“ehi, oggi non ci sono i grandi capi! possiamo fare i topi che ballano?”
“fate quello che volete. io ciò l’ansia. me l’hanno messa addosso loro, prima di andarsene. adesso sono qui schiacciata dal peso della notizia”
“ho speso troppi soldi in trucchi”
“cos’hai comprato?”
“niente, non ve lo dico. mi vergogno”
“ti ho portato le scarpe”
“solo i russi mangiano il gelato d’inverno. churchill lo aveva detto: un popolo che mangia gelati in inverno non potrà mai essere sconfitto”
“cosa sono quelle carte?”
“le prescrizioni degli psicofarmaci per i gatti”
“il problema è che loro non sanno nemmeno cosa sia twitter”
“hai comprato anche il blush?”
“ne ho due: uno ha bisogno di ansiolitici e l’altro di antidepressivi”
“ho scoperto oggi cos’è e sento già che mi è indispensabile”
“tu sei completamente pazza!”
“ma no. il problema è che uno, l’ansioso, mobbizza l’altro, il depresso. e vivono entrambi di merda”
“separali allora invece di drogarli”
“mi sembra venerdì”
“non posso, li amo troppo entrambi”
“ho piazzato lì dei pezzi embargati. se li mandate prima che ve lo dica io vi ammazzo”
“non puoi regalarne uno a tua sorella? continueresti a frequentarlo”
“in bagno non c’è il riscaldamento”
“datti una calmata”
“no, non posso. mia sorella ha già tre cani, due maschi e una femmina: uno è il leader, l’altro è nevrotico e la femmina è anoressica”.
