fuga

"possiamo veramente?"

"certo"

"non è uno scherzo?"

"no. hanno detto che possiamo…"

"forse però non è il caso"

"sei pazza? guarda che le occasioni così vanno prese al volo!"

"tu hai ragione, però… non so… poverini"

"poverini? poverini loro? e noi? noi che non andiamo al cinema da… boh, non ci voglio nemmeno pensare. che passiamo i nostri fine settimana a fare giochi scemi e lavatrici? che ci stiamo rimbecillendo? che siamo fratello e sorella e non ci tocchiamo più nemmeno con lo sguardo? noi allora? cosa dobbiamo dire noi?"

"va bene, hai ragione. allora facciamolo. fuggiamo insieme… ma sei sicuro che poi i tuoi genitori vengono veramente?"

"certo! hanno detto 'veniamo il 19 febbraio mattina e stiamo fino al 22. così voi potete andare via per un lungo weekend da soli, senza bambini, per una fuga romantica'. partiamo venerdì sera e torniamo lunedì sera"

"tre notti? lasciamo tre bambini per tre notti? i tuoi se la sentono? soli con il nemico tricefalo tutto quel tempo?"

"sì! se ce lo hanno offerto vuol dire che se la sentono, no?"

"oppure vuol dire che pensano che noi siamo alle cozze e si sacrificano, tipo kamikaze"

"adesso si tratta solo di decidere dove"

"deve essere un posto romantico"

"raggiungibile senza macchina e dove la macchina non sia necessaria"

"non troppo incasinato"

"con tante cose belle da vedere ma non troppe altrimenti ci stressiamo che dobbiamo vedere tutto e passiamo tre giorni da turisti nevrotici"

"con il mare…"

"stavo pensando alla svizzera"

"ma perché la svizzera? l'esterofilia mi irrita! con tutti i posti meravigliosi che ci sono in italia dobbiamo andare in svizzera?"

"ehi! che bisogno c'è di usare quel tono? se devi essere acida non andiamo da nessuna parte"

"sgrunt. firenze?"

"non volevi il mare?"

"già… il mare e dei bei caffè dove fermarsi a riposarsi, a leggere e a guardarsi con gli occhi da triglia"

"palermo!"

"ci siamo stati una settimana nell'estate del 2001"

"venezia"

"non so, mi sembra un po'… non so. a venezia vorrei andare con gli hobbit. napoli! napoli è perfetta!"

"napoli è un caos! non volevi un posto tranquillo?"

"già, ma napoli è bellissima…"

"le marche!"

"le marche? ti ricordo che siamo senza macchina"

"trento"

"trento??? con tutte quelle montagne intorno che se per caso piove ci suicidiamo dalla malinconia? e poi io volevo il mare…"

"ah già"

"e se andassimo a…"

"sì dai!"

"bello!"

"va bene. aggiudicato"

elastigirl e mister incredible si concederanno una fuga dagli hobbit di tre giorni e tre notti, tra poco meno di un mese. se qualcuno volesse ipotizzare la meta può farlo.

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elogio della fuga

nell’elasti-vita il tempo è la risorsa più scarsa, il bene più prezioso, il lusso più grande.
senza orari di lavoro da rispettare, senza hobbit da accudire, senza lavatrici da caricare, senza cene da preparare, senza alcun dovere da assolvere se non la massimizzazione del proprio benessere, il tempo si è dilatato a dismisura.
nella vacanza praghese elastigirl e mister incredible hanno provato la vertigine dimenticata dell’ozio, il privilegio e  l’egoismo di chi è padrone delle proprie giornate.
si sono svegliati tardi la mattina, si sono concessi pigre colazioni, hanno visitato luoghi meravigliosi, si sono fermati nei caffé, si sono abbandonati alla narcolessia e alla lettura. hanno rispolverato il loro privato lessico familiare, hanno ritrovato il piacere della dedizione reciproca e totale, si sono riconosciuti come si erano lasciati tempo fa, liberi, leggeri e senza orologio.
fuggire, anche brevemente, anche dietro l’angolo, è bellissimo, forse necessario, sicuramente salutare.

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si parte

"nani, la mamma e il papà… ehi! ma state ascoltando?"
lo hobbit grande è vestito da uomo ragno e gioca a palla in corridoio con super W, la nonna appena arrivata da bari.
lo hobbit piccolo sta mostrando a mister brown, il nonno, le novità del parco scarpe dell’elasti-famiglia
"dicevo, la mamma e il papà vanno via qualche giorno…"
"gol!", grida lo hobbit grande.
"gaaaal", gli fa eco il piccolo dall’interno della scarpiera.
"dicevo, domattina andiamo in una città che si chiama praga ma torniamo presto e…"
"secondo voi perché hanno cambiato l’allenatore dell’inter?", chiede lo hobbit grande.
"’nter bono" (="l’inter è una buona squadra"),  aggiunge il piccolo.

un po’ di lontananza farà bene a tutti, non ci sono dubbi.

ps
elastigirl nei prossimi giorni si dedicherà a praga e a mister incredible. ogni tanto passerà anche dal blog, sempre che la città e la passione non la travolgano.

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non ci pensi mai a queste cose?

"così andate a praga…"

"sì. è il regalo di mister incredible per il mio compleanno"

"bello…"

"già. non vedo l’ora"

"e i bambini?"

"stanno con i nonni"

"quando partite?"

"giovedì"

"viaggiate sullo stesso volo?"

"sì, perché? non dovremmo?"

"no. in caso di incidente aereo, viaggiando su due voli separati, diversificate il rischio che i vostri figli restino orfani"

"ommerda! ma…"

"non ci pensi mai a queste cose?"

ci penso in continuazione. ci penso quando esco di casa in bicicletta, ci penso quando mister incredible parte per londra, ci penso quando chiudo gli occhi, ci penso quando li riapro e vedo gli hobbit.
ci penso quando desidero un terzo bambino e ci penso quando mi guardo allo specchio.
ho il terrore di allontanarmi, il terrore che si allontanino, il terrore di perdermi, il terrore che si perdano.
ho paura di ammalarmi, paura di lasciarli, paura di non esserci.
ho talmente paura che se mi fermo soffoco.
ma vado in bicicletta tutte le mattine, guardo mister incredible partire e tornare ogni settimana e giovedì andremo a praga, sullo stesso aereo.
e ricaccerò dentro questo terrore tutte le volte che affiorerà.
"no, non ci penso mai. preferisco vivere".

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sarà la primavera

"potremmo incontrarci sotto il tuo ufficio"
"potremmo andare a fare un giro in libreria"
"potremmo anche mangiare un panzerotto sul sagrato del duomo, al tramonto"
"potremmo entrare in una multisala bendati e scegliere un film a caso e vedere che effetto fa"
potresti accompagnarmi a casa tenendomi  per mano e potresti prestarmi la tua giacca perché io ho sempre freddo. potremmo salutarci sotto il portone, come fosse la prima volta.
potrei trovare il coraggio e chiederti di salire o non trovarlo e dirti ciao ciao, per poi pentirmi quando la porta si chiude.
potremmo fare finta di essere nuovi e leggeri ed estranei e lasciare che i brividi di un primo incontro e di un rapporto acerbo ci corrano lungo la schiena.
"allora ti aspetto"
"arrivo"

gli hobbit sono con valentina diolabenedica, elastigirl e mister incredible hanno una serata libera.
saranno la primavera, i vestiti nuovi, la brezza tiepida dopo le pozzanghere londinesi, sarà forse la rimozione di una quotidianità complicata e di un governo appena nato e già imbarazzante, ma elastigirl ha le vertigini.

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polizze third age mon amour

"elasti, giovedì mattina c’è un incontro sulle polizze assicurative third age", annuncia l’elasti-capo.

piuttosto mi sparo un colpo in testa.

"ok. ci vado"

"durerà tutta la mattina"

tutta la mattina a parlare di assicurazioni per la terza età? ma siamo impazziti? io stramazzo dopo mezz’ora.
"d’accordo"

"l’incontro non è a milano"

merda! come minimo è a rho-pero. dopo una mattinata sulle polizze a rho-pero avrò bisogno di un’ambulanza.
"e dove sarebbe?"

"a venezia"

"venezia?"

"alle procuratie vecchie, in piazza san marco. partirai il giorno prima, cioè domani. è prevista una visita serale alla mostra su tiziano e la sensualità della pittura e una cena in un’antica osteria. dormirai in un albergo da sogno. riesci organizzarti con i bambini, vero?"

"i bambini? quali bambini? certo che riesco a organizzarmi. e poi le polizze third age sono la mia passione, nonché la chiave di volta del futuro della finanza globale"

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meglio 24 ore da leone…

"elasti, mercoledì alle 9,30 dovresti andare alla conferenza stampa dell’amministratore delegato bello del gruppo G", dice il capo L.
"va bene"
"elasti…"
"dimmi"
"la conferenza stampa dell’amministratore delegato bello del gruppo G… è a praga"
"praga?"
"praga"
"praga con la moldava, il ponte carlo, il cimitero ebraico, il castello? quella praga?"
"proprio quella. parti domani, con un gruppo di giornalisti gaudenti e torni 24 ore dopo. non è un problema, vero?"
"problema? quale problema?"
"benissimo. allora buon viaggio".

elastigirl domani partirà per 24 ore. avrebbe voluto che la sua prima volta a praga fosse con mister incredible ma lui è a londra e lei si accontenterà dell’amministratore delegato bello e dei colleghi gaudenti.

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sale dell’himalaya e pâté

ieri, dopo le due o tre ore di smarrimento seguite alla partenza di mister incredible e degli hobbit, elastigirl ha preso coscienza della sua inestimabile fortuna.
ha assaporato il piacere della solitudine, del silenzio e della libertà.
ha riacquistato, seppur a tempo determinato, il controllo sulla propria vita e ha scoperto che essere padroni del proprio tempo può dare le vertigini.
essendosi aggiudicata il turno all’alba in redazione, stamane si è svegliata alle 5,30, ma invece di strisciare per casa come una ladra silenziosa, ha acceso la radio a tutto volume e le luci di ogni stanza, comprese quelle dell’albero di natale.
ha pedalato cantando in bicicletta, avvolta in una nebbia bianca e pungente.
in ufficio la collega L le ha regalato un sacchetto di sale rosa dell’himalaya. "è fantastico, provalo", ha detto.
uscita dalla redazione, elastigirl è andata dal parrucchiere donato.
"donato, fai di me quello che vuoi. ho bisogno di rilassarmi. se mi addormento non svegliarmi".
poi è tornata a wisteria, con i capelli vaporosi, il sale rosa e il p
âté regalatole da nonna J.
incurante dei pesci galleggianti degli hobbit, elastigirl ha preparato un bagno bollente, interrogandosi sull’uso dei cristalli dell’himalaya, "impregnati di fuidi magmatici, contenenti  84 sali minerali diversi, tutti vergini e incontaminati".
"male non farà", ha pensato sgranocchiando un enorme chicco trasparente, mentre l’acqua scorreva.
"i suoi grani possono essere strofinati direttamente sulla pelle eliminando le cellule morte", dicevano le istruzioni che elastigirl ha seguito diligente.
infine si è immersa nell’acqua, insieme agli 84 sali minerali vergini e incontaminati che, "richiamando i liquidi dall’interno verso l’esterno, aiutano a sgonfiare i cuscinetti di cellulite".
al termine di questo estenuante trattamento, elastigirl, senza più cellule morte né cuscinetti di cellulite, aveva una fame da lupo.
ha tagliato quattro fette di pane, le ha spalmate generosamente di burro e ci ha schiaffato sopra il p
âté della nonna. poi si è preparata latte e caffé, si è seduta sul divano e ha divorato la merenda, guardando star trek.
mister incredible avrebbe buttato i sali dell’himalaya nella spazzatura, lo hobbit grande avrebbe sgridato elastigirl perché "non si mangia davanti alla tivvù", lo hobbit piccolo avrebbe divorato il pane e imbrattato il divano con burro e pâté.
effettivamente è un proprio un peccato che siano tutti e tre a bari dai nonni.

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ri-tokyo

"dovevo andare a new york a febbraio ma forse non vado più. a marzo invece… a marzo mi hanno invitato a tokyo per un seminario. vuoi venire con me?", chiede mister incredible.

a marzo. in giappone, una settimana. come l’anno scorso.
un’altra settimana di toilette intelligenti che si scaldano quando ti siedi e ti fanno il bidet quando hai finito.
di carrozze della metropolitana women only per evitare i molestatori professionisti.
di centinaia di pazzi in estasi che fotografano tutti insieme contemporaneamente un bocciolo di ciliegio.
di adolescenti vestite da porno-infermiere.
un’altra settimana di sguardi interrogativi, di love hotel, di manga e di sushi.
un’altra settimana tra economisti workaholic che alla domanda "che fate nel tempo libero?" rispondono "cos’è il tempo libero?".

perché no?
in fondo la follia non viene mai a noia.

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colleghi in gita

al matrimonio salentino di zeta sono stati invitati vari colleghi di elastigirl.
zeta aveva prenotato per tutti un agriturismo, dove le follie di redazione si sono trasferite per 36 ore.

“escludo di mettermi in costume davanti ai colleghi. la sola idea che mi vediate in mutande mi agghiaccia”, ha detto la collega C.

“il sole mi fa schifo. l’abbronzatura mi repelle. starò tutto il tempo sotto un albero”, ha detto la collega P, con un enorme cappello di paglia e un paio di occhiali da mosca.

la collega F e la collega S hanno deciso di rimanere nel salento. hanno affittato una macchina e sembrano thelma e louise. non si sa se torneranno a casa.

la collega L ha lasciato bambini e marito a casa ed è in preda a incontenibile euforia. 

il collega S, che si lamenta di avere perso diversi punti karma, ha inspiegabilmente vinto la suite dell’agriturismo e, durante la festa di zeta, ha ballato per 4 ore senza mai fermarsi.

il collega M, la cui vita privata è oggetto della morbosa curiosità delle colleghe che lo sottopongono a interrogatori implacabili, è stato circuito da una intraprendente signorina in rosa. talmente intraprendente che M ha avuto paura e ha chiesto aiuto a F e S.

domenica sono andati tutti quanti al mare.
C si è spogliata, P no, ma si è abbronzata lo stesso. F e S hanno messo a punto la loro fuga salentina senza ritorno, L ha detto “vado a fare una nuotata” e per poco non è arrivata in albania, S era felice perché il taranto ha vinto, M è stato sottoposto al solito indiscreto interrogatorio sulle sue fidanzate.
tutti insieme hanno fatto una lunghissima partita di pallavolo nell’acqua. hanno scoperto che i giornalisti non sono dotati per lo sport, ma hanno riso alle lacrime, come succedeva da piccoli.

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