su un divano rosso, gli hobbit guardano con grande e inspiegabile, anzi spiegabile perché sono maschi, diletto “continuavano a chiamarlo trinità” con bud spencer e terence hill. elastigirl è accanto a loro, sullo stesso divano rosso in cui si sgomita un po’. e li guarda, con le loro teste rapate post pidocchi: marines in libera uscita cinematografica. e pensa che quei tre – il grande composto e assorto, il medio, irrequieto e logorroico, il piccolo, spaparanzato tra gli altri due, intimamente convinto di essere padrone dell’universo – sono sfaccimissimi, come direbbe mister incredible.
e pensa anche che in un momento così, con bud e terence vestiti da frati, con il sole che tramonta tardi e fa allegria, la radio dimenticata accesa in cucina, non ci sono moltissime cose che desidera, oltre a quelle che ha già.
a parte naturalmente la sconfitta dei peli superflui, un rapporto un po’ più sereno con il cibo e in particolare con il cioccolato che non tocca da un anno e più e l’astinenza è ormai cronica, un maggiore equilibrio, la capacità di non perdersi e non disperdersi, un periodo di almeno sette giorni consecutivi senza lavorare, scrivere, sentirsi in dovere di produrre qualcosa, un po’ di primavera seria, un paio di sandali con il tacco e il talento di camminarci comoda e disinvolta, il tempo per leggere un libro senza interruzioni endogene e esogene, una disponibilità maggiore verso ciò che esula dai doveri familiari e professionali, uno smalto per le unghie, blu, la possibilità di guardarsi da fuori, senza accanimento, l’assenza di inquietudine, la presenza di tante, tantissime idee. ma queste sono inezie.
ps di servizio.
elastigirl domenica 19 maggio sarà a spazio k a milano, in via spalato 11, con cristina donà, per questa cosa qui.
