viva il part time

- io leggo solo libri di autori morti. avevo letto in realtà agota kristof qualche anno fa, quando era viva. ora che è morta però sono dispiaciuta ma più tranquilla

- perché cominci ogni frase con un verbo? è un vezzo?

- io quell'uomo lo amo. è proprio un francese

- avete ritirato tutti i buoni pasto?

- non posso sono in pausa

- è la mia cifra stilistica. e comunque lasciatemi stare

- 'è una cornice di questa foggia'… ma come minchia scrivi?

- il premio nobel per la letteratura l'hanno dato a uno svedese che si chiama come i transformers. io da piccola ci giocavo

- scusa ma tu quanti anni hai?

- non puoi amare trichet, su!

- non posso sono in pausa

- 28

- ma cosa vuole quello fuori, che continua a guardare?

- esci subito di qui. o almeno allontanati dalla mia vista

- che tesoro! è anche la sua ultima conferenza stampa come capo della bce. amore! smack smack smack!

- ma perché un maschio deve andare nel bagno delle femmine? perché perché perché?

- vuoi un caffè?

- mi sembra di essere in un reality, qui, in vetrina

- la verità è che sei una nichilista

- mi sono innamorato di lei perché era bella. non per la sua intelligenza, la sua arguzia, la sua testa. no. solo perché mi piaceva fisicamente.

- hanno votato a maggioranza, non all'unanimità

- mi sono appena fatto la pulizia dei denti. ora mi mangio un tramezzino della macchinetta e me li sporco tutti di nuovo

- nel sito italiano dedicato a proust hanno scritto qual è con l'apostrofo. 'fanculo

- non posso, sono in pausa

- io uno come lui me lo farei

- mi dispiace, sono in pausa

- ma dai! avrà trent'anni più di te!

- cosa ti aspetti da una che legge solo i libri dei morti?

- c'è un refuso, c'è un refuso, ehiiii! c'è un refuso!

- ma tu non eri in pausa?

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intoppi

stamane elastigirl è uscita di casa alle 6,20 per andare in ufficio. mister incredible è a londra e lei aveva organizzato una task force antelucana che affrontasse il triplice risveglio hobbit e, soprattutto, l'articolato triplice accompagnamento nelle rispettive elementare-materna-nido, tre diverse, in tre luoghi diversi e distanti tra loro perché altrimenti la mattina, tra le 8 e le 9, ci si annoia.
arrivata in ufficio alle 6,55, ha incontrato la collega P che l'ha prontamente informata che la nuova versione dell'orario contemplava la presenza di elastigirl alle 10,30 e non alle 7.
"no!"
"sì, elasti. mi dispiace. perché non torni a casa?"
"perché dovrei pedalare all'indietro per altri 35 minuti, demotivare mia madre che ha persino dormito da me e la signora karina, che viene dall'ucraina ed è venuta in mio soccorso all'alba, accompagnare come una furia i tre che si trasformeranno in cozze-patelle e poi ripedalare per altri 35 minuti per ritornare qui. mi sento male solo a pensarci. sto qui, in un cantuccio. leggo i giornali e penso, poi magari vado a farmi un giro. vedo…"
"come vuoi. ora però devo lavorare".
elastigirl ha traccheggiato fino alle 10,30, poi si è seduta al suo posto al centro della redazione. sono arrivate le 19,15, ha ripreso la bicicletta, è tornata a casa. ha trovato annalisa portapazienza che, dopo aver nutrito gli hobbit e aver messo a letto il piccolo, si è messa il casco in testa e ha salutato tutti quanti. ha trovato lo hobbit grande accasciato sul divano che lamentava un malessere diffuso, tipico da sindrome abbandonica. ha trovato lo hobbit di mezzo inquieto e inquisitorio.
"chi ha dormito con te stanotte? confessa!"
"nessuno"
"la nonna. eh? era la nonna?"
"no, la nonna ha dormito sul divano letto…"
"eppure z'era qualcuno con te nel lettone!"
"se c'era, non me ne sono accorta"
"male! z'era eccome. probabilmente un uomo. gli ho visto i piedi"
"nano, forse hai sognato. posso assicurarti che…"
"lo sai che non sogno queste cose! queste cose le vedo!"
"sarà…"
"inutile che fai finta. prima o poi mi dovrai spiegare"
"va bene. però ora siamo tutti stanch andiamo a dormire. ok?"
"sola, però. io quei piedi non li voglio più vedere nel tuo letto".

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i casi sono due

se ti sembra che il tuo dirimpettaio sprigioni un'irresistibile carica di sensualità, che la tua vicina di scrivania sia una creatura brillante e amabile come non ne hai mai incontrate, che il fattorino somigli terribilmente a jude law, solo più macho, che il tecnico informatico sia l'uomo che può cambiarti la vita con un click, che il ragazzo che rifornisce la macchinetta del caffè ogni giovedì potrebbe diventare il tuo amico del cuore, e che la signora che pulisce la mattina abbia uno sguardo magnetico e la grazia di una gazzella,
se ti sorprendi a cantare le canzoni che hanno reso felice la tua infanzia e per togliere la carta inceppata dalla fotocopiatrice invece di smontarla a calci le fai i grattini sul coperchio,
se sempre sei di ottimo umore, non conosci l'insofferenza e "don't worry be happy" è diventato il tuo mantra.
sei hai perso la tua maniacale territorialità e lasci che l'infido collega ti sfili il giornale che stai leggendo da sotto il naso, offrendogli il tuo miglior sorriso invece dell'immondo insulto che meriterebbe,
se guardi le decine e decine di messaggi infestanti nella casella di posta elettronica che ti promettono due o tre pollici di "penis enlargement", incontri memorabili con bollenti ragazze dell'est e pillole blu per potenziare il tuo punto debole, con tolleranza e tenerezza, pensando che alla fin fine bisogna pur guadagnarsi da vivere e inviare spam è sempre meglio che produrre armi di distruzione di massa,
se andare in ufficio è diventato un imperdibile appuntamento settimanale, un'occasione di arricchente socialità, una piacevole parentesi nel tran tran quotidiano,
i casi sono due: o hai cominciato ad assumere sostanze psicotrope o hai il part time
.

ps di servizio che non c'entra nulla ma è come un tarlo: domenica l'elasti-famiglia andrà a votare ai referendum. spera di essere in buona e soprattutto numerosa compagnia.

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errori di valutazione

aveva immaginato lunghe mattinate di lettura e riflessioni, di nuotate in piscina, di creatività e benessere, intervallate da una lavatrice ogni tanto, giusto per dare un senso pratico a questa apoteosi di mente e corpo.
aveva immaginato creme idratanti, pranzi con le amiche, ceretta al primo sussulto di pelo superfluo, gite nella biblioteca rionale e ore dentro un caffè, sorseggiando assenzio o tè verde o un cappuccio con il cacao.
si era immaginata rilassata, disponibile, generosa di sè e del proprio tempo, l'amica, la figlia, la vicina di casa ideale.
si era immaginata leggera e libera.
e, come spesso capita, si era sbagliata.
dal 7 febbraio scorso, da quando cioè elastigirl ha il part time verticale al 50%, c'è sempre stato almeno uno hobbit malato, febbricitante o vomitante, a farle compagnia a casa. negli ultimi 36 giorni il microbbit ha ricevuto tre fogli di allontanamento dall'asilo nido, lo hobbit piccolo ha avuto due volte il virus intestinale e il grande ha sintetizzato mirabilmente i malanni fraterni, registrando più assenze nell'ultimo mese che nell'intero percorso scolastico e pre-scolastico. il tutto rigorosamente nella prima parte della settimana, il lato casalingo (e oscuro) del part-time.
che dire?
è presto per un bilancio ma è opportuno fare alcune considerazioni sul tempo parziale:
1. i figli aiutano a fornire dei perché alle proprie scelte professionali.
2 non le era mai successo prima di arrivare sfinita, stremata, devastata al martedì sera.
3 come è sopravvissuta senza part time fino a 36 giorni fa?
4 restano ampi margini di miglioramento.
5 per l'assenzio c'è sempre tempo.

ps di servizio e di autocoscienza: in questa nuova vita part time tuttavia elastigirl ha trovato il tempo per iscriversi a twitter. non sa bene perché lo ha fatto, forse perché non aveva la più pallida idea di cosa fosse e le sembrava una lacuna disdicevole. non che ora abbia le idee più chiare ma il dado è tratto. adesso è anche là dentro. e si chiama nonsolomamma.

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effetti collaterali

"dove porco cane è il sole 24 ore che stavo leggendo? si può sapere perché qui dentro appena uno si distrae, arriva un bastardo che se ne approfitta?"

"prendi pure il mio. lo leggo più tardi, quando tu hai finito"

"non posso fare l'apertura domani. io ho bisogno di dormire e anche di fare colazione con calma, senza contare che l'apertura è un turno di merda che mi fa schifo"

"apro io volentieri al tuo posto, se vuoi"

"già, e poi chissà cosa mi chiedi in cambio…"

"niente, apro gratis, per il piacere di farti un piacere"

"questo è un posto di psicopatici nevrotici. vi odio tutti"

"dici davvero? io vi trovo adorabili"

"fa un caldo porco. sembra di lavorare in un rettilario"

"mah… a me sembra che ci sia una temperatura ideale"

"alle 12 c'è la conference call, io ho un appuntamento a pranzo all'1, la collega S pure, il collega R va in piscina alle 2, la collega I è in ferie mezza giornata e lo stagista è scaduto. gli altri sono tutti fuori. la redazione resta vuota fino alle 3,30, è inammissibile"

"nessun problema: vi aspetto e vado a pranzo alle 4. tanto non ho fame"

"elasti, ma che ti succede? ti sei rimbecillita? hai la sindrome di santa maria goretti? cos'è quel sorriso estatico da pazza illuminata? perché sei così fastidiosamente di buon umore? perché dici sempre sì? che cos'hai?"

"ho il part time".

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non può che migliorare

alle 7,00 si è svegliata già stravolta, ha portato gli hobbit alle rispettive scuole rischiando di lasciare il grande alla materna, il piccolo alla sezione lattanti del nido e il microbbit in seconda elementare a fare la verifica sulle tabelline, e alle 8,50 è tornata a casa. ha preso la bicicletta ed è andata alla direzione provinciale del lavoro all'ufficio "trasformazione contratti a tempo pieno in contratti part time". lì, alle 9,15, ha incontrato un impiegato che, secondo la targhetta appoggiata alla scrivania, si chiamava girolamo ma le colleghe chiamavano momò. girolamo detto momò ha detto che il computer non funzionava, la stampante nemmeno e i telefoni neppure. ha dato una rapida lettura all'elasti-contratto e ha sentenziato "tutto sbagliato. tutto da rifare. non posso accettarlo in queste condizioni". la collega compagna di banco di momò ha lanciato un'occhiata ostile a elastigirl e le ha chiesto "lei chi è?". momò ha risposto "lascia stare, è soltanto una dipendente" e le ha passato il contratto-tutto-sbagliato-tutto-da-rifare. la collega lo ha rapidamente esaminato. "momò, come al solito non capisci. il contratto va bene così. metti un timbro e fai andare via questa tizia".
elastigirl, sollevata, è tornata a casa. alle 10,30 si è sistemata in cucina, davanti al computer, ha aperto la posta e ha trovato un messaggio di tal lucia, pediatra di napoli, oberata, a suo dire, da impegni incalzanti, ma talmente indignata da sentire l'urgenza di trascurare i suddetti impegni e scriverle che la trova insopportabile e irritante.
elastigirl, donna tutta d'un pezzo, dall'autostima granitica, ha riflettuto fino alle 11,30 su lucia, sui motivi di un abnorme livore, sull'effettivo livello di elasti-insopportabilità e sull'opportunità di avere chiesto e malauguratamente ottenuto, un contratto part time che le consente di dedicarsi a hobbit e scrittura, invece di proseguire la sua placida vita full time, al centro della redazione, in una routine rassicurante e ombreggiata.
le successive tre ore sono state dedicate ad attività pseudo-intellettuali di scarsa soddisfazione, minate alla base dagli strali della sconosciuta ma livorosa pediatra.
elastigirl alle 14,30 ha mangiato qualche avanzo trovato nel frigorifero, si è trattenuta dal divorare una tavoletta di cioccolato con il riso soffiato, e ha letto i quotidiani approfittando sordidamente degli abbonamenti online dell'ufficio.
alle 15,30 è andata a prendere il microbbit al nido, alle 15,45 ha prelevato lo hobbit piccolo dalla materna e li ha portati a far merenda ai giardini. lì, mentre i due hobbit razzolavano liberi, ha socializzato con altre mamme part time, full time, disoccupate e casalinghe.
alle 18,20 è andata a prendere lo hobbit grande e il suo amico al corso pallavolo, con un microbbit stravolto e urlante in braccio e uno hobbit piccolo stravolto e petulante per mano.
il buon giorno difficilmente si vede dal mattino e la nuova elasti-vita part time offre ampi margini di miglioramento. si spera.

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50% verticale

"elasti, qui è l'ufficio del personale"

"buongiorno ufficio del personale"

"abbiamo il tuo nuovo contratto da sottoporti"

"va bene lo firmo, ditemi dove. ho già la penna in mano"

"non vuoi sapere cosa ti proponiamo?"

"be', sì certo. ma già vi dico che se è un contratto part time accetterò. lavorare full time al momento mi è impossibile: rischio l'esaurimento, l'implosione familiare, il collasso"

"50% verticale"

"prego?"

"ti proponiamo di lavorare al 50%"

"50%… che vuol dire 50% del tempo, 50% di stipendio, 50% di… tutto"

"esatto. lavoreresti una settimana due giorni e la successiva tre, in tandem con la collega L, che ha chiesto il part time come te. sareste complementari: lei lavorerebbe i primi due giorni della settimana, tu gli ultimi due, alternandovi il mercoledì. questa è la nostra offerta: prendere o lasciare"

"se la collega L prende, prendo anche io"

"la collega L ha accettato"

"va bene, accetto anche io"

"dalla settimana prossima"

"ngù"

"hai detto qualcosa, elasti?"

"no, ho deglutito, come si fa quando la vita sta per cambiare"

"in meglio, spero"

certamente in meglio. molto in meglio.
ora elastigirl però deve affrontare l'ebbrezza di due o tre mattine senza redazione né hobbit, l'ansia di inventarsi qualcos'altro, la beatitudine di chi è padrone del proprio tempo, la vertigine della libertà, la paura che i conti non tornino, la felicità di un desiderio realizzato.
ora elastigirl deve convincersi che è successo davvero.

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sei contenta?

ore 7 sveglia

ore 7,05 sveglia hobbit piccolo che, colto dal sacro furore della massaia inquieta e mattiniera, annuncia che stamane rifarà lui tutti i letti e guai a chi cercherà di aiutarlo.

ore 7,10 sveglia hobbit grande che dichiara di avere male alla testa, alla nuca e ai lobi delle orecchie. elastigirl valuta l'eventualità di tenere a casa il settenne ipocondriaco, si ricorda che l'aspirante sociologa della casa di fianco, occasionalmente baby sitter , lorenza-è-un'emergenza, è malata, e diagnostica una passeggera indisposizione psicosomatica al primogenito che andrà regolarmente a scuola insieme ai sani.

ore 7,20 sveglia microbbit che schifa il latte vaccino, introdotto senza successo da qualche giorno nella sua dieta, e divora otto biscotti secchi e un grumo di carote, zucca e polpette, nascosto, con previdenza degna di una formica, sotto il bracciolo del seggiolone.

ore 7,30 colazione, vestizione, lavaggio di denti e faccia.

ore 7,50 giacche, scarpe, nervosismo, isteria, sbrigatevi che siamo in ritardo, microbbit piantala di frignare, se non vi muovete partono le punizioni, mamma sei un po' tesa stamattina?

ore 8,05 lo hobbit piccolo è il primo a entrare nella classe blu della scuola materna. corre verso maestra susanna con i capelli rossi come se non la vedesse da mesi. si baciano e si abbracciano. elastigirl e gli altri hobbit sono chiaramente di troppo e si allontanano con discrezione per non rompere la magia dell'incontro.

ore 8,25 si apre il portone della scuola elementare. elastigirl con il microbbit in braccio saluta con la mano lo hobbit grande dietro le finestre del primo e poi del secondo piano. una madre di passaggio la informa che chi tiene troppo i figli al collo rischia l'ernia.

ore 8,45 all'asilo nido la mestra della sezione piccoli dichiara che il microbbit durante queste vacanze ha mangiato parecchio. si vede dalle guance.

ore 8,55 elastigirl parcheggia la macchina sotto casa, prende la bicicletta, e va in ufficio.

ore 9,30 elastigirl, con il casco da ciclista in testa, entra in redazione. è sudata, trafelata e avrebbe bisogno di una doccia. "elasti, puoi venire nel mio ufficio un attimo?" "eccomi, elasti-capa" "accomodati" "grazie" "pensi di tenerti il caschetto in testa tutta la mattina?" "ah, no, scusa, me lo levo" "ecco. volevo dirti che in linea di massima, teoricamente, se tutto va come deve andare, senza metterci ancora la mano sul fuoco perché non si sa mai, ci sono buone probabilità che nulla osti" "nulla osti? a cosa?" "al tuo part time" "noooooooo! noooooo! ma dai! sul serio???? non ci credo…" "infatti. non crederci ancora. aspetta che ti arrivi il contratto, sempre che arrivi. però, insomma, forse… sei contenta? elasti… elasti??? stai bene?"

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sulle barricate

hanno lavorato tutti i giorni, sant'ambrogio e immacolata compresi, perché le borse non si fermano di fronte a niente. erano lì dalle 7 del mattino, perché i mercati finanziari non dormono mai e, se dormono, si svegliano all'alba. sono i giornalisti dell'open space, elasti compresa. incuranti delle festività, degli affetti a casa, della pioggia fuori dalle finestre, del riscaldamento che funziona a singhiozzo e fa un freddo cane, dei colleghi in vacanza che si sollazzano sulle piste da sci mentre qui, sulle barricate, non c'è tregua. Sguardo fisso sugli schermi, indefessi, concentrati e professionali. paladini della redazione, sempre.

ieri, festività dell'immacolata concezione, ore 8,30 le piazze europee stanno per aprire, le piazze asiatiche hanno appena chiuso, il presidente del fondo monetario, strauss-kahn, ha dichiarato che il futuro è più incerto che mai.
"ma secondo voi… i capelli trapiantati diventano bianchi?"
"…", lo sconcerto serpeggia nell'open space.
"cioè, i capelli trapiantati sono vivi o morti?"
"bella domanda…"
"secondo me morti"
"però crescono… o no?"
"già, crescono…"
"quindi sono vivi"
"e chi lo sa…"
"se crescono invecchiano"
"… e quindi diventano bianchi"
"non saprei"
"ma i capelli trapiantati si lavano normalmente?"
"e soprattutto, tutti possono donare i capelli per un trapianto?"
"che tema affascinante".

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au revoir

lui è arrivato. è algido e altero, come si conviene a chi discende da generazioni di colonialisti. è cortese e sfuggente, come si conviene a chi ha girato il mondo tutta la vita, ha poco tempo, come si conviene a un capo, perché questo è quello che è. il nuovo supremo elasti-capo. francese, elegante, carismatico, di passaggio.
ha sorvolato l'elasti-redazione per qualche ora, scatenando trepidazione, nervosismo, omaggi, deferenza e un brindisi in sala riunioni, senza discorsi perché non ci si perde in chiacchiere.
"elasti, è la tua occasione. chiedigli il part time. ora o mai più", aveva consigliato la collega P.
"ma io il part time l'ho già chiesto, per lettera, più di due mesi fa. e la settimana scorsa ho mandato anche un sollecito"
"e?"
"e cosa?"
"e hai ottenuto…"
"un silenzio gelido di morte"
"appunto. ora lui, il boss, è qui. approfittane"
"ma la mia richiesta era indirizzata anche a lui. l'avrà vista… non posso molestarlo così, il primo giorno. senza dargli nemmeno il tempo di capire dov'è. che figura ci faccio? non mi ha mai vista e zac! 'piacere sono elasti voglio il part time altrimenti mi suicido, grazie' e torno al mio posto. non posso! faccio una figura di merda"
"allora rimani pure nel tuo pantano a tempo pieno. vuol dire che al part time non ci tieni sul serio"
"che dici? il part time per me è fondamentale. senza part time non sopravvivo"
"presentati allora, parlagli. hai pure un vestitino oggi e non i soliti stracci…"
"soliti stracci? tu dici che di solito vengo in ufficio troppo… sciatta? sportiva? dimessa? sgualcita? sfigata?"
"ne parliamo un'altra volta. oggi hai il vestitino. vai"
"c'è la coda per avere udienza…"
"e tu ti accodi"
"sei sicura?"
"sì"
"e in che lingua devo parlargli?"
"fai un po' tu. ora lasciami lavorare"

"avanti"
"ehm. bonjour, je suis elastì, quella che aveva chiesto il part time"
"…"
"no, ecco. je voulais seulement me présenter… così quando vede la mia richiesta, be', sa che faccia ho"
"molto lieto, enchanté"
"anche io sono enchantée… allora… grazie"
"come ha detto che si chiama?"
"elastì, cioè elasti, senza accento"
"bene elastì. au revoir".

se il ragionier fantozzi avesse chiesto il part time, avrebbe certamente saputo fare di meglio.

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