quando hiroshi, il collega giapponese di mister incredible, venne a trovare l'elasti-famiglia a milano per riprendersi dallo shock del terremoto e da tutto quello che ne è seguito e si concesse, da buon workaholic, ben tre giorni di vacanza, elastigirl gli propose di raggiungerli in agosto nella città di A, dove avrebbe potuto rilassarsi e lavorare gomito a gomito con l'economista marxista barese.
lui ringraziò, promise che ci avrebbe pensato ma aggiunse che probabilmente il suoi impegni non glielo avrebbero consentito.
forse hiroshi ha lavorato troppo, forse si è reso conto che se avesse continuato così si sarebbe rotto, forse ha fatto due calcoli e ha scoperto che l'ultima vacanza superiore ai 4 giorni risaliva al 1984.
"vengo a trovarvi nella città di A. in massachusetts. starò con voi dieci giorni", ha annunciato.
é arrivato venerdì sera con un pullman dall'aeroporto. qualcuno ha assicurato di averlo visto.
alloggia in una stanza sotto l'appartamento preso in affitto dall'elasti-famiglia. "guarda che puoi stare con noi, hiroshi. ci stringiamo" "grazie davvero, ma preferisco così" (= piuttosto che condividere bagno e tetto con voi per dieci giorni, prendo in affitto un loculo al cimitero di A che mi hanno detto essere molto grazioso").
venerdì sera nessuno lo ha intercettato.
"sarà devastato dal jet lag. ci sono 13 ore di differenza tra la città di A e tokyo".
sabato mattina l'elasti-famiglia è andata in gita in connecticut.
mister incredible gli ha scritto una mail, per invitarlo. ("perché non bussi alla sua porta invece di scrivere email da un piano all'altro?" "perché sono rispettoso. io")
"caro hiroshi, saremmo felici se venissi insieme a noi. andremo a fare colazione nel diner più fantastico dell'universo, poi andremo a visitare un'incredibile libreria, con gatti, capre, una nave dei pirati e libri e cd a un dollaro l'uno e infine visiteremo un sottomarino della seconda guerra mondiale perché un po' di sano militarismo fa crescere i bambini sani e forti".
hiroshi non ha risposto.
domenica mattina hiroshi era ancora asserragliato in camera.
"caro hiroshi, siamo tornati dal connecticut. speriamo tu stia bene. noi andremo a fare il bagno nello stagno melmoso. se hai voglia di venire con noi, ci troviamo davanti a casa tra un'ora".
da hiroshi nessun segnale.
nel pomeriggio, mentre hiroshi gestiva nell'ombra il suo jet lag o la sua doppia vita, gli hobbit hanno trovato un topolino agonizzante nel giardino ("forse potremmo legarlo ai binari della ferrovia e aspettare che passi il treno così muore e non soffre più, poveraccio"), hanno lavato la macchina di brenda, la vicina, e hanno seppellito il topolino che nel frattempo aveva astutamente provveduto a suicidarsi.
"caro hiroshi, elasti questa sera preparerà la pasta al forno. la mangeremo tutti insieme sotto al portico di brenda, insieme al 21enne tedesco stagista biologo di cui è innamorata l'adolescente inquieta del civico 61, a svetlana la filosofa russa di passaggio e a hiroko, una pensionata giapponese logorroica cultrice di emily dickinson, poetessa di A. saremmo felici se fossi dei nostri".
ancora niente.
"forse si sta nascondendo da noi"
"forse è stato morsicato da un vampiro e ora dorme di giorno e vive di notte"
"forse è rimasto a tokyo e in quella stanza c'è il suo ologramma"
"forse ha bisogno di aiuto. chiamiamo un'ambulanza? i pompieri? la guardia forestale?"
"lasciatelo in pace e fatevi i fatti vostri"
"ma…"
hiroshi ha dato il primo segno di vita ieri sera, dopo 72 ore di silenzio, con una mail.
"cari mister i, elasti e hobbit, perdonate il mio silenzio. grazie per i vostri numerosi inviti. purtroppo ero molto stanco e avevo bisogno di dormire. ora sto bene e ho molta voglia di salutarvi".
da stamane hiroshi è tornato tra i vivi.
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vuoi un cracker?
venerdì scorso jacy, la maestra dello hobbit grande e del medio al campo estivo americano, si è avvicinata ad elastigirl con aria cospiratoria.
"conosco un posto segreto e bellissimo. sono certa che agli hobbit piacerebbe molto. mi piacerebbe portarvici domattina, se vi va"
"certo che ci va jacy. ma sei sicura di volere passare il sabato proprio con noi? voglio dire, stai con i bambini tutta la settimana e magari…"
"la mia fidanzata è fuori città, quindi sono libera domani"
"la tua… ah certo. bene"
"appuntamento alle 10,30 al cimitero di M".
M è una frazione della città di A, dotata di una cascata, di una libreria senza libraio dove ci si serve e si lasciano i soldi in una cassetta, di un numero di rane 270 volte superiore a quello degli abitanti, di una chiesa, di un ufficio postale e di un cimitero.
"ottimo. a domani".
sabato mattina jacy, alle 10,30 era al cimitero, accanto alla sua macchina piena di adesivi ("women who seek to be equal to men lack ambition", "marriage is a human right not a heterosexual privilege", "my other car is a broom", "sorry i missed church, i've been busy practicing witchcraft and becoming a lesbian") di ammaccature ("era di mia nonna!"). aveva da sola una enorme borsa, ben più grande del misero elasti-zainetto che conteneva due pacchetti di cracker, due pannolini, un asciugamano, l'acqua e la crema protettiva (elastigirl è piuttosto suggestionabile e disidratazione e raggi uv stanno piano piano diventando elasti-ossessioni).
jacy e l'elasti-famiglia hanno attraversato il cimitero, hanno imboccato un sentiero nel bosco e hanno raggiunto una spiaggia sul fiume.
"è un posto fantastico, jacy!"
"già"
"c'è anche una corda appesa a un ramo per tuffarsi"
"e c'è anche l'argilla per farsi i fanghi"
"e l'acqua è pulitissima"
"io voglio vivere qui".
hanno fatto il bagno, si sono coperti di argilla, si sono lanciati dalla corda e si sono accasciati sulla spiaggia.
"jacy, vuoi un cracker? purtroppo non ho pensato a…"
"ho pensato io a tutto!".
jacy aveva portato pane, formaggio, mirtilli, lamponi e doughnut che sono delle ciambelle tipo krapfen, micidiali e fantastiche.
succede di continuo che qui, nella città di A., le persone siano gentili e ospitali e generose, lasciando di sasso elastigirl, convinta a tortissimo che l'ospitalità mediterranea sia merce preziosa e rara.
se qualcuno ha esperienze in merito è pregato di condividere perché, per l'elasti-esperienza, questo popolo è continua fonte di sorpresa, meraviglia e interrogativi.
l’età giusta
può parlare di meccanica quantistica, di neutrini e di neutroni, di ideogrammi e di steve jobs, di finanza, di mariti e di cinema, di telefonia, di vulcani, di vampiri e di russel crowe, di cui è innamorata. può aprirti gli occhi e folgorarti, può affascinarti e sfinirti. è una vera signora e, come le vere signore, ha una borsa per ogni stato d'animo, una sciarpetta per ogni giorno e un dettaglio prezioso per ogni drin della sveglia la mattina.
è arguta, spiritosa, solare, capace di inaudite generosità e di sublimi slanci. ha una gatta, una mamma e un papà d'antan che ogni tanto chiamano e te li immagini piccoli, seduti in poltrona, che si raccontano tanti fatti, fitto fitto, vivaci e inquieti, come lei. ha una casa che le somiglia e il desiderio periodico di buttarla via e trovarne una nuova.
è iperbolica e ha gli occhi che ridono. è curiosa e questo, insieme a tutto il resto, fa di lei una persona speciale.
è un'elasti-collega, pure un po' capa, ma non nell'anima. un giorno, al centro della redazione, aveva detto, nel bel mezzo di un monologo sull'universo, "ascoltarmi mi annoia a morte". ma la noia, con lei, non c'entra proprio niente.
lunedì andrà in pensione, per seguire le sue passioni, perché vuole mettersi alla prova di fronte a un muro bianco, perché le manca il tempo, perché, dice lei, "ho l'età giusta".
e dalla settimana prossima l'elasti-redazione, seppur part-time, sarà più vuota, più triste e molto meno colorata.
il voto di marìotereso e altre questioni
a tavola, elastigirl, lo hobbit grande e quello di mezzo. il piccolo dorme.
lei, dopo una settimana di euforica decompressione, è nuovamente in preda ad ansia pre-elettorale e passa buona parte del suo tempo a cercare invano di non pensare al ballottaggio.
pisapia ha detto che bisogna adottare un indeciso e io sono qui, a cena con questi due che si strafocano e non hanno nemmeno diritto di voto. adottare un indeciso, adottare un indeciso… ma dove lo trovo un indeciso che si lasci adottare e subito dopo convincere a votare quello che dico io?
mentre medita sulla sua totale incapacità di promuovere alcunché, figuriamoci un sindaco, si ricorda dell'ospite, colui che ormai da oltre due anni vive alle spalle dell'elasti-ménage, barricato dentro il muro della cucina, intruso per antonomasia, presenza molesta per definizione, ingombrante nella sua incorporeità: marìotereso, l'amico immaginario dello hobbit medio.
"scusa, nano… ma… marìotereso… cosa vota?"
"vota come me. siamo amici. è lozico"
"ah, e quindi cosa vota?"
"berlusconi naturalmente", dichiara scoppiando in una satanica risata.
marìotereso non puoi farmi questo. ti ho accolto in casa come uno di noi, non ti azzardare a farmi perdere il ballottaggio.
"ah…"
"ma dai, cosa credi? era tutto uno scherzo, no? non avevi capito? io e marìotereso votiamo pisapia!"
"ecco, volevo ben dire!"
"mamma…"
"dimmi"
"ma pisapia è un maschio o una femmina? e poi… esiste veramente?".
part time per tutti tutti
questo pomeriggio, per celebrare l'ultimo giorno di vacanza a bari, l'elasti-famiglia è andata a trovare zio ciccio, anche lui di passaggio in puglia, amico di antica data, unico uomo del pianeta in grado di mettere di buon umore mister incredible con la sua sola presenza e capace di spezzare cuori con un battito di ciglia.
zio ciccio gioca a calcio, aggiusta le petroliere in mezzo al mare, vive ad atene, parla barese e greco senza soluzione di continuità. è anarchico, esuberante, sfrenato e gaudente, anche se la vita e due figli minuscoli hanno moderato i suoi eccessi.
tra le molteplici attrattive di zio ciccio c'è la passione sua, dei suoi genitori, dei suoi fratelli e di tutti i suoi parenti fino al sesto grado, per i cavalli.
"moh, mister i, ce bellèzz'. vi aspetto al centro!", ha detto zio ciccio che ha passato con parenti e amici pasquetta in un centro ippico.
"venite! vi faccio vedere l'asino e il pony e i cavalli avelignesi che sono buoni e si possono accarezzare", ha detto agli hobbit, accompagnandoli in visita alle stalle.
"cosa fanno questi cavalli tutto il zorno?", chiede lo hobbit di mezzo che, abbandonata (temporaneamente?) la fase darth vader, adesso è in quella spaghetti western e non abbandona mai il cappello con la stella da sceriffo.
"vanno a fare le passeggiate con i loro padroni, mangiano, girano nel maneggio…"
"lavorano insomma…"
"guardate! qui c'è una cavallina che ha appena avuto un piccolino. è nato ieri sera! vedete? lo sta allattando. ecco, non vi avvicinate troppo altrimenti la mamma ha paura che vogliate far del male al piccolo"
lo hobbit grande osserva la scena in silenzio ed esce dal box, meditabondo.
"che ti succede? non ti è piaciuto il cucciolo di cavallo appena nato?"
"sì, molto. mi chiedevo però… alla mamma cavallo, adesso… glielo concederanno il part time?".
quattro giorni
è arrivato mercoledì, inspiegabilmente otto ore dopo l'atterraggio del suo aereo da tokyo.
ha portato in regalo uno stupefacente servizio da tè verde con un tè verde amarissimo che piace a mister incredible perché gli ricorda l'amaro delle cicorie.
ha lavorato di notte, lavorato di giorno, dormito forse, quando il mondo intorno a lui era distratto.
ha avuto in diretta la notizia di un altro forte terremoto in Giappone, si è irrigidito. poi ha esclamato "solo 7,4 di magnitudo", ha tirato un sospiro di sollievo e ha ricominciato a lavorare.
ha detto che in giappone tra amici e parenti non ci si bacia né ci si abbraccia. e nemmeno ci si inchina perché è troppo formale. si dice "ciao", con un cenno della mano.
ha mangiato la pizza, il branzino, le patate al forno, il gelato, la pasta e il sushi take away. il sushi gli è piaciuto molto, ma ha mostrato di apprezzare abbastanza anche il resto.
ha visto kung fu panda insieme agli hobbit e ha scoperto bud spencer e terence hill, ridendo come un pazzo, o come uno hobbit, durante le scazzottate.
sabato è stato trascinato in gita, a brunate, sopra como. ha preso il treno con l'elasti-famiglia perché la macchina non bastava per tutti quanti. ha tenuto in braccio il microbbit che gli ha toccato il naso e ha detto "bip". ha camminato in salita sotto un sole estivo, sudando, per mano allo hobbit piccolo che gli sussurrava "i want to come to zapan with you". arrivato in cima si è fermato in un bar, ha bevuto un succo di ananas e, guardando il lago sotto e le montagne intorno, ha detto che non gli sembrava vero tutto questo e che per la prima volta da quasi un mese, si era scordato del terremoto, dello tsunami, del disastro nucleare, della paura. "era lo scopo per cui sei venuto qui, no?", ha chiesto elastigirl. lui non ha capito.
hiroshi, il collega giapponese di mister incredible, ha preso un volo per tokyo domenica mattina, all'alba, dopo soli quattro giorni. "ho da fare, non posso assentarmi per troppo tempo", ha spiegato ed è tornato, o fuggito, a casa sua.
o hiroshi, where art thou?
ore 9,30
"ciao mister i, sono io. è arrivato?"
"non lo so. non mi ha chiamato"
ore 11,00
"come sta hiroshi?"
"non lo so. non è qui"
"e dove è finito?"
"l'aereo doveva atterrare alle 9. avrà fatto ritardo"
ore 14,00
"allora?"
"ancora niente. non ha telefonato, non ha mandato messaggi, non so niente"
"e il suo aereo?"
"atterrato alle 9 di stamane"
"be', è strano, no?"
"un po', ma sai come sono questi giapponesi…"
"magari si è addormentato aspettando il bagaglio ed è ancora lì che dorme…"
"magari"
ore 15,00
"saputo qualcosa?"
"no"
"chiamiamo polizia, carabinieri e protezione civile?"
"…"
"si sarà perso in aeroporto".
quando hiroshi, il collega workaholic economista marxista di mister incredible, ospite dell'elasti-famiglia per una breve parentesi di requie (requie?) dal disastro in giappone, ha bussato alla porta erano le 17,30. e ha trovato:
- una elastigirl, tornata dal turno di apertura in redazione, che faceva il cambio di stagione delle scarpe, circondata da sandaletti, stivali di gomma, ballerine e scarponi, aiutata dallo hobbit piccolo che, da dentro la scarpiera, impartiva direttive con il piglio dell'addetto ai lavori o del feticista delle calzature
- uno hobbit grande chiuso nello sgabuzzino insieme a lara, quella che "sai, mamma, quando siamo per mano in fila, di nascosto, mi fa le carezzine con il pollice". ("che state facendo lì dentro?" "giochiamo a harry potter, perché?")
- un mister incredible barricato in camera da letto a lavorare
- una baby sitter annalisa portapazienza devastata dal mal di denti
- il ritmo scozzese delle cornamuse e dei tamburi a tutto volume
- un microbbit in tuta da ginnastica che ha teso le braccia verso di lui e lo ha chiamato "mamma".
sapendo cosa lo aspettava, non stupisce che l'ospite tokyoita sia arrivato con oltre otto ore di ritardo senza dare spiegazioni.
meno 36 ore
caro hiroshi,
collega giapponese di mister i, economista marxista come lui e come lui workaholic,
che insieme a lui elabori improbabili modelli econometrici della rivoluzione proletaria e che vivi dentro un ufficio, in tuta da ginnastica e infradito, qui, per te, si fa il conto alla rovescia.
e siamo a meno 36 ore.
perché all'inizio, subito dopo il terremoto, quando ti offrimmo ospitalità e una parentesi di requie all'incubo, dicesti che era tutto tranquillo e che i media occidentali stavano esagerando.
perché, dopo qualche giorno, ci spiegasti che la centrale nucleare di fukushima era troppo lontana da tokyo per farti paura e avevi mille cose da fare e troppo poco tempo per una fuga.
perché la scorsa settimana ci scrivesti che sì, eri un po' preoccupato per i danni ai reattori di fukushima e per la mancanza di informazioni chiare sui rischi che correte, ma soprattutto eri esasperato dai black out che ti impediscono di lavorare per quattro ore ogni giorno.
e siccome niente ti sfinisce come l'impossibilità di lavorare, hai risposto sì al nostro invito.
e adesso ti aspettiamo con trepidazione.
mister i per accontentare la vostra ansia produttiva e lasciarsi inghiottire insieme a te dal gorgo di lavoro pazzo,
gli hobbit perché sono irresistibilmente attratti dagli ospiti, ancor più se esotici, e perché, quando venisti la volta scorsa, ti sedesti con loro sul divano a vedere un film e ti presero la mano e non la lasciarono più e ora dovete riprendere le fila di quello che avevate interrotto,
io perché, per motivi insondabili, smuovi i miei più intrusivi e violenti istinti protettivi e materni e ho preparato il tuo letto, e fatto una spesa che basterebbe per 12 hiroshi insieme e domani comprerò il pesce che ti piace. quindi vedi di arrivare affamato e di lasciarti accudire.
sopravvissuta, grazie
elastigirl è sopravvissuta:
- a un foglio di allontanamento dall'asilo nido ricevuto dal microbbit a causa di febbre e diarrea venerdì mattina, mentre lei era in ufficio, impossibilitata a muoversi dal centro della redazione, con mister incredible a new york alla conferenza marxista, nonna J a parigi in vacanza e tutte le persone (3) munite di delega per prelevare il microbbit irraggiungibili.
- alla convalescenza molesta dall'influenza dello hobbit grande, lamentoso e teatrale
- a due, dico due, pipì a letto dello hobbit nella stessa notte in due letti diversi (di cui uno era ovviamente il lettone, grazie al cielo lato mister incredible), con conseguenti interrogativi notturni (quale disagio sta esprimendo, il poverino di mezzo? assenza paterna? iperpresenza materna? incombenza fraterna? bastardaggine congenita?) e insonnia da giaciglio puzzone
- al deprecabile stato del microbbit nel fine settimana, sfebbrato ma affetto da sindrome della cozza aggrappata all'elasti-scoglio e saltuariamente preda a diarrea e vomito, preferibilmente in luoghi la cui pulizia richiede impegno, perizia e disgusto (materasso, divano, tappeto)
- alla sindrome della derelitta, lasciata sola dagli affetti più cari nel momento del bisogno, rancorosa e vendicativa
grazie a:
- provvidenziale intervento di lorenza-è-un'emergenza, aspirante sociologa vicina di casa e baby sitter per le situazioni estreme, in grado di materializzarsi quando tutto sembra ormai perduto, nella fattispecie in presenza di un implacabile foglio di allontanamento dal nido.
- sdoganamento dei videogiochi, normalmente contingentati se non proibiti, e seduta pomeridiana collettiva e liberatoria di boxe contro una serie di nerboruti signori e signorine in mutande, al termine della quale elastigirl aveva le braccia e la schiena spezzate rispettivamente dai pugni sferrati e dal microbbit-cozza rigorosamente poggiato sull'anca sinistra, anche durante i round più sanguinosi
- visita di amorevoli amici muniti di libro fotografico 'scopri le differenze' che ha ipnotizzato e neutralizzato il lamentoso hobbit grande, e di cd dei the dubliners che ha distratto lo hobbit piccolo dalle marce scozzesi e fatto ballare il microbbit
- eggs, libro di ricette monotematico, sempre portato dai suddetti amorevoli amici. i libri di cucina, preferibilmente illustrati, verso cui elastigirl nutre un autentico feticismo, sono tra i pochi oggetti in grado di elevare l'elasti-spirito dalle miserie quotidiane
- invito a pranzo domenicale (o meglio richiesta di asilo domenicale accolta) a casa di A, amica femmina, mamma di femmine, affettuose e accudenti.
ciao ciao carlotta
venne la prima volta poco più di un anno fa, fu invitata a togliersi le scarpe e lasciata libera di essere invisibile nell'elasti-casa. da quella volta, è tornata, puntuale e implacabile, ogni settimana, sempre lo stesso giorno, per 50 minuti, non uno di più non uno di meno.
aveva chiesto, tempo prima, se poteva guardare una madre e il suo bambino, nel primo anno di vita, per imparare come si guarda e vedere l'effetto che fa. elastigirl disse sì, con qualche perplessità ma molta solidarietà nei confronti di un compito piuttosto ingrato.
"piacere, mi chiamo carlotta e non esisto". taciturna, chissà se per timidezza o per dovere, sorridente, discreta, con le calze a righe e gli occhi blu. è entrata nell'elasti-ménage, senza esserne scalfita, è stata inghiottita dalla follia del lunedì dalle 18,40 alle 19,30, quando elastigirl è sola con gli hobbit, nel vortice bagno-pigiami-cucina-cena. ha ascoltato le urla, ha assistito alle litigate, alle cronache scolastiche, alle gelosie e alle risate. da spettatrice inesistente. ha visto il microbbit trasformarsi da bebè in birillo. è rimasta ben salda sulla sua isola. è stata professionale. la parent-infant observation richiesta dalla sua scuola di specializzazione in psicologia dell'età evolutiva non prevedeva coinvolgimenti ma solo silenziosa osservazione, "come se non ci fossi".
dopo il disagio iniziale, l'insoddisfatta curiosità scimmiesca degli hobbit e della loro mamma, la bizzarra accoglienza di un'ospite votato all'inesistenza, carlotta è diventata la trasparente istituzione del lunedì.
oggi è stato l'ultimo lunedì di carlotta. ha chiesto una fotografia dell'elasti-famiglia, "per ricordo", aprendo un inatteso spiraglio sentimentale in quella impenetrabile ritrosia. ha portato un pacchetto azzurro e un bigliettino. "è per voi", ha detto, in un colpo di tosse.
"noi?", hanno chiesto increduli gli hobbit ormai rassegnati a un'arida invisibilità.
"non dovevi. la tua presenza è già un regalo per noi", ha aggiunto subito dopo lo hobbit grande. elastigirl ha avuto un brivido, poi ha pensato che a sette anni il sarcasmo non può essere volontario, forse.
carlotta ha lasciato un regalo, dei piccoli dolci fatti da lei e un malinconico vuoto, un'assenza, impercettibile e lieve, come la sua presenza.
