ehi tu,
lì dentro.
sì, proprio tu. sto parlando con te. strano vero? non capita molto spesso.
sono ancora io. quella intorno a te, di cui senti il battito del cuore, il brontolio dello stomaco e il gorgoglio degli abissi.
volevo dirti che sono stufa.
lo so che fino a poco tempo fa ti tenevo chiuso qui, come in una cassaforte di cui avevo buttato la chiave. lo so che mi piaceva averti lì, a nuotare nell'acquario, tutto e solo mio, protetto e prigioniero.
lo so che prima stavo bene così, il contenitore e il suo contenuto, la casa e il suo inquilino, una bella coppia, in fin dei conti.
ma ora sono stufa.
e non soltanto perché non riesco più ad allacciarmi le scarpe, perché sono schiava del sonno, perché non sono più io, perché hai occupato ogni centimetro del mio spazio, perché ti sei fatto largo, protervo e invadente.
no, non solo per questo, che pure non è poco.
sono stufa di non sapere chi sei, stufa di immaginarti, stufa dei tuoi silenzi, della tua vita da pesce.
quindi sbrigati.
ho bisogno di guardarti in faccia, di toccare le tue manine rugose e le tue cosce di pollo spennato. perché, non ti illudere, non sarai un adone appena uscito. sarai un tartarugo, come tutti gli altri. con gli occhi chiusi, i movimenti a scatti e quell'aria perplessa e diffidente.
il trascurabile dettaglio che io ti troverò irresistibile dal primo momento non ti renderà meno tartarugo agli occhi del mondo.
e ho bisogno di annusarti perché, forse non lo sai, profumerai di buono. e non saranno il sapone, la crema, l'olio o qualche altro intruglio che ti metteranno addosso per renderti presentabile. sarai proprio tu, che saprai di zucchero filato e bucato steso al sole, di miele e caramelle. è una magia di voi tartarughi, che dura poco ma quel tanto che basta per farci vostre schiave. è la natura, dicono.
e poi ho bisogno di dirti: "piacere, sono la tua mamma. e tu chi sei?". è vero, sono una mamma in sharing, come alcune automobili e alcuni file, ma mi innamorerò perdutamente di te perché per me sarai unico e speciale. è una magia, come la tua del profumo. ognuno ha la sua.
insomma, sono qui, un po' stufa.
ma tu non ti preoccupare, non me ne vado. ti aspetto.
lì dentro.
sì, proprio tu. sto parlando con te. strano vero? non capita molto spesso.
sono ancora io. quella intorno a te, di cui senti il battito del cuore, il brontolio dello stomaco e il gorgoglio degli abissi.
volevo dirti che sono stufa.
lo so che fino a poco tempo fa ti tenevo chiuso qui, come in una cassaforte di cui avevo buttato la chiave. lo so che mi piaceva averti lì, a nuotare nell'acquario, tutto e solo mio, protetto e prigioniero.
lo so che prima stavo bene così, il contenitore e il suo contenuto, la casa e il suo inquilino, una bella coppia, in fin dei conti.
ma ora sono stufa.
e non soltanto perché non riesco più ad allacciarmi le scarpe, perché sono schiava del sonno, perché non sono più io, perché hai occupato ogni centimetro del mio spazio, perché ti sei fatto largo, protervo e invadente.
no, non solo per questo, che pure non è poco.
sono stufa di non sapere chi sei, stufa di immaginarti, stufa dei tuoi silenzi, della tua vita da pesce.
quindi sbrigati.
ho bisogno di guardarti in faccia, di toccare le tue manine rugose e le tue cosce di pollo spennato. perché, non ti illudere, non sarai un adone appena uscito. sarai un tartarugo, come tutti gli altri. con gli occhi chiusi, i movimenti a scatti e quell'aria perplessa e diffidente.
il trascurabile dettaglio che io ti troverò irresistibile dal primo momento non ti renderà meno tartarugo agli occhi del mondo.
e ho bisogno di annusarti perché, forse non lo sai, profumerai di buono. e non saranno il sapone, la crema, l'olio o qualche altro intruglio che ti metteranno addosso per renderti presentabile. sarai proprio tu, che saprai di zucchero filato e bucato steso al sole, di miele e caramelle. è una magia di voi tartarughi, che dura poco ma quel tanto che basta per farci vostre schiave. è la natura, dicono.
e poi ho bisogno di dirti: "piacere, sono la tua mamma. e tu chi sei?". è vero, sono una mamma in sharing, come alcune automobili e alcuni file, ma mi innamorerò perdutamente di te perché per me sarai unico e speciale. è una magia, come la tua del profumo. ognuno ha la sua.
insomma, sono qui, un po' stufa.
ma tu non ti preoccupare, non me ne vado. ti aspetto.
postato da: nonsolomamma alle ore 21:24 | Permalink | commenti (95)
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categoria:maternità , gravidanza, hobbit
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