prima la cattiva o la cattivissima?

"pronto elasti, ho due notizie, una cattiva e una cattivissima. quale vuoi prima?"

"…"

"no, niente di tragico, tranquilla. vuoi prima la cattiva o la cattivissima?"

"che modo è di iniziare una conversazione tra persone civili?! sono qui nel centro della redazione e mi fai venire il panico da sciagura-sventura-disastro… voglio prima la notizia cattiva"

"coxsackiosi"

"è una nuova parolaccia?"

"'epidemia. coxsackiosi… non è male come parola…. l'epidemia di coxsackiosi… non suona male"

"che dici? mi sembri ubriaco"

"la coxsackiosi si sta diffondendo a macchia d'olio nell'asilo nido dello hobbit piccolo…"

"quali sono i sintomi?"

"dopo ti dico. ora vuoi la notizia cattivissima?"

"se proprio mi tocca…"

"lo hobbit piccolo, forse, ha la cocksackiosi. mi hanno chiamato ora dal nido"

"cosa significa? come fanno a dirlo?"

"è un po' mogio. ed è un po' caldo, pare"

"gli hanno dato il foglio di allontanamento?"

"no, non ancora"

"e per avere una diagnosi definitiva di toxococco cosa deve succergli?"

"coxsackiosi, elasti, non inventare! puntini. si aspettano i punti sotto i piedi, sul palmo delle mani e in bocca"

"ma allora è il virus mani-piedi-bocca"

"l'afta epizootica???"

"no, quella viene alle mucche e ai maiali. questa ai bambini piccoli: se passano slinguandosi i giochi a vicenda… non sapevo si chiamasse coxiosi…"

"coxsackiosi elasti, coxsackiosi, non abborracciare".

tanto rumore per nulla. falso allarme. lo hobbit piccolo non ha la coxsackiosi, almeno per oggi.

Share on Twitter

bianca

porta una maglia a righe e i pantaloni sbrindellati di una tuta da ginnastica blu da cui spuntano due estremità nude e grassocce. è adagiato un po' sbilenco su un divano ricoperto da un telo verde. il braccio destro è posato su un bracciolo, il sinistro è steso di lato, a cingere le spalle di una piccola rossa in abito rosa e calzamaglia coordinata, seduta al suo fianco, composta e compita.
lui apre e chiude le dita dei piedi come un ventaglio, a celebrare l'affrancamento dalle calze, detestabile accessorio, la comodità della seduta e la magia di un incontro.
entrambi sono immobili, fatta eccezione per i due ventagli paffuti e liberati.
lei è inespressiva, lo sguardo perso davanti a sé, imperscrutabile.
lui guarda lei, inebetito e felice.
stanno lì, nella stessa posizione, da circa mezz'ora nell'angolo morbido dello stanzone della sezione piccoli di un asilo nido.
lo hanno detto le educatrici quando elastigirl è andata a prenderlo, trovandolo così, in balia di un'enigmatica rossa di nome bianca: il microbbit ha compiuto 15 mesi e si è innamorato.

Share on Twitter

susanna mi vuol bene

andando all'asilo.

"a-u-t-o… auto! z'è sclitto auto!"

"bravo! lo hai detto alla maestra susanna che hai imparato a leggere?"

"no. pelò susanna mi vuole molto bene"

"certo che ti vuole bene"

"e anche le altle maestle e le commesse"

"sì, e anche tu vuoi bene a loro, no?"

"natulale".

arrivati all'asilo.

"zao susanna. io so lezzele. ho impalato da solo. velo che tu mi vuoi bene?"

"certo hobbit piccolo che ti voglio bene. ti voglio bene se sai leggere e se non sai leggere, se sei felice e se sei triste. ti voglio bene anche quando fai il monello. ti voglio bene sempre".

lui tace e gongola con lo sguardo perso, fintamente assorto nei suoi pensieri. elastigirl, che si commuove anche leggendo le istruzioni del telefonino, scoppierebbe in singhiozzi e inviterebbe a cena susanna, il fidanzato di susanna, la famiglia di susanna, cane compreso, e tutti gli amici del liceo di susanna, ma si trattiene e si limita a tirare su con il naso. a bassa voce però.

"sai, elasti? lo hobbit piccolo è un bambino molto intelligente"

"ehm, cof cof, sniff, sì. però ha anche un'indole anarco-insurrezionalista che bisogna arginare, talvolta reprimere selvaggiamente…"

"be', considera che è nella delicata fase della costruzione del sè. è un momento difficile per un bambino: deve capire chi è. tanto è vero che passa molto tempo a disegnare e a costruire case. e le sue case, mi dice, hanno sempre un salotto enorme… che significa che lui sa di avere bisogno di molto spazio…".

susanna ha, insieme a un'altra educatrice, una classe di 28 bambini, eterogenea per età. 28 bambini sono moltissimi e tra tre e cinque anni ci passa un mondo intero.
susanna riesce a voler bene a ognuno di loro, per le sue luci e le sue ombre, a trovare il tempo e i modi per dirlo, a valorizzarli e a rassicurarli. riesce a osservarli, a riflettere con loro e su di loro, ad entrare nei loro disegni e a farsi aprire le loro case.
elastigirl non capirà mai perché sulle susanne, sulla loro professionalità, sulla loro passione e sulla loro dedizione non si investano risorse, energie ed entusiasmi pubblici. né perché le susanne vengano lasciate sempre più sole.

Share on Twitter

scoperte

questo pomeriggio elastigirl ha scoperto che:

1. dentro un microbbit ci stanno quattro fette di pandoro e un'indicibile disperazione per il divieto di mangiarne una quinta
2. la maestra del microbbit è campionessa italiana di ballo liscio, categoria professionisti ma se la cava egregiamente anche con rock acrobatico, salsa e merengue
3. il papà della piccola martina è un figo intergalattico ma presentarsi, seppur senza marito, con tre figli minori al seguito non è l'arma più efficace per far colpo su un uomo
4. i bambini della sezione piccoli dell'asilo nido in segno di amicizia si passano giocattoli precedentemente abbondantemente leccati in un tripudio di saliva e germi, si regalano cibo amorevolmente premasticato, si scambiano fazzoletti opportunamente smocciati
5. il microbbit non è un party boy e, fatta eccezione per il pandoro, le celebrazioni di fine anno gli danno una certa ansia.

non c'è che dire: le feste scolastiche di natale, sono inesauribili fonti di esperienze e saperi.

Share on Twitter

annichilimento

domani la scuola materna dello hobbit piccolo sarà in sciopero, l'asilo nido del microbbit anche, mister incredible sarà a berlino per un convegno di sindacalisti marxisti, nonna J sarà in giro per l'italia con suo marito artù, la babysitter annalisa portapazienza sarà disponibile solo dalle 15,30 perché prima lavora altrove, la giovane aspirante sociologa della casa di fianco, detta anche lorenza-è-un'-emergenza, che accorre nei casi disperati, sarà a barcellona per un lungo weekend con il fidanzato, elastigirl sarà in ufficio anche perché ha scoperto oggi che il suo saldo ferie 2010 ammonta a meno 2,5 giorni.

di fronte alla prospettiva dell'abbandono di un minore in età prescolare, la mamma di simone, quattrenne, compagno di classe e di sciopero dello hobbit piccolo, è intervenuta proponendo di accogliere sotto il suo tetto il nano di mezzo che, tra manifestazioni di tripudio e gaudio, ha annunciato che si presenterà tatuato, con tuta da ginnastica, stivali anche se non pioverà e maschera nera di darth vader.
mossa a compassione dalla chiusura della sezione "lattanti" del nido comunale e dalla solitudine di un microbbit privo di custodia, la mamma di giacomo, settenne, compagno di classe e di piscina dello hobbit grande, si è offerta volontaria per un tête à tête diurno con il minuscolo ("basta che mi autorizzi a spupazzarlo fino al reciproco sfinimento").
elastigirl è annichilita dalla gratitudine.

Share on Twitter

così piccolo così perseguitato

non più tardi di una settimana fa il microbbit fu rispedito a casa dall'asilo nido con il cosiddetto modulo di allontanamento, simpatica espressione coniata probabilmente da un burocrate comunale amante dei bambini under 3. nel suddetto modulo, o foglio di via che dir si voglia, il dirigente scolastico diagnosticava al microsoggetto non grato una "congiuntivite purulenta".
nonostante l'elevato livello di integrazione e di benessere raggiunti in quella che il burocrate sopra citato chiama "comunità", il microbbit e le sue secrezioni purulente furono allontanati, come richiesto.
opportunamente curato e con successo guarito, il microbbit fu felicemente reintegrato.
"è un bambino adorabile", disse venerdì scorso una maestra a elastigirl.
"è autonomo, indipendente ma molto affettuoso", la blandì un'altra.
"è il mio preferito perché è simpatico e mangia come un bue, ops, un leoncino", rincarò la cuoca con il cappello in testa.
elasti-gongolante considerò il foglio di via un capitolo chiuso del glorioso seppur iniziale percorso scolastico del microbbit.

"gliene hanno dato un altro", ha annunciato annalisa portapazienza, la nuova baby sitter degli hobbit tornando dall'asilo nido con un garrulo minuscolo in braccio.
"un altro piatto di sbobba di verdura perché aveva ancora fame? un altro paio di calze antiscivolo perché per sbaglio stamane gli ho messo quelle dello hobbit piccolo, di sei numeri più grandi? un altro cosa?"
"un altro modulo di allontanamento"
"ma come? non ci credo! sta benissimo! guarda che occhi! nessuna traccia di purulenza!"
"non è la congiuntivite questa volta…"
"e allora? non ha febbre, non ha tosse, non ha raffreddore… è anche di ottimo umore… questo è mobbing!"
"l'educatrice mi ha detto che ha fatto la cacca tre volte"
"e allora? tutta salute, direbbe mister incredible"
"non so che dire… leggi il modulo"
"vi informo che vostro figlio nella giornata odierna ha presentato i seguenti sintomi: diarrea (più di tre scariche in tre ore non contenibili nel pannolino)… per cui è previsto l'allontanamento dalla comunità scolastica… scusa, ma l'educatrice ha detto che ha fatto la cacca tre volte, non più di tre volte. e poi lui fa sempre quintali di cacca"
"sì, ma ha detto che ha sporcato il lenzuolo della nanna"
"e invece di rimandare a casa il lenzuolo ha preferito mandare a casa il microbbit"
"era la soluzione più pratica".

Share on Twitter

modulo

modulo di allontanamento
ai genitori di: microbbit
sezione: piccoli
vi informo che vostro figlio nella giornata odierna ha presentato i seguenti sintomi:
congiuntivite purulenta con occhi arrossati e secrezione purulenta (palpebre arrossate e appiccicose)
per cui è previsto l’allontanamento dalla comunità scolastica.
il dirigente scolastico

ma noooo! ma come? era finalmente inserito, finalmente integrato. con le sue calze antiscivolo, la sacchetta della roba sporca e della roba pulita, i pannolini con la scritta ‘microbbit’ in pennarello indelebile, l’asciugamano con il cappiolino e la bavaglia ricamata, perché qui da voi si deve dire ‘sacchetta’ e ‘bavaglia’.
era felice lì nella vostra comunità, a leccare utensili da cucina, bottiglie del latte, vassoi di polistirolo, scatole di corn flakes e tutto quel materiale di recupero che i membri della sezione lattanti si passano di mano in mano, di bocca in bocca, in una comunione di saliva, germi, amicizia e sviluppo sostenibile.
famelico, mangiava insieme a voi quei papponi concentrati, con crema di riso, verdure, carne, parmigiano, olio e il peso specifico dell’uranio.
sereno, dormiva nel suo lettino con le sbarre nella stanza della nanna sotto un soffitto di stelle e lune pendenti e la musica new age di sottofondo.
indenne ed eroico, è scampato al primo attacco di pidocchi della stagione.
e ora così, con un modulo di allontanamento, un foglio di via, una lettera di dimissioni, lo rimandate a casa, senza pietà.
per un po’ di congiuntivite, due palpebre appiccicose. sì, va bene, è purulenta, ho capito. sì, certo è contagiosa come la peste ma non sarà stato mica lui il primo, l’untore degli untori? ah. è il nono bambino che viene allontanato in due giorni? ne rimangono tre e poi sono finiti?
e… possiamo tornare domani?
lo escludete? dopodomani?
solo se lasciamo a casa la secrezione purulenta?
d’accordo. grazie.
ah, già. stavo dimenticando il modulo.

Share on Twitter

i tempi giusti

inserimento del microbbit al nido.
giorno tre.
"il microbbit è tranquillo, autonomo, indipendente, sereno. si vede che è un bambino abituato a vivere in una comunità", ha dichiarato la maestra mara.
"grazie", ha risposto elastigirl domandandosi per le quattro ore successive se definire l’elasti-famiglia ‘comunità’ potesse essere considerato un complimento.
"l’inserimento sta andando alla grande. alla fine della prossima settimana il bambino potrà fermarsi per il pranzo. potrà pertanto venirlo a prendere alle 12"
"alle 12??? alla fine della prossima settimana? ma ha detto che l’inserimento sta andando bene… io pensavo… e poi giovedì prossimo devo tornare a lavorare…"
"il microbbit reagisce molto bene. ma non si dimentichi che ha otto mesi e che dobbiamo rispettare il suoi tempi, non certo quelli della sua mamma o, peggio, del lavoro della sua mamma"
"sono d’accordo, ma con un’ora al giorno la prima settimana e due ore la seconda, quando l’inserimento sarà finito il microbbit andrà in prima elementare…"
"non dica sciocchezze! pensi che tra due settimane entrerà alle 10 del mattino, come adesso, e uscirà alle 14! contenta, elasti?"
"non è possibile! solo 4 ore la terza settimana? mister incredible è a londra, nonna J a parigi con suo marito artù, la baby sitter valentina diolabenedica ci ha lasciati per una comunità di disabili… io devo tornare in ufficio…"
"le esigenze del microbbit vengono prima di voi… almeno per noi"
"ma io lo so che il microbbit sarebbe felice di mangiare, dormire e fare la cacca qui fino alle quattro del pomeriggio anche da domani!"
"lasci decidere a noi i tempi giusti. è il nostro mestiere"
"…"
 
"pronto, buongiorno capa della redazione. sono elasti"
"elasti, ciao. veloce che sto andando in riunione"
"ehm, volevo salutare e comunicare che…"
"arrivo-arrivo-arrivo!"
"ecco, no"
"elasti, non stavo parlando con te. dimmi adesso. ma rapidamente"
"insomma, l’inserimento al nido, mister incredible a londra, valentina dai disabili, mia madre a parigi… e io… be’ io torno una settimana più tardi del previsto. il 30. è un problema?"
"una settimana più tardi??? una settimana più tardi??? è un casino. un maledetto casino!"
"veramente, avete fatto a meno di me dieci mesi, non pensavo che una settimana potesse creare…"
"un indicibile casino!"
"mi dispiace…"
"non serve dire mi dispiace"
"magari posso provare a…"
"no, no e no! faresti ancora più casino! torna il 30, noi affogheremo ma in qualche modo sopravviveremo, come abbiamo fatto fino a ora"
click.

poche cose fanno sentire bene come la consapevolezza di essere nel posto giusto a fare la cosa giusta nei tempi giusti.

Share on Twitter

alberto non c’è

lo hobbit piccolo e francesca, colei che lui chiama "la mia fidanzata" ma che pare ami (anche?) alberto, festeggeranno insieme il loro quarto compleanno.
"invitiamo solo i piccoli di tle anni della nostla classe", ha annunciato lo hobbit piccolo.
"sì, tutti i piccoli più alberto anche se è medio e ha quasi cinque anni", ha replicato francesca.
"non conosco abbetto", ha mentito lui.
stamane elastigirl e lo hobbit piccolo hanno distribuito gli inviti, manufatti dagli estrosi fratelli maggiori di francesca, infilandoli negli armadietti, contrassegnati da fotografie con espressivi primi piani dei proprietari.
"ecco qui alessio, ecco giovanni, ecco michela…"
"ecco sonia, paolo, hasem… fatto! finito!"
"ehi, manca alberto, nano!"
"…"
"mi devi aiutare però. io non lo riconosco dalla foto. me lo indichi per piacere?"
"non zè"
"non è possibile. ci sono tutti i bambini della classe, ci deve essere anche l’armadietto di alberto"
"abbetto non ha l’ammadietto"
"dai, non fare così. dimmi qual è alberto che dobbiamo lasciargli l’invito alla festa"
"non lo tlovo"
"daaaaai!"
"te l’ho zà detto. non vedo abbetto pelché abbetto qui non zè. è inutile zelcale. andiamo mamma"
elastigirl ha dovuto domandare alla commessa.
"mi scusi signora, lei sa per caso qual è la fotografia di alberto?"
"certo. eccola qui. questo è il suo armadietto. che bel bambin l’è quell’alberto lì!"
lo hobbit piccolo intanto guardava fuori dalla finestra, verso l’orizzonte.

Share on Twitter

vicina e lontana

ho tre figli, due adolescenti e uno piccolo, che ha quasi tre anni.
il piccolo non lo abbiamo cercato, è arrivato. e quando io ho scoperto di essere incinta di nuovo ho avuto paura. perché era un altro maschio, perché mio marito ed io avevamo appena ricominciato a respirare, perché il mio corpo si sarebbe trasformato di nuovo e non sapevo se mai sarebbe tornato come prima. ho avuto paura di affrontare tutto di nuovo, da capo, quando ormai mi sentivo libera, quando avevo ricominciato ad andare al cinema, a uscire a cena e a pensare a me.
il piccolo è nato in un posto dove tutto era facile.
poi siamo arrivati a milano e qui la vita è dura.
qui manca la cultura dell’accoglienza, qui non parlano le lingue, qui sono diffidenti.
diffidano perché hai una famiglia numerosa, perché hai il capo coperto, perché non mangi il prosciutto, perché non sei identico a loro, perché non ti capiscono.
noi cambiamo città ogni tre-quattro anni, siamo stati a dubai, a parigi, a bruxelles e a hong kong e mai ho trovato la chiusura che ho trovato qui.
ho imparato l’italiano perché è una lingua che amo ma nessuno mi ha mai aiutata qui, nessuno mi ha mai fatto sentire a casa, nessuno mi ha mai teso la mano. adesso va meglio rispetto ai primi tempi, ma tutto costa molta fatica.
hasem l’anno prossimo andrà all’asilo francese perché non voglio che soffra e lì so che sarà più semplice.

ha il capo capo coperto, un corpo minuto, lo sguardo sfrontato e una passione per proust. vorrebbe fare la mediatrice culturale e per questo ha studiato. suo marito è diplomatico e lei lo segue, in giro per il mondo. è gaudente e perplessa, curiosa e incredula, lucida e sfuggente, vicina e lontanissima.
è la mamma di hasem, il bambino tunisino, compagno di nido dello hobbit piccolo.
quando parla così vorresti chiederle scusa, per tutta quella strada ancora da percorrere.

Share on Twitter