sabato.
ore 17,30
“ragazzi, siete troppo eccitati e molesti. se non vi date una calmata annulliamo la festa. chiaro?”
“sì papà”
“quanto manca? possiamo sederci sul balcone e guardare se gli invitati arrivano?”
“manca mezz’ora. no, non potete stare sul balcone fino alle 6. ve ne state qui tranquilli. perché paolo, che è anche lui festeggiato, riesce a mantenere un contegno mentre tu, hobbit grande, e tuo fratello che non c’entra ma ogni occasione è buona per agitarsi, siete isterici?”.
ore 18,05
nell’elasti-casa ci sono 16 bambini esagitati, tra i due e i nove anni, dieci femmine e sei maschi, puntuali come il big ben, e i quattro genitori dei due festeggiati. tutti corrono, urlano e si lanciano palloncini. qualcuno fa la lotta. altri si tolgono le calze e, a piedi nudi, si arrampicano sui muri come l’uomo ragno. elastigirl si ricorda improvvisamente dell’esistenza di un gas sedativo e un po’ narcotico, il protossido di azoto, usato da qualche dentista per stordire i bambini nervosi. si domanda chi e a che prezzo commercializzi bombole di quel miracoloso elisir. tuttavia tace e decide di non condividere con nessuno dei presenti l’incomprensibile reminiscenza delle lontane lezioni di chimica al liceo.
ore 18,15
“abbiamo moltissimi travestimenti e questi fantastici pennarelli per truccarsi. avete voglia di mascherarvi?”
“mpf. dobbiamo proprio?”, domanda una bimba con i capelli a spaghetto.
“io sono bravissima a pitturare facce. fatevi sotto”, grida un’altra con le gambe da fenicottero.
“io truccata vengo da schifo ma oggi voglio essere una mummia. poi al massimo avete uno struccante?”, domanda una piccoletta con le lentiggini.
“io voglio diventare un vampiro”
“io un licantropo”.
ore 19,00
“dov’è paolo?”
“è chiuso nello sgabuzzino con carlotta”
“fateli uscire immediatamente”
“non vogliono”
elastigirl impasta la pasta per le pizze e deglutisce.
ore 19,15
sono tutti in camera degli hobbit. al buio. chiacchierano seduti sui letti. con gli occhi grandi e i piedi scalzi e lunghi. a bassa voce, come chi si dice i segreti. complici. sono ragazzini.
“sono fantastici”
“ehi, mister incredible, che dici? non hai sempre detto che a te i bambini non piacciono? meno che mai quelli degli altri? ti stai rammollendo?”
“ho detto che sono fantastici e basta. adesso andiamo a infornare le pizze”
ore 19,30
la mamma del festeggiato paolo prepara un aperitivo: carote, olive e salame. nessuno degna di uno sguardo le carote. in compenso olive e salame non raggiungono nemmeno il tavolo di portata.
ore 20,00
pizza
non ci sono abbastanza sedie, il tavolo non basta per tutti, la pizza invece è tantissima, troppa. loro si siedono per terra in gruppetti. mangiano, bevono, chiacchierano. ridono. sono grandi.
“dove sono paolo e carlotta?”
“sono rimasti in camera. giocano ai rigori”
ore 20,45
torta, candeline, tanti auguri a voi. regali.
una bambina bionda con le trecce si avvicina a elastigirl che ha una maglietta bucata di mister incredible, un mollettone a domarle i capelli e lo sguardo spiritato della padrona di casa stressata.
“ehi, mamma dello hobbit, volevo dirti che hai una pettinatura bellissima”
“ehm… veramente è solo un mollettone. per giunta rosa. non è che…”
“stai benissimo. veramente. te lo volevo dire da prima”
“grazie. anche le tue trecce non sono niente male”
elastigirl decide che regalerà le chiavi di casa alle amiche femmine degli hobbit affinché entrino a piacimento a casa sua.
ore 21,00
“adesso si vede un film tutti insieme. ne abbiamo scelti tre. votate quello che preferite”.
c’è un litigio, un ammutinamento, una rissa, un’elezione irregolare, una decisione d’imperio. “si vede cattivissimo me”.
“dove sono paolo e carlotta?”
“boh. saranno in bagno”
“come boh? come in bagno????”
“ma nooo! sono qui. sul divano. tutto sotto controllo. tutt’okkei”.
ore 21,30
in casa qualcuno vede il film, qualcuno continua ad arrampicarsi sul muro come l’uomo ragno, qualcuno gioca a palla, qualcuno va in moto, qualcuno sta al buio in silenzio, qualcuno fa tutte queste cose insieme.
elastigirl si ricorda che manca ancora un’intera ora alla fine della festa, 60 minuti primi, 3.600 minuti secondi. e si sente poco bene.
ore 22,45
“allora? siete contenti? hobbit grande?”
“sì, ma è durata troppo poco”
“paolo?”
“non è nemmeno iniziata che già sono andati via tutti. però sì. è stato bello”
“paolo sta a dormire con noi?”
“sì, hobbit di mezzo”
“per sempre?”.