pensava che un po', almeno un po', si sarebbe intristita.
che avrebbe ripulito la cassettiera, la scrivania, la casella di posta elettronica e il desktop del suo computer in preda alla malinconia.
che avrebbe sorseggiato il caffé del bar lì sotto - quello del barista gigi che un giorno le disse "ho fatto pensieri impuri su di lei", scatenando, invece che sdegno e sconcerto, un inaspettato picco di autostima - nella rassegnata consapevolezza che da domani ci sarà solo brodaglia casalinga.
pensava che quel posto, al centro dell'open space, dove anche la telefonata a mezzavoce al ginecologo e la fugace visita al forum delle eco-mamme che dibattono di pannolini lavabili e carote bio diventano patrimonio collettivo, le sarebbe entrato nel cuore, alla lunga.
pensava che avrebbe vissuto con struggimento l'ultimo feroce assalto mattutino ai giornali della mazzetta, l'ultima corsa selvaggia al dorso di finanza del sole, o al buongiorno di gramellini.
pensava che le chiacchiere in bagno con le colleghe-amiche l'avrebbero ancorata a quel pavimento di linoleum.
pensava che abbracciare e baciare tutti quanti e dire "ciao, me ne vado per un po', mi ritiro a covare il mio terzo hobbit che nascerà a natale e a stare un po' con i due già fuori che ora mi aspettano per festeggiare", l'avrebbero fatta sentire sola e lontana da un mondo pulsante e operoso.
e invece questa sera, quando è uscita dalla redazione ed è entrata in congedo maternità, elastigirl era così felice che, insieme alla sua pancia abitata e alla sua incontenibile goffaggine, si sarebbe messa a ballare e a cantare al centro della carrozza della metropolitana che la riportava a casa.
che avrebbe ripulito la cassettiera, la scrivania, la casella di posta elettronica e il desktop del suo computer in preda alla malinconia.
che avrebbe sorseggiato il caffé del bar lì sotto - quello del barista gigi che un giorno le disse "ho fatto pensieri impuri su di lei", scatenando, invece che sdegno e sconcerto, un inaspettato picco di autostima - nella rassegnata consapevolezza che da domani ci sarà solo brodaglia casalinga.
pensava che quel posto, al centro dell'open space, dove anche la telefonata a mezzavoce al ginecologo e la fugace visita al forum delle eco-mamme che dibattono di pannolini lavabili e carote bio diventano patrimonio collettivo, le sarebbe entrato nel cuore, alla lunga.
pensava che avrebbe vissuto con struggimento l'ultimo feroce assalto mattutino ai giornali della mazzetta, l'ultima corsa selvaggia al dorso di finanza del sole, o al buongiorno di gramellini.
pensava che le chiacchiere in bagno con le colleghe-amiche l'avrebbero ancorata a quel pavimento di linoleum.
pensava che abbracciare e baciare tutti quanti e dire "ciao, me ne vado per un po', mi ritiro a covare il mio terzo hobbit che nascerà a natale e a stare un po' con i due già fuori che ora mi aspettano per festeggiare", l'avrebbero fatta sentire sola e lontana da un mondo pulsante e operoso.
e invece questa sera, quando è uscita dalla redazione ed è entrata in congedo maternità, elastigirl era così felice che, insieme alla sua pancia abitata e alla sua incontenibile goffaggine, si sarebbe messa a ballare e a cantare al centro della carrozza della metropolitana che la riportava a casa.
postato da: nonsolomamma alle ore 21:33 | Permalink | commenti (74)
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categoria:ufficio, maternità , giornalisti
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