ehi tu,
che sei qui da poco ma io già non mi ricordo come fosse la vita prima di quel poco, che hai un nome e un cognome, ma ti chiamano 'piccolo ficcanaso' o 'dart fener' o 'microbbit', che non ti scomponi quando tuo fratello medio (il più medio, come dice lui) mi chiede se può strapparti i capelli o romperti le ossa o prenderti in braccio che forse, tra tutte, è l'unica cosa che devi temere, quando tuo fratello grande ti canta nell'orecchio le canzoni degli abba o quando il suo amico giacomo dichiara che le tue gambe somigliano alle zampe di un insetto.
che non hai paura di niente perché il tuo mondo sa di latte, di mamma e di poco altro o forse perché sai che la paura non serve a niente o magari perché non sai.
che hai sentito la dottoressa tic tic, la pediatra, che diceva "tutti i bambini, hobbit compresi, hanno il desiderio di uccidere il fratellino e siccome i bambini, hobbit compresi, non hanno filtri, possono dire cose terribili tipo 'e se lo buttassi giù dalle scale?' ma questo non significa che metteranno in pratica l'istinto omicida" e non hai smesso di guardare con sguardo adorante caino grande e caino piccolo.
che vai in estasi con una seduta di massaggi, che mi guardi come fossi la tua personale bistecca (e non è tanto romantico e nemmeno lusinghiero, credimi), che hai occhi grandi, liquidi e senza fondo, che oggi hai sorriso per la prima volta, di un sorriso a bocca storta e spalancata, in cambio del quale avresti potuto chiedermi la luna, yoda di guerre stellari in carne ed ossa, la collezione di tex willer del tuo papà, tutti i libri ereditati dalla mia nonna atea ebrea e comunista, la ricetta segreta della focaccia, la password del blog e la bacchetta magica di harry potter e io ti avrei detto sì, senza pensarci un secondo.
ehi tu,
che oggi hai compiuto un mese ma mi sembra di averti sempre avuto con me,
tanti auguri
la tua mamma, guarita dalla mastite grazie a te, alla borsa dell'acqua calda e all'amoxicillina.
che sei qui da poco ma io già non mi ricordo come fosse la vita prima di quel poco, che hai un nome e un cognome, ma ti chiamano 'piccolo ficcanaso' o 'dart fener' o 'microbbit', che non ti scomponi quando tuo fratello medio (il più medio, come dice lui) mi chiede se può strapparti i capelli o romperti le ossa o prenderti in braccio che forse, tra tutte, è l'unica cosa che devi temere, quando tuo fratello grande ti canta nell'orecchio le canzoni degli abba o quando il suo amico giacomo dichiara che le tue gambe somigliano alle zampe di un insetto.
che non hai paura di niente perché il tuo mondo sa di latte, di mamma e di poco altro o forse perché sai che la paura non serve a niente o magari perché non sai.
che hai sentito la dottoressa tic tic, la pediatra, che diceva "tutti i bambini, hobbit compresi, hanno il desiderio di uccidere il fratellino e siccome i bambini, hobbit compresi, non hanno filtri, possono dire cose terribili tipo 'e se lo buttassi giù dalle scale?' ma questo non significa che metteranno in pratica l'istinto omicida" e non hai smesso di guardare con sguardo adorante caino grande e caino piccolo.
che vai in estasi con una seduta di massaggi, che mi guardi come fossi la tua personale bistecca (e non è tanto romantico e nemmeno lusinghiero, credimi), che hai occhi grandi, liquidi e senza fondo, che oggi hai sorriso per la prima volta, di un sorriso a bocca storta e spalancata, in cambio del quale avresti potuto chiedermi la luna, yoda di guerre stellari in carne ed ossa, la collezione di tex willer del tuo papà, tutti i libri ereditati dalla mia nonna atea ebrea e comunista, la ricetta segreta della focaccia, la password del blog e la bacchetta magica di harry potter e io ti avrei detto sì, senza pensarci un secondo.
ehi tu,
che oggi hai compiuto un mese ma mi sembra di averti sempre avuto con me,
tanti auguri
la tua mamma, guarita dalla mastite grazie a te, alla borsa dell'acqua calda e all'amoxicillina.
postato da: nonsolomamma alle ore 17:50 | Permalink | commenti (77)
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categoria:festa, hobbit
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