giovedì, 25 giugno 2009
ho tre figli, due adolescenti e uno piccolo, che ha quasi tre anni.
il piccolo non lo abbiamo cercato, è arrivato. e quando io ho scoperto di essere incinta di nuovo ho avuto paura. perché era un altro maschio, perché mio marito ed io avevamo appena ricominciato a respirare, perché il mio corpo si sarebbe trasformato di nuovo e non sapevo se mai sarebbe tornato come prima. ho avuto paura di affrontare tutto di nuovo, da capo, quando ormai mi sentivo libera, quando avevo ricominciato ad andare al cinema, a uscire a cena e a pensare a me.
il piccolo è nato in un posto dove tutto era facile.
poi siamo arrivati a milano e qui la vita è dura.
qui manca la cultura dell'accoglienza, qui non parlano le lingue, qui sono diffidenti.
diffidano perché hai una famiglia numerosa, perché hai il capo coperto, perché non mangi il prosciutto, perché non sei identico a loro, perché non ti capiscono.
noi cambiamo città ogni tre-quattro anni, siamo stati a dubai, a parigi, a bruxelles e a hong kong e mai ho trovato la chiusura che ho trovato qui.
ho imparato l'italiano perché è una lingua che amo ma nessuno mi ha mai aiutata qui, nessuno mi ha mai fatto sentire a casa, nessuno mi ha mai teso la mano. adesso va meglio rispetto ai primi tempi, ma tutto costa molta fatica.
hasem l'anno prossimo andrà all'asilo francese perché non voglio che soffra e lì so che sarà più semplice.

ha il capo capo coperto, un corpo minuto, lo sguardo sfrontato e una passione per proust. vorrebbe fare la mediatrice culturale e per questo ha studiato. suo marito è diplomatico e lei lo segue, in giro per il mondo. è gaudente e perplessa, curiosa e incredula, lucida e sfuggente, vicina e lontanissima.
è la mamma di hasem, il bambino tunisino, compagno di nido dello hobbit piccolo.
quando parla così vorresti chiederle scusa, per tutta quella strada ancora da percorrere.
postato da: nonsolomamma alle ore 21:58 | Permalink | commenti (134)
Comments:
#1  25 Giugno 2009 - 22:03
 
come ti capisco, la diffendenza verso gli stranieri è una cosa che non sopporto ed è orribile sapere che l'Italia ne è così impregnata...
Sarina 86

ps: primo commento!è un record per me...
utente anonimo
#2  25 Giugno 2009 - 22:08
 
ma basta elasti dai e bastaaaaaaaa
con questo tipo di atteggiamento....perche' massacrare cosi' Milano?

L'italia quando all'estero e' peggio ...basta pero'...noi se dobbiamo andare all'estero dobbiamo rispettare le tradizioni , e parlare le lingue ...e'uguale ovunque...

basta con questo atteggiamento assurdo
utente anonimo
#3  25 Giugno 2009 - 22:11
 
Qui' non ci trovi d'accordo mamma del leader....A londra chiedilo al mister come e' la situazione...
2 discepoli licenziati a cui e' stato negato il sussidio perche' italiani...quindi....e adesso via con tutti i commenti buonisti...

utente anonimo
#4  25 Giugno 2009 - 22:13
 
... è sempre un piacere leggerti.
Barbapapa'
utente anonimo
#5  25 Giugno 2009 - 22:27
 
è così in ogni posto d'italia, temo. uno straniero è sempre qualcuno del quale diffidare, anche se è un bambino di 7 anni, regolarmente adottato da una coppia italiana. e parlo di una cosa che mi ha vista coinvolta personalmente....
Utente: flammula Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. flammula
#6  25 Giugno 2009 - 22:35
 
Cara elasti,
non ho mai scritto su un blog ma questo tuo ultimo post mi ha fatto molto riflettere.
Io credo che Milano non sia così chiusa e inospitale come dite.
Credo che ci siano davvero tanti programmi di integrazione promossi dalle scuole, dalle associazioni e dai singoli cittadini che credono e vogliono una Milano multietnica.
Milano accoglie..l'ha sempre fatto...forse con un pò di diffidenza iniziale ma accoglie tutti quelli che sanno mettersi in gioco.
Milano è altruista..non a caso è la capitale del volontariato...
Milano è una scommessa...da vincere o da perdere...
Mi spiace che la mamma di Hasem non abbia percepito tutto questo.
Io sono qui..pronta ad accoglierla a braccia aperte e a farle conoscere il vero volto della nuova milano
Mamma marta
utente anonimo
#7  25 Giugno 2009 - 22:39
 
Non credo che Elasti parli male dell'Italia, o di Milano. E la testimonianza della signora non mi sorprende molto. Noi italiani abbiamo questo fardello della storia, della tradizione, l'identità e la cultura. Che sono poi quello che ci fa (ha fatto?) essere un grande paese. Ma il fardello ci impedisce anche di essere aperti, leggeri, accoglienti. Ci sono paesi dove l'immigrazione è stata, e è tuttora, la principale risorsa culturale. Senza il peso di una grossa identità sanno accogliere e cogliere il meglio da chi arriva. Dovremmo imparare un po' da loro, per non morire sotto il peso della nostra storia, per continuare a essere un paese che crea arte e cultura. Insomma, non faremmo solo del bene agli altri.

lely
utente anonimo
#8  25 Giugno 2009 - 22:41
 
Purtroppo sono situazioni che si vivono quotidianamente, dappertutto...
E' la paura del "diverso" che porta a dimenticare che anche "loro" sono persone come noi, con le nostre stesse aspettative e le stesse speranze per un futuro migliore.
Utente: cautelosa Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. cautelosa
#9  25 Giugno 2009 - 23:02
 
CARA MAMMA DI HASEM...TI CAPISCO SAI,ANCHE SE SONO ITALIANA,LE COSE CHE HAI DESCRITTO LE HO PROVATE IN PRIMA PERSONA PROPRIO NELLA MIA ITALIA..ANCHE SE NON HO IL CAPO COPERTO E PARLO QUESTA LINGUA,SONO STATA TANTI ANNI ALL'ESTERO,A DUBAI,E AL MIO RITORNO HO VISTO LA CHIUSURA CHE C'ERA QUI...LA DIFFIDENZA SE SI PARLAVA DI ALTRE CULTURE E I SORRISI IRONICI SE SI DICEVA CHE I MIEI FIGLI PARLAVANO BENISSIMO L'INGLESE,OLTRE AD AVER STUDIATO IL FRANCESE E UN PO' DI ARABO....FATTI CORAGGIO PERCHE' NON TUTTI SONO COSI'....
SABRINA
utente anonimo
#10  25 Giugno 2009 - 23:14
 
caro anonimo del commento numero 2, forse lei vive in un'altra città. o forse il buonista è lei, che fa finta di non vedere gli sguardi sospettosi che le persone lanciano a qualunque straniero incontrato ovunque, in metropolitana, sul marciapiede, al supermercato.
l'atteggiamento assurdo è il suo, che rifiuta l'evidenza dei fatti. quando noi andiamo all'estero rispettiamo le tradizioni? e gli stranieri qui non le rispettano? ma che discorsi sono?

cara mamma di hasem, mi dispiace che abbia incontrato gli italiani che, a detta di molti, non esistono. mi dispiace che abbia incontrato persone sbagliate. spero che all'asilo francese il suo piccolo possa sentirsi abbracciato dalla comunità che frequenterà. Io ho vissuto le stesse sue sensazioni a soli 150 km da casa, spostandomi da Milano verso una città poco più a sud. E sono scappata a gambe levate dall'ottusità e dalla pigrizia mentale. Io, italiana tra italiani.
Un abbraccio
Laura
utente anonimo
#11  25 Giugno 2009 - 23:35
 
Faccio un solo esempio.
Abito in case popolari della provincia.
La provincia ha le sue graduatorie, credo si guardi al redditto, a dove si sta, se si è in situazione di sfratto, se si sta in un garage, se si è in tanti i famiglia con un solo stipendio.

Ebbene quando hanno assegnato le case, e parlo di più di dieci anni fa, alcune erano famiglie di origine straniera, e ci sono stati degli italiani che hanno rifiutato la casa.

Non volevano avere vicino di pianerottolo uno straniero.

Ovviamente agli stranieri non gliene pote fregare di meno di avere dei vicini italiani.
così mano a mano saliva il numero degli stranieri e rimanemo un po' meno di italiani.

Il colmo fu che ci sta gente che se ne esce a dire: che la provincia non da le case agli italiani.

E anche quando spiego la storia delle graduatorie e di come diversi miei vicini, sia italiani che non, siano saliti per il rifiuto di altri, tutti italiani.

Che però fuori si lagnano.

L'altro giorno al consiglio comunale il vice sindaco se ne esce a dire: le case prima agli italiani.
(eravamo in un palazzetto dello sport)
C'è stato un boato di applausi.

Io avevo la macchina fotografica in mano e... ho avuto paura a dire la mia.

Paura delle reazioni di chi giudica senza conoscere.
Di chi si sente forte nel branco.

Già... un coniglio!

Ma non ho applaudito.
Anche se ho barato tenendo ben stretta la macchina fotografica, nel senso che non ho manco fatto capire che non volevo farlo.

I miei vicini di posto lo sanno... zitta io mai... anche se un po' spaventata del tutto silente io mai.

Quasi mai.

:-(

A chi dice che all'estero è uguale, oh sì, ma non siamo all'asilo: maestra lo fa anche lui, voglio pure io!

Anzi...visti certi adulti, mi sa che all'asilo hanno più buon senso.

Perdonate il papiro.
(E anche gli errori, non mi va di rileggere o mi sa che lo cancello!)

Utente: Volare85 Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Volare85
#12  26 Giugno 2009 - 00:01
 
In relazione al commento di "lely": la questione del fardello storico non penso sia la pista giusta: Francia e Inghilterra hanno una identità culturale ben più forte e radicata della nostra, ma questo non impedisce loro di essere terra di accoglienza. Per quanto mi riguarda (vivo in Francia da 5 anni) la differenza sta tra un paese che, pur tra mille difficoltà, crede che la solidarietà e l'accoglienza siano un valore e un paese il cui valore sembra essere diventato quello di "essere cattivi" (dalle parole di un noto responsabile politico italiano).
utente anonimo
#13  26 Giugno 2009 - 00:17
 
Il lato peggiore è che la situazione sta peggiorando, il razzismo sta giungendo anche in luoghi come quello dove abito , mentre prima non si conosceva o quasi.
Credo sia anche frutto della paura, che viene coltivata a scopi politici...
Utente: nonnacarina Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. nonnacarina
#14  26 Giugno 2009 - 00:46
 
commento n 10 non siamo anonimi siamo discepoli dello hobbit piccolo elasti ci conosce.
Viviamo a Londra da parecchio e mi creda cara signora qua' la situazione non e' molto differente...certo voi pensate che l'estero sia la mecca, ma ve ne state sedute con il culetto sulla vostra poltrona e non vi azzardate ad uscire dal vostro pseudo-paradiso, troppo facile puntare il dito senza sapere...e senza recarsi in uffici dove ci si deve sentire dire ma perche' chiede il sussidio lei che e' italiano!

una discepola incazzata
utente anonimo
#15  26 Giugno 2009 - 01:11
 
Già...scusa a nome di noi tutti, popolo che sopporta porcherie di ogni tipo, ma non accetta chi è solo, di poco, diverso.
Utente: Minerva84 Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Minerva84
#16  26 Giugno 2009 - 08:03
 
commento #14# io punto il dito senza sapere? e lei cosa sa, di me, cara signora invece? la realtà descritta dalla mamma di Hasem la conosco bene, e per tanti motivi.
io dico che invece è troppo facile fare finta di nulla e dire che non è così brutto come lo si dipinge.
lei viene aggredita quando chiede il sussidio? qui gli stranieri vengono aggrediti per i sussidi, le case, la religione, il cibo, i negozi che arono... provi a recarsi lei in qualche ufficio italiano in cui agli stranieri viene detto "mi rubi la casa", "torna al tuo paese".
Ho viaggiato, e forse l'estero non è il paradiso, ma le assicuro che in alcuni Paesi è se non altro meglio.
io il mio culetto lo alzo, tutti i giorni. grazie per essersene preoccupata.
Laura
utente anonimo
#17  26 Giugno 2009 - 08:40
 
Quello che fa riflettere sono i commenti che mi hanno preceduta.
Renata
Utente: rr74 Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. rr74
#18  26 Giugno 2009 - 08:51
 
Paragonare l'Italia, quanto a grado di accoglienza e di buona disposizione verso lo "straniero" ad altri grandi paese come la Francia o l'Inghilterra mi pare davvero ottimistico.
Forse non ci rendiamo conto che l'attuale politica molto ha fatto per fa percepire lo straniero come il nemico, chiunque sia.
L'Italia, non solo Milano, in questi anni culturalmente è cambiata tanto e non in meglio.
C'è più grettezza, più semplicismo più chiusura. Non vogliamo più fare la fatica di capire l'altro, di farlo sentire a casa, di arricchirsi anche delle sue differenze.Siamo più brutti e più cattivi.
Perchè in fondo è più facile.
Insomma siamo terribilemnte pigri.
Elisa
utente anonimo
#19  26 Giugno 2009 - 08:58
 
l'ho raccontato più di una volta
mia mamma era straniera
proveniente da un paese meno "scomodo" di quello dlela mamma in questione
ma proveniva da un paese "spocchioso e superbo"
questa etichetta se l'è portata dietro fino a che è vissuta...insieme a tutta una serie di preconcetti....
ed è una tristezza infinita.
Utente: chiccanonmolla Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. chiccanonmolla
#20  26 Giugno 2009 - 08:58
 
E poi, aggiungo, perchè è una cosa che mi sta a cuore, ma di quale Italia e Italia si va cincischiando che fino a 150 anni fa eravamo divisi anche politicamente? E che culturalmente siamo un unico paese è ancora una scommessa aperta?
Sarà che vengo da una città in passato maestra dell'integrazione, ma per me, tutti questi nazionalismi culturali e geografici lasciano il tempo che trovano.
Potrei anche sentirmi più affine a un algerino piuttosto che a un milanese. Vi pare così sconvolgente?
elisa
utente anonimo
#21  26 Giugno 2009 - 09:04
 
Verrebbe voglia di chiederle scusa e prendere a ceffoni il "papà-di-Alberto" dell'altro post.
Raffa
utente anonimo
#22  26 Giugno 2009 - 09:08
 
come dice mia cugina...
il razzismo è come il sedere, puoi vedere quello degli altri, ma non il tuo

utente anonimo
#23  26 Giugno 2009 - 09:09
 
Anche io ho alzato il mio culetto per qualche tempo vivendo all'estero per motivi di lavoro.
Per motivi famigliari sono dovuta (e sottolineo il dovuta) rientrare in Patria.
La situazione di asfissia e chiusura mentale che ho ritrovato qui (vivo anche io a Milano, adesso) l'ho trovata forse solo in Austria, ma non in Germania, forse un po' in Inghilterra (cari discepoli, da quelle parti si viveva un po' sopra le righe, ovvio che adesso si debba tirare i remi in barca) ma non negli States, almeno non nel New England, parzialmente in Olanda (chi l'avrebbe mai detto?), eccetera.
Ciò che dispiace e rattrista è che noi italiani siamo stati (e siamo tuttora, ma per altri motivi) un popolo migrante. Abbiamo riempito il mondo con il nostro sangue, sudore, cultura e tradizioni, eppure adesso noi siamo tra le società se non più chiuse di certo tra le più ostili....
Utente: Rossafata Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Rossafata
#24  26 Giugno 2009 - 09:11
 
dividi et impera.

e allora?
1) cercare di superare il blandito "individualismo".
2) non delegare tutto. far sentire la propria voce. agire in prima persona. grazie mamma marta.
3)

buona giornata. N.

utente anonimo
#25  26 Giugno 2009 - 09:15
 
Mi associo al commento # 6. Milano e' una citta' generosa con tutti.
Piuttosto, sono loro chiusi e diffidenti, ai "limiti" della maleducazione (lo dico perche' anche mio figlio ne ha in classe). Ma loro sono stranieri in un paese stranierio e se lo possono permettere. Intanto i nostri figli non rientrano nelle graduatorie per l'assegnazione dei posti all'asilo perche' vengono prima loro. E si lamentano anche? Ma per favore....
utente anonimo
#26  26 Giugno 2009 - 09:31
 
Al commento #25.
Complimenti per il condensamento in poche parole di tutti i più beceri luoghi comuni.
Il tuo potrebbe essere il manifesto del nuovo qualunquismo.
geniale
utente anonimo
#27  26 Giugno 2009 - 09:40
 
Quello che mi fa più arrabbiare è che chi commenta in negativo, chi si lamenta davvero NON HA MAI il coraggio di firmarsi!!!
Dillo a tutti come ti chiami, urla al mondo la tua "disperazione" e poi ASCOLTA quello che devono patire gli stranieri che poveretti loro arrivano in Italia!
E forse ti accorgerai che avete molto poco in comune!
E comunque io di "stranieri" con famiglia maleducati non ne ho mai conosciuti. Tanti tanti italiani invece si.
Angela Catrani
Utente: AngelaC2 Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. AngelaC2
#28  26 Giugno 2009 - 10:00
 
complimenti ai milanesi...
utente anonimo
#29  26 Giugno 2009 - 10:09
 
@Angela: dove leggi disperazione nelle mie parole scusa?
Ho il diritto anche io di commentare e riportare mie esperienze personali.
Di poveretti che arrivano in Italia ce ne sono tanti ma non e' giusto generalizzare e considerarli tutti dei "poveretti". Buonista!
Il fatto - ad esempio - che le scuole italiane sono diventate multietniche rispetto a quando io ero piccola (ora ho 30 anni) o che nei luoghi di lavoro ci sono persone di tutte le nazionalita' e sintomo del fatto che esiste di fatto un'integrazione.

@#26 invece il buonismoa tutti costi....
Mi piacerebbe molto vedere cosa fanno quelli che dicono "poverini" per queste persone e per la loro integrazione.

Ciao
Laura

Mi scuso con la proprietaria del blog per la polemica.
utente anonimo
#30  26 Giugno 2009 - 10:26
 
Non voglio buttarmi nella polemica italiani razzisti o no. Vorrei solo dire che l'atteggiamento di Claudia (posso tralasciare lo pseudonimo per stavolta?) è quello giusto. Non giudicante ma comprensivo e attento. Ogni famiglia vive la sua esperienza e se questa mamma si è sentita così avrà le sue ragioni, anche se non oggettive (anche se secondo me lo sono). Elasti le ha prestato orecchio e anche tempo raccontando di lei sul blog! Brava, sei mitica!
Stefania
utente anonimo
#31  26 Giugno 2009 - 10:29
 
Ciao Laura,
di certo non mi riferivo solo a te!
E di sicuro è tuo sacrosanto diritto commentare. Lamentavo solo l'anonimato in genere.
Poi, prova a capire perché alcuni "stranieri" vengono prima nelle graduatorie delle scuole e poi, se vuoi, giudica!

E poi, si, hai ragione a chiedere scusa a Claudia per l'invasione del suo blog e mi associo; ma penso anche che confrontarsi faccia bene!
Utente: AngelaC2 Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. AngelaC2
#32  26 Giugno 2009 - 10:31
 
Elasti, elasti, prova a vivere sul serio e non nel tuo mondo incantato, nella tua ampolla della "Milanobene" radical chic, ti puoi vendere a quanti non conoscano le tue frequentazioni ultra snob, il tuo abbigliamento finto povero, i tuoi compagni di liceo con bei cognomi, prova a raccontare come sei stata razzista dinanzi alle amicizie che non erano del solito giro
Mi firmo non sia mai che l'anonimato nasconda la mia ignoranza
Domitilla
utente anonimo
#33  26 Giugno 2009 - 10:32
 
per Laura #29 per il # 26: Magari non serve neppure far tanto. Basterebbe non avere pregiudizi o ideee già belle pronte e confezionate!
deborah
utente anonimo
#34  26 Giugno 2009 - 10:33
 
Argomento delicato e, come di consueto, foriero di polemiche.

Sull'accoglienza italiana si potrà dire quello che si vuole ma la libertà e la tolleranza che gli stranieri godono in Italia non esiste in nessun altro paese del mondo (e chiunque abbia varcato anche minimante i confini nazionali lo sa).

Certo, il disagio di questa donna non è certamente da sottovalutare, ma il problema è che spesso ci si straccia le vesti per problemi "minori" e si ignorano i problemi "grossi" (http://www.tgcom.mediaset.it/mondo/articoli/articolo453501.shtml , senza arrivare a questi limiti estremi spesso la condizione della donna in certe "culture" è la schiavitù e l'assordante silenzio delle donne italiane "evolute" è a mio parere ben peggio della freddezza e diffidenza di altre verso le "culture" che certe cose le tollerano)
Utente: MaxHunter Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. MaxHunter
#35  26 Giugno 2009 - 10:41
 
Capisco molto bene cosa prova la mamma di Hasem, e sicuramente la politica degli ultimi tempi non agevola lo sviluppo di uno spirito multiculturale. Ma voglio dire una cosa: anche io ho vissuto all'estero, in una Germania multiculturale, con oltre il 10% di cittadini stranieri. Laureata a pieni voti, convivevo con un tedesco, avevo amici tedeschi, ma l'unico lavoro che sono riuscita a trovare è stato quello di cameriera e commessa. Ogni mia richiesta, anche di informazioni, finiva con la risposta: "I suoi titoli di studi non corrispondono ai nostri",ma non c'era aiuto da parte loro, anzi, mi dicevano a chiare note che dovevo accontentarmi di avere un lavoro. Ma posso anche dire che non tutti erano uguali e che a volte ci scontriamo con l'ignoranza, la paura, l'insicurezza degli altri, che non sanno reagire al nuovo e al diverso.
A volte mi chiedo: ma se andassi io a vivere in Tunisia o in un altro paese, cosa troverei?
Detto questo, comunque vivere in un paese straniero comporta sentirsi fuori casa, adattarsi, scendere a compromessi. Mamma di Hasem, non ti arrendere perchè sono tanti, come Elasti, ad essere dalla tua parte.
utente anonimo
#36  26 Giugno 2009 - 10:50
 
Strano che nessuno abbia ancora detto che gli stranieri vengono a rubarci il lavoro...
Aggiungerei che l'italiano non è razzista solo verso gli stranieri, ma anche contro chi è di un'altra regione. Quando mi è stato detto che mio figlio deve seguire solo tradizioni di qui, e non quelle che seguivo io da piccola "perché lui abita qui e quindi è toscano e deve seguire tradizioni toscane" sono rimasta di sasso...
Utente: tortadimele Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. tortadimele
#37  26 Giugno 2009 - 11:09
 
forse dovremmo commentare questi episodi non generalizzando e parlando de " gli stranieri" o "gli immigrati" ma scrivendo di "mamma di Hasem" o di " Tizio Caio". Insomma... Persone non Categorie.
Ci sono già tante difficoltà per chi viene a vivere in Italia da straniero... non ci mettiamo anche noi con il qualunquismo.

CICCIA
utente anonimo
#38  26 Giugno 2009 - 11:16
 
Cavoli, c'è andata giù pesante Domitilla! Ma, scusa, tu Elasti la conosci? Basta con le stigmatizzazioni/santini del radical chic! E' razzismo/classismo pure questo

utente anonimo
#39  26 Giugno 2009 - 11:16
 
Cara elasti,

leggo sempre il tuo blog, che riesce sempre a strapparmi qualche sorriso...mi piace il tuo modo di scrivere, di disegnare ciò che vedi... ma oggi mi trovo in disaccordo.
L'Italia non è così male come si dice, qui c'è sempre spazio per tutti, basta guardarsi intorno... L'Italia garantisce istruzione e sanità a tutti, altrove non è sempre così... Viviamo in un Paese pieno di difetti, e questo non è un segreto per nessuno, ma il razzismo in Italia no...non mi sembra proprio che ci sia...

Dani
utente anonimo
#40  26 Giugno 2009 - 11:17
 
La mamma di Hasem ci dipinge come terzo mondo: ignoranti chiusi e inospitali. Ecco, non so perchè, ma mi sento profondamente offesa da questi giudizi, voi no?
Amaranta
Utente: amaranta29 Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. amaranta29
#41  26 Giugno 2009 - 11:22
 
Scusate se torno, ma non capisco proprio come si possa dire che in Italia il razzismo non esiste...il razzimo esiste, così come in tutti gli altri paesi del mondo. Purtroppo negli ultimi anni è in forte aumento e per quanto migliaia di persone si stiani adoperando per aiutare gli immigrati e dare loro la possibilità di iniziare una nuova vita ci sono sempre più persone che se dici che vai a mangiarti un Kebab ti rispondono che dovresti mangiare la pizza perchè non sei uno "schifoso arabo".
Ecco...
Sarina86
utente anonimo
#42  26 Giugno 2009 - 11:23
 
forse razzisti razzisti no, però di vedute ristrette un po' sì, secondo me con il fatto di essere sostanzialmente degli stanziali facciamo fatica ad accogliere nella nostra cerchia persone nuove, succede anche tra gli italiani. Certo non si può generalizzare, secondo me la mamma di Hasem un po' lo fa, dipende tutto dalle persone.
eleonora

utente anonimo
#43  26 Giugno 2009 - 11:39
 
mi trovi d'accordo su tutto cara elasti, e quello che mi sconcerta è vedere che quando racconti la tua quotidianità sono tutti ad applaudirti. Quando però ti allontani da essa, e provi, attraverso le parole di un'altra mamma, a raccontare qualcosa che vada oltre, ecco che le polemiche fioccano...
Io vivo all'estero da 4 anni... ho vissuto 3 in egitto e uno in germania... Mia figlia è italo-egiziana. Due paesi totalmente diversi, eppure, entrambi, due paesi in cui la gente non è così razzista. Mi spiace per la ragazza che dice che in germania trovava lavoro solo come cameriera. Io faccio un dottorato di ricerca, invece, che in italia non veniva retribuito e qui sì.
Il razzismo lo vedo anche qui, certo, ma almeno non è giustificato dall'alto, da chi ha in mano dei ministeri. Cara Elastica, quasi mai ho commentato ma qui non potevo esimermi. Troppo soffro quando vedo la gente essere razzista anche con mia figlia, in italia, e non rendersene neppure conto. Siamo un paese profondamente impregnato di razzismo, ma siamo ben pronti a giustificarci a noi stessi dicendo che non siamo razzisti. E allora, se sappiamo che la cosa fa schifo ed è moralmente reprensibile, perché lo siamo?
avevo pubblicato due post su questa questione qualche tempo fa, perché è un tema che mi sta molto a cuore, come madre di una figlia italiana a metà, e come straniera in germania. te li segnalo.
http://paceamoreefettuccine.blogspot.com/2009/06/i-diritti-degli-immigrati-lavoratori.html
e
http://paceamoreefettuccine.blogspot.com/2009/06/bambini-di-serie-bambini-di-serie-b.html
utente anonimo
#44  26 Giugno 2009 - 11:44
 
E che due palle, Elasti. Che due palle. Se la signora si trova cosi' male,che parli con tutti quelli che invece si trovano molto bene. E che se ne torni a Parigi, se Milano le fa tanto schifo. Anche a me fa schifo,ma per i motivi opposti. E il mio parere vale quanto il suo.Anzi di piu', visto che sono italiana.
E sara' un piacere smettere di leggerti.
utente anonimo
#45  26 Giugno 2009 - 11:52
 
Il commento 44, non sa invece er piacere nostro - nella speranza che si mantenga coerente. Ma mai che ci riuscissero questi zelanti sputatori nei piatti dove mangiano.

Per il resto, elasti bellissimo post e sottoscrivo quanto dice la signora. Io ho esperienza di Parigi e di Germania che è poco, ma la cultura dell'accoglienza è fortissima, e in genere anche l'attenzione alla maternità che qui manca per tutte, anche per le italiane. In molti posti all'estero è davvero diverso.

Di alla signora di aprire un blog. Sono sicura che riuscirebbe atrovare su internet un senso di rete e di scambio, che magari non è concreto ok, ma davvero fa tanto. Io credo che per molte di noi è così.

E poi avrebbe un sacco di cose da raccontare!
Utente: zauberei Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. zauberei
#46  26 Giugno 2009 - 12:01
 
Sono una ragazza indiana. Abito a Pavia da 7 anni, con mio marito, anche lui indiano. Abbiamo una bimba di 2 anni. Il mese prossimo, lasciamo l'Italia, per tornare nel nostro Paese, per motivi di lavoro e ci dispiace molto lasciare questo Paese, chè ci ha dato tanto, e ci ha accolto con calore. Voglio condividire la nostra esperienza bellissima in Italia con te, elastimamma, e con i lettori del tuo blog. Ci stiamo stati veramente bene in Italia. Non abbiamo mai affrontato discriminazione o altri tipi di problemi. Mia bimba ha trascorso two anni bellissimi al'Asilo nido ed è stata accolta con amore dalle educatrici, compagni e tutto il personale. Le persone in italia ci hanno trattato sempre con rispetto. Abbiamo tanti veri amici Italiani qui, loro ci hanno aperto cuore e casa e adesso chè torniamo in India, ci mancheranno tanto questi legami di affetto.
Ci sono persone brave e non ovunque. Forse siamo stati fortunati a vedere solo il lato buono dell'Italia.
A
utente anonimo
#47  26 Giugno 2009 - 12:07
 
davvero?
e chi è che la guarderebbe male:le mogli degli altri diplomatici o la gente comune per strada?
insomma, il bel detto "vedi negli altri quello che sei" forse qui casca a pennello.
se mi avessi detto che suo marito vende kebab e puzza di cipolla, forse ti avrei creduto
chicca
utente anonimo
#48  26 Giugno 2009 - 12:08
 
Arrivo dopo zauberei...e ne sono felice. Perchè, polemiche a parte(me lo fai il piacere di chiedere scusa alla signora da parte mia? anche solo col pensiero...grazie...), la proposta che fa la trovo davvero interessante. Si, un blog crea amicizie non concrete fisicamente...ma aiuta. Vedi questo. E può fare la differenza.
E poi si...sai che le cose che potrebbe raccontare?! Che meraviglia!!!
Un abbraccio ad entrambe elasti!
Utente: Delfyna Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Delfyna
#49  26 Giugno 2009 - 12:08
 
chiedo scusa pure io, per il mio paese che spesso non sa accogliere chi ci abita. in piccolo, molto in piccolo vivo la stessa cosa, trasferita da una grande città ad un piccolo paesino della provincia italiana, dopo 8 anni ancora siamo stranieri...
utente anonimo
#50  26 Giugno 2009 - 12:13
 
Mi dispiace solo che il confronto di idee qui si stia scaldando un po'... io sono italiana, come ho già detto sono perfettamente consapevole che in questo Paese i difetti siano tanti...ho vissuto, studiato e lavorato in Germania e sono perfettamente d'accordo con chi dice che l'Italia abbia viva di una mentalità troppo stretta e piccola, questo è vero...
...ma da qui a dire che qui siamo razzisti no...non mi sembra proprio... io adoro l'integrazione fra le culture, il confronto linguistico e tutto ciò che ne deriva...ma è tanto chiedere di rispettare le nostre leggi? come noi facciamo nei Paesi altrui? ecco, una domanda così banale non mi sembra razzista...
utente anonimo
#51  26 Giugno 2009 - 12:14
 
ehm, pardon: volevo dire "l'Italia viva di una mentalità stretta"

Dani
utente anonimo
#52  26 Giugno 2009 - 12:18
 
Mi spiace ma questa volta non sono per niente d'accordo.
Ti posso portare 2 esperienze assolutamente opposte a quella descitta da te:
1) La madre del migliore amico di mio figlio, marocchino, celiaco, mi ha detto più volte quanto é contenta di essere in Italia, dove riceve gratuitamente dal comune gli alimenti senza glutine per i suoi figli (3 su 4 celiaci), dove in classe ci autotassiamo per permettere a suo figlio di partecipare alle gite con gli altri bambini, dove si insegna "storia delle religioni" (in modo che partecipino tutti), durante l'ora di religione, dove non ha dovuto comperare nulla per la nascita dell'ultimogenita, perchè ha ricevuto una valanga di regali da amici e vicini di casa.
Ogni volta che va in Marocco porta regali per tutti, nonostante siano musulmani a mio figlio hanno fatto un regalo per la sua 1° comunione ... se questa non è integrazione....
2) Un'altra amica, egiziana, con una figlia disabile, mi ha raccontato quanto fosse in pena per la figlia fino a che non ha cominciato la scuola. Al suo paese sarebbe stata un'emarginata, qui ha un'insegnante di sostegno e riesce a stare al passo coi compagni, ha fatto passi da gigante, è perfettamente integrata, sempre invitata a casa di amichette italiane, e ora lei non ha più la paura per il futuro di sua figlia, che aveva quando è arrivata in Italia.

Detto ciò ...secondo me Hasem si sarebbe trovato benissimo anche in un asilo italiano!
Secondo me di italiani razzisti non ce ne sono poi così tanti, solo che fanno tanto rumore.... soprattutto gridano molto i politici che li rappresentano!!

Io non ho mai vissuto all'estero, ma da quello che leggo sui giornali non mi sembra che nel resto d'Europa gli stranieri vengano accolti a braccia aperte.
Bo, forse la mai è una visione da povera provinciale, forse sono io che ho il paraocchi.....
Utente: mammaforever Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. mammaforever
#53  26 Giugno 2009 - 12:19
 
Sono contenta che sia arrivato il commento 46 della indo elasti lettrice! e certo che ci sono anche degli italiani a modo che cavoli!
Ma vedi, signora inda del commento 46, io ho due cari amici indiani anche loro, dipendenti fao. Succede qauesta cosa simpatica a loro, specie a lui: che la polizia lo ferma e lo tratta a pedate per via che è marroncino di pelle e magari veste trasandato e una volta l'hanno portato anche in commissariato. Poi scoprono che appunto è un tecnico della fao e giù scuse e scusette.
Non so da cosa dipendano queste variazioni. Certo fa piacere che qualche d'uno si sia trovato bene!
Ma siamo contenti che te hai un buon ricordo:)
Utente: zauberei Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. zauberei
#54  26 Giugno 2009 - 12:21
 
che l'Italia sia ULTIMA in classifica in quanto a strutture e ad assistenza alle mamme ed alle famiglie, è purtroppo vero.
circa il razzismo, ragazze, parlare di Francia e Germania come paesi ACCOGLIENTI è da vere ignoranti.
Mai sentito parlare dei problemi attualissimi della comunità turca in Germania, tanto per fare un esempio...
utente anonimo
#55  26 Giugno 2009 - 12:28
 
Caro utente anonimo del commento 54, la Germania è oggi uno dei Paesi più accoglienti...ho vissuto anche in mezzo alla comunità turca di Berlino e so ciò che dico...dare dell'ignorante a me? Inizia a firmarti...

Dani
utente anonimo
#56  26 Giugno 2009 - 12:37
 
ma ve li scordate tutti i cartelli " Vietato l'ingresso ai cani e agli italiani"?
ma vi siete scordati che in Svizzera gli italiani erano costretti a nascondere i bambini se no venivano espulsi?
ma vi scordate la protesta dei lavoratori inglesi?
voi di intelletuali, buonisti della sinistra che non esiste, aiutate solo con le parole i poveri stranieri che si rifugiano in Italia poi nello splendore di casa vostra continuate la vostra vita patinata, fate vacanze di 4-5 settimane all'estero. avete lavori da 2000 euro al mese...
ma basta ipocrisia elasti su, adottate un bimbo africano allora e si potra' parlare di coerenza!
utente anonimo
#57  26 Giugno 2009 - 12:51
 
che tristezza certi commenti! io in svizzera ci sono stata, mi hanno guardato storto fino a che nonhanno saputo che lavoravo in università e dcio:
"NON FARE AGLI ALTRI QUELLO CHE NON VORRESTI FOSSE FATTO A TE"

come dice il nuovo spot contro la discriminazione:"mi chiami sporco negro o lesbica schifosa ma ti arrabbi quando ti danno dell'italiano mafioso"
MEDITATE GENTE MEDITATE

Mammanna rattristata che pensa che se non si condividono le opinioni si può esprimere disappunto rimandendo nell'ambito della correttezza e per quanto riguarda il razzismo invita i lettori e rileggersi la nostra bella costituzione
Bastano i primi 12 articoli
utente anonimo
#58  26 Giugno 2009 - 12:55
 
secondo me l'italia è un paese razzista come più o meno lo sono gli altri paesi europei. Cioè abbastanza, di questi tempi, in cui l'immigrazione ha proporzioni sempre maggiori. Il nostro problema è (di nuovo) la politica che legittima questi sentimenti diffusi, li sdogana ovunque, li rende leggi, anziché tentare delle strade costruttive di gestione della cosa. Poi , se ha senso connotare delle differenze culturali nell'accoglienza in un paese o un altro, credo che gli italiani siano abbastanza proiettati sulla dimensione privata, e magari siano piuttosto simpatici e pronti a un tipo di integrazione appunto "privata" (fare amicizia, trovarsi a cena, scambiarsi regali) che ad esempio io in germania non ho vissuto. E' il livello pubblico quello difficile- Molto bello il tuo post, anche perché offre un punto di vista anomalo, di una straniera di classe sociale elevata, che senza impellenza pratica smaschera la xenofobia dove uno non se l'aspetterebbe ("il mondo dorato dei buonisti di sinistra che non vivono la realtà di tutti i giorni ecc ecc ecc ecc ecc")
Ciao, Giulia
utente anonimo
#59  26 Giugno 2009 - 12:56
 
la protesta dei lavoratori inglesi era una cazzata montata dai giornali, io vivo con famiglia in UK da 13 anni, e in italia non ci torno manco morta. Non e' una questione dei singoli che ovviamente ci sono quelli buoni e quelli marci dovunque vivaddio. Ma di istituzioni.
utente anonimo
#60  26 Giugno 2009 - 12:58
 
mi associo a domitilla.
e a dimostrazione di ciò, elasti non parla di una musulmana con il marito operaio o, che so, muratore o camionista. ma della moglie di un diplomatico, che l'anno prossimo spenderà 300/400 euro al mese per l'asilo privato del figlio.
ma tutto il mondo è paese, o no?
perchè, elasti, non la coinvolgi nelle tue amicizie? nei tuoi viaggi?
utente anonimo
#61  26 Giugno 2009 - 13:04
 
ebbene si, la germania è stata uno dei posti più accoglienti che uno possa immaginare, con me di sicuro.
Certo, bisogna conoscere la lingua, ma ciò è ovvio. in ogni caso bisogna conoscere la lingua:i migranti dal sud al nord han dovuto abbandonare il dialetto per l'italiano (ricordate il maestro manzi?) e così è se si va in qualunque posto del mondo, per integrarti devi conoscere la lingua del posto. Invece, molti membri della comunità turca di berlino (soprattutto le donne di una certa età, per le giovani è diverso) non conoscono il tedesco, quindi non sono riusciti ad integrarsi.
E poi essere di mentalità aperta aiuta moltissimo, da tutte le parti
Utente: Rossafata Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Rossafata
#62  26 Giugno 2009 - 13:06
 
commento 59 ma come una cazzata dei giornali? noi viviamo qua' da 8 anni e pure i giornali qua' che sono piu' attendibili ne parlavano, non diciamo baggianate su dai....
si stia pure in uk lei.....io ( sempre la discepola) ci ho lavorato per 8 anni , e dopo 8 anni fatico per un sussidio di disoccupazione minimo che mi spetta,visto che mi hanno alsciato a casa senza nemmeno un prevviso .... ( cara laura)...e visto che le tasse le ho sempre pagate.
ora come ora la grande patria della multietnicita' che comunque ha sempre rilegato i cittadini indiani e di colore nei ghetti, non e' piu' disposta a sostenere gli stranieri.

lei ci resti in uk signora auguri....l'ipocresia inglese non so se la conosce....
utente anonimo
#63  26 Giugno 2009 - 13:25
 
io volevo solo dire che "chicca" del commento anonimo non sono io..
e che tutti questi ferventi e acidissimi commentatori anonimi mi hanno un pò stracciato le palluzze....
Utente: chiccanonmolla Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. chiccanonmolla
#64  26 Giugno 2009 - 13:30
 
non penso sia gran consolazione dire che anche altri paesi soffrono di razzismo..
la cosa che a me colpisce di piu' e' che ANCHE la moglie di un diplomatico, che in quanto tale puo' accedere ad ambienti vagamente privilegiati, senta attorno a lei tanta diffidenza.. forse perche' per lei integrazione non vuol dire assistenza di base (non ne avra' di certo bisogno) ma trovare genitori che sono felici se i figli hanno l'opportunita' di imparare suoni e parole nuove...
utente anonimo
#65  26 Giugno 2009 - 13:31
 
che bei pensieri...
Utente: Pilarmivida Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Pilarmivida
#66  26 Giugno 2009 - 13:35
 
Dipende dagli ambienti.

Il milanese medio è chiuso un po' con tutti, non è detto che sia per razzismo.
Però ci sono ambienti in cui questa chusura si respira molto meno: sto pensando alla scuola dei miei figli, del tutto atipica, molto trasversale, non d'elite, non statale, ricca di accoglienza e desiderosa di aiutare anche chi non può permettersela. Ecco, ambienti così stimolano e aiutano l'integrazione molto più di centinaia di pappardelle e sermoni sull'integrazione, il razzismo, ecc.

Maritospiazzato
Utente: maritospiazzato Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. maritospiazzato
#67  26 Giugno 2009 - 13:51
 
Si parla di razzismo e si alzano i toni. Mi ricorda quella cosa della coda e della paglia..
Forse il nostro passato (le colonie, le leggi razziali) e il nostro presente (i governanti xenofobi che ci siamo scelti) ci coprono con la loro ombra.
Giancarlo
utente anonimo
#68  26 Giugno 2009 - 13:51
 
il 30% della popolazione carceraria in italia e' formata da extracomunitari.
il 10% della popolazione italiana e' formata da extracomunitari.
Cio' significa che A PRIORI,le probabilita' che un extracomunitario in italia ,sia un criminale, sono 5 volte maggiori che lo sia un cittadino italiano.
Diffidare di una tipologia di persone perche' alcuni DATI REALI dicono che e', potenzialmente, 5 volte piu' pericolosa di un'altra tipologia,non e'
razzismo, e' REALISMO.
Detto questo e' ovvio che ci sono persone brave o cattive da entrambe le parti e che non sempre le ragioni che portano a delinquere sono le medesime. Ma non sempre e' possibile conoscere a fondo tutte le persone che si incontrano.
Direi che stanti queste basi, un po' di diffidenza e' comprensibile. o no ?
utente anonimo
#69  26 Giugno 2009 - 13:54
 
# 60: PAROLE SANTE!!!

sempre chicca.
utente anonimo
#70  26 Giugno 2009 - 13:56
 
# chiccanonmolla:
ti danno fastidio i commenti che manifestano pesnieri DIVERSI da quello che dici tu.
E' un principio di razzismo.
inoltre, io non metto in dubbio le difficoltà che ha avuto la tua mamma, davvero, ma faccio davvero fatica ad immaginare questa donna musulmana MOGLIE DI UN DIPLOMATICO (alias ambiente no medio) che subisce razzismo.
è una balla mostruosa
chicca
utente anonimo
#71  26 Giugno 2009 - 14:01
 
mi sorge un dubbio: guardo la scuola dei miei nipoti (quella del Trotter) e penso che Milano sa fare integrazione. Guardo il parco sotto casa mia e la mamma equadoriana (si dice cosi' in italiano) sposata ad un egiziano chiacchiara con noi tranquillamente mentre suo figlio trlingue gioca felice con i nostri figli. E mi chiedo il problema c'e' ma perche' a volte no?!?!?

forse tutto questa Milano bene ' molto peggio della Milano vera. I discorso sul radical chic di Elasti credo lasci il tempo che trova, mentre il discorso di non ricordo piu' chi che sottolineava come Hasem sarebbe stato meglio un un asilo normale beh... ne sono certa.

Se lo isola in una scuola che tende ad isolare i suoi allievi finira' sempre isolato.

e sopratutto immerso in quella Milano bene che comunque tende ad isolare tutto quello che non e' noto.
E lo dico con cognizione di causa visto che ho frequentato uno dei piu' vecchi licei classici di Milano (quello con la B) dove non ero figlia di notaio o di primario in medicina o di giudice o di giornalista.
Ero figlia di due persone che mi hanno insegnato che i soldi sono un mezzo e non un fine, che le persone si valutano per quello che sono e non per quello che sembrano o per quello che hanno.

questo vale per tutto
Utente: MammaAnna Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. MammaAnna
#72  26 Giugno 2009 - 14:09
 
MammaAnna (#71) sono la Giulia #58.
anche io ho i figli al trotter!
Sto imparando molto da questa esperienza. Non conosco molto la Milano bene ma la Milano media si.
E credo alle parole della mamma di Hasem.
utente anonimo
#73  26 Giugno 2009 - 14:11
 
non è il colore della pelle né il paese da cui provieni che discrimina.
discrimina la situazione sociale, economica che vivi. il non-potere, i non-soldi, le non-relazioni sociali, i non-strumenti che hai contano di più.
la famiglia del post non sarà discriminata, forse subirà ingiustamente qualche pregiudizio iniziale, ma non durerà a lungo. N.
utente anonimo
#74  26 Giugno 2009 - 14:12
 
al commento 25, sono di milano e mio figlio anche quest'anno non è entrato al nido comunale.
ma se ti vai a leggere le graduatorie trovi tantissimi nomi italiani, in più non mi risulta affatto che il cognome straniero dia più punti...che sia l'aspetto economico a contare, che ne dici??
ch
utente anonimo
#75  26 Giugno 2009 - 14:12
 
uhm, veramente anche io avevo letto che a Lidsey Oil il problema non era in se' quello dei lavoratori italiani (ce ne stanno dappertutto e di tutte le nazioni, andiamo!!!) ma che dopo che la ditta (italiana) aveva vinto l'appalto, la procedura per le assunzioni era stata un po' losca e aveva creato un canale unico di lavoratori dall'italia, invece di fare un normale "bando" aperto a tutti. Se ricordo bene almeno....
utente anonimo
#76  26 Giugno 2009 - 14:25
 
@commento #74: Sbaglio o si parla di stranieri che vengono discriminati e che lamentano la mancanza di integrazione nel nostro paese? Il mio commento sulla graduatoria dell'asilo - che voleva essere un esempio - era per dire che discriminati non lo sono affatto, dato che - per situazione economica - i posti vengono assegnati prima a stranieri che a italiani. Me la chiami discriminazione questa?
utente anonimo
#77  26 Giugno 2009 - 14:25
 
# 68: "il 30% della popolazione carceraria in italia e' formata da extracomunitari.
il 10% della popolazione italiana e' formata da extracomunitari.
Cio' significa che A PRIORI,le probabilita' che un extracomunitario in italia ,sia un criminale, sono 5 volte maggiori che lo sia un cittadino italiano."

Le cose non stanno proprio così. I dati che citi dimostrano tutt'altro: che in Italia si perseguono soprattutto alcuni reati (molto meno i reati finanziari) e soprattutto alcuni soggetti. Se io entro in un supermercato con giacca, cravatta e pelle bianca, e rubo qualcosa, è difficile che mi scoprano; se ruba un extracomunitario (o un comunitario dell'est), quasi sempre lo scoprono, perché fin dal primo momento ha gli occhi di tutti addosso. Aggiungi che è portato maggiormente a compiere crimini (un certo tipo di crimini, almeno), chi si trova in condizioni peggiori. E dunque i dati che citi indicano il fallimento delle pseudo-politiche migratorie del nostro paese.

utente anonimo
#78  26 Giugno 2009 - 14:28
 
Io ho avuto un fidanzato turco in Germania, e conosco bene la comunità turca - il paragone non regge per ragioni storiche. I Turchi hanno avuto molti problemi, ma già dA molto tempo - visto che sono decenni che c'è la comunità. E la Germania cerca di risolverli appunto. Per questioni storiche Francia e Germania per non parlare di USA e Canada, hanno alle spalle una lunga tradizione non solo di discriminazione ma di presa di coscienza, e di soluzioni per abbatterla. Ecco perchè sono paesi più accoglienti.
L'Italia è diventata un paese di approdo da molto meno tempo, anche considerando l'esiguità delle sue colonie, e solo ora si cimenta nel rapporto con gli altri.
E rimango della mia opinione. Male, si cimenta male. In un modo immorale e insieme provinciale.
Ciò non toglie - per fortuna - che ci siano delle brave persone, che ci siano luoighi più accoglienti di altri, che insomma non ci sia una omogeneità nazionale alla barbarie.
Utente: zauberei Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. zauberei
#79  26 Giugno 2009 - 14:30
 
Caro 38,

la conosco Elasti e sottolineo che sono razzista e classista
tanti baci
Domitilla
utente anonimo
#80  26 Giugno 2009 - 14:30
 
Menomale che non incontrato una mamma di Hasem al nido del mio nano...
In questi giorni le sarei scoppiata a piangere sul viso...
Utente: MarraS Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. MarraS
#81  26 Giugno 2009 - 14:49
 
ciao, sono una lettrice silenziosa, mamma e giornalista, che ti segue da un po' .
Non voglio mettermi a dire se è vero o no quel che dice la mamma di Hasem: per lei è esperienza, non si può dire che è falso, è un fatto.
però credo che tanto dipenda dalle persone che uno incontra, a milano, come a bologna o parigi o a hong kong. ci sono gli ignoranti, tanti, ma ci sei anche tu, che l'hai incontrata ed ascoltata. e allora l'unica cosa da fare è ripartire da te, e da chi come te può essere il positivo della sua vita. in bocca al lupo a tutte e due!
utente anonimo
#82  26 Giugno 2009 - 15:22
 
possibile che in Italia appena qualcuno prova a sollevare qualche problemuccio venga tacciato di radical-chicchitudine?
o di essere un rompipalle?
E che anche il blog piace solo quando si parla di (piacevoli e ben descritte) fesserie?
Sembrano gli anni Settanta al contrario.
Comunista!
fra
utente anonimo
#83  26 Giugno 2009 - 15:25
 
Possibile che ormai in Italia chiunque provi a sollevare qualche problemuccio sia immediatamente tacciato di essere un radical-chic?
E che il blog piaccia solo quando parla di (piacevoli e ben illustrate) fesserie?
Siamo agli anni Settanta all'incontrario.
Disfattista!
Fra
utente anonimo
#84  26 Giugno 2009 - 15:50
 
E lei è la moglie di un diplomatico...pensa alle mogli di coloro che lavorano in fonderia...
Utente: ziacris Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. ziacris
#85  26 Giugno 2009 - 15:50
 
Con questo concludo, Signori, ma di cosa stiamo parlando il marito della signora, nonchè papà di Hasem ha l'immunità diplomatica non conoscerà MAI un carcere e tantomeno la gentilissima Sua Signora è abituata alla servitù dalla mattina alla sera!!!!!! di cosa stiamo parlando??????
Con affetto
Domitilla
utente anonimo
#86  26 Giugno 2009 - 15:55
 
ma quante polemiche e che aggressività da ogni parte! tutti sembrano avere la Verità in tasca!
mah!
life
utente anonimo
#87  26 Giugno 2009 - 15:56
 
non ti seguo domitilla, ma ci penserò tutto il weekend nel mio casale in toscana a bere chianti, leggere un libro in russo, cantare Guantanamera e discutere assieme di quanto ci manca la classe operaia
fra
utente anonimo
#88  26 Giugno 2009 - 15:56
 
Quoto il commento #77 e vorrei ricordare al #68 come a voto praticamente unanime i ns governanti abbiano sancito l'indulto per tutta una serie incredibile di reati; anzichè costruire nuove carceri hanno trovato il modo di far uscire delinquenti (NON SOLO STRANIERI).
Ricordo anche che se ci fossero severe punizioni penali e finanziarie per i reati relativi alle frodi fiscali, frodi in bilancio e via discorrendo... va là va là che il numero degli italiani in carcere aumenterebbe in un battibaleno!

Ricordo inoltre a tutti che proprio dalle recenti elezioni si è visto un discreto ringalluzzirsi delle correnti di destra in tutta l'Europa, pertanto il vecchio continente ha scelto la sua strada.

Mi dispiace per la signora del post, purtroppo evidenzia come l'ignoranza non sia un fattore legato alla cultura, al ceto, al quartiere, alla nazionalità, ma ahimè radicato nel DNA della persona!
Utente: Skynet70 Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Skynet70
#89  26 Giugno 2009 - 16:09
 
#87
ma sai quando è uno messo bene che prova a sollevare dei problemi anche di natura sociale come ha fatto elasti, viene sempre tacciato di essere radical chic, snob, buonista etc etc, come se non avesse il diritto di parlare/votare a sx, per il solo xché è ricco!
fra, posso venire anche io nel tuo casale a bere chianti? Posso portare qualche cd di leonhard cohen, che ne dici? mi aspetto una cucina rigorosamente biologica
ele
utente anonimo
#90  26 Giugno 2009 - 16:17
 
Attenta mamma di Hasem: che poi a Parigi in nome del nuovo dio Laicità il capo te lo fanno scoprire...
utente anonimo
#91  26 Giugno 2009 - 16:19
 
Cari Fra ed Ele,
un felice we a Voi nel casale in Chianti, personalmente lo trascorrerò a Megeve, porterò con me la mia tata (leggi colf), non tocco un fornello nemmeno per sentirmi alla page e mi ha fatto rider che qualcuno mi desse della Comunista, straordinario evento!!!!
W FRA!!! W ELE, W ELASTI, sorridete tutti, la vita è fragile abbiatene cura !!!!!!!!!
Un sorriso
peace and love
Domitilla
utente anonimo
#92  26 Giugno 2009 - 16:20
 
ottimo per leonard cohen (solo i primi dischi ovviamente) e pure per la cucina biologica, direttamente dal contadino, una persona splendida...così semplice e alla mano...
utente anonimo
#93  26 Giugno 2009 - 16:32
 
E però che palle!!!! Con 'sta storia della scarsa accoglienza degli italiani!!!!!!!! Con 'sta storia del razzismo!!!!! Non se ne può più. Così come non se ne può più di questo buonismo. A me farebbe piacere che in Italia ci fossero solo italiani. E che ........
utente anonimo
#94  26 Giugno 2009 - 16:41
 
parole sante, fratello.
un mondo di polenta taragna e ossobuco è la soluzione a tutti i mali.
Mi sento già più leggero
utente anonimo
#95  26 Giugno 2009 - 16:50
 
quando la senti parlare così...vorresti cambiare paese anche tu.
Utente: Geakaren Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Geakaren
#96  26 Giugno 2009 - 17:37
 
finirei la frase del #93 nel modo ovvio: e che i milanesi rimanessero a casa loro!! e' arrivato a padova un milanese rubando il posto di lavoro ad un padovano, e non parla neppure il nostro dialetto!! (per non parlare della cucina che e' completamente diversa.. )
ee
utente anonimo
#97  26 Giugno 2009 - 18:43
 
Ci sono bei casi di integrazione in Italia, certo, ma per tutti coloro che hanno accusato questo blog ed alcuni suoi commenti di buonismo, consiglio caldamente di guardarsi seriamente intorno e di ascoltare altrettanto seriamente i telegiornali.
L’Italia è un posto difficile, o meglio, sta diventando un posto difficile, e questo un dato di fatto innegabile: si divide, si cataloga, si discrimina.
Non è Milano ad essere inospitale, è tutto il Belpaese che vorrebbe se possibile costruirsi un bel recinto di filo spinato e cavi ad alta tensione tutto intorno.
Altrove è peggio? Certo, verissimo per molti casi, ma non è al peggio che si deve guardare, ma al meglio, per migliorarsi.
Grazie Elasti che rappresenti sempre in modo impeccabile quello spicchio d'Italia che se diventassi mamma, vorrei regalare ai miei figli.
Utente: Hachico Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Hachico
#98  26 Giugno 2009 - 20:05
 
non c'e' che dire, intolleranza e razzismo italiani sono veramente democratici: il figlio del diplomatico tunisino e quello del lavavetri trattati allo stesso modo. Fa bene la mamma di hasem ad iscrivere il suo bimbo all'asilo francese.
Quasi mezzo secolo fa, mio padre che venne in Piemonte per insegnare ci mise moltissimo a trovare un alloggio in affitto perche' era 'tarun'. Quando lo raggiungemmo dalla Sicilia, io non fui ammessa all'asilo privato (quello comunale aveva una lista d'attesa lunghissima e la scuola materna non era obbligatoria) perche' 'i meridionali diffondono i pidocchi'. Me lo ricordo come fosse ora, anche se avevo solo quattro anni. La pediculosi endemica in Sicilia. Noto con amarezza che poco e' cambiato, non sono piu' i terroni a far paura ma gli stranieri, non importa se in tasca tengono una laurea oppure un coltello. Tutti delinquenti, tutti da tenere ai margini. Delinquenza endemica fuori dai confini della nostra bella Italia. O signur...
utente anonimo
#99  26 Giugno 2009 - 20:08
 
dimenticavo di firmare il commento #98
katili
utente anonimo
#100  26 Giugno 2009 - 20:41
 
chiudere la bocca a chi diffonde il panico
(sito del corriere, pochi minuti fa)
utente anonimo
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categoria:mamme, autocoscienza, asilo