la prima volta si sentiva investita di una missione sovrumana, si sentiva emanazione diretta di una forza onnipotente, si sentiva in contatto diretto con l'universo.
viveva in un cronico stato di ebete euforia, smaniosa di condividere, annunciare, trasmettere. avrebbe parlato per ore di toxoplasmosi, acido folico e ormone beta hcg. la ginnastica per il pavimento pelvico era diventata una irrinunciabile ossessione. nella sua delirante interpretazione di dea della fecondità metteva in fuga parenti, amici, le signore alla fermata dell'autobus e il cassiere del supermercato.
nell'estasi dell'invasata, trovava piacevoli le nausee, rassicurante la narcolessia, gradevole l'acidità di stomaco, divertenti 15 risvegli per notte per fare pipì.
la prima volta era in armonia con la natura ma socialmente intollerabile, pesante come un debito, o come l'uranio.
la seconda volta si sentiva navigata e consapevole. non aveva bisogno di atti dimostrativi e si limitava a covare l'intimo orgoglio di un bis. l'inesperienza la infastidiva un po' e se incontrava una primipara la guardava con annoiato distacco e benevolo compatimento. continuava a contrarre il pavimento pelvico ma con meno convinzione di un tempo e si dimenticava dell'acido folico un giorno su due.
aveva imparato un dignitoso riserbo anche se talvolta ripiombava in quella fissità estatica da santa illuminata.
vomitava e imprecava contro il meschino destino delle donne, crollava addormentata sul tram e si sentiva un'idiota, all'ottavo risveglio pipì scuoteva il marito dormiente per il solo gusto di condividere la croce dell'incontinenza.
l'armonia cosmica aveva qualche crepa e quei nove interminabili mesi le sembrarono un po' eccessivi, anche per un'emanazione diretta di cerere.
la terza volta si sente solo uno straccio.
l'elasti-gravidanza è al 95% una condizione della mente.
viveva in un cronico stato di ebete euforia, smaniosa di condividere, annunciare, trasmettere. avrebbe parlato per ore di toxoplasmosi, acido folico e ormone beta hcg. la ginnastica per il pavimento pelvico era diventata una irrinunciabile ossessione. nella sua delirante interpretazione di dea della fecondità metteva in fuga parenti, amici, le signore alla fermata dell'autobus e il cassiere del supermercato.
nell'estasi dell'invasata, trovava piacevoli le nausee, rassicurante la narcolessia, gradevole l'acidità di stomaco, divertenti 15 risvegli per notte per fare pipì.
la prima volta era in armonia con la natura ma socialmente intollerabile, pesante come un debito, o come l'uranio.
la seconda volta si sentiva navigata e consapevole. non aveva bisogno di atti dimostrativi e si limitava a covare l'intimo orgoglio di un bis. l'inesperienza la infastidiva un po' e se incontrava una primipara la guardava con annoiato distacco e benevolo compatimento. continuava a contrarre il pavimento pelvico ma con meno convinzione di un tempo e si dimenticava dell'acido folico un giorno su due.
aveva imparato un dignitoso riserbo anche se talvolta ripiombava in quella fissità estatica da santa illuminata.
vomitava e imprecava contro il meschino destino delle donne, crollava addormentata sul tram e si sentiva un'idiota, all'ottavo risveglio pipì scuoteva il marito dormiente per il solo gusto di condividere la croce dell'incontinenza.
l'armonia cosmica aveva qualche crepa e quei nove interminabili mesi le sembrarono un po' eccessivi, anche per un'emanazione diretta di cerere.
la terza volta si sente solo uno straccio.
l'elasti-gravidanza è al 95% una condizione della mente.
postato da: nonsolomamma alle ore 22:04 | Permalink | commenti (73)
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categoria:autocoscienza, gravidanza
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