mercoledì, 10 marzo 2010
"pronto, dottoressa tic tic? avrei bisogno di un consiglio/un conforto/una linea di condotta"
"mi dica, elasti"
"ecco... lo hobbit piccolo... ultimamente è inquieto. be', ultimamente... da quando è nato il microbbit. all'asilo pare sia aggressivo con i compagni, che non riesca a concentrarsi nelle attività, che si metta in continuazione le mani in bocca. insomma ha una regressione. a casa... be' a casa di giorno va tutto bene ma di notte dice che ha 'paurissima di tutto' e si sveglia spesso e io ormai sono l'ombra di me stessa e... che devo fare secondo lei, lei che è il mio astro, la mia luce, la donna che avrei voluto avere accanto se non avessi scelto di avere accanto un uomo?"
"lui non ha paura. esprime un disagio e bisogna scoprire il bandolo della matassa"
"il microbbit mi sembra un fantastico bandolo"
"troppo vago... bisogna scoprire quale è esattamente il bandolo per poi scioglierlo"
"quindi?"
"quindi posso indicarle uno bravissimo neurospichiatra infantile"
"neuropsichiatra infantile??? per lo hobbit piccolo??? scusi un attimo. mi devo sedere"
"cos'ha contro i neuropsichiatri infantili?"
"non ho niente contro i neuropsichiatri infantili. a pensarci bene anche a me sarebbe piaciuto fare la neuropsichiatra infantile ma... non so. se ci andassi, se ci portassi lo hobbit, mi sembrerebbe di sparare a una mosca con il bazooka. perché questa è una fase transitoria. spero. perché mi sembra tutto molto normale..."
"..."
"o no?"
"certamente è normale. è una fase che potrebbe passare presto. ma se non passasse presto..."
"neuropsichiatra e via"
"già. e poi lui è bravissimo, sa?"
"immagino immagino. magari aspettiamo un attimo. vediamo come evolve la situazione, come evolve lo hobbit, come evolvo io, come evolvono le nostre notti"
"il neuropsichiatra non scappa. e nemmeno io"

questa sera, a letto, lo hobbit piccolo, avvinghiato a elastigirl, accartocciata al suo fianco, non ha detto: "mamma, ho paula di tutto", come nell'ultima settimana.
ha detto: "mamma, io vollio essele fillio unico".
lui, il neuropsichiatra infantile, può attendere.
postato da: nonsolomamma alle ore 22:40 | Permalink | commenti (129)
Comments:
#1  10 Marzo 2010 - 23:34
 
abbracciatelo tutto! vedrai che andrà tutto meglio!

un bacio

gae
utente anonimo
#2  10 Marzo 2010 - 23:35
 
scoperto il bandolo!!
beffy2
(la mia grande quando é nata la piccola diceva che voelva essere lei la piccola!)
utente anonimo
#3  10 Marzo 2010 - 23:40
 
Prima ho risposto velocemente x essere la prima, lo ammetto, ma mi chiedo: ma ora non si consiglia di andare dal neuropsichiatra infantile x qualsiasi cosa?

gae
utente anonimo
#4  10 Marzo 2010 - 23:50
 
puo attendere si....
dolce il piccolino...tante coccole e magari un pomeriggio speciale da solo con mamma...per fargli capire quanto è importante!!!
baci al piccolo
enica
utente anonimo
#5  11 Marzo 2010 - 00:04
 

Diventare figlio unico per qualche ora può essere una soluzione. Uno spazio solo per lui qualche ora alla settimana, uno sport diverso (se la logistica familiare regge) o un'attività da fare insieme alla mamma (magari può bastare andare all'edicola ogni giovedì a comprare un fumetto). La garanzia che c'è uno spazio esclusivo garantito che si ripete può essere molto tranquillizzante.
Una lettrice affezionata
utente anonimo
#6  11 Marzo 2010 - 00:05
 
"come SI evolve", non "come evolve" - è un verbo riflessivo. Per favore, almeno un po' di resistenza sulla grammatica
utente anonimo
#7  11 Marzo 2010 - 00:13
 

grande dottoressa tici tic! solo di fronte ad una minaccia come una visita dallo specialista noi mamme riusciamo a ridimensionare le nostre ansie o a tirare fuori delle risorse insperate per superare le difficoltà...
forza elasti, anch'io faccio il tifo per te!!!
ch

utente anonimo
#8  11 Marzo 2010 - 00:19
 
la tua pediatra per caso è sposata con il neuropsichiatra? stai tranquilla che è normale...passa un po' più di tempo con lui.... magari coinvolgilo nei cambi pannolino del piccolo, fatto aiutare, dagli responsabilità... e vedrai che tutto passa!
utente anonimo
#9  11 Marzo 2010 - 00:26
 
Cara elasti,
buonanotte! Vedrai passerà..è normale!
eleonora
utente anonimo
#10  11 Marzo 2010 - 00:32
 

condivido il consiglio #5
anche mio marito (non neuropsichiatra infantile ma cque) neurologo santone mi suggerì la stessa cosa alla nascita de ns secondogenito dopo le prime violenze subite dal grande
coraggio che sei forte
siamo tutti a tifare
baci
 

utente anonimo
#11  11 Marzo 2010 - 00:39
 

Non ricordo chi, ma qualcuno tra i commenti aveva scritto che è difficile rinunciare ad essere l'unico amore della persona che amiamo, anzi per molti adulti sarebbe impossibile questa "condivisione"... eppure i fratelli e le sorelle devono abituarsi proprio a una cosa del genere.
Questo per dire che l'hobbit piccolo dolcissimo mi spiazza (sniff)
Utente: Layla24 Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Layla24
#12  11 Marzo 2010 - 00:47
 
Sì, il neuropsichiatra può attendere....
Penso che ognuno di noi, 'dotato' di fratelli e/o sorelle, abbia desiderato, di tanto in tanto, essere figlio unico.
Ma poi si supera, con un supplemento di attenzione e di coccole...
Utente: cautelosa Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. cautelosa
#13  11 Marzo 2010 - 00:48
 
Neuropsichiatra?! Ma non è un po' troppo drastica come soluzione? Chiaro che è solo una fase temporanea, capita ad ogni bimbo/a. Se una pediatra, mi consigliasse una soluzione del genere, me la mangerei viva!
Utente: Hoshina Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Hoshina
#14  11 Marzo 2010 - 00:48
 

Ciao Elasti! Io sono la primogenita di due e mi ricordo perfettamente che ebbi una fase similissima a quella del tuo hobbit piccolo quande nacque mia sorella. E tra noi c'erano sette anni di differenza... Si trattava probabilmente solo di gelosia, mi ricordo che mia mamma stava nel letto di sotto (era un letto a castello) con mia sorella e io da su le dicevo che avevo paura di tutto. Effettivamente avevo paura (e tutt'ora ho paura del buio, purtroppo) e le dicevo proprio così: ho paura di tutto, delle streghe dei fantasmi, dei ladri.
Non so se ebbi regressioni infantili a scuola, ma per quello sono sempre stata molto tranquilla...
Io non mi preoccuperei tanto, ma proverei (come ti hanno suggerito già) di provare a trovare un momento solo per voi durante il giorno o la settimana. : )

Camilla
utente anonimo
#15  11 Marzo 2010 - 01:18
 
ecco, elasti, lascialo attendere che e' meglio, va'. E gia' che ci sei, cambia anche pediatra.

Ma adesso fate cosi' anche in italia, che appena un bambino esprime un disagio, peraltro normale visti i cambiamentei recenti, li spediscono dal NEUROPSICHIATRA come fanno qui in America? Che i bambini li imbotiscono di psicofarmaci (prima erano metamfetamine, adesso direttamente gli antipsicotici) manco fossero caramelle? Appena dicono "today I am not OK". Perche' bisogna essere OK sempre e comunque, perche' invece quello si' che e' un atteggiamento normale! Certo...

Tientelo vicino e parlagli, fallo giocare con te, digli che ogni figlio e' unico, anche se ha 10 fratelli, che come vuoi bene a lui non ne vuoi a nessuno perche' parla con le zeta e tifa ciuccio. Abbraccialo e basta elasti, che l'affetto non e' mai troppo. Se invece ci fosse qualche neuropsichiatra in meno a prescrivere psicofarmaci a bambini cosi' piccoli di certo staremmo meglio. auguri.

utente anonimo
#16  11 Marzo 2010 - 01:51
 

Si ok, sono d'accordo con tutti i commenti, però facciamo chiarezza: il neuropsichiatra infantile non è una figura malvagia che prescrive psicofarmaci a tutti i bimbi che arrivano per una consultazione.
Spesso si tratta semplicemente di una chiacchierata in cui si valuta se effettivamente è presente un problema.

Anch'io sono del parere che in questo caso (almeno da quello che scrive elasti) sia prematuro parlarne, ma bisogna considerare che a volte ci sono disagi che non possono essere risolti semplicemente con un abbraccio ma c'è bisogno di un aiuto in più...
utente anonimo
#17  11 Marzo 2010 - 02:46
 
ohy ...piccolo dolce scricciolo un po' spaesato
Utente: sail Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. sail
#18  11 Marzo 2010 - 08:38
 
Anche secondo me può attendere la visita dal neuropsichiatra. È piccolo ancora, è venuto fuori il problema, cercherei di partire da lì, un momento tutto vostro, unico. Come ti hanno già scritto: basterebbe un'ora un giorno alla settimana. Io con la grande facevo così, ma con due è più facile!
Utente: ilmaredentrome Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. ilmaredentrome
#19  11 Marzo 2010 - 08:39
 
ok: occhio al figli di mezzo, qualche problemino ce l'ha e lo dà sempre. Tutti avremmo sempre voluto essere figli unici, tranne i figli unici che, cresciuti, vorrebbero avere avuto dei fratelli. Però dopo. Io l'ho scoperto al 30 anni che avrei amato avere dei fratelli.
Di neuropsichiatri infantili ne conosco: grandi persone quando sono più concentrate sul piccolo che non sulla loro competenza e le loro ideologie.
Proporre al microhobbit un tesssssoro tutto suo può sviarlo dall'idea di buttare il microbico fratello dentro la fornace di monte Fato.
Ma una mamma queste cose le sa già... e un papà deve farsi guidare da lei per dare una mano.
ciao
Paolo 
Utente: paolopugni Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. paolopugni
#20  11 Marzo 2010 - 08:50
 

ma siamo al delirio?????

l'america ci ha contagiati anche in questo? un bimbo di 3 anni, che come tutti i bimbi di 3 anni al mondo è geloso per la nascita del fratellino, portato dal neuropsichiatra? la medicalizzazione di tutto è una follia. così, oltre tutto, il bimbo si sente anche "diverso" rispetto al fratello maggiore.
io non ho parole. siamo cresciuti generazioni intere senza queste stronzate gigantesche della medicalizzazione di qualunque smorfia faccia un bambino. è veramente triste questo racconto, che un pediatra possa anche solo avere un'idea simile di fronte a un disagio che nella sua normalità è persino banale (tutti i figli minori sanno cosa volesse dire avere un fratello maggiore... eppure siamo tutti vivi e vegeti!!!).

bah. elasti, ti prego non cedere. nemmeno tra 6 mesi.

Utente: PaolaSal Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. PaolaSal
#21  11 Marzo 2010 - 08:53
 
Ribadisco: sono favorevole al ritorno del ZUZZO. Lasciamo regredire il piccolo genio, dopotutto è già abbastanza avanti e se lo può permettere con la testa vulcanica che ha ;-)
E poi, "scoprire il bandolo della matassa": lui si è espresso chiaramente: "quello che amo del microbbit è il zuzzo".
Tentar non nuoce.

E cmq accidenti ai medici che per ogni cosa ragionano in termini medici. Ma vedi un poco se uno per un po' di normalissmo disagio del figlio deve ricorrere addirittura al neuropsichiatra infantili, la metafora dello sparare alla mosca col bazooka mi semrba azzeccatissima: e allora i bambini che hanno veramente dei problemi seri dove li dobbiamo mandare, da OBIUANKENOBI????

Baci dalla Duchessa
http://cappellaiomattolepremarzolina.blogspot.com
utente anonimo
#22  11 Marzo 2010 - 09:02
 

Buongiorno carissima...
Capisco l'ansia.
E capisco anche il mitico-medio hobbit.
Io sono la quarta figlia e certe paure le ho ancora... le percepisco anche se sono state relegate molto molto in fondo all'animo.
Con i miei 2 figli ho sempre cercato di farli sentire UNICI (come fanno tutte le mamme, ovvio).
Perciò, come già molte hanno suggerito, individua attività specifiche nelle quali lui possa davvero sentirsi l'UNICO.
E, magari, trova qualcosa per cui ti SERVA proprio il suo aiuto e fagli sentire che sei tu  che hai bisogno di lui e non potresti essere aiutata da nessun altro.
Un segreto da condividere, per esempio... tipo fate i bigliettini di Pasqua voi due da soli e poi fate una sorpresa a tutti (è la prima cosetta che mi è passata per la mente...).
Un abbraccio stretto a te.
(Ti ho pensata leggendo su Repubblica il servizio sulle famiglie divise per motivi lavorativi... e credo che anche questo sia un motivo di tensione per te)
Forza.
Ti vogliamo bene per come sei e adoriamo i tuoi cuccioli.
Kaishe
utente anonimo
#23  11 Marzo 2010 - 09:06
 
Ecco, se la dottoressa Tictic è la stessa che propone il metodo Estivill, ci farei un pensierino anche io a consultare un altro pediatra, alla prossima necessità. Così, per provare.
Utente: CloseTheDoor Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. CloseTheDoor
#24  11 Marzo 2010 - 09:27
 
alla commentatrice n.7:
concordo con te! N.



utente anonimo
#25  11 Marzo 2010 - 09:29
 
Che tenerezza mi fa lo hobbit medio in questo momento... tante coccole ci vogliono... anche se non è facile con tre trovare il modo di essere equa con tutti... ne so qualcosa! Beta
utente anonimo
#26  11 Marzo 2010 - 09:34
 
uhhh povero piccolo tesoro
ma son d'accordo, lascia stare il neuropsichiatra, mi sembra abbastanza normale...
Utente: aspirantemamma Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. aspirantemamma
#27  11 Marzo 2010 - 09:35
 
cara elasti, quando è nata la mia terza ioo hoo avuto simili problemi con la prima. A casa mia è sempre la prima che richiede il triplo delle attenzioni deglii altri 2 messi insieme. E le maestre della materna mi consigliarono di dedicarle del tempo per noi 2 da sole....ed io dentro di me mi chiedevo: "quale tempo? se non ho nemmeno il tempo per andare in bagno?"...e mi sentivo ancora più schiacciata da tutto. Così ho cominciato a prendere ogni tanto la tata ( che non chiamoo nemmeno per uscire con mio marito) per stare con gli altri 2 mentre magari vado dal dottore da sola con la prima, o al teatro o non sò cos'altro. A vv bastano una mezz'ora fuori casa insieme...a vv per loro non è mai abbastanza!
3 contro uno è una bella lotta! ora che anche la mia terza ha 16 mesi a vv me li trovo tutti avvinghiati a me....può essere una sensazione stupenda come soffocante!
pensa cmq un pò a te stessa senza nessun senso di colpa, il tuo benessere è anche il loro.
utente anonimo
#28  11 Marzo 2010 - 09:36
 
PaolaSal, del commento 20, ha espresso così bene il mio pensiero che copio e incollo il suo commento per ribadirlo:

#20    11 Marzo 2010 - 07:50  

ma siamo al delirio?????

l'america ci ha contagiati anche in questo? un bimbo di 3 anni, che come tutti i bimbi di 3 anni al mondo è geloso per la nascita del fratellino, portato dal neuropsichiatra? la medicalizzazione di tutto è una follia. così, oltre tutto, il bimbo si sente anche "diverso" rispetto al fratello maggiore.
io non ho parole. siamo cresciuti generazioni intere senza queste stronzate gigantesche della medicalizzazione di qualunque smorfia faccia un bambino. è veramente triste questo racconto, che un pediatra possa anche solo avere un'idea simile di fronte a un disagio che nella sua normalità è persino banale (tutti i figli minori sanno cosa volesse dire avere un fratello maggiore... eppure siamo tutti vivi e vegeti!!!).

bah. elasti, ti prego non cedere. nemmeno tra 6 mesi.

utente anonimo
#29  11 Marzo 2010 - 09:36
 
Capisco poco tutta questa antipatia per la dottoressa e i suoi consigli..
Un pediatra non può arrivare a risolvere qualunque problema (anche a telefonargli 20 volte al giorno) e dovendo ottimizzare tempi e risorse ti offre anche la soluzione "estrema".
Non credo che un neuropsichiatra infantile sia la cosa peggiore che può capitare nella vita di tuo figlio, anche perché questi individui dovrebbero sapere parlare ai bambini non è che gli danno la laurea solo perché sanno prescrivere medicine.
E poi basta questa polemica contro Estevill, chi lo vuole usare lo usi e chi non vuole stia tranquillo per sé e per gli altri.

Laura da Fano
utente anonimo
#30  11 Marzo 2010 - 09:38
 
in tantissimi commenti ho trovato validi suggerimenti...
il mio grande ha passato i primi 15 giorni di vita del fratellino ad "insultarmi" dicendomi "brutta e cattiva" (che per un bimbo di 2 anni 1/2 era il massimo della cattiveria) e a respingermi...allora lo abbracciavo forte (anche contro la sua volontà) e rispondevo "ti voglio bene" ad ogni suo "insulto" finché non si calmava...
questo per dirti che concordo con tutte le altre che ti hanno suggerito di farlo sentire figlio unico e speciale...


Utente: VeroRiGaMa Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. VeroRiGaMa
#31  11 Marzo 2010 - 09:39
 

Eddaaaaiiiii, una regressioncina.
Ce lo ho anche io le regressioni, soprattutto da quando son sospese le mie sedute di psicoterapia cognitivo comportamentale ad opera dell'hobbit più medio di tutti.
Ma anche io attendo. Che gli passi. Senza il neuropsichiatra infantile, per ora, sì sì.


Mimì-senza-consigli

Utente: MarraS Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. MarraS
#32  11 Marzo 2010 - 09:40
 
Mamma mia, ma fa ancora così paura la parola neuropsichiatria infantile? Così come fa paura psicologo, analista????? Noi abbiamo usufruito del servizio di NPI della nostra città, sono persone fantastiche, AIUTANO moltissimo, noi ci siamo fidati di loro e abbiamo risolto tante cose. Mentre altri genitori che non hanno voluto farsi aiutare perché "nostro figlio non é matto", beh...ora che il loro figlio non matto é adolescente hanno una marea di problemi che non sanno ( e non vogliono gestire) mentre noi, per ora, ce la stiamo cavando bene!!!!
E' vero che, soprattutto alle elementari, spesso consigliano di rivolgersi alla NPI, quasi per lavarsene le mani, ma noi abbiamo collaborato tutti insieme: figlio, genitori, maestre e NPI. I risultati sono stati eccellenti.
E se ce l'avessero consigliato già alla materna, invece di prendere in giro nostro figlio per i piccoli segnali di disagio che mostrava (le maestre), saremmo ancora più avanti nel percorso.
Per inciso: mio figlio é disprassico e disgrafico.

Baci a tutti

Eporediese
utente anonimo
#33  11 Marzo 2010 - 09:42
 
Ah, dimenticavo: NON prescrivono medicinali.

Eporediese
utente anonimo
#34  11 Marzo 2010 - 10:01
 
il fascino indiscreto delle emozioni durante l'infanzia (odio, amore, paura, rabbia, gioia, emozioni, etc etc etc)...la normalità del disagio che non ho capito perchè debba essere esorcizzata. Avrà tempo per essere un adulto monosentimentaleplacato...
utente anonimo
#35  11 Marzo 2010 - 10:09
 
ARTU'


Cara Elastigirl,
condivido quanto scritto da Eporediese ai nn° 32 e 33, ma vorrei solo aggiungere che non bisogna aver paura delle parole, solo le funzioni contano. Inoltre è fondamentale mantenere i nervi a posto, e se poi il problema non si risolve farai quello che deciderai di fare. Tu sai meglio di me che i neuropsichiatri infantili, come quelli specializzati in altre età, non sono omini verdi bitorzoluti col naso rosso e la coda blu: sono persone come tutte le altre.
Ciao e a presto

artù
utente anonimo
#36  11 Marzo 2010 - 10:14
 
Cara Elasti,
ti leggo ormai ogni giorno da qualche mese, con grande divertimento.
Sono la mamma di due bimbe e una neurologa. Il lavoro che faccio non mi ha impedito di fare molti errori con le mie piccole.
Quando stava per nascere Elena, la più piccola, Alessandra (la primogenita- 3 anni), ha avuto un periodo di crisi molto forte, motivato dall'inquetudine di non essere più unica e da altri motivi quali la rottura del ciuccio preferito (masticato ormai sino ad essere pericoloso) e l'inserimento alla scuola materna.
Il risultato è stato un sonno molto alterato per tutta la famiglia per mesi con incursioni nel lettone ogni notte. Dopo la nascita la situazione è andata un po' meglio, ma non del tutto e i risvegli notturni sono perdurati. Dopo un anno circa ho deciso di andare a parlare con una psicologa infantile. Siamo andati io  e mio marito da soli e abbiamo ricevuto alcuni consigli semplici che ci hanno permesso di risolvere il problema.
Quello che vorrei dirti è che di solito, soprattutto all'inizio, non si portano i bambini dallo psicologo/neuropsichiatra, ma ci vanno i genitori per fare dei colloqui e cercare delle soluzioni che a volte sono anche banali, ma se non si dorme per lunghi periodi, si perde un po' di lucidità.
Un abbraccio
Marina
utente anonimo
#37  11 Marzo 2010 - 10:15
 

Uno ha la febbre e chiama il medico di base.
Uno ha una gamba rotta e chiama l'ortopedico.
Uno ha un soffio al cuore e chiama il cardiologo.
Uno ha problemi di obesità e chiama il dietologo.
Poi uno ha problemi psicologici e guai a mai a chiamare il medico dei matti!
Per carità!
Problemi psicologici non è uguale a pazzia, quando tutti se lo metteranno in testa e molti inizieranno a rivolgersi a chi sa dare un supporto in caso di bisogno, tutto il mondo ne gioverà.
Poi, che questo sia il caso dell'hobbit o no, può deciderlo solo Elastigirl, ma per cortesia basta con questo stereotipo dello psicologo che ti rifila il valium per farti stare meglio.
Spesso e volentieri ti rifila due chiacchiere e tu stai meglio con quelle.
Utente: fmf Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. fmf
#38  11 Marzo 2010 - 10:17
 
Ci vada la Dott.ssa TIC TIC dal neuropsichiatra!!
utente anonimo
#39  11 Marzo 2010 - 10:18
 
così di getto ... e potrebbe essere una sciocchezza ... ma non è che gli potrebbe piacere un ... cucciolo da compagnia (vista anche la presenza di mariotereso & co.) ... tipo porcellino d'india o scoiattolo o criceto ... o se ve la sentite gattino o cane ... da me (ma è stato casuale) praticamente insieme a mio figlio piccolo è arrivato il nostro cane, il cucciolo era stato scelto da mia figlia "grande" (dueannieduemesi all'epoca) ... la cosa non era stata studiata però vista a posteriori è stata una casualità positivissima per tutti ; )

boh
Utente: leichescrive Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. leichescrive
#40  11 Marzo 2010 - 10:18
 
Quando mi hanno consigliato un NPI per la mia bimba di due anni gelosa del fratello appena nato e regredita in alcuni aspetti, ero felice di andare per sapere un altro parere anche magari molto diverso dal mio.
Il problema era la gente intorno a me (non parliamo dei miei genitori) dicevano "non è mica matta e una bambina così sana e bella" e infatti matta non era e non era in realtà neanche un vero problema suo, la bravissima NPI mi ha spiegato  che ero io come mi ponevo io nei suoi confronti e ci siamo incontrati un paio di volte per spiegarmi quale era il metodo migliore di risolvere il problema. Questo solo per dire che secondo me un parere in più non fa mai male, dopo spetterà a te decidere se ascoltarlo oppure no.
Silvia
utente anonimo
#41  11 Marzo 2010 - 10:21
 
Allora Estivil l'hai accantonato! Non avevo dubbi: una mamma empatica sa distinguere un capriccio da un disagio dei suoi bimbi.
Forse lo hobbit piccolo non è propriamente l'uomo che non deve chiedere mai....
Per il neuropsichiatra, anche qui, hai ragione a vedere prima come va....

Un abbraccio,

StranaMamma
utente anonimo
#42  11 Marzo 2010 - 10:29
 

e vabbe che in italia se hai un problema o vai dalla mamma o vai dal confessore, a seconda delle inclinazioni e denominazioni, ma ancora le parole spaventano a tal punto? Neuropsichiatra infantile, ha detto, mica manicomio! Suvvia. Quoto fmf al n.ro 37, un esperto, che ti possa inquadrare meglio la situazione e darti qualche consiglio, io mica lo butterei via cosi'!

supermambanana
utente anonimo
#43  11 Marzo 2010 - 10:33
 
Cara Elasti,

in questo momento tante coccole e qualche attenzione in più possono bastare...ma se non bastano...una chiacchierata con un buono psicologo (a Milano non mancano certo...ne conoscono anche che lavorano presso la <neuropsichiatria infantile...per unire le due expertise...) potrebbe esserti molto utile.

fede
utente anonimo
#44  11 Marzo 2010 - 10:38
 
Sì, dài questa volta la dottoressa tic tic ha dato di fuori
Utente: mpax Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. mpax
#45  11 Marzo 2010 - 10:42
 

Brava!

paola c.

p.s. casomai, oltre agli neuropsichiatri infantili ci sono i terapeuti per l'infanzia o i terapeuti per la famiglia che aiutano a riequilibrare i ruoli e le posizioni...lascia perdere il neuropsichiatra....

utente anonimo
#46  11 Marzo 2010 - 10:45
 

Quindi il problema si è ridimensionato dalla paura di tutto al voler essere figlio unico. Questo problema lo puoi risolvere da sola, facendogli capire che lui è davvero UNICO e speciale, come sono unici e speciali i suoi due fratellini. Il modo pratico per farglielo capire lo devi trovare tu, cercando di passare un po' di tempo da sola tu e lui (ma anche tu e lo hobbit grande, perché anche lui è unico e speciale) e facendo delle cose "uniche" tu e lui. So che è difficile e, in pratica, lo stai già facendo prendendolo nel lettone. Ma condividere queste attività uniche nella giornata è certo meglio che farlo di notte. Però non accantonare subito l'idea dello specialista. Non devi mica portarci il bambino. Ci vai tu e fai una bella chiacchierata con lui e forse ti dà qualche utile suggerimento al quale non avevi pensato.
E ricordati che tutto questo passerà...
Antonella
utente anonimo
#47  11 Marzo 2010 - 10:58
 
Ci sono passata con First , stesse sxcene descritte date, identiche. La soluzione? Tante coccole, baci, abbracci.....e pazienza.
Il neuropsichiatra DEVE attendere!
Ti abbraccio

http://bismama.blogspot.com/
utente anonimo
#48  11 Marzo 2010 - 11:10
 
Fa ancora così paura l'idea di consultare un medico della psiche? Se ilpiùmedio avesse un soffio al cuore non lo porteresti forse dal cardiologo? Non è uguale? Mica lo rinchiudono in un manicomio del 1700. E sarebbe utile, anche solo per un parere in più.

Trilly
utente anonimo
#49  11 Marzo 2010 - 11:30
 
cara elasti, io non sono neuropsichiatra quindi il mio pensiero è solo da mamma. il mio nano grande ha l'età del tuo hobbit (giusto pochi giorni di differenza), sembra contentissimo dell'arrivo della sorellina, ne parla con affetto e "gioca " con il pancione. ma....già....ma....ha già cominciato a mettere le mani in bocca e non solo, mette in bocca qualsiasi cosa gli capiti a tiro. Apre gli armadietti della cucina volendo tirare fuori ogni cosa, il che di per se' è una stupidaggine, ma bisogna considerare che non aveva fatto nulla di ciò neppure ad 1 anno. Non parliamo delle cene che durano 2 ore e imboccandolo! non ha problemi solo x la notte (e non è poco, dirai tu) ma solo x' andando a letto tardi cade stremato dopo ore di tira e molla con la sottoscritta che rischia di addormentarsi prima di lui nel suo letto. Che fare? nulla.
cerco di sdrammattizzare, lo prendo un po' in giro e lo coccolo all'infinito. credo che le coccole siano meglio di qualsiasi consulto medico. loro devono sapere che nonostante tutto ci siamo. E piu' di prima.
Non è facile......facciamoci vicendevolmente coraggio!!!!!
Mary
utente anonimo
#50  11 Marzo 2010 - 11:31
 

Io a parlare con una consulente famigliare ci sono andata, altroché, ché non riuscivo più a gestire la situazione "tristezza" del mio grande da quando è nato il piccolo. Ci ha ridimensionato una serie di situazioni, ci ha tranquillizzati (è venuto anche mio marito) e davvero Pietro ha ripreso a cantare e a ridere! Di solito i neuropsichiatri infantili sono persone adorabili, proprio perché lavorano con i bambini, poi vedi tu. Certo l'Hobbit piccolo ti sta manifestando il Suo disagio, che è diverso da quello dell'Hobbit grande ed è diverso dal tuo. Io non ci vedo NULLA di male a fare due chiacchiere con gente che queste situazioni le valuta tutti i giorni! (Di solito siamo noi madri ad avere bisogno di un paio di dritte, non i bambini!)
Per il simpaticone del commento 6: "Evolvere" è sia transitivo che intransitivo/riflessivo, quindi Elasti non ha sbagliato... se prima di giudicare si andasse a consultare un dizionario si eviterebbero queste figure da CAPRONE!
Utente: AngelaC2 Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. AngelaC2
#51  11 Marzo 2010 - 11:43
 
Neuropsichiatra infantile per una reazione simile? Mi sembra una follia. E' una reazione normalissima, vedrai che passerà presto. Quando è nato il mio secondo, io passavo molto più tempo con mia figlia grande che non con lui. Tanto aveva bisogno di me solo per il latte e per qualche coccolina, per il resto se c'ero o non c'ero non se ne accorgeva nemmeno. Certo man mano che cresceva ho dovuto cominciare a dividere il tempo e questo non ha impedito alla maggiore,  quando lui ha cominciato ad avere circa 2 anni, di realizzare che un fratello piccolo era una fregatura, ma ormai era tardi per avere regressioni e ripensamenti. Ha anche rinunciato da subito senza fare una piega a venire nel lettone alle 5 di mattina come faceva da più di 4 anni perché sapeva che a quell'ora lui piangeva e io lo prendevo. Il risultato è che ora che ha 3 anni è molto più geloso lui della sorella. So di non essere una mamma modello, faccio tanti errori, ho il cuore troppo tenero, li assecondo troppo, ma credo che in questo modo i miei bimbi stiano crescendo più sicuri di sé. Lo hobbit piccolo ha solo bisogno di te. Ciao e in bocca al lupo. E complimenti per la tua nuova avventura sulla Repubblica delle Donne.
utente anonimo
#52  11 Marzo 2010 - 11:47
 
Quando è nata la seconda, il primo, che nemmeno da figlio unico era un tipino di facile gestione, ha completamente sbarellato. Un capriccio infilato all'altro, crisi isteriche a tutte le ore del giorno e della notte. Un incubo nel vero senso della parola. Lotte puniche per fargli fare qualsiasi cosa, dal mangiare al vestirsi (mi ricordo come fosse ieri lui attaccato alla tapparella per impedirmi di tirarla su invasato come un indemoniato).
A mezzanotte decideva che voleva anadre al parco giochi e visto che la risposta era no (condita da  mille ragionevoli motivazioni) decollava verso il pianeta della rabbia, dell'isteria e delle grida folli.....
Non vivevo più, non dormivo più ed ero entrata in rotta di collisione con mio marito che (non essendo mai a casa) non capiva il mio comportamento, la mia stanchezza, il mio sbarellare a mia volta.

I  miei genitori mi consigliavano di andare a parlare con qualcuno, per avere un parere, un consiglio ma io rifiutavo l'idea di avere messo al mondo un figlio non del tutto registrato. e mio marito mi dava ragione (il suo piccolino matto? E' semplicemete un bimbo bello, forse un po' geloso ed un po' nervoso....)


Poi è arrivata La crisi isterica, the big one, scatenatra in serale da una motivazione talmente ridicola da lasciare basiti.  La crisi è proseguita per tutta notte: D. si addormentava sfinito e poi dopo 30 minuti si risvegliava e riprendeva. Questa crisi isterica ci  ha lasciati atterriti, sfiniti, disorientati ed io sono andata dal dottor tic tac (per dirla come elasti) e gli ho chiesto che strada dovevo percorrere.

Nel nostro caso lo specialista è stato lo "psicologo dell'età evolutiva", che ci ha aiutato a decifrare i comportamenti del bimbo, quello che lo agitava dentro e ci ha  consigliato la strada da seguire.  Le cose sono lentamente migliorate ed ora la nostra vita scorre su binari più normali.
Certo D. è sempre incazzoso, refrattario ad accettare quello che gli viene detto ma almeno adesso io so' quali sono le contromosse da fare....prima brancolavo nel buio e temevo di arreccare a mio figlio ulteriori disagi.

E piantiamola con la teoria della madre empatica che segue il suo cuore e fa sistematicamente la cosa giusta perchè questa cazzata mi ha fatto da un lato  vivere con la sensazione di essere un' incapace, una cattiva madre etc etc e dall'altra mi ha fatto ritardare il momento di chiedere aiuto a chi poteva darmelo (e me lo ha dato).: io non avevo la più palllida idea di come gestire la situazione, temevo semplicemente di fare peggio e nuocere ancora di più al mio bambino.

Forse, nello specifico, il caso dello Hobbit piccolo potrà non necessitare dell'intervento di uno specialista ma vedere un eventualità del genere come fosse un ammissione di avere un figlio pazzo o essere pazza a tua volta è assurdo.

Ciao a tutti.
utente anonimo
#53  11 Marzo 2010 - 11:48
 

Sono d'accordo anch'io con il commentatore n°37.
Così come ti è sembrato naturale chiamare la pediatra per un parere penso sia naturale chiederlo anche a un neuropsichiatra infantile o a uno psicologo infantile.
Non è facile affrontare i cambiamenti mai, neanche quando si diventa adulti e consapevoli, figuriamoci quando si hanno 3 anni.
La nascita di un fratello è traumatica e tutti i bambini la subiscono come tale reagendo in modi diversi ovviamente, il tuo bambino vuole più attenzioni, vorrebbe sentirsi unico e ha anche ragione. Sicuramente coccolarlo un po' di più non può fargli che bene così come per te può far bene un consiglio più professionale su come gestire il suo disagio.
Utente: CarolineH. Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. CarolineH.
#54  11 Marzo 2010 - 11:50
 
Zaubereeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii
Utente: CloseTheDoor Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. CloseTheDoor
#55  11 Marzo 2010 - 11:55
 
il mio piccolo vomitava, non dormiva ecc e non voleva andare a scuola percè la sua maestra con le calze a rete a 5 anni gli diceva che non valeva niente. Ecco la diagnosi del neuropsichiatra infantile: - Suo figlio ha la fobia scolastica- .... Ma va a cag.......  Un abbraccio
utente anonimo
#56  11 Marzo 2010 - 12:08
 
ciao!

condivido a pieno il commento 34!

vedo che alcuni confondono psicologia e psichiatria, a me non attirano nessuna delle due, perché credo che ognuno sia il medico di se stesso, e non possano essere altri a spiegarci cosa frulla dentro di noi, piuttosto mi sono appoggiata a naturopati (anzi, naturopate) perché percepivo un approccio più completo, e molto più rapido da quel che so sull'analisi e altre terapie (non parliamo poi di psichiatria). con questo non dico che non servano, dico che ognuno abbia la sua strada e a qualcuno può servire una di quelle.
sulla psichiatria però sono molto scettica, penso che sia frutto comunque della necessità del controllo sociale, dello stare nelle regole.
lo sai che lo hobbit medio è il mio idolo.
lo hobbit medio per quello che dici è anarchico, se ne frega delle regole, indipendente, fantasioso ... e poi sarà che anche il mio compagno è "Il più medio" dei suoi 2 fratelli (un anno pochi mesi dal maggiore, 4/5 anni dal minore)... eh be'... di tutti e tre lui è il più autonomo, precoce, originale, quello che aveva meno successo a scuola, ma per motivi di relazione, empatia, insofferenza a costrizioni, è quello che si lancia in nuove avventure, anche pazze, è il più allegro, ma anche (per quello che so) il più arrabbiato, dallo "svalvolo" facile.
ma la rabbia è anche una forza. la rabbia non può essere soppressa, se incanalata smuove le montagne.
tifo per te e per il più medio, e sono certa che con un po' di coccole in più e qualche "trucchetto" (bella l'idea di tenersi qualcosa da fare solo con lui!) tornerà presto a dire "a me li bazi non mi pazzono"
e fare il pazzo, senza paura.
anzi, forse puoi approfittare per sbaciucchiarlo un po'!
un abbraccio

robby
dallabaruffa.blogspot.com
utente anonimo
#57  11 Marzo 2010 - 12:10
 
#7 non credo che stesse usando un' innocua tattichetta di psicologia inversa.

#23 non potrei essere piu' d'accordo!
utente anonimo
#58  11 Marzo 2010 - 12:12
 

ciao...
quando è nata la mia seconda pargola la prima aveva tre anni e altro che regressione!!
la nostra situazione era contraria: di notte la grande dormiva sfinita (la piccola mai...ma è un'altra storia) ma di giorno era preda di crisi di pianto continue, paure e piccole ossessioni che ci rendevano la giornata ingestibile.
Ebbene dopo  tre - quattro mesi di sfinimento io non ce la facevo più e avevo perso "il contatto" con mia figlia.
Quattro sedute quattro di osservazione e colloquio con una psicologa dell'età evolutiva hanno risolto il tutto e - come dice lei - mi hanno fatto "ritrovare la password" e hanno evitato che certi comportamenti fossero acquisiti, creando problemi successivi. Abbiamo passato una estate bellissima.Noi però avevamo problemi oggettivi che si ripercuotevano su tutta la famiglia, non so se sia il tuo caso.
Io sono stata molto contenta e ho acquisito una nuova consapevolezza e nuovi strumenti nel rapporto con le mie bimbe e soprattutto (anche grazie all'aiuto delle maestre della materna) ho capito che spesso aspettare "che passi" può non essere la soluzione adatta, spesso si crea un "sottofondo" di gelosia e disistima inespressa che poi rimane irrisolta anche nell'età adulta.
Questa la mia esperienza, ti faccio tanti in bocca al lupo elasti, bisogna tenere tanta pazienza...
simona
utente anonimo
#59  11 Marzo 2010 - 12:14
 
Ciao elasti, ti leggo tutti i giorni perchè mi fai sbellicare dalle risa e cambiare rotta mentale quando le mattine iniziano con "scazzi totali".
Il mio figliolo piccolo (attualmente 15enne) ancora non dorme e nel cuore della notte mi trovo davanti la sua faccetta brufolosa che mi chiede: " mamma dormi? no perchè io non riesco a dormire e vorrei stare un po'  qui con voi?" ed io, interrompendo il sonno ristoratore, gli faccio spazio e lo tengo vicino vicino e me ne sbatto bellamente dei consigli teorici.....
noi siamo andati da psicopedagogisti pieni di belle, razionali, logiche idee che si sono rivelate tutte inefficaci...e pure dal neuropsichiatra (i nostri figli sono dislessici) e anche lui ci ha dato tanti tanti tanti consigli tutti inutilissimi...
per cui ti auguro che lo hobbit piccolo (che è troppo un mito) trovi la sua dimensione di fratello della terra di  mezzo e se questo non succederà perchè lui è un essere molto sensibile e vorrà essere "unico"  per sempre, prendila in ridere.....aiuta!!!
utente anonimo
#60  11 Marzo 2010 - 12:14
 
avrei una domanda e una richiesta che si fondono in una frase sola: 'lo hobbit più grande'.
Istintivamente è questo a cui ho pensato: ad un abbraccio che comprenda tutti e tre gli ometti di casa.
Abbracci anche alla mamma, che deve essere DAVVERO esausta.
Utente: accazuela Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. accazuela
#61  11 Marzo 2010 - 12:16
 
# Eporediese
si vabbè, ma qui stiamo parlando di un NORMALISSIMO disagio da adeguamento al nuovo arrivato.
non esiste bambino/adolescente che non attraversi momenti del genere dopo la nascita di un fratellino.
forse è il caso di ridimensionare il "problema neuropsichiatrico" del più medio ;)

p.s. chi ti ha detto che i neuropsichiatri non prescrivono farmaci ti ha detto una bugia
utente anonimo
#62  11 Marzo 2010 - 12:25
 

Non capisco perché tanto sconcerto intorno alla parola "neuropsichiatra". Nelle ASL, il passaggio da neuropsichiatria è obbligato prima di accedere ai vari servizi specifici (logopedia, psicomotricità, ecc.). Si tratta di uno specialista che può vedere la situazione a 360° e indirizzarti verso una terapia comportamentale o farmacologica o rieducativa.

Anche a me il consiglio della dottoressa Tictic è sembrato un po' sproporzionato rispetto a un banale caso di gelosia tra fratellini, ma magari lei è andata a proporre il neuropsichiatra per andare subito al nocciolo del problema.
Un po' come quando si sente un'anomalia al cuore e ti consigliano subito un'ecografia cardiaca, che costa di più ma dà certezze immediate senza passare dalla trafila dell'ECG.

Utente: lanterna Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. lanterna
#63  11 Marzo 2010 - 12:29
 
Francamente non sono d'accordo con la dottoressa tic tic e non lo sarebbe nemmeno la mia dottoressa. Diamogli tempo, santo cielo è una delle fasi più critiche e allo stesso tempo più comuni del mondo quella della crisi per l'arrivoo di un fratellino. Per favore non facciamo come in altri Paesi dove per qualsiasi cosa si porta il bimbo dal neuropsichiatra e se solo si agita un attimo gli vengono dati gli psicofarmaci. Superare fasi difficili fa crescere, senza l'aiuto di pillole magiche e di imbonitori vari.
Scusa se mi permetto per la prima volta ma cambia tic tic.
Kira The Cat
PS Stanotte io dormivo nel lettino di topo1 in stanzetta con topino e lui al mio posto nel lettone con papà. Sono un tantino alterata (però ho dormito) ma non sono corsa in clinica...
utente anonimo
#64  11 Marzo 2010 - 12:32
 
Allora:) me chiameno e corro:)
 Ho una sorpresa per tutti: i medici spesso non sono cretini. Di più se Elasti al terzo figlio considera la dottoressa tic tic un faro, essa con ogni probabilità si comporta da faro - ossia propone un raggio di illuminanzione.

Dice: il problema è minimo. Se persiste va preso sul serio. Abituata a mamme in ansia, i cui sentimenti tendono spesso a dilatare la narrazione degli eventi, mette le mamme davanti alle conseguenze dei ritratti che forniscono: se il ritratto è reale e il pericolo è proporzionato al sentimento la mamma andrà dallo specialista, se la stanchezza e i timori hanno dilatato la narrazione ("mio figlio si suicidaaaa") la mamma sarà portata a trovare dentro di se delle risposte strategiche, con più zelo e facilità di quanto ci riuscisse prima. Che è quello io credo che farà ora Elasti.

 (il neuropsichiatra. E' uno specialista che in certi casi prescrive farmaci in altri no, anche perchè è molto noto agli specialisti, più che alle mamme saputelle  che gli psicofarmaci ai bambini sono da dare con parsimonia per via delle ricadute sulla crescita del sistema nervoso. E'  detestabile la disinvoltura con cui si liquida la competenza altri sulla base scusate di 4 cazzate)

Elasti non andrà dallo specialista. Troverà ora da sola, con più forza le energie per fare quello che deve e che tutte le mamme cercano di fare spesso con successo: si mette in sintonia col nano di turno (oggi è il medio domani sarà il grande dopodomani il piccolo) e giocando con lui, dedicandogli un po' di tempo rinsalderà la relazione che lui vede vacillare e che forse anche lei deve rimettere a posto, Anche per le mamme c'è una differenza emotiva tra avere due bimbi e tre, insomma tutto si deve riconfigurare un po'. Un po' di spade di fuoco, di pupazzi e di coccole e tutto si aggiusterà. Se questo per i motivi più svariati, non dovesse riuscire - e oh tempora oh mores ella decidesse di andare dal famoso specialista. non ci sarebbe niente di male, magari lo facessero tutti quando è il momento opportuno.
Utente: zauberei Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. zauberei
#65  11 Marzo 2010 - 12:33
 

risono la 58
vorrei chiarire che noi siamo risorsi alla psicologa (non neuropsichiatra, se vale la differenza) in quanto c'erano problemi non arginabili...tipo che per quattro mesi non siamo riusciti a mangiare un trancio di pizza o un gelato fuori casa perché se la bimba si sporcava (bastava uno schizzetto) bisognava correre a casa a cambiarsi, pena crisi isterica...la bimba non saliva più sui giochi e voleva essere cambiata d'abito anche sei - sette volte al giorno, perché pensava così di avere le nostre attenzioni, e via così...non beveva perché aveva paura di bagnarsi....
poi non è che il tempo delle mamme (soprattutto quando si rientra al lavoro) può dilatarsi all'infinito, i piccolissimi chiedono tutto il tempo, la piccola poi soffriva di reflusso, quindi era SEMPRE in braccio.
insomma secondo me Elasti avrai da sola la sensazione di dover chiedere un aiuto "professionale", quando (ti auguro mai!!!) e se gli abbracci e le coccole non dovessero bastare mai!
un abbraccio
simona
utente anonimo
#66  11 Marzo 2010 - 12:34
 
# lanterna
Un po' come quando si sente un'anomalia al cuore e ti consigliano subito un'ecografia cardiaca, che costa di più ma dà certezze immediate senza passare dalla trafila dell'ECG.

no. è come quando il cuore ti balla la techno per aver corso i 300 metri piani per saltare sull'autobus in partenza, e il tuo medico generico ti spedisce in ospedale per sospetta tachicardia parossistica da fibrillazione atriale.
utente anonimo
#67  11 Marzo 2010 - 12:38
 
Non si può essere SEMPRE felici, come la società in cui viviamo pretenderebbe. i momenti no ci sono, basta saperli accettare e superare.
suvvia non si esageri!

Il papù di quella bassa
utente anonimo
#68  11 Marzo 2010 - 12:49
 

Quoto Zauberei, la pediatra può aver detto questa cosa proprio per aiutare Elasti a ridimensionare la sua ansia per la situazione dicendosi (di fronte all'ipotesi neuropsichiatra): "Be', non è poi così grave! Posso farcela...". Certo che poi, se disagio di mamma o bambino persiste, una bella chiacchierata con un neuropsichiatra (cioè persona esperta che vedendo perdipiù la situazione dall'esterno può aiutare a inquadrarla meglio e dare utili suggerimenti comportamentali) non fa certo male! Mi fa impressione vedere tanta paura del neuropsichiatra o vederlo solo come uno che vuole rovinare il cervello infantile imbottendolo di medicine...
Utente: flalia Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. flalia
#69  11 Marzo 2010 - 12:54
 

Avevo ragione: la soluzione giusta è la numero 2!

utente anonimo
#70  11 Marzo 2010 - 13:06
 

Ciao elasti, ti seguo da tanto, ma non ho mai commentato. Mi ritrovo tantissimo in te, anche io vorrei adottare le pediatra dei miei figli e a volte scappo per una serata alla Sex and The City con le mie amiche! Io ho 27 anni e ho due bimbi (maschi...), uno di quasi 4 anni come lo hobbit piccolo e uno di 2. Quello di 4 sta avendo una regressione proprio come il tuo, parla da bimbo piccolo, fa i capricci, a scuola è diventato strafottente, si ciuccia il dito, ecc. ecc. Dopo due mesi passati a tormentarmi tra i sensi di colpa, ho deciso di passare un po' di tempo solo con lui almeno una volta alla settimana, ad esempio portarlo fuori a cena, al cinema, al teatro dei bambini. Prima di portarlo dallo psicologo dell'età evolutiva le proviamo tutte, vediamo come va...
Francesca

utente anonimo
#71  11 Marzo 2010 - 13:16
 

# 64
ciao e congratulazioni!
risono #65, e cara zauberei hai dato parole al mio sentire!!
sono dalmata, passo a volte dal tuo blog e sono quella, per intendersi, a cui è volata la figlia dalle spalle del babbo!!

Ma perché tanta paura a farsi aiutare quando si parla di psiche ? Noi che corriamo dall'ostetrica appena il latte diminuisce e dal pediatra per ogni macchiolina o colpetto di tosse?

Io sono stata molto aiutata, soprattutto, come dicevo, per acquisire nuovi strumenti di dialogo con i piccoli,,,d'altra parte, non è che mamme si nasce e non sempre tutto è perfetto e idilliaco, e spesso anche noi adulti ci trasciniamo dietro carenze e sofferenze che minano i rapporti familiari.
Perché non migliorare la qualità della vita anche da questo punto di vista?
non sto parlando di psicofarmaci ma di un sostegno di chi vede la situazione dall'esterno e può dare delle dritte su come gestire le situazioni problematiche

saluti a tutti i lettori

utente anonimo
#72  11 Marzo 2010 - 13:27
 
essendo mio padre, fra le persone che stimo di piu' al mondo, neuropsichiatra (e cosi' molti dei suoi amici), la parola e tutte le connessioni con essa non mi ha mai fatto paura, anzi, ma e' una decisione molto personale, che lascio a ciascuno.
Mi permetto pero' di consigliare un libro che mi e' stato regalato alla nascita del mio secondo figlio da un'amica di famiglia psicoanalista che si occupa di bambini e dei loro disagi: S. Freiberg, Gli anni magici.

Silvia
utente anonimo
#73  11 Marzo 2010 - 13:32
 

QUESTA SERA CHIAMALO ABBRACCIALO SBACIUCCHIATELO E DIGLI COSI':

MA TU SEI FIGLIO UNICO, PERCHE' SEI UNICO, COME TE NON C'E' NESSUNO
IO LA MIA PICCOLA SPESSO LA CHIAMO FIGLI UNICA EVIDENTEMENTE SCHERZANDO ANCHE IN PRESENZA DEGLI ALTRI FRATELLI

Insomma figlio unico PERCHE' CIASCUNO DI NOI E' UNICO

Cheers

utente anonimo
#74  11 Marzo 2010 - 13:37
 
Ciao, se vuoi ti giro il numero di una brava consulente psico pedagogica che fa anche interventi domiciliari.
utente anonimo
#75  11 Marzo 2010 - 13:52
 
Mapperfavore !
Utente: theclearman Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. theclearman
#76  11 Marzo 2010 - 14:00
 

ciao elasti,

parlo da prima figlia, non madre e convinta di non volere famiglia ne figli traumatizzata dalla nascita della sorellina più piccola con solo un anno di differenza.
Io ho espresso da bambina tutti i tipi di regressione e disagi provocati dalla nascita di mia sorella, paura della morte, del buoi, di ogni cosa, non mangiavo, problemi di socializzazione etc etc ed i miei genitori hanno scelto di ignorare ogni mia richiesta di attenzione come semplice gelosia. Penso sia importante mettere da parte l'orgoglio di madre perfetta  e ascoltare le esigenze del tuo bambino. Se mia madre avesse avuto questa sensibilità e mi avesse portato da un neurologo infantile probabilmente mi sarei risparmiata anni di sofferenze atroci e di psicoterapia in età adulta.

Juliette
utente anonimo
#77  11 Marzo 2010 - 14:03
 
Propongo il premio "Mongoletto d'oro" per il commento # 74 .
utente anonimo
#78  11 Marzo 2010 - 14:06
 
per problemi similari, consigliata dal mio pediatra bravissimo della ASL, io ci sono andata dal NPI insieme a mio marito e abbiamo fatto la cosiddetta parent therapy ( il bambino e lasorella sono venuti solo a farsi conoscere). I risultati e i vantaggi, che in pochissimi mesi abbiamo avuto tutti sono stati enormi.
Tutti insieme ci si riesce.
carla
utente anonimo
#79  11 Marzo 2010 - 14:26
 
Io trovo che hobbit piccolo sia dolcissimo e spontaneo....
ciao!:)
utente anonimo
#80  11 Marzo 2010 - 14:35
 
Ciao Elasti, nonho letto tutti i commenti periò richio di ripetere ma io ho avuto un'esperienza praticamente uguale col mio hobbit grande quando sono arrivati i nani gemellli, anche lui (all'epoca cinquenne e assolutamente impermeabile fino a quel momento) aveva paura di tutto, soprattutto la sera: ladri, terremoti, alieni, qualsiasi cosa. presa alla sprovvista mi sono rivolta a una psicologa infantile (siamo andati io e il papà, lui non lo sapeva nemmeno), e anche se non mi ha detto nulla che io non sapessi già mi ha molto rassicurato, così che poi sono riuscita a gestire la situazione molto tranquillamente. se ti può consolare la cosa a casa nostra è durata in tutto un paio di mesi...
mammaditre
utente anonimo
#81  11 Marzo 2010 - 15:12
 
@nr 77: PROPONGO DI SMETTERE DI USARE ESPRESSIONI COME "MONGOLINO ( O MONGOLETTO D'ORO" SPASTICO, HANDICAPPATO ETC COME OFFESE...
 (Scusa l'OT, Elasti, ma quando ci vuole....)
Utente: tortadimele Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. tortadimele
#82  11 Marzo 2010 - 15:14
 
Ciao Elasti,concordo con l autore del messaggio 37 per quanto riguarda
l'assurda mentalità che abbiamo sul fatt odi affidarci a psicologi e
quant'altro,in questo caso però anche io come le altre ragazze non credo
che serva il neuropsichiatra infantile all'hobbit piccolo,è una fase naturale per tutti i bambini.Mi ricordo che quando è nata mia sorella,io avevo 8 anni
tanto la adoravo tanto avrei voluto sopprimerla..ahahaha eppure è ancora
viva e vegeta.Ha solo bisogno di certezze e di un mare di coccole.se poi tu
riterrai che la situazione va peggiorando deciderai il da farsi,ma credo che
tu possa stare tranquilla
.baci
Utente: imperatrice2 Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. imperatrice2
#83  11 Marzo 2010 - 15:15
 
Certe volte credo che dovresti chiudere i commenti a questo blog, che sono un mondo a parte e quasi sempre degenera in maniera spiacevole.
La maggior parte delle gente non coglie nè il senso tuo, nè il senso del diario stesso.
Donne senza figli sentenziano su argomenti dei quali non sarebbe esperta nemmeno una trimamma, e poi spesso arriva il commento che agghiaccia, in questo caso il #52.
Tu scrivi un post di normale sfogo che parla di un bellissimo bimbo normale e questa ti propone il suo caso che per carità, tutto il rispetto del mondo, ma come si dice a Roma: che ciazzecca?
Sempre più spesso mi rendo conto di accedere alla pagina dei commenti con la stessa perversa curiosità dell'autista che rallenta davanti agli incidenti..per questo mi impongo di limitare la lettura alle tue belle parole che sono un respiro di sollievo davanti a robe che stringono solo la gola, e mi dispiace dirlo,sempre ma sempre a sproposito.

utente anonimo
#84  11 Marzo 2010 - 15:17
 
mamma mia quanta paura fa ancora la NPI!
Assurdo...
Poi frasi come "ognuno è il medico di se stesso" da un lato mi hanno fatta spanciare, dall'altro mi hanno messo una tristezza infinita (e fatto anche toccare con mano il perchè faccio tanta fatica a lavorare nel mio campo).
Ancora più assurdo chi cita l'America come fonte dei mali e non si rende conto che consiglia proprio la strategia del self made man (ce la puoi fare da sola), anzichè IMPARARE SEMPLICEMENTE AD AMMETTERE DI AVER BISOGNO DI AIUTO e rivolgersi a chi si è fatto il mazzo quadro per anni per diventare un professionista in grado di fornire quell'aiuto.
Sono una psicoterapeuta infantile ed ho lavorato 5 anni in NPI senza mai aver visto erogare un farmaco, ho cartelline piene di disegni, regalini, ringraziamenti dei miei piccoli pazienti, evidentemente a qualcosa il mio lavoro è servito.
Con questo non voglio dire che il neuropsichiatra non possa aspettare, sono anzi convinta come la maggior parte di voi che questa fase sia transitoria, ma non bisogna nemmeno temerlo come la peste!
Siamo nel 2010...
utente anonimo
#85  11 Marzo 2010 - 15:36
 
ciao Elasti!
il pediatra che ho scelto io è un neuropsichiatra infantile. l'ho scelto perchè è "vecchio" (e io amo i dottori di esperienza) e perchè con i bambini è così adorabile che se non avesse ottant'anni credo che farei di tutto per uscire con lui...
quando mio marito si è traferito per lavoro ho portato il mio bimbo a un controllo dal pediatra e gli ho accennato la situazione. lui è stato meraviglioso: ha fatto finto di parlare al telefono con mio marito per fare dei complimenti indiretti a mio figlio che lo guardava estasiato... insomma un uomo sensibile (e ce ne sono ben pochi a questi livelli)
utente anonimo
#86  11 Marzo 2010 - 15:41
 
Mi sto laurenado in psicologia ed anche se la vita mi ha poi portata su un'altra strada ho affrontato un tirocinio . Stuadiando orientamento mi sono trovata a lavorare in un centro di orientamento universitario dove approdavano aspiranti matricole che sceglievano di iscriversi all'università e di fare certe facoltà solo perchè va fatto. In quei casi consigliavamo colloqui motivazionali con una psicologa. la risposta era la stessa da tutti: IO NON SONO MATTO DA UN PSICOLOGO NON CI VADO.
In realtà NON E' COSì uno psicolologo non serve ai matti come è di comune usanza pensare ( fa anche quello non lo nego). E' una persona, preparata, che guida le persone che vivono in qualche modo una situazione di disagio, sia essa l'obbligo a iscriversi all'università da parte di un genitore, la nasciata di un fratello minore o un disturbo alimentare ( o altro ancora) Un neuropsichiatra fa più o meno lo stesso lavoro, solo vedendolo da un punto di vista maggiormente medico e biologico piuttosto che filosofico mentale. Se la laurea in medicina di un neuropsichiatra infantile può spaventare perchè temi che prescriva farmaci, allora va da uno psicologo infantile che non è autorizzato a prescrivere farmaci, magari sei più tranquilla.  Una mia collega temendo che il figlio di un anno, che non dava oltretutto segni di disagio, vivesse male il divorzio si è rivolta a una neuropsichiatra. Farmaci non gliene, aiuto tanto.

Utente: nutty1985 Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. nutty1985
#87  11 Marzo 2010 - 15:47
 
un we no, un giorno neanche, ma un'ora, magari quando arriva mr incredible potresati poterla dedicare a lui e lui solo facendo UNA cosa con lui (so quanto richiede un poppate, avendone una di 6 mesi).
Gli puoi proporre il figlio-unico-part-time.
Lo stesso x il grande, che magari lo dimostra meno, ma lo vorrà sicuramente.
Tre ore alla settimana, una x uno e una x te.
Mr incredible?!?
LUI può attendere :-D
Utente: Rotondetta Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Rotondetta
#88  11 Marzo 2010 - 15:55
 
mio fratello è figlio unico
perche' non ha mai trovato il coraggio di operarsi al fegato
e non ha mai pagato per fare l'amore
e non ha mai vinto un premio aziendale
e non ha mai viaggiato in seconda classe
sul rapido Taranto-Ancona
e non ha mai criticato un film senza prima prima vederlo
mio fratello e' figlio unico
perche' e' convinto che Chinaglia non puo' passare al Frosinone
perche' e convinto che nell'amaro benedettino
non sta' il segreto della felicita'
perche' e' convinto che anche chi non legge Freud
puo' vivere cent'anni
perche' e' convinto che esistono ancora
gli sfruttati malpagati e frustrati

utente anonimo
#89  11 Marzo 2010 - 16:00
 
@ 77: quello che trovo vergognoso è il tuo commento. Guarda la tua trave anziché le pagliuzze altrui...
Utente: flalia Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. flalia
#90  11 Marzo 2010 - 16:05
 
perchè hai cambiato font?

uffa questo non mi piace, questo non sei tu....
utente anonimo
#91  11 Marzo 2010 - 16:11
 
77, sei una cacca
utente anonimo
#92  11 Marzo 2010 - 16:31
 

Ne sai un casino cara. Come ogni mamma ne sai un casino.
Utente: rocciajubba Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. rocciajubba
#93  11 Marzo 2010 - 16:54
 
Anche io voto per le coccole, credo che il neuropsichiatra infantile possa aspettare!!

Ps: COMMENTO # 6: "evolversi" è una cosa, "evolvere" è un'altra. Esistono entrambe le forme. Per favore informiamoci prima di criticare gli altri...

Riccio84 sloggata
utente anonimo
#94  11 Marzo 2010 - 18:37
 
Si vede che va DI MODA tra i pediatri consigliare di rivolgersi al NEUROPSICHIATRA: io ho ricevuto lo stesso consiglio quando mi sono rivolta alla pediatra per chiedere consiglio per mio figlio di 7 ANNI che a mio parere non si era ripreso bene da una brutta influenza ed era pallido, un po' stanco e svogliato. Pensavo a qualche ricostituente, invece mi voleva spedire da NP perchè le sembrava la CLASSICA DEPRESSIONE INFANTILE.... (N.B. trattasi di bambino serenissimo e felice...Sigh).
Senza avere nulla contro gli NEUROPSICHIATRI Infantili, penso che questi specialisti debbano dedicare il loro tempo a casi che davvero meritano la loro attenzione e non a PROBLEMINI PASSEGGERI che il BUON SENSO DELLA MAMMA può risolvere senza troppa fatica, magari ammorbidendo alcune regole per un certo periodo e rassicurando in qualsiasi modo da un punto di vista affettivo il piccolo.
Mi sono fatta una personale convinzione:
ilpediatra consiglia il NP per: a) risvegliare la mamma dal torpore e far sì che questa si ingegni da sola a fgar passare le PATURNIE al bimbo, come SOLOLEISAFARE; b) togliersi un po' di utenti di torno, che non torneranno una seconda volta con moleste richieste di aiuto... VEDI TU QUALE RISPONEDE AL TUO CASO, nel mio la SECONDA....
Soluzione sicura: AMORE INCONDIZIONATO!! KIKA
utente anonimo
#95  11 Marzo 2010 - 18:53
 

La dottoressa tic tic è stata brava, ha dato peso ai pensieri di Elasti a cui sono bastate le sue parole (che poi al neuropsichiatra può bastare un incontro per dare qualche consiglio, conforto o semplicemente ridimensionare il problema) per capire che può attendere con pazienza e ascolto. 

Cmq Elasti, c'è una soluzione che risolve alla radice l'effetto prosciutto in un panino tra un fratello grande e uno piccolo. Far diventare prosciutto anche il fratello piccolo...col quarto fratello!;-)

Utente: pentamamma Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. pentamamma
#96  11 Marzo 2010 - 18:55
 
#77 Grazie per il Mongoletto d'oro...non mi sembrava di aver detto nulla di così sconvolgente.
forse anche tu avresti bisogno di un dottore bravo.
utente anonimo
#97  11 Marzo 2010 - 19:08
 
# 96 (74)

sì forse sì... ma sinceramente nemmeno a me sembrava di aver detto chissaché con un'espressione dell'anteguerra. comunque, riflettici solo un momento: Elasti avrebbe dovuto risponderti qui fra i commenti, e tu avresti scritto sempre qui il numero di telefono?
utente anonimo
#98  11 Marzo 2010 - 19:20
 
no glielo avrei scritto in privato il numero.
e cmq non gli sto girando il numero di uno spacciatore, ma di una pedagogista...quindi non ci vedevo nulla di sconvolgente se avesse risposto che sì lo voleva.
mha.
utente anonimo
#99  11 Marzo 2010 - 19:21
 
non LE sto girando...prima che qualcuno commenti l'errore visto quanto siamo polemici.
utente anonimo
#100  11 Marzo 2010 - 19:26
 
Cara Elasti,
Un consiglio spassionato: prova con i fiori di Bach ! Secondo molti sono acqua e basta, nel mio caso hanno funzionato, e se poi non dovesse funzionare, beh. solo acqua non fa sicuramente male. Lo aiuterà a superare il momento ! Holly e Star of Bethlehem, 4 gg. 4 v. al giorno (o anche tre se 4 non si riesce)

Japans Vlindertje
utente anonimo
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