasciando elastigirl sola con due hobbit, una pancia abitata e un impietoso destino.
domenica, 20 settembre 2009
qualche tempo fa mister incredible trovò casualmente a casa di amici un volumetto informativo dell'amsa, azienda municipale per la nettezza urbana. prima se lo rigirò tra le mani, poi lo sfogliò, infine si immerse nella lettura, emettendo di tanto in tanto, rigorosamente in barese, gridolini di entusiasmo ("mo'!"), esclamazioni di giubilo ("mo'!") e commenti appassionati ("mo!") in un climax di gaudio e tripudio.
"nel sacco nero rifiuti generici, nel sacco giallo plastica e metallo ma non piatti e bicchieri né rifiuti pericolosi, nel cassonetto verde solo vetro, nel cassonetto bianco carta, cartone e tetrapak. mo'! geniale!", declamava commosso.
"si chiama raccolta differenziata. la facciamo da anni", gli spiegavano i presenti inascoltati.
lui leggeva in visibilio, come al cospetto di un testo sacro.
poi arrivò alla pagina dedicata alle riciclerie e il suo fervore raggiunse vette inesplorate.
"voi non vi rendete conto! la ricicleria è aperta sempre, anche la domenica. e ci porti il vetro in lastre, lo scaldabagno, le tapparelle, i calcinacci e persino i grassi di frittura!"
"ma noi non abbiamo grassi di frittura da smaltire, e nemmeno scaldabagni e tapparelle"
"non importa. è fantastico sapere che ci siano posti così. non avrei mai pensato che un giorno questa orrenda città sarebbe stata in grado di sorprendermi", diceva con quel lampo di follia generamente da lui riservato ai modelli econometrici per l'abbattimento dei sistemi capitalistici.
ieri l'elasti-famiglia, trascinata dal suo invasato condottiero, si è recata al gran completo, microbbit nella pancia incluso, nella ricicleria più vicina, un capannone disperso nell'estrema periferia nord di milano.
mister incredible ha trascorso un sabato mattina a lanciare negli appositi contenitori, diligentemente selezionati, un ferro da stiro, un'aspirapolvere, un seggiolone rotto, pile scariche, vestiti vecchi e altre cianfrusaglie riesumate dagli anfratti più remoti dell'elasti-casa, fianco a fianco con decine di altri cittadini come lui, tutti sorridenti, solidali e virtuosi.
gli hobbit, dopo i primi minuti di entusiasmo, in cui hanno scaraventato un phon e qualche mouse in una grande vasca bianca, hanno cominciato a litigare: il conflitto ha raggiunto il suo apice quando il piccolo ha comunicato al grande "malìoteleso mi ha detto nell'olecchio che sei solo un povelo cletinetti" (= il mio amico immaginario, marìotereso, le cui parole sono perle di verità e saggezza, mi ha appena confidato, sussurrandomi nell'orecchio, che tu, mio fratello, sei soltanto un povero cretinetti. premesso che ambasciator non porta pena, desidero puntualizzare che sottoscrivo appieno).
terminato lo smaltimento dei rifiuti, l'elasti-famiglia si è infilata nell'infernale bolgia dell'ipercoop per l'abbrutente rito settimanale della pantagruelica spesa.
alle 13,30 elastigirl stava scolando mezzo chilo penne rigate, cercando di ricordarsi l'esatto momento in cui la sua vita ha imboccato questa china perversa e apparentemente irreversibile.
domenica, 30 agosto 2009
mister incredible è tornato nella wisteria del salento dalla sua fuga londinese.
è arrivato venerdì sera, in tempo per cenare con la famiglia allargata - super W, la nonna, mister brown, il nonno, e la zia matta - e nucleare - elastigirl e gli hobbit.
ha confessato di avere mangiato solo biscotti digestive integrali e salsa di ceci nelle precedenti 72 ore e si è ingozzato di mozzarella e pomodori. ha imprecato, bacchettone e polemico, contro la mollezza dei costumi introdotta dai nonni che concedono gelati e altri esecrabili vizi ai nipoti non appena il pater familias si allontana. ha letto da pagina 715 a pagina 721 del signore degli anelli a uno hobbit grande stregato che preferisce inspiegabilmente tolkien alle appassionanti letture alternative proposte da elastigirl. messi a letto i nani si è ritirato nel talamo con la madre dei suoi figli.
le ha raccontato che a londra faceva un freddo terribile, pioveva e lui non aveva né ombrello né golf, che un esercito di scarafaggi ha invaso la casa in cui vive insieme ad altri cervelli in fuga come lui e che si è trovato nel caffé del mattino un immondo bacherozzo caffeinomane, rischiando di ingoiarlo.
dopo quest'ultimo aneddoto ha cercato di insidiarla. lei, inorridita dall'immagine del mostro nella tazzina, gli ha spiegato che raccontare disgustose avventure a scopo seduttivo è una tecnica efficace forse con janet, la slavata moglie inglese dalla sessualità distorta ma non certo con la sofisticata e abitata moglie italiana.
lui ha sostenuto che i baresi e le loro tecniche sono universalmente irresistibili, lei si è nascosta sotto le lenzuola, lui le ha fatto il solletico, lei ha finto di essere morta, lui le ha rifatto il solletico, lei è scoppiata a ridere.
"papà, ke tai fazendo alla mamma?", ha domandato lo hobbit piccolo dall'altra stanza con tono inquisitorio.
"papà, perché la mamma ride?", ha chiesto il grande gravemente.
"papà, attento a lo ke fai"
"papà, devo venire lì?"
"mamma? mamma?"
"mamma? tutto bene? hai per caso bisogno di aiuto?"
due hobbit nella camera accanto sono un prodigioso contraccettivo. elastigirl è sempre più convinta che il microbbit in arrivo a natale sia frutto di un puro miracolo.
lunedì, 10 agosto 2009
la frase "mister incredible è in vacanza" è un ossimoro.
un uomo che ha un rapporto voluttuoso con le cicorie e che considera le cime di rapa l'apoteosi della lussuria, difficilmente è in grado di apprezzare il piacere effimero dell'ozio, la musicalità dello sciabattìo delle infradito che si trascinano senza meta sotto le fresche frasche dei pini e lo scorrere vacuo e gaudente di mattinate in spiaggia e pomeriggi in una piazzetta gremita di bambini chiassosi e genitori alienati.
un uomo alla eterna ricerca del modello econometrico per la rivoluzione proletaria, che scrive formule matematiche sulla carta igienica in bagno e legge marxism and ethics per rilassarsi prima di dormire non può godersi una serata di baby dance sulle note de il coccodrillo come fa.
un uomo così un mese intero nella wisteria del salento può implodere.
poiché tuttavia il suddetto soggetto ha anche un fortissimo senso della famiglia, una stellare considerazione delle sue qualità paterne e un senso del dovere schiacciante, ha deciso di vivere questo agosto da superuomo, camminando sul filo della bulimia lavorativa e familiare, possibilmente senza ricorrere alla cocaina.
mister incredible si sveglia alle 4, lavora fino alle 8, fa colazione con elastigirl e gli hobbit, lava i piatti, si rimette al computer per un'oretta mentre spalma crema protezione 50 alla betoniera dello hobbit piccolo convinto che sia la schiena del secondogenito. alle 9,30 raccoglie borse di giocattoli, asciugamani e succhi di frutta e si avvia stralunato verso il mare, lanciando occhiate furtive a una fotocopia di funzioni logaritmiche e matrici input-output. arriva in spiaggia in trance e mentre il resto della famiglia si tuffa in acqua, lui, completamente vestito si accovaccia su uno scoglio. "mo' che mare!" esclama, prima di piombare nelle sue riflessioni. verso le 11,30 toglie calzoncini e maglietta e indossa i panni del padre-modello: cattura granchi, scrive sulla sabbia i nomi in stampatello dei personaggi del signore degli anelli ad uso e consumo dello hobbit grande che sta imparando a leggere e fa fare capriole allo hobbit piccolo.
e la giornata prosegue così, nel tunnel della doppia personalità: gli altri fanno il pisolino, lui studia, gli altri si svegliano, lui prepara la merenda, gli altri si distraggono, lui con una pietra pomice prende appunti sul muretto. il mondo va a 33 giri, lui a 45.
finché dura.
lunedì, 27 luglio 2009
il primo anno lui si presentò a casa sua, senza avvisare. portava enormi occhiali rotondi e un mazzolino di fiori. la madre di lei arricciò il naso e disse "mah!", il padre, uomo del sud, dichiarò che gli uomini del sud all'inizio sono così, ti coprono di fiori. ma solo all'inizio. lei pensò che bisognava fare un gran lavoro su quegli occhialoni ma che probabilmente ne valeva la pena.
il secondo anno andarono a parigi, durante l'inverno più freddo della storia di francia. passarono il capodanno in un ristorante salvadoregno, a mangiare pappa di mais avvolta in foglie di pannocchia, congelando. "è cibo degli dei, non trovi? in america latina sono veramente avanti", diceva lui ruminando quella sbobba gialla con la bocca allappata. lei sorrideva indulgente e pensava che era completamente pazzo.
il terzo anno andarono a fare una vacanza solidale in nicaragua, con i compagni sandinisti. "vedrai, sarà fantastico", promise lui. lei ne dubitava ma non voleva sembrare controrivoluzionaria. passarono 4 settimane a imbiancare un ospedale, sotto il sole tropicale, in una zona paludosa e malarica. solo per miracolo tornarono solo con una diarrea incoercibile.
il quarto anno lui si laureò e disse "vado a fare un master a londra. voglio diventare un economista marxista". "vengo con te", disse lei. "non ne vale la pena, tra un anno sarà di ritorno", rispose lui mentendo.
il quinto anno viveva in un loculo di un pensionato universitario nell'east end di londra per studenti poveri e comunisti. mangiava pomodori fritti, fagioli e uova strapazzate, tutti i giorni. lei lavorava come trader di borsa in una banca d'affari milanese ed era tremendamente infelice. ogni tanto andava trovarlo, si sdraiavano nel loculo vicini, perché nel loculo si poteva solo stare sdraiati e vicini, e si amavano fino a dimenticare i pomodori fritti e i futures sul mib30.
il sesto anno lei gli chiese di sposarla. lui le disse "scusa, mi sento poco bene".
il settimo anno lei gli disse che voleva un bambino. lui le disse: "ok, ci sposiamo, ma per cortesia non parliamone che mi viene l'ansia"
l'ottavo anno andarono in irlanda d'estate e bevvero moltissima guinness che, dicono gli irlandesi, oltre a essere afrodisiaca, nutriente e sublime, favorisce la procreazione.
il nono anno, nove mesi esatti dopo la guinness, nacque lo hobbit grande, biondo con gli occhi blu e le guance rubizze. la famiglia barese di mister incredible, dopo un momento di smarrimento, si ricordò improvvisamente dei prozii normanni.
il decimo anno lui, sotto lo sguardo allibito di parenti e amici, faceva dichiarazioni di questo tenore: "ho allattato a orari e non a richiesta" e "sono stato costretto a fare il cesareo", perché ai soggetti control freak come lui la paternità può dare alla testa.
l'undicesimo anno era ancora a londra, a fare l'economista marxista. lei era ancora a milano a fare la giornalista finanziaria. lui tornava, tutti i giovedì, lei si convinse che gli amori part time sono i migliori.
il dodicesimo anno arrivò lo hobbit piccolo, torvo e con gli occhi tondi, control freak e bacchettone sin dai primi mesi, come suo padre.
il tredicesimo anno lei era talmente stanca che non ha memoria di quello che è successo.
il quattordicesimo anno lei disse "the more the merrier. se facessimo il numero tre?", lui rispose "scordatelo. piuttosto fallo con il vicino di casa che è pure un bel ragazzo". poi andarono 5 settimane in america, lei si innamorò della gelida città di A e lo convinse che mancava qualcuno.
"buongiorno, elasti", ha esclamato lui stamane, telefonandole in redazione dalla wisteria del salento.
"ehi ciao"
"buongiorno"
"ciao"
"ho detto BUONGIORNO, hai capito? GIORNO! BUON-GIORNO!"
"che dici? ma ti stai rinscemendo laggiù con gli hobbit?"
era il loro compleanno numero 15.