gli spiritosini

"shhht! fai piano"

"ma stanno dormendo"

"sì, ma non si sa mai. e poi c'è l'ora legale, erano arzilli come grilli"

clack

"mamma!"

"…"

"papà!"

"…"

"ehi? ci siete?"

"cosa c'è? perché non dormite?"

"pelché avete chiuso la polta della vostla camela?"

"…"

"eh, mamma? perché avete chiuso la porta?"

"mmmh, perché papà e io volevamo stare un po' tranquilli"

"ah. non potete stale tlanquilli con la polta apelta?"

"be', ogni tanto il papà e la mamma hanno voglia di far finta di essere da soli, come quando erano fidanzati. e allora chiudono la porta"

"va be', adesso pelò liaplitela quella polta e dolmite"

"già, dormite. e non fate gli spiritosini. capito, mamma?".

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i figli degli altri

nina ha 12 anni e va in seconda media. la sua mamma è molto arrabbiata con lei per un misfatto che, purtroppo per la scimmiesca elasti-curiosità, non è dato conoscere ma si suppone di estrema gravità. è talmente arrabbiata che decide di infliggerle una punizione esemplare e dolorosa: niente gita scolastica.
nina è annichilita dall'umiliazione di un castigo e dal miserando e sfigato destino casalingo contestuale al sollazzo fuoriporta della seconda c. lei tuttavia è donna tutta d'un pezzo e mostra, nelle settimane successive, un algido distacco verso quisquilie domestiche e ricreative.
qualche giorno prima della gita, la mamma di nina viene fermata all'uscita della scuola dalla mamma di silvia.
"scusa mamma-di-nina, vorrei chiederti una cosa, seppur con un certo imbarazzo"
"dimmi mamma-di-silvia"
"è vero che sei andata da una veggente?"
"veggente?"
"sì, ed è per questo che nina non può andare in gita"
"perdonami ma non capisco"
"se non ne vuoi parlare non importa"
"no, ne parlo volentieri ma non ti seguo"
"nina ha raccontato a silvia e all'intera classe che tu sei andata da una veggente che ti ha detto che se tua figlia fosse andata in gita scolastica le sarebbe successa una tragedia. pertanto hai vietato a nina di partire"
"…"
"in seconda c non si parla d'altro da settimane".

la geniale bugia, a copertura di un infamante castigo, è stata raccontata dalla mamma di nina durante una cena tra elasti-amici.
oggi elastigirl guardava lo hobbit piccolo, annientato da vomito e diarrea incoercibili, al terzo giorno di virus intestinale, che dichiarava, sprofondato nel divano con i capelli pazzi e la faccia piccola, "mi sento come se avezzi manzato topi mòlti", e ha cercato di immaginarselo all'età di nina.
"cosa z'è mamma? hai manzato topi mòlti anche tu?"

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cattivo e buono

siccome la pagliuzza nell’occhio del prossimo è sempre più grande della trave nel nostro,
siccome enumerare i difetti altrui dà un certo gusto,
siccome parlare dei pregi non propri fa sentire più buoni,
siccome un momento di autocoscienza giova anche ai maschi, anche se spesso vi si sottraggono,
siccome quando il gioco si fa duro…
ecco qui:

mister incredible è un cattivo padre:
1. perché quando lavora o è immerso nella lettura dei suoi testi sacri, tipo i love marxian economics o econometric models for proletarian revolution, non sente i figli che urlano, che si lanciano oggetti contundenti o che gli annunciano l’intenzione di scaraventare lo stereo e la tivvù fuori dal balcone per fare spazio ai gormiti.
2. perché fa vedere agli hobbit il signore degli anelli, x-man, daredevil, hellboy e altri altri inquietanti film senza censure, come se assistere a guerre, squartamenti e violenze varie conditi da atmosfere gotiche e ansiogene fosse uguale ad assistere alla danza dei sette nani nella miniera di diamanti.
3. perché non sospetta nemmeno che il lunedì mattina alla scuola materna si debbano portare asciugamano, bavaglino e lenzuola puliti e che nello zaino dello hobbit grande vada infilata una merenda, ogni giorno.
4. perché, se fosse per lui, i bambini potrebbero andare in giro a maniche corte, anche a gennaio, con i sandali aperti e i calzoni corti, potrebbero indossare una maglia viola e dei pantaloni a pois marroni o avvolgersi negli stracci della cucina e presentarsi così al mondo e soprattutto alle intemperie.
5. perché non si pone il problema del cibo, dell’appuntamento con la pediatra, del pagamento della refezione scolastica e dei contributi inps della baby sitter valentina diolabenedica.
6. perché non ama i dolci e quando si trasgredisce tutti insieme, con il cioccolato, il gelato e la torta, lui scuote la testa e mangia cicorie.
7. perché non voleva una figlia femmina. ne sarebbe stato letteralmente terrorizzato e, come disse un giorno, l’avrebbe allevata "come il maschio che ho sempre desiderato".
8. perché sostiene di essere "un padre perfetto".

mister incredible è un buon padre:
1. perché adora gli hobbit e li guarda con sguardo da triglia innamorata, ma solo quando pensa di non essere visto.
2. perché li coccola, e fa loro il solletico e li fa ridere e gridare di gioia come nessun altro.
3. perché pulisce con assoluta naturalezza la cacca, il vomito e le altre schifezze hobbit e perché sa accudire un nano come e meglio di una mamma, senza sentirsi eroico o straordinario per questo.
4. perché condivide, partecipa e interviene in tutte le cose importanti, perché è coerente, solido, presente anche quando è lontano.
5. perché, quando c’è bisogno, fa il poliziotto cattivo, lasciando a elastigirl il più comodo ruolo della buona.
6. perché ha insegnato ai nani a dormire, con disciplina  e dolcezza, come elasti-mollacchiona non sarebbe mai stata in grado di fare.
7. perché quando elastigirl allattava, si alzava spesso di notte anche lui, e si accoccolava vicino a lei, aspettando che finisse. e poi diceva "noi allattiamo" ed era un po’ vero.
8. perché trasmette le sue passioni agli hobbit e insegna loro il dialetto barese e l’amore per le cartellate e le cime di rapa, regalando loro quelle radici che a elastigirl mancano.

chi volesse partecipare a questo gioco in prima o per interposta persona è, come al solito, caldamente invitato a farlo.
KGNSBFACBHPD

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maltempo, diolobenedica

cari genitori degli allievi under 7 e under 11,
per impraticabilità del campo a seguito del recente maltempo, il 29 novembre NON ci saranno gli allenamenti di rugby.
grazie
mamma-giovanna-la-responsabile

ci sono messaggi inutili, messaggi sgraditi, messaggi molesti, messaggi attesi, messaggi struggenti, messaggi di lavoro, messaggi folgoranti, messaggi decisivi e messaggi d’amore.
e poi c’è questo.
un messaggio che ti esenta dal trascorrere due ore al bordo di un campo fangoso a contemplare una dozzina di nani terrosi, armati di palla ovale e paradenti, che si schiantano urlando ora al suolo ora gli uni contro gli altri. un messaggio che ti evita 120 interminabili minuti di congelamento in cui ti chiedi perché ti sei infilato in questo tunnel del rugby, perché hai avuto un figlio maschio, perché mai gli hai proposto di fare questo sport estremo che sarà pure tanto educativo e civile ma qui fa un freddo cane e tu rischi la polmonite mentre 12 stronzetti si rotolano in queste pozze immonde.
un messaggio così ti riconcilia con la vita, con l’ondata di freddo gelido che si è abbattuta sulla tua già inospitale città, con i figli maschi, con il sabato pomeriggio e con te stesso.
ecco perché elastigirl, ieri, è stata tentata di mandare un mazzo di fiori a mamma-giovanna-la-responsabile per esprimerle gratitudine e devozione, almeno fino a sabato prossimo.

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emozioni hobbit

domenica pomeriggio lo hobbit grande è stato invitato alla festa di compleanno del suo amico gabriele, detto anche il-gabri.
il papà di gabriele prima faceva il carabiniere, adesso vende telefonini.
l’appuntamento era alle 15,30 a casa del-gabri.
la domenica pomeriggio però l’elasti-famiglia dorme.

"accidenti, nano! sono già le 4. abbiamo dormito troppo. corriamo alla festa!", dice elastigirl scuotendo uno hobbit svenuto sul divano.
sullo schermo dell’elasti-telefonino ci sono 3 chiamate senza risposta, 2 sms e un messaggio in segreteria.
è sempre il papà di gabriele.
"sono le 15,43 e non siete ancora arrivati", dice il primo sms.
"sono le 15,49 e non ci siete ancora. vi siete per caso persi?", dice il secondo sms.
"elasti, buongiorno. sono il papà del-gabri. vi stiamo aspettando invano da 27 minuti", dice il messaggio in segreteria.
elastigirl è desolata, il senso di colpa si impossessa di lei e l’autorità di un ex carabiniere la schiaccia come un macigno.
"pronto, signor papà del-gabri, sono elasti. mi scusi moltissimo. ci siamo appisolati. corriamo da voi. scusi ancora", esclama contrita, sull’attenti, scandendo le parole.
"ricevuto, signora elasti. vi attendiamo", risponde lui.

lo hobbit grande, in preda a eccitazione molesta, ed elastigirl, con il capo cosparso di cenere, bussano alla porta del-gabri.
il padre, in giacca e cravatta, apre la porta, batte i tacchi e li guarda con sospetto.
lei, in jeans, anfibi e felpa a righe, sfodera il suo miglior sorriso.
lo hobbit sgrana gli occhi, consegna il regalo, si gira su se stesso e scoppia in un pianto dirotto.
"buaaaaah! voglio tornare a casa! mamma portami a casa! buaaaah"
"ma nano! che ti succede? eri così contento di venire alla festa di gabriele…"
"sìììì, ma ora voglio andare a casa. buaaaah!"
il-gabri è allibito, il papà del-gabri alterato, la mamma del-gabri incredula, i fratelli del-gabri se ne fregano. gli invitati del-gabri…
il-gabri ha invitato alla sua festa solo uno hobbit che è arrivato 42 minuti in ritardo e per giunta singhiozza disperato sull’uscio.
povero, il-gabri.
"scusateci, dobbiamo fare un riunione di famiglia", dice elastigirl richiudendo la porta e sedendosi sulle scale del pianerottolo.
"che cosa vogliamo fare, nano?"
"non lo so. buaaah!"
"cosa ti succede?"
"sono molto emozionato"
"ok, nano. inspira ed espira con me. e soprattutto pensa alla torta!"
lo hobbit inspira, espira e pensa alla torta.
"scusate mi sono emozionato. ora è passato", dice rientrando.

"bella festa", ha detto lo hobbit tornando a wisteria tre ore dopo.
"mi sono anche un po’ innamorato della sorella del-gabri"
"ma ha 12 anni, nano!"
"già, ma quando si ama l’età non conta".

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oggetti transizionali hobbit

l’oggetto transizionale è un pelouche, una coperta, un ciuccio a cui i nani si affezionano.
rappresenta un sostituto della mamma e del papà da tenere vicino quando loro sono lontani.
persino eduardo estivill, il pediatra catalano nazista che ha inventato un metodo tanto spietato quanto efficace per fare dormire i bambini, dice che l’orsacchiotto transizionale è consentito e consigliabile.
i bambini normali amano gli oggetti transizionali.

lo hobbit piccolo, come quasi tutti i bambini del mondo, ha il suo oggetto transizionale. si chiama pippo ed è un coniglio arancione di pezza.
quando lo hobbit piccolo viene adagiato sul suo lettino candido per fare la nanna trova il soffice pippo che lo aspetta, con le sue orecchie lunghe e gli occhi di vetro.
a quel punto lo hobbit piccolo si siede tra le sbarre del letto, afferra pippo, lo guarda con disprezzo e lo scaraventa sul pavimento rabbioso.
solo quando pippo giace riverso sul parquet, lo hobbit piccolo si rilassa e può finalmente addormentarsi.

tutto questo ha certamente un significato. elastigirl preferisce non saperlo.

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non è servito a niente

lo hobbit grande continua a essere innamorato di chiara, la biondina di anni dieci.
chiara continua a non degnarlo di uno sguardo.

lo hobbit continua a frequentare giovannino, bambino selvaggio, fratello dell’amata, nella segreta speranza di fare breccia nel cuore della famiglia.

“fangulo! fangulo! fangulo!”, urla giovannino mentre lancia proiettili di sabbia ai bagnanti.

“mamma di giovannino, giovannino dice le parolacce!”, dice l’infido hobbit spione.

la mamma rivolge al cielo uno sguardo rassegnato.
“quello dice sempre parolacce. l’altro giorno gli ho fatto persino uscire il sangue dalla bocca a suon di sberle. non è servito a niente”.

 

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cerco un pelato che si chiama aldo

elastigirl e mister incredibile si sono concessi la colazione al bar, mollando gli hobbit dai nonni.
stanno divorando voluttuosamente un cornetto crema e cioccolato e leggendo pigramente i giornali quando si materializza un minuscolo nano.

“avete visto un pelato che si chiama aldo? è il mio papà e l’ho perso”, chiede.

“no, non abbiamo visto nessun pelato che si chiama aldo, ma siamo due supereroi potentissimi e te lo troviamo all’istante”, risponde baldanzoso mister incredibile che parte alla ricerca di aldo il pelato.

“siediti qui che aspettiamo insieme il tuo papà”, propone elastigirl.

il nano si accomoda.

si chiama alessandro, ha 5 anni, ama superman ma anche i gormiti e le lasagne, sa fare le capriole e sputare lontano. andrà a scuola a settembre ma sa già contare fino a 100.000. da grande farà il subacqueo.

proprio quando alessandro sta sfidando elastigirl a braccio di ferro (“sono campione atomico di braccio di ferro. hai coraggio?”), un urlo fa tremare i tavolini del bar.

“aaargh! brutto scemo de un cretino! te sto’ a cerca’ da mezz’ora. mo’ te gonfio”.

è un signore furioso. è pelato e probabilmente si chiama aldo.

solleva il campione atomico per un braccio e lo scaraventa per terra.

i due si smaterializzano, inghiottiti dall’ira funesta di aldo.

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materne lucidità

"mamma! lo hobbit piccolo oggi ha inziato a camminare!", dice elastigirl garrula, parlando al telefono con nonna J.
"ah! precoce"
"beh, insomma, ha 13 mesi. direi normale"
"già normale… strano che non parli ancora", la nonna sembra delusa.
"come no, certo che parla. dice tè per treno e telefono, dice buà per acqua, mamma per mamma e pappa per pappa. le cose fondamentali, insomma", risponde elasti-piccata.
"sarà che io sono abituata a te che a 7 mesi dicevi ‘mamma, vorrei un bicchiere di latte per cortesia’…"
"mamma, ma cosa dici??? non è possibile"
"certo che è possibile. sei mia figlia, no? certe cose me le ricordo"
elastigirl vorrebbe riportare alla ragione nonna J.
poi si ricorda che super W la super suocera racconta che mister incredible a nove mesi aveva rifiutato il pannolino per convertirsi al più pratico e igienico vasino e che a tre anni, dopo la quotidiana lettura del giornale, chiese "papà, mi spieghi esattamente cos’è lo scandalo italcasse?".
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