quando elastigirl andava alle elementari aveva un compagno di classe che si chiamava milani sirio (per qualche strana ragione nei ricordi di infanzia i bambini si chiamano con un cognome e un nome, in quest'ordine).
milani sirio aveva le lentiggini, i capelli rossi come ron weasley di harry potter ed era stato scelto dalla maestra per cantare in assolo il lamento delle mondine sfruttate alla recita di fine anno davanti a tutti i genitori, con enorme elasti-invidia.
milani sirio, pur essendo estremamente grazioso, non si lavava i denti e nemmeno le orecchie. probabilmente neppure i capelli ma si notava meno. vestiva stropicciato, arrivava in ritardo a scuola, ancora con le cispie da sonno negli occhi, e usava una cartella sbrindellata, di terza mano, e un astuccio pieno di pennarelli rosicchiati da varie generazioni di denti da latte. aveva un carisma notevole, nonostante l'aspetto non ortodosso e durante la ricreazione, era regolarmente oggetto di dibattiti negli implacabili e conformisti circoli di settenni perbeniste.
milani sirio aveva due fratelli maggiori: milani milo e milani christian, entrambi ugualmente lentigginosi e un po' ciancicati. la loro mamma non camminava ma correva, non parlava ma impartiva secchi ordini, non respirava ma ansimava trafelata e sorrideva sempre, di un sorriso estatico da folle. portava capelli rossi a carciofo e borse come pozzi di san patrizio. il loro papà si chiamava libero, aveva un'aria sognante e stralunata, i maglioni con le toppe e probabilmente le calze con i buchi agli alluci.
era raro vederli tutti insieme ma quando succedeva ci si domandava come facessero a sopravvivere, così incoscienti e numerosi, privi di senso pratico, in balia della vita, sull'orlo del precipizio ma ottusamente felici.
"sono tre figli, per giunta maschi: è normale che nessuno abbia il tempo, l'energia e la forza per controllare se si lavano i denti e le orecchie, è normale che la loro madre abbia quell'aria devastata e che il loro padre sembri uno zombie. poveretti. del resto, ripeto, tre figli, per giunta maschi...", dicevano le mamme e le maestre.
stamane elastigirl ha posato uno sguardo distratto sulle mani degli hobbit e da qualche anfratto della memoria è sbucato milani sirio, con le sue unghie nere da piccolo orco. "da quanto non vi taglio le unghie? oh signur, da prima che nascesse il microbbit! fatemi vedere le orecchie! non posso crederci. ecco, mi sento male. anzi, mi sento la signora milani. devo fare qualcosa prima che la situazione precipiti"
"chi è la signora milani, mamma?", ha domandato lo hobbit grande stropicciandosi le cispie.
milani sirio aveva le lentiggini, i capelli rossi come ron weasley di harry potter ed era stato scelto dalla maestra per cantare in assolo il lamento delle mondine sfruttate alla recita di fine anno davanti a tutti i genitori, con enorme elasti-invidia.
milani sirio, pur essendo estremamente grazioso, non si lavava i denti e nemmeno le orecchie. probabilmente neppure i capelli ma si notava meno. vestiva stropicciato, arrivava in ritardo a scuola, ancora con le cispie da sonno negli occhi, e usava una cartella sbrindellata, di terza mano, e un astuccio pieno di pennarelli rosicchiati da varie generazioni di denti da latte. aveva un carisma notevole, nonostante l'aspetto non ortodosso e durante la ricreazione, era regolarmente oggetto di dibattiti negli implacabili e conformisti circoli di settenni perbeniste.
milani sirio aveva due fratelli maggiori: milani milo e milani christian, entrambi ugualmente lentigginosi e un po' ciancicati. la loro mamma non camminava ma correva, non parlava ma impartiva secchi ordini, non respirava ma ansimava trafelata e sorrideva sempre, di un sorriso estatico da folle. portava capelli rossi a carciofo e borse come pozzi di san patrizio. il loro papà si chiamava libero, aveva un'aria sognante e stralunata, i maglioni con le toppe e probabilmente le calze con i buchi agli alluci.
era raro vederli tutti insieme ma quando succedeva ci si domandava come facessero a sopravvivere, così incoscienti e numerosi, privi di senso pratico, in balia della vita, sull'orlo del precipizio ma ottusamente felici.
"sono tre figli, per giunta maschi: è normale che nessuno abbia il tempo, l'energia e la forza per controllare se si lavano i denti e le orecchie, è normale che la loro madre abbia quell'aria devastata e che il loro padre sembri uno zombie. poveretti. del resto, ripeto, tre figli, per giunta maschi...", dicevano le mamme e le maestre.
stamane elastigirl ha posato uno sguardo distratto sulle mani degli hobbit e da qualche anfratto della memoria è sbucato milani sirio, con le sue unghie nere da piccolo orco. "da quanto non vi taglio le unghie? oh signur, da prima che nascesse il microbbit! fatemi vedere le orecchie! non posso crederci. ecco, mi sento male. anzi, mi sento la signora milani. devo fare qualcosa prima che la situazione precipiti"
"chi è la signora milani, mamma?", ha domandato lo hobbit grande stropicciandosi le cispie.
postato da: nonsolomamma alle ore 21:37 | Permalink | commenti (73)
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categoria:figli, senso di colpa, hobbit
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