stupidi giochi ‘mata-pasion’

lunedì di pasquetta sul lungomare di bari.
come spesso capita, mister incrdible, elastigirl e i due hobbit non sono quelli che sembrano.
il lungomare di bari è in realtà il far west e i quattro figuri che si rincorrono urlando e sparando sono tex willer, suo figlio kit, tiger jack e kit carson (tiger jack è quello sul passeggino).
nella foga della corsa elastigirl e mister incredible si scontrano e quasi cadono.
mister incredible prende tra le braccia elastigirl e le dà un inaspettato e appassionato bacio.
elastigirl chiude gli occhi e si abbandona, dimenticando hobbit e lungomare.
mister incredible si ritrae istantaneamente.
"scusa. non riesco a non pensare a tex willer e a kit carson che si baciano. e si spegne la passione", si giustifica il super eroe.

elastigirl pensa che devono piantarla di fare questi giochi idioti in cui gli stupidi maschi si identificano troppo.

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vi state separando? il lato mostro di elastigirl

1. il nano piccolo è stato aggredito da un virus. da qualche ora le sue uniche occupazioni sono fare la cacca e vomitare, preferibilmente  in braccio all’elasti-mamma.
2. a causa del morbo del nano, è saltato un fantastico weekend piemontese al castello di artù, nobil signore, fidanzato della fortunata mamma di elastigirl.
3. è morto, per la terza volta in tre mesi, l’elettrodomestico del cuore di elastigirl. ha esalato il suo ultimo respiro mentre era impegnato nella preparazione della cena, il bastardo.
4. il signor faruk, imbianchino, ha fatto visita nel pomeriggio a wisteria, colorando a caso i muri di casa, con la scusa di fare dei ritocchi. risultato: pittura ovunque, persino nelle orecchie degli hobbit.
5.
mister incredible ha sentito l’impellente bisogno di telefonare al suo amico tamburellista tarantato affetto da logorrea proprio mentre: l’amato elettrodomestico agonizzava, lo hobbit piccolo emetteva inquietanti gemiti, premonitori di ben più inquietanti manifestazioni del virus e lo hobbit grande si sollazzava nella vasca allagando il bagno, come sua abitudine.

elastigirl alle 19,30 si sente il catalizzatore della sfiga planetaria, è triste come la piccola fiammiferaia e rabbiosa come un lupo mannaro. cerca solo un pretesto per fare uscire il mostro che la abita.
mister incredible, pensando di dimostrare alla famiglia la sua buona volontà, fa partire una lavatrice. questo basta.
elastigirl fa un’assurda scenata al povero supereroe sull’uso della lavatrice.
mister incredible non coglie la sua fondamentale funzione terapeutica.  e si incazza.
nel bel mezzo di questa surreale rissa, si materializza il nano grande:
"state litigando?" chiede con tono casuale.
"no, nano ma lasciaci finire" lo zittisce elastigirl.
"adesso vi separate?"
"….. come?"
"ho chiesto se vi separate. nel senso che ognuno va a vivere in una casa sua… succede a chi litiga molto…"
separarci? litigare molto? ma che sta dicendo? ma cosa pensa di noi???? sono una cretina. devo piantarla.
elastigirl si ferma.
e si tranquillizza.
la serata si conclude in versione famigliadelmulinobianco.

DOMANDA: ma un lato un po’ mostruoso… ce lo hanno tutti, vero?

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ti regalo un giardiniere. anzi no, ho cambiato idea

mia madre sa sempre cosa vuole.
mia madre aveva un progetto di vita in testa e lo ha realizzato.
mia madre è una manager.
mia madre è un carrarmato, nel senso buono (?).
mia madre ha una casa elegante ed essenziale, che non conosce  disordine e sporcizia.
mia madre ha il pollice verde. quando passa lei crescono bonsai e sequoie.
mia madre pensa che io sia una causa persa.

io vivo in un cronico stato confusionale.
io non ho ancora capito chi sono e nemmeno cosa voglio.
io vivrei e lavorerei in una comune.
io ho il terrore di occupare spazi altrui.
io ho una casa buffa e colorata, in cui il caos regna sovrano.
io ho il pollice nero. quando passo io le piante si suicidano.
io penso che senza mia madre sarei molto molto peggio di così.

mia madre viene in visita.
"ho pensato al tuo regalo di compleanno. è bellissimo" dice eccitata.
"il mio compleanno è tra più di un mese" rispondo scettica.
"non importa. io mi sono mossa in anticipo e ho già organizzato tutto", l’entusiamo è alle stelle.
"posso avere un indizio?" chiedo dubbiosa.
"ti regalo un giardiniere. per i tuoi terrazzi", sorride compiaciuta.
"i miei terrazzi? ho tre balconcini desertici che mi piacciono così", sono in versione distruttiva.
"ormai è tardi. il giardiniere è già venuto, quando tu non c’eri. ha fatto un piccolo progetto per i terrazzi. abbiamo già deciso tutto. la prossima settimana viene, interra le piante e i fiori e avrai l’eden in casa" dice  convinta e inarrestabile.
"tanto poi nel giro di qualche giorno lo sai che muore tutto. basta che io esca sul balcone, guardo l’eden del tuo giardiniere e pam, un bel suicidio collettivo" proseguo nella mia opera di demolizione, da vera ingrata.
"ho pensato anche a questa eventualità. ogni 15 giorni il giardiniere verrà a controllare lo stato di salute delle piante. è un ragazzo simpatico. ti piacerà, vedrai".
"è anche carino?"  chiedo en passant.
"molto" risponde convinta.
mi illumino.
"va bene, mamma. regalami il giardiniere. ma decido io che uso farne"
"non essere stupida e volgare" mi zittisce.
sapevo di avere imboccato la strada giusta.
"dai mamma, cosa te ne importa? lui viene e poi me la vedo io…"
"non è divertente… e comunque… è gay"
"lo hai scelto apposta, lo so" mi arrendo.

qualche giorno dopo. il telefono.
"pronto elasti, sono la mamma, ci ho ripensato"
"a cosa hai ripensato?"
"al giardiniere… non te lo meriti. penserò a qualcos’altro per il tuo compleanno. tanto c’è tempo"
"come vuoi mamma, peccato però. iniziavo ad abituarmi all’idea…"

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in aereo, ovvero chi ben comincia è già a metà della vacanza

un papà e una mamma si concedono una vacanza in marocco.
lasciano i loro graziosi frugoletti a casa con la tata di fiducia.
questa innocente evasione innesca una serie di eventi a catena:
1. la mamma viene colpita da un proiettile vagante e rischia di morire, prima dissanguata e poi di setticemia.
2. un ragazzino in marocco viene ucciso dalla polizia.
3. una adolescente giapponese a tokyo giunge alla conclusione che buttarsi dalla finestra è l’unica via di uscita.
4. la tata di fiducia viene rispedita nel suo paese di origine, con l’accusa di traffico di minori.
5. i due bambini vengono abbandonati soli sotto un sole torrido nel deserto al confine tra stati uniti e messico.

ma io mi chiedo.
perché tra i 47, dico 47 film a disposizione sul volo londra-tokyo ho scelto proprio babel?

nota descrittiva: in questo aereo si può scegliere tra:
- first class, al piano superiore, dove i passeggeri hanno, oltre a un letto, un divano e una toilette a testa, anche una jacuzzi personale
- business class dove i passeggeri hanno una poltrona larghissima che si trasforma in comodo letto a una piazza mezzo
- world traveller plus dove i passeggeri possono stendere le gambe, fare stretching e come dessert ricevono fragole e ananas inzuppate nel cioccolato fuso
- classe inferno dove viaggiano felici ma scomodi mister incredible ed elastigirl

ps mister incredible ci tiene che io racconti che durante l’eterno viaggio elastigirl, in meno di un’ora, ha rotto due cuffie generosamente offerte in comodato da british airways, ha perso gli occhiali, ha perso le due guide di tokyo, si è rovesciata addosso prima il caffè e poi uno yogurt alla fragola e si è alzata 3 volte per fare pipì dando fastidio anche alle file davanti e dietro.
mister incredible è giunto alla conclusione che elastigirl, più che una compagna di viaggio, è  un debito.

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vengo anch’io, no tu no, ovvero corruzione che invenzione

mancano poco più di 12 ore alla partenza per tokyo.
il nano grande deve sapere. ho temporeggiato fin troppo.
“luca… devo dirti una cosa…”
merda, ho già la voce rotta e il tono esitante di chi si sente colpevole. sono una scamorza.
“mamma, ora non posso, sono nel tee-pee con la nonna. stiamo fumando il calumet della pace”
“solo un attimo”
“dimmi”
“… ecco nano, papà deve andare in giappone a lavorare e la mamma lo raggiunge per qualche giorno. parto domani mattina, ma torno prestissimo”
“perché?” chiede perplesso.
già perché? perché tua mamma è una stronza egoista. perché sono quattro anni che non sta un po’ con papà da sola. perché la tua mamma sta soffocando. perché quando tornerà sarà una mamma migliore. perché tokyo val bene una fuga. perché la tua mamma non è solo una mamma, chiaro?
“perché papà in giappone ha bisogno della mamma”
“vengo anche io?”
no tu no.
“no, amore. tu stai qui con andrea e i nonni”
“perché non mi porti con te?”
“perché papà deve lavorare e tu ti annoieresti un sacco”
occhio lucido. labbro tremulo. vrammmm! un fiume in piena.
“….nooooooo! uahhhhhh! non voglio che tu vada in giappone senza di me. non voglio che mi lasciiiiiii”
piange. è disperato. disperato e furioso.
oddio, non ce la faccio. non posso piangere anch’io. se crollo non parto più. deglutisco. inspiro ed espiro.
devo concentrarmi su altro…
il congiuntivo presente! ha detto ‘non voglio che tu vada’. anche in questo tragico frangente, lui non sbaglia i verbi. mio figlio è fikissimo.
grazie al precoce uso del congiuntivo trovo la forza di ricompormi.
“nano… calmati. ma tu lo sai chi viene dal giappone? chi è proprio nato lì?”
curioso come una scimmia, si blocca. ha le lacrime retrattili.
“chi?”
“…. tataaaannn i power ranger! il giappone è la casa dei power ranger, in giappone i power ranger li incontri per strada. in giappone puoi comprare anche un power ranger vero che combatte sul serio. o se preferisci una spada di power ranger. o un vestito da power ranger. o… dimmi cosa vuoi e io te lo porto”.
completamente venduta e schiava del nemico.
gli si accende lo sguardo. del bambino disperato nessuna traccia.
“vorrei il pink ranger. ma grande, grande, grande… come papà. me lo porti?”
“certo amore. il pink ranger gigante. lo avrai. adesso però basta piangere”.
torna zompettando nel tee-pee a fumare il calumet.
la potenza della corruzione.
non so dove troverò il mostro rosa. un problema per volta.

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fughe, far west e una buona dose di vigliaccheria

PREMESSA: elastigirl, sabato all’alba, partiràˆ per il giappone insieme a mister incredible. gli hobbit resteranno a casa con i nonni.
elastigirl ha rotto gli indugi grazie ai consigli della dottoressa tic tic, pediatra dei nani e, a sua insaputa, psicoanalista di elastigirl.
tuttavia elastigirl è dilaniata tra l’incontenibile desiderio di uscire dal tunnel, seppur per soli 7 giorni, e un senso di colpa grande come una portaerei.
(chi volesse tornare all’elasti-percorso psicologico che ha condotto al giappone può leggere qui).

domenica mattina.
tex willer (mister incredible), kit carson (elastigirl), kit willer (hobbit grande) e tiger jack (hobbit piccolo) stanno facendo una passeggiata.
in verità mister incredible e lo hobbit vorrebbero che elastigirl facesse lilith, sfigatissima squaw, moglie e madre rispettivamente di tex e kit willer, che viene eliminata nel terzo numero della serie perché ritenuta una palla al piede nell’economia maschilista della storia. elastigirl però resiste e si ostina a fare kit carson.
"amici, combattiamo contro i vichinghi. io sono il vostro capo!" grida nano-kit willer.
"vichinghi? nel far west ci sono i vichinghi?" chiede elasti-kit carson.
"kit carson, non fare domande da femmina e seguici" viene zittita da padre e figlio che strisciano sul prato nascondendosi dai vichinghi.
"lanciamo le palle di fuoco e sconfiggiamoli tutti, questi vichinghi" sibila kit willer.
vichinghi? palle di fuoco? questo sincretismo innervosisce elasti-kit carson che mostra segni di insofferenza e lancia occhiate eloquenti a tex willer.
non ti sembra il momento buono per dirgli che ce ne andiamo in giappone? non ti pare che queste due creature innocenti vadano preparate al distacco con un po’ di anticipo? se non lo facciamo insieme adesso, toccherà farlo a me da sola nei prossimi giorni, quando tu sarai a londra. perché devo essere io a dire agli hobbit che mangeremo sushi e ci daremo alla pazza gioia nei love hotel senza di loro?
tex ha capito l’eloquenza delle occhiate. "ci penso io, non ti preoccupare" dice con lo sguardo.
"luca!" esclama mister incredible con voce impostata.
"non sono luca, tex!, sono tuo figlio kit willer!" lo corregge il nano con voce altrettanto impostata.
"scusa kit… volevo dirti…."
"dimmi tex, sono qui che ti ascolto, papà". il nano si è veramente calato nella parte.
"kit, figliolo…. che ne dici… di usare anche le spade laser dei cavalieri jedi per sconfiggere i vichinghi?"

elastigirl, ancora una volta, dovrà affrontare da sola l’ira funesta degli hobbit, ma non oggi. domani… forse.

PS che non c’entra.
per la serie "la gratitudine non è mai troppa", volevo ringraziare bosscarlo che, con le sue istruzioni totalmente incomprensibili ma stranamente efficaci, mi ha insegnato a mettere i commenti pop up.

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sei sola o LUI è lì con te?

mister incredible parte per londra, tutte le settimane. esce di casa ad un’ora improbabile nella notte tra domenica e lunedì. il nano grande ormai lo ha imparato.

domenica sera, ore 20,30:
"papino, papino non te ne andare! io sono così triste quando mi lasci solo" dice il nano con voce straziata.
"nano, torno presto. e poi non sei solo. ci sono la mamma e il fratellino".
"io sono piccolo e ho tanto bisogno di te…. ohhhhh papà non mi lasciare così piccolo e così solo" piagnucola.
il nano poco dopo sviene sereno nel suo letto.
mister incredible, in preda a terribili sensi di colpa, si sente di merda e si dibatte in interrogativi esistenziali fino a tarda notte.

notte tra domenica e lunedì, ore 4,00
"mammaaaaaa" chiama lo hobbit.
striscio nella stanza dei nani.
"cosa c’è?"
"sei sola o LUI è lì?" chiede inquisitorio.
"lui??? vuoi dire papà?"
"sì, proprio lui. è ancora lì con te nel letto?"
"… sì"
"uffa. ma non doveva partire?", sembra deluso
"sì che deve partire, ma parte tra un po’. adesso sta ancora dormendo"
"ah… va bene", sospira sollevato.
"ok nano. ora dormi. buonanotte"
"mamma…. quando se ne va chiamami. che devo venirci io nel lettone con te" dice l’aspirante maschio alfa del branco.

per un secondo mi sento soffocare. ma passa subito.

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preoccupati e preoccupanti deliri in cucina

prima di cena, in cucina, io e il nano grande. sto armeggiando con due orate.
"mamma. lascia stare. le pulisco io le orate. apro la pancia, tolgo lo schifo che c’è dentro e poi le cucino. l’ho già fatto altre volte"
"grazie nano, credo di farcela…. scusa? quando mai hai pulito il pesce tu?"
"quando vivevo a bologna con il nonno a. pulivo sempre le orate, mentre il nonno leggeva il giornale di là"
ecco ci risiamo. quando parla del nonno a., di una precedente vita in città mai viste, sta dando libero sfogo al pazzo mitomane che è in lui.
"ah. tu da solo in cucina a preparare il pesce e il nonno a leggere. dovrò parlare prima o poi con il nonno…"
"dai mamma. quando era pronto io dicevo al nonno ‘vieni, è pronto’, lui veniva, mangiavamo orate e granita al cioccolato. lo sai com’è il nonno a., goloso. quando siamo insieme mangiamo molto cioccolato"
"già… e il papà e la mamma nel frattempo cosa facevano?"
"oooooh mamma, te l’ho già detto tante volte. quando io vivevo a bologna e a napoli col nonno, tu e papà non eravate nati. eravate fagioletti nelle pance delle vostre mamme"
"ops, scusa dimenticavo"
"però però però… ogni tanto ero preoccupato che morivate"
"come potevamo morire se non eravamo nemmeno nati?"
"io ero preoccupato e basta. potevamo non incontrarci dopo"
"invece siamo stati fortunati, ci siamo incontrati e ora siamo qui tutti insieme, devi essere contento, non preoccupato"
"mamma… sai cosa penso ogni tanto?"
"cosa, nano?"
"ogni tanto penso… ma se io faccio il pazzo e Gomito, andrea fa il pazzo e piange… non è che papà decide di stare a londra sempre e non torna più qui da noi a milano?"
….
"no, amore. ti prometto che questo non succede. il papà torna sempre, anche se voi fate i pazzi…"
"sicura?"
"… sicurissima. comunque per stare tutti più sereni, adesso glielo chiedi e te lo fai promettere anche da lui"…
e magari lo mettiamo anche per iscritto, così, tanto per scacciare i brutti pensieri.

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elastigirl, non alzare la voce! ovvero di male in peggio

sabato è passato. elastigirl ha metabolizzato la delusione per avere dovuto rinunciare al matrimonio in montagna della sua amica c a causa del morbo che ha colpito i nani.
è un altro giorno.  
è domenica mattina.
"mi sento male. ho nausea, brividi, mi scoppia la testa". mister incredible è malato.
giacerà esanime sotto il piumone fino a sera.
il nano piccolo ha il febbrone. passerà la giornata aggrappato come una cozza patella alla sua elastimamma, alternando flebili lamenti a pianti disperati.
il nano grande sta bene ma è molto incazzato. ha un padre inservibile e un fratello che si prende troppe confidenze con sua madre.
alle 17 elastigirl, esausta, vorrebbe smaterializzarsi.
alle 17,05 lo hobbit si trasforma in mister hyde e, esasperato dalla clausura forzata, sfoga i suoi bestiali istinti dando un pugno a elastigirl.
elastigirl si alza di scatto e se ne va.
mister hyde scoppia in singhiozzi pentiti e la insegue.
nel tranquillo ménage di elastigirl manca solo un figlio violentone.
alle 18,00 la nonna j arriva in soccorso, diolabenedica.
elastigirl è stremata.
alle 18,30 il nano grande cerca di ammazzare il nano piccolo tirandogli addosso il macbook nuovo fiammante di mister incredible.
elastigirl perde il controllo. e urla.
"non alzare la voce coi bambini, lo sai che non mi piace" dice nonna j.
non alzare la voce???
avrei dovuto essere al matrimonio, con un vestitino fikissimo, a ballare ubriaca sui tavoli di una baita a 2000 metri.
e invece sono qui.
in camera da letto c’è il cadavere di un supereroe.
mio figlio piccolo ha 40 di febbre e
nelle ultime 11 ore non ha fatto altro che sudare e lamentarsi.
mio figlio grande ha scatenato  prima contro di me poi contro il fratellino i suoi istinti animaleschi di maschio represso e violento.
io sto cercando di liberarmi dalla sindrome di quella stronza di pollyanna e di dare libero sfogo alla rabbia repressa perché se non lo faccio mi hanno detto che finirò in ospedale psichiatrico….
e tu? tu, che hai avuto me, figlia unica, per giunta femmina, che al confronto santa maria goretti era una pericolosa sovversiva, tu mi dici "non alzare la voce"?
questo pensa elastigirl, rispondendo "scusa mamma, sono un po’ stanca".

lunedì mattina.
elastigirl si sveglia. ha nausea, crampi allo stomaco, un po’ di febbre.
"non è meglio che resti a casa?" chiede mister incredible moribondo che per la prima volta in dieci anni ha rinviato la sua partenza per londra.
"a casa? con te agonizzante, mia mamma che tiene il nano malato, esmeralda che fa le pulizie sospirando per il suo amore tornato in ecuador?
piuttosto passo la giornata nel bagno dell’ufficio, caro"

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elastigirl, la sfiga familiare e la sindrome di pollyanna

elastigirl in questo momento avrebbe dovuto essere, con mister incredible e gli hobbit, in un rifugio a 2000 metri per festeggiare il matrimonio della sua grande amica c.
elastigirl non ha una vita mondana propriamente esaltante e aspettava questo momento da mesi.
aveva organizzato tutto, dal vestitino strafiko a un thermos da 5 litri di sbobba di verdure biologiche per il nano piccolo che in montagna avrebbe potuto sopravvivere una settimana.
aveva persino preparato un discorso per la sposa, era pronta a ubriacarsi e a ballare scalza sui tavoli.
quando si dice la sfiga.
questa notte, alle 3 e 30, il nano piccolo si sveglia ululando. ha 40 di febbre. si spalma sulla sua elastimamma, come un plaid, e trascorre le successive quattro ore a produrre un flebile gemito e un calore infernale.
mezz’ora dopo si odono rumori sinistri.
mister incredible va in missione.
"ho Gomitato" dice lo hobbit grande.
"dove hai vomitato?" chiede il super padre.
"in corridoio, mi è venuto così, di Gomitare in corridoio. ora sto bene. domattina andiamo a sposarci in montagna?".
sono le 4 di notte, il corridoio è inagibile e il lettone è affollato come la metropolitana di tokyo all’ora di punta.
"non mi sembra il caso di partire stamattina" dice il saggio mister incredible alle prime luci dell’alba.
"no, direi proprio di no" risponde l’assennata elastigirl che vorrebbe scaraventare la sbobba di verdure sul muro per la rabbia e la delusione.
ma elastigirl a 12 anni ha letto il libro di pollyanna e ne è rimasta segnata.
pollyanna è una bambina orfana e sola al mondo, è un catalizzatore vivente di sfighe.
tuttavia pollyanna sorride sempre perché qualche sadico le ha insegnato un fantastico gioco. il gioco ha una sola regola: quando ti capita qualcosa di brutto pensa che in realtà devi essere felice perché ti sarebbe potuto capitare qualcosa di molto più tremendo.
esempio: pollyanna viene investita da una carrozza e rimane paralizzata. allora cosa fa? pensa che è stata fortunatissima perché sarebbe potuta anche restare cieca, o sorda, o muta, o senza mani…
elastigirl è intrappolata, dall’età di 12 anni, nel gioco idiota di pollyanna.
pertanto in tutto questo sabato di merda, non è nemmeno riuscita a sfogarsi, imprecando contro la famiglia, gli hobbit, la febbre, il Gomito e il destino bastardo.
tutta colpa di pollyanna se adesso elastigirl è ancora di pessimo umore.

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