lo hobbit piccolo tra un mese e mezzo taglierà il traguardo dei due anni.
alla meta, secondo alcune teorie pediatriche, un nano mediamente evoluto dovrebbe possedere un vocabolario di almeno 200 parole.
il soggetto in questione è ben lungi da tale obiettivo.
ha sviluppato in compenso morbosi amori per le scarpe ('cacca'), per le papere ('qua qua'), per le macchine (brum brum), per la mamma ('mamma') e per le moto (sempre 'mamma', sigh). ha poi elaborato l'articolato concetto di 'buà'.
'buà' è il cappello, è l'elmo di plastica da centurione romano da cui non ci si separa mai, è l'asciugamano avvolto sulla testa di una conturbante elastigirl dopo che si è lavata i capelli. in quest'ultimo caso 'buà' è accompagnato da un sospiro e dallo sguardo sognante rivolto all'irresistibile fascino dell'elasti-copricapo.
le associazioni mentali hobbit rispondono tuttavia a logiche complesse, non sempre intuitive, talvolta perverse.
pertanto 'buà' è, per estensione, un oggetto che copre o protegge.
quando la bottiglia resta senza tappo si grida un 'buà' urgente e incredulo. se l'armonia della bottiglia chiusa non viene ripristinata immediatamente, il 'buà' si trasforma in singhiozzi isterici.
mister incredible non porta cappelli ma occhiali e, nella fattispecie paterna, 'buà' sono appunto gli occhiali. nell'ordine del mondo hobbit, gli occhiali sono parte integrante ed essenziale del padre. quando mister incredible è sotto la doccia o dorme, ed è quindi privo del fondamentale accessorio, l'invito a ricomporsi, è un 'buà' lamentoso, a tratti straziato.
un 'buà' copre, tappa, completa, riordina.
di conseguenza, il verbo 'buà', significa 'chiudere'.
l'imperativo 'buà' si utilizza di fronte a una porta spalancata, a una scarpiera aperta, a un cassetto socchiuso.
l'ordine hobbit non tollera spiragli, aperture, voragini. l'ordine hobbit è fatto di chiusure, allineamenti, simmetrie.
'buà!', voce del verbo 'buà', è un'accorata richiesta di aiuto, è una parola magica contro l'entropia, è un grido indignato alle forze centrifughe dell'universo.
al giorno sei senza mister incredible, elastigirl, sola con gli hobbit, viaggia ormai in una dimensione parallela.
meno quattro all'alba.
alla meta, secondo alcune teorie pediatriche, un nano mediamente evoluto dovrebbe possedere un vocabolario di almeno 200 parole.
il soggetto in questione è ben lungi da tale obiettivo.
ha sviluppato in compenso morbosi amori per le scarpe ('cacca'), per le papere ('qua qua'), per le macchine (brum brum), per la mamma ('mamma') e per le moto (sempre 'mamma', sigh). ha poi elaborato l'articolato concetto di 'buà'.
'buà' è il cappello, è l'elmo di plastica da centurione romano da cui non ci si separa mai, è l'asciugamano avvolto sulla testa di una conturbante elastigirl dopo che si è lavata i capelli. in quest'ultimo caso 'buà' è accompagnato da un sospiro e dallo sguardo sognante rivolto all'irresistibile fascino dell'elasti-copricapo.
le associazioni mentali hobbit rispondono tuttavia a logiche complesse, non sempre intuitive, talvolta perverse.
pertanto 'buà' è, per estensione, un oggetto che copre o protegge.
quando la bottiglia resta senza tappo si grida un 'buà' urgente e incredulo. se l'armonia della bottiglia chiusa non viene ripristinata immediatamente, il 'buà' si trasforma in singhiozzi isterici.
mister incredible non porta cappelli ma occhiali e, nella fattispecie paterna, 'buà' sono appunto gli occhiali. nell'ordine del mondo hobbit, gli occhiali sono parte integrante ed essenziale del padre. quando mister incredible è sotto la doccia o dorme, ed è quindi privo del fondamentale accessorio, l'invito a ricomporsi, è un 'buà' lamentoso, a tratti straziato.
un 'buà' copre, tappa, completa, riordina.
di conseguenza, il verbo 'buà', significa 'chiudere'.
l'imperativo 'buà' si utilizza di fronte a una porta spalancata, a una scarpiera aperta, a un cassetto socchiuso.
l'ordine hobbit non tollera spiragli, aperture, voragini. l'ordine hobbit è fatto di chiusure, allineamenti, simmetrie.
'buà!', voce del verbo 'buà', è un'accorata richiesta di aiuto, è una parola magica contro l'entropia, è un grido indignato alle forze centrifughe dell'universo.
al giorno sei senza mister incredible, elastigirl, sola con gli hobbit, viaggia ormai in una dimensione parallela.
meno quattro all'alba.
postato da: nonsolomamma alle ore 16:02 | Permalink | commenti (58)
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categoria:bambini, follie, hobbit
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