lunedì, 02 ottobre 2006
Quando hai dei piccoletti perennemente al seguito come cozze patelle aggrappate al loro scoglio, un'ora di libertà può trasformarsi in una esperienza assolutamente grandiosa.
i due nani sono ai rispettivi asili. l'inserimento del grande è ancora in corso e le maestre mi concedono una finestra di due ore e mezza. Inizio a pensare che di questo passo Luca arriverà al tempo pieno al raggiungimento della maggiore età.
Ma non voglio certo scatenare una polemica né tantomeno una guerra con le  due arpie, signore e padrone del destino del mio bambino, mai sia che me lo discriminino.
quindi lo mollo alle 10. Lui non mi caga, le maestre neanche.
MISSIONE: recupero bicicletta in ufficio, dove l'avevo lasciata a gennaio, perché va bene essere sportivi e sprezzanti del pericolo, ma al sesto mese il tram è un mezzo più adatto per una gestante.
Arrivo in ufficio e vengo accolta dai fantastici membri del "covo delle serpi", che fanno cerchio intorno a me con un calore che avevo dimenticato. Naturalmente anche io faccio parte delle serpi ma al momento sono un po' fuori allenamento. Mi sento a casa.
Prendo la mia bici lercia, gonfio le ruote a terra, con un fazzolettino di carta pulisco il minimo indispensabile e sporca di polvere e grasso mi avvio verso wisteria, leggera come una farfalla.
Veramente fantastico. Pedalo cantando a squarciagola "santu paolo mio delle tarante", il vento nei capelli, lo smog nei polmoni e sono felice. Ho persino l'impressione che un tranviere mi lanci uno sguardo  lubrico  dal suo trespolo.  Non mi capitava  da ... boh...
postato da: nonsolomamma alle ore 14:03 | Permalink | commenti (1) | commenti (1)(pop-up)
categoria:ufficio, figli, bicicletta