crediti e consigli

è partito domenica per londra, è tornato mercoledì notte. è partito per berlino venerdì all'alba, è tornato domenica pomeriggio. è partito lunedì all'alba per londra, torna stasera, quando tutti già dormiranno.
negli ultimi dieci giorni nell'elasti-casa sono transitati tre virus intestinali, uno per hobbit, una festa comandata con ponte annesso, in cui elastigirl ha lavorato uscendo di casa alle 6,20 del mattino, e mister incredible in modalità meteora.
nei prossimi dieci giorni mister incredible, in via del tutto eccezionale, sarà a milano in pianta stabile.
negli ultimi dieci giorni elastigirl ha accumulato un credito che le consentirà, nei prossimi dieci, di:
- non cambiare neppure un pannolino
- svegliarsi ogni giorno almeno mezz'ora dopo gli altri e nel weekend ad libitum
- spaparanzarsi sul divano a leggere mentre intorno si scatena l'inferno
- darsi alla macchia all'ora del bagno serale collettivo
- fare un po' quello che le pare, con o senza il legittimo consorte.
poiché conosce i suoi limiti, l'opzione più probabile e, date le condizioni esogene ed endogene, più allettante, è l'immersione totale dentro una serie televisiva, così anche la maestra di scrittura creativa e di vita è contenta.
a parte lost (che ha follemente amato) e desperate housewives (che ha amato meno), elastigirl non ha visto nulla. pertanto è aperta ai consigli.
deve essere una serie divertente, avvincente, appassionante, intelligente, ipnotica e indimenticabile. ah, e deve piacere, almeno un po', anche a mister incredible che, tra un'espiazione e l'altra, potrebbe unirsi alla visione.

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un po’ sì un po’ no ma i sì vincono

a elastigirl quei tre piacciono parecchio. del resto sono i suoi figli e una scarsa obiettività di giudizio, unita a un aprioristico pregiudizio positivo, è prerogativa di ogni madre che si rispetti.
tuttavia l'assidua frequentazione restituisce talvolta, almeno per brevi sprazzi, un po' di lucidità.
poiché il breve sprazzo è qui e ora, elastigirl ha deciso di stilare un elenco di cinque sì e cinque no, di cinque più e cinque meno, di cinque mi piace e cinque non mi piace, per autocoscienza, per gioco, per condivisione, per vedere chi vince.

i sì
1. l'urlo di irrefrenabile gioia dello hobbit piccolo la mattina, appena sveglio, quando mi vede. perché incarnare la felicità equivale a onnipotenza.
2. il tragitto casa-scuola con lo hobbit grande, con la bicicletta, i caschetti gemelli, la cartella pesantissima e lui che dice "mamma, non andare troppo veloce ché mi fai paura". perché è la nostra intimità e sotto quei caschetti ci siamo detti un sacco di segreti.
3. la giacca sbrindellata dello hobbit di mezzo, con sotto la tuta da ginnastica e sopra i capelli pazzi. che sembra tutto casuale e sciatto ma è una agghiacciante e irresistibile scelta stilistica. perché l'anticonformismo è un talento che avrei sempre voluto possedere.
4. la sera, infilata in uno dei loro letti a caso. quando gli chiedo: "ditemi la cosa più bella, profonda e intelligente che avete incontrato/pensato/imparato oggi" e loro rispondono idiozie tipo: "la pasta pasticciata della scuola fa schifo" o "per natale voglio una bara con uno scheletro vero dentro" o "mamma, secondo te indiana jones è più bello di papà?". perché mi illudo che siano ironici.
5. con i loro amici, mentre camminano, chiacchierano e pontificano, felici di quella complicità acerba e spavalda, fieri di appartenere a qualcuno che hanno scelto. perché non si vive di solo nido.

i no
1. la gelosia che li trasforma in mostri. perché non conta l'attenzione, non conta tagliare le fette della torta in parti ugualissime, né farli sentire unici e speciali. la gelosia è un tarlo, pronto a divorarli appena ti distrai.
2. le crisi isteriche di quell'adorabile fase, intorno ai due anni, che qualcuno chiama "prima adolescenza", in cui i bambini devono annunciare al mondo che sono individui e non botolini graziosi.
3. i compiti, nel fine settimana, quando il pomeriggio vorresti solo dormire o leggere un libro e invece no. ci sono loro e soprattutto c'è lui che non ha voglia, non conosce l'autonomia e l'ordine mentale ma è pignolo, nevrotico, bizzoso e ha il senso del dovere di una cicala.
4. le frasi che cominciano con "ma", con "però" e l'imperativo "mamma!", dittatoriale e protervo.
5. i risvegli notturni, perché "mamma, ho sete", "mamma, mi prudono le righe del pigiama", "mamma, ho fatto un brutto sogno", "mamma ho visto dei piedi sbucare dal tuo letto. e non erano i miei né e i tuoi", "mamma, se non dormo io non devi dormire nemmeno tu".

chiunque abbia voglia di stilare un elenco di sì e di no qui sotto, è libero di farlo, nonché caldamente invitato.

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preferisco zocare

elastigirl e mister incredible lunedì mattina hanno salutato gli hobbit, i nonni e bari e sono partiti per la basilicata, regione di montagne, laghi, boschi e petrolio con sorprendenti similitudini, fatta eccezione per il petrolio, con le highlands scozzesi. hanno esplorato i sassi di matera, tenendosi per mano, liberi e leggeri, hanno pranzato al sole con focaccia e birra, hanno rivisto amici lontani, hanno attraversato una città in dieci rampe di scale mobili, sono stati accolti e nutriti al tepore di una stufa, in una grande casa di campagna dove hanno lasciato il cuore, oltre a biscotti caserecci, prosciutti e salami appesi al soffitto e uova appena deposte.
martedì hanno raggiunto un minuscolo paese sulla cima di una collina. elastigirl è stata qui, dove in un giorno ha ascoltato la lezione, la meraviglia e l'abisso di cento vite. mister incredible ha aspettato fuori, studiando la teoria marxiana dello sfruttamento di fronte al pollino innevato.
la sera sono rientrati, esausti ed elettrizzati.
"ho mangiato moltissimi panzerotti quando voi non z'eravate", ha detto lo hobbit di mezzo.
"scusa, cosa hai fatto?"
"ho mangiato moltiss…"
"hai?"
"mangiato! siete sordi???"
"hai detto manGiato, con una G dolce, dolce come i Gianduiotti e il Gelato, una G come quella dei bambini grandi! ridilla!"
"manGiato, manGiato, manGiato"
"abbiamo fatto esercizi per un anno intero e adesso… ti lasciamo due giorni e zac! hai imparato a dire la G! è fantastico nano! sono molto fiera di te!"
"zà, anche io. ora però andiamo a zocare?"
"andiamo a?"
"zocare!"
"non preferisci manGiare?"
"no, preferisco Zocare".
 

ps per chi aveva pensato a un'altra pancia abitata (grazie, preferisco vivere), a separazioni/ricongiungimenti con mister i, a traslochi, a cambio di lavoro, di blog, di reggiseno e di pettinatura, ad abbandoni, a fughe, a rivoluzioni:
la quisquilia epocale numero tre era la G dello hobbit, inaspettata, discontinua e irreversibile, come la strada di chi diventa grande.

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eventi epocali e altre quisquilie

era un po' che un tarlo la tormentava, che la verità premeva per venire a galla, che la dura realtà cozzava contro una rassicurante finzione. era un po' che bisognava mettere le cose in chiaro, per onestà, per trasparenza, per rettitudine.
tuttavia elastigirl resisteva, tergiversava, temporeggiava, accoccolata pigramente e vilmente sotto la morbida coperta dell'abitudine.
i tempi sono maturi. è arrivato il momento di essere onesti, di abbandonare la falsità della consuetudine e di guardare in faccia il presente, proiettandosi senza tema né rimpianti verso il futuro.
le cose cambiano, i tempi maturano, gli hobbit crescono. prima o poi doveva succedere.
ecco, l'ho detto. il più è fatto. inspira, espira e vai avanti.

cambiamento epocale numero 1
lo hobbit grande resta lo hobbit grande, per diritto di primogenitura, perché ha inspiegabili occhi blu e capelli come tronchi, o come un casco di banane.
lo hobbit piccolo ha ormai cinque anni. l'elasti-famiglia, dai tempi del suo esordio qui dentro, è cresciuta, le sue turbolente dinamiche sono cambiate e lui, autodefinitosi un giorno "un bel lagazzo con i lizzoletti", da ultimogenito che era, è diventato, con titubante orgoglio, "il più medio di tutti".
lo hobbit piccolo non sarà pertanto più lo hobbit piccolo ma, a seconda delle circostanze, "hobbit di mezzo", "hobbit medio" o "più medio del mondo".
il microbbit cammina, corre, salta e pulisce tutto quello che c'è da pulire: il pavimento con la scopa o con il mocio, il tavolo con la spugna, i muri con lo straccio, i libri con la penna blu. chiama i suoi fratelli "caca" e "alla", elastigirl "mamma" e mister incredible "bà bà", come il cane, il gatto e la pecora.
il microbbit, terzo e ultimogenito (e sottolineo ultimo), può fregiarsi da oggi dell'onorifico titolo di hobbit piccolo, con le responsabilità e la gloria che da esso derivano.

cambiamento epocale numero 2
lo hobbit piccolo, ops, di mezzo, da qualche, troppo tempo, ha imparato a dire la lettera "r" che ormai ha sostituito la "l" quasi ovunque, salvo nelle occasioni e nelle parole importanti, quando  la sciatteria è d'obbligo. da ragazzo eccentrico ed estroso quale è tuttavia non poteva scegliersi una "erre" ordinaria, indistinguibile dalle altre "erre" del creato. la sua è una "r" arrotata, una "r" che sfrega contro le pareti della gola e rimbalza tra i denti, facendo due capriole prima di saltare fuori. una "r" che è una caricatura delle "r", eccessiva e non convenzionale. da oggi questo bizzarro suono, rarissimo in natura, verrà indicato da una r corsiva.

cambiamento epocale numero 3
troppe emozioni questa sera. elastigirl deve fermarsi, uscire un po' sul balcone della casa di super w e mister brown e guardare il cielo di bari e lo stadio in lontananza, che sembra un'astronave. il numero tre lo indovinate da soli. o aspettate domani. 

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fuga

"possiamo veramente?"

"certo"

"non è uno scherzo?"

"no. hanno detto che possiamo…"

"forse però non è il caso"

"sei pazza? guarda che le occasioni così vanno prese al volo!"

"tu hai ragione, però… non so… poverini"

"poverini? poverini loro? e noi? noi che non andiamo al cinema da… boh, non ci voglio nemmeno pensare. che passiamo i nostri fine settimana a fare giochi scemi e lavatrici? che ci stiamo rimbecillendo? che siamo fratello e sorella e non ci tocchiamo più nemmeno con lo sguardo? noi allora? cosa dobbiamo dire noi?"

"va bene, hai ragione. allora facciamolo. fuggiamo insieme… ma sei sicuro che poi i tuoi genitori vengono veramente?"

"certo! hanno detto 'veniamo il 19 febbraio mattina e stiamo fino al 22. così voi potete andare via per un lungo weekend da soli, senza bambini, per una fuga romantica'. partiamo venerdì sera e torniamo lunedì sera"

"tre notti? lasciamo tre bambini per tre notti? i tuoi se la sentono? soli con il nemico tricefalo tutto quel tempo?"

"sì! se ce lo hanno offerto vuol dire che se la sentono, no?"

"oppure vuol dire che pensano che noi siamo alle cozze e si sacrificano, tipo kamikaze"

"adesso si tratta solo di decidere dove"

"deve essere un posto romantico"

"raggiungibile senza macchina e dove la macchina non sia necessaria"

"non troppo incasinato"

"con tante cose belle da vedere ma non troppe altrimenti ci stressiamo che dobbiamo vedere tutto e passiamo tre giorni da turisti nevrotici"

"con il mare…"

"stavo pensando alla svizzera"

"ma perché la svizzera? l'esterofilia mi irrita! con tutti i posti meravigliosi che ci sono in italia dobbiamo andare in svizzera?"

"ehi! che bisogno c'è di usare quel tono? se devi essere acida non andiamo da nessuna parte"

"sgrunt. firenze?"

"non volevi il mare?"

"già… il mare e dei bei caffè dove fermarsi a riposarsi, a leggere e a guardarsi con gli occhi da triglia"

"palermo!"

"ci siamo stati una settimana nell'estate del 2001"

"venezia"

"non so, mi sembra un po'… non so. a venezia vorrei andare con gli hobbit. napoli! napoli è perfetta!"

"napoli è un caos! non volevi un posto tranquillo?"

"già, ma napoli è bellissima…"

"le marche!"

"le marche? ti ricordo che siamo senza macchina"

"trento"

"trento??? con tutte quelle montagne intorno che se per caso piove ci suicidiamo dalla malinconia? e poi io volevo il mare…"

"ah già"

"e se andassimo a…"

"sì dai!"

"bello!"

"va bene. aggiudicato"

elastigirl e mister incredible si concederanno una fuga dagli hobbit di tre giorni e tre notti, tra poco meno di un mese. se qualcuno volesse ipotizzare la meta può farlo.

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2011, desideri privati in ordine sparso

il part time
qualche notte di sonno ininterrotto
un cinema ogni tanto
tre hobbit che ridono
mister incredible che si sganascia
un viaggio da sola con mister incredible
un viaggio da sola con gli hobbit
un viaggio da sola
tre idee brillanti e l'energia per realizzarle
gli addominali
un raggio laser contro mostri e buchi neri
la capacità di lasciare correre
il coraggio di crescere
due grandi feste per i 70 anni di nonno A e di nonna J
tempo per un pranzo con un'amica, per dei libri belli, per una merenda in pasticceria, per una telefonata lunghissima di chiacchiere inutili e travolgenti, per impastare la focaccia, per farsi coinvolgere, per chiudere gli occhi, per pensare, per me
il part time, ops l'avevo forse già detto?

ora chi ne ha voglia può scrivere qui sotto i suoi. ma devono essere desideri rigorosamente privati, possibilmente non tanto nobili. vietati quelli pubblici e sublimi.

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je suis perdue

il microbbit ama le carte da regalo e, nel suo primo natale della vita, il contenuto non ha alcun fascino e l'atto dello spacchettare è il fine e non il mezzo.
mister incredible ama le strade che portano ai regali, molto più che i doni stessi. pacchetto e suo contenuto sono un mezzo per esercitare le diaboliche arti dell'enigma, della caccia al tesoro, dei rebus. il regalo, nell'incredible accezione, è volto in parte a dimostare affetto, in parte, quella per lui più piacevole e appagante, a sfinire l'avversario-ricevente.

questo è il regalo di mister incredible a elastigirl per il natale 2010:
una busta.
dentro la busta un biglietto.
su un lato del biglietto la scritta:
"MAMMA HO NU…"
sull'altro lato del biglietto la scritta:
"chiave:
JE SUIS PERDUE".

"è impossibile indovinare!"
"devi impegnarti, elasti. che gusto c'è altrimenti?"
"questa cosa è il parto della tua fantasia enigmistica perversa!"
"pensa, invece di perderti in chiacchiere!"
elastigirl ci ha messo un bel po'.
chi avesse voglia di trovare la soluzione può farlo qui sotto nelle prossime 24 ore.

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ci pensa il p.s.

"una festa?"
"non so"
"una serata con tutti gli amici, ma tutti tutti tutti?"
"serata? ma se alle 9 crollo… pensa che tristezza svenire per il sonno alla propria festa dei 40 anni"
"potremmo fare una festa diurna. aprire la casa dalle 10 alle 18 ad amici, parenti e rispettivi bambini"
"non so… conoscendomi passerei otto ore chiusa in cucina a spadellare con l’ansia che qualcuno possa avere fame. senza contare che il microbbit, amante della riflessione solitaria e silenziosa, nel caos impazzisce e per vendetta, appena impara dove teniamo i fiammiferi, ci mette a ferro e fuoco la casa"
"ma li vuoi festeggiare o no questi 40 anni?"
"certo che voglio, ma…"
"potremmo andare via noi due da soli"
"ti ricordo che ho un’autonomia dal microbbit di circa quattro ore. se ci va bene arriviamo al motel charlie e torniamo"
"allora andiamo via noi due da soli e il microbbit"
"non si può. mi sentirei troppo in colpa per gli altri due disperati che restano a casa. un conto è mollarli in blocco, un altro è scappare con il minuscolo. in questo caso poi sarebbe lo hobbit piccolo a mettere a ferro e fuoco la casa per vendetta. temo sappia già dove teniamo i fiammiferi"
"quindi cosa vorresti fare?"
"non lo so. mi fai domande difficilissime. non voglio pensare"
"ho capito, deve entrare il azione il p.s." 
"il p.s.?"
"certo, il problem solver, che poi sarei io, l’irresistibile uomo della tua vita"
"e il problem solver quale soluzione propone?"
"mica lo viene a dire a te. il problem  solver agisce e non parla"
"mi fai una sorpresa?"
"fatti miei. tu tieniti libera il 17. al resto pensa il p.s."

da una settimana elastigirl si domanda ininterrottamente cosa si è inventato il problem solver. se qualcuno immagina, indovina o sa è pregato di farsi avanti. sabato prossimo è troppo lontano per l’elasti-impazienza.

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confessioni

approfittando di una pausa sonno del microbbit, elasti-inquieta ieri mattina si è messa in canottiera e tuta da ginnastica davanti alla televisione. ha acceso il regalo di natale di nonno A, il cui uso familiare è stato contingentato da mister incredible-il cerbero a mezz’ora settimanale, e in totale solitudine ha combattuto contro jack, sam, brad e adam, per un totale di 12 round di boxe. ha vinto sempre ma con vigore decrescente. dopo 20 minuti ha dovuto smettere. era sudata fradicia, ansimante e non sentiva più le braccia. stravolta ma felice. le avrebbe dato tuttavia ancor più soddisfazione riempire jack, sam, brad e adam di calci, oltre che di pugni. ma il gioco non lo prevede. peccato.
alla fine si è fatta una doccia.
ed è andata ad allattare il microbbit, molto più serena.

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librimperdibili

elastigirl e il microbbit dalle nove del mattino alle quattro del pomeriggio sono soli. a volte escono ma fuori fa freddo, piove e a casa si sta decisamente meglio.
lui dorme e mangia parecchio. elastigirl, strutturalmente inquieta, ipercinetica e un po’ nevrotica, sta imparando la lentezza. allatta il microbbit, cambia il microbbit, massaggia il microbbit, coccola il microbbit, guarda il microbbit fino al rimbecillimento, lava, stende e ripone i pannolini lavabili del microbbit e ancora resta un sacco di tempo libero. allora fa torte perché la rilassa e legge, legge più di quanto non sia riuscita a fare negli ultimi sei anni. legge per ore, immobile, sul divano, mentre il microbbit russa lì accanto o mangia, avvinghiato a lei come una piccola cozza aggrappata al suo scoglio.
elastigirl a questo punto ha urgente bisogno di librimperdibili: libri leggeri, libri mattoni, libri che "no! non dirmi che non l’hai letto!", libri utili e inutili, libri folgoranti, libri necessariamente belli.
ma soprattutto ha bisogno di elasti-lettori-amici che consiglino il loro librimperdibile, quello che hanno amato follemente, quello che si porterebbero sull’isola deserta insieme all’uomo o alla donna dei sogni se facessero naufragio, quello senza il quale la libreria di casa sarebbe vuota e triste.
lei prenderà nota di tutto, farà un grande acquisto online e, piano piano, li leggerà, fino a quando il microbbit e il congedo maternità glielo consentiranno.
grazie a tutti quelli che avranno voglia di lasciare qui sotto il titolo e l’autore del loro librimperdibile.

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