venerdì, 30 luglio 2010
tunf tunf tunf
"cosa fai, hobbit grande?! smettila subito. gli fai male!"
"io non lo sopporto più questo. ha mangiato il cioccolatino che mi aveva regalato la mia fidanzata clara al campo estivo. ecco. adesso ti prendo a calci"
tunf deng
"smettetela immediatamente! hobbit piccolo, perché hai mangiato il cioccolatino che clara ha regalato a tuo fratello?"
"non l'ho manzato"
"ah, non lo hai mangiato eh? e allora dov'è? dov'è? io lo avevo lasciato sul comodino"
"e che ne so io dov'è il tuo stupido zoccolatino? fazeva pule schifo"
"e che ne sai che faceva schifo?"
"l'ho leccato un po'. poi l'ho sputato. e comunque l'ho limezzo a posto"
"effettivamente il cioccolatino è qui. è caduto sotto il comodino"
"io quella roba tutta slinguata da quel cretino non la voglio"
"non si dice cretino a tuo fratello"
"gualda che a me non intelezza niente di niente. io adezzo non sono più famigliato con voi. io adezzo mi sono sfamigliato e me ne vado. zao a tutti"

questa sera, nella città di A, che poi in italia è notte fonda e tutti dormono, pure elastigirl vorrebbe sfamigliarsi un po' e stare da sola, anche solo per un giorno. perché i bambini, grandi, piccoli e medi sono una grande invenzione ma ti sfiancano, giorno dopo giorno, notte dopo notte, al di qua e al di là dell'atlantico, a tempo pieno, sette giorni su sette. e sfamigliarsi ogni tanto sarebbe salutare per tutti.
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categoria:usa, hobbit, sfinimento
mercoledì, 28 luglio 2010
"un cono da tre dollari e cinquanta, please"

"che gusti vuole?"

"che gusti ci sono?"

"burro di mandorle, caramello alle mandorle, gioia di mandorle, bailey's, daiquiri alla banana, prima e dopo, mucca marrone, pasta cruda della torta, carruba, cayenne, torta di formaggio, banana e cioccolato, menta piperita, combustione di biscotto, burro di arachidi, il preferito di elvis, smeraldo, cestino di halloween, coppia felice, cuori e fiori, cardamomo, più biscotti che crema, ooey-gooey, vaniglia alla ciliegia dell'oregon, mucca viola, piña colada, birra chiara, qualcos'altro, strada rocciosa, sogni dolci, crema dolce, zucca, riso al rum, tutto, microchip, espresso eccetera, albero di pesca, caramello bruciato e spezia delle vacanze"

"..."

"allora? cosa ha scelto?"

"un bicchiere d'acqua. del rubinetto, grazie".
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categoria:usa, follie
martedì, 27 luglio 2010
1. nella città di A, oltre che nel resto del mondo anglofono, il ciuccio si chiama pacifier, pacificatore.

2. nella città di A e probabilmente in tutti gli stati uniti, i pannolini per i bambini, almeno quelli più comuni in vendita, sono profumati, di un inquietante e inebriante  aroma dolciastro, di borotalco e zucchero, di gelato gusto puffo e burro di arachidi, di bambino, insomma.

3. negli anni '80, durante l'amministrazione reagan, il dipartimento per l'agricoltura degli stati uniti propose di classificare il ketchup come verdura, consentendo così alle scuole pubbliche di servirlo al posto della verdura cruda o cotta. il potenziale risparmio annuo stimato dalla casa bianca nei costi dei pasti sussidiati per gli studenti meno abbienti sarebbe stato di un miliardo di dollari.

4. marìotereso, l'amico immaginario dello hobbit piccolo, trascorre l'estate nella città di A. pare condivida, oltre alla casa di legno con il tetto rosso e senza lavatrice, anche pranzi e cene con l'elasti-famiglia, beneficiando tuttavia di un menu differenziato. "cosa mangia marìotereso mentre noi mangiamo la frittata con le zucchine?" "ma come, non vedi? lui manza kezap! semple kezap. pel questo è così contento. lui".
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categoria:usa, follie
lunedì, 26 luglio 2010
ieri sera, per la prima volta dalla nascita del microbbit, elastigirl e mister incredible sono usciti a cena.
"siamo sicuri?"
"ma certo!"
"e se gli hobbit piangono, la baby sitter si snerva, prende l'ascia, li fa a pezzi, li surgela e li offre a parenti e amici nel giorno del ringraziamento, al posto del tacchino? qui in america tutto è possibile, lo sai... siamo pur sempre nella terra raccontata da Stephen King"
"piantala, la baby sitter è la vicina di casa. la conosciamo bene ormai"
"proprio perché la conosciamo bene, so che in lei potrebbe albergare un mostro..."
"elasti..."
"va bene, va bene. andiamo"
e sono andati a festeggiare i loro sedici anni insieme, in un posto a picco sulla cascata, con il cameriere con un'enorme mascella e una voce ipnotica da santone di una psico-setta. poi, dopo essersi guardati occhi negli occhi, avere parlato e sparlato dei vicini di tavolo ("tanto qui non ci capisce nessuno" "ne sei sicuro?"), avere invano tentato di bandire l'argomento hobbit dalla conversazione, essersi affacciati mano nella mano sullo strapiombo ("che schifo! cosa ho sui piedi?" "è solo una rana" "le murt' delle rane") e avere guardato la luna piena, sono andati a fare una passeggiata nel minuscolo paesino vicino.
"questo posto mi inquieta. non c'è nessuno in giro e non si vede un mazza. ecco ci mancavano le campane della chiesa. ma che ore sono?"
"le 10 e 20"
"e perché suonano le campane alle 10 e 20?"
"sarà il parroco satanista..."
"smettila"
"cos'è questa? una casa?"
"no, una libreria..."
"ci sono i libri fuori. andiamo a vedere"
"c'è un cartello: 'la libreria è chiusa. il libraio riceve quando ne ha voglia o per appuntamento. un libro costa un dollaro, sei libri cinque dollari, tredici libri dieci dollari. lasciate i soldi nella scatola rossa'"
"questo è pazzo. ehi! ci sono pure dei dollari nella scatola..."
la serata romantica è proseguita dibattendo sul perché una scatola rossa come quella, altrove, non sarebbe possibile e qui, nel mezzo del nulla, sì.
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categoria:usa, follie, marito, romanticismo
venerdì, 23 luglio 2010
elastigirl e gli hobbit sono su una spiaggetta su uno dei laghi, anzi uno degli stagni, della città di A. i due grandi cercano vermi e rane, il microbbit studia la composizione della sabbia ed elastigirl, estatica, si guarda intorno, cercando di non soffermarsi sul brulichio di creature grandi, piccole e mostruose che palpitano intorno a lei.
poco lontano, una signora sull'ottantina, seduta su una roccia, sta leggendo un libro. porta un cappello di paglia rosa, a falde larghe, un'ampia gonna bianca e lunga e uno smalto sulle unghie dei piedi nudi, vezzosamente coordinato con il cappello. ha due fessure azzurre al posto degli occhi, il naso appuntito e l'aria sognante e aristocratica. sembrerebbe uscita da un film di james ivory, se non fosse per le unghie dipinte di rosa.
alza la testa, sorride, saluta, si immerge nuovamente nella lettura.
lo hobbit grande e il piccolo costruiscono con il fango una diga per vermi, elastigirl riflette sulla rinunciabile valenza educativa del fango, il microbbit gorgheggia in direzione del cappello rosa.
la signora, algida e composta, lancia un'occhiata obliqua al suo minuscolo ammiratore, chiude il libro, si avvicina e si siede accanto al microbbit.
è neozelandese, arrivata nella città di A per amore di un filosofo americano, di origini siciliane, conosciuto durante un viaggio in guatemala. ha due figli, di cui uno adottivo. il suo primo nipote sarebbe nato in questi giorni se non si fosse perso lungo il cammino. dice proprio così, "perso lungo il cammino", mentre il microbbit cerca di rubarle il cappello. abita qui, nel bosco, a pochi passi dallo stagno.
"volete vedere il mio posto segreto?", chiede a bassa voce.
gli hobbit accorrono, lasciando vermi, diga e fango. "posto segreto? hai un posto segreto?".
"seguitemi", dice tirandosi su, togliendosi la sabbia dalla gonna, con un gesto da bambina, e aggiustandosi il cappello con sussiego.
elastigirl per un attimo si chiede se sia prudente seguire una sconosciuta scalza, con le unghie rosa e gli occhi piccoli, ma lei sorride misteriosa, con un sorriso d'altri tempi che le ricorda la sua nonna.
camminano nel bosco, risalendo un piccolo fiume. gli hobbit tacciono, rapiti, il microbbit gorgheggia felice, la signora si solleva un po' la gonna, per non inciampare.
il bosco improvvisamente si apre, il fiume si allarga a formare una piccola piscina, il sole illumina le foglie che si riflettono sull'acqua trasparente. c'è un gran silenzio intorno.
"è un posto bellizzimo! vely vely beautiful plez", dice lo hobbit piccolo.
"ci devo portare clara, la mia fidanzata del summer camp", dice il grande.
"questo è il mio posto segreto. casa mia è proprio qui sopra e mio marito ed io ogni tanto, di notte, quando fa molto caldo, veniamo a fare il bagno qui, da soli. e nessuno ci può vedere", sussurra lei nell'orecchio di elastigirl.
ed elastigirl ha immaginato la signora e il filosofo, che insieme avranno circa 160 anni e insieme si tuffano nel fiume a mezzanotte, di nascosto, forse per mano, come due ragazzini. e, dopo, lo ha raccontato agli hobbit, perché le cose belle si condividono.
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categoria:storie, usa
giovedì, 22 luglio 2010
"come è andata oggi al summer camp?"
"bene, ho giocato con zac, il bambino con problemi"
"chi? quello che ha l'insegnante tutta per lui, con gli occhi blu, coperta di tatuaggi, con le scritte love sul braccio, carpe diem sulla spalla e i'm imperfect sul polpaccio? quella? si chiama ann se non sbaglio"
"ti sei stampato la mappa dei tatuaggi di ann e l'hai appesa in ufficio, mister incredible? comunque ann è la maestra. noi adesso stiamo parlando di zac, il bambino"
"ho giocato un sacco con zac"
"e com'è zac? simpatico?"
"sì, è simpatico. non so che problemi abbia. l'unica cosa strana è che non sta mai fermo. proprio come lo hobbit piccolo... comunque ann ha dei tatuaggi niente male"
"è velo! ann ha le gambuzze e ha pule il tatazzo di due mani sulle sue gambuzze"
"già. e poi ha anche il tatuaggio di due fulmini"
"due fulmini? dove due fulmini? dove? il tatuaggio dei fulmini mi è sfuggito..."
"si vive sereni anche senza avere visto i fulmini di ann..."
"certo che non li hai visti, papà. ce li ha sulle tette"
mister incredible deglutisce. "due fulmini sulle..."
"sì, sulle tette. due fulmini che puntano in basso, verso... be', verso le tette"
"sì sì. plopio dlitti velso le tette"
"l'anno prossimo si va al campo estivo rurale dei quaccheri in virginia, altro che summer camp delle libertà nella città di A".
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categoria:scuola, usa, marito, hobbit
mercoledì, 21 luglio 2010
nella città di A, lo hobbit grande si divide tra la passione per clara, piccola americana doc con una mamma che sembra uscita da beautiful, e l'amore sfrenato per il camaleonte del summer camp. è felice, curioso e allo stato brado.
a volte cambia voce e parla inglese, con forte accento yankee, mettendo in scena inquietanti dialoghi.
"no, please, don't kill me! i love you", dice con voce stridula.
"what's your name?", prosegue con voce cavernosa.
"i am the princess but don't kill me, please. look at me!"
"i am a bad guy and i'll kill you"
"aaaah"
sdleg, punf, tong.
alla richiesta di spiegazioni di questo cruento teatrino, lo hobbit dichiara che sta replicando il dialogo tra il suo amico liam e lo pneumatico utilizzato come altalena nel giardino del campo estivo.
lo hobbit piccolo ha un rapporto simbiotico con il suo lunch box (il lanz bosc), dove elastigirl ogni mattina mette il pranzo, un'attrazione maniacale verso gli innumerevoli e misteriosi pulsanti dell'automobile noleggiata e giacca e pantaloni rigorosamente lunghi sempre indosso, nonostante i 38 gradi all'ombra.
"non hai caldo, nano? guarda: tutti gli altri bambini sono in maniche corte, qualcuno ha persino il costume da bagno..."
"no, io sto con la zacca. la mia bella zacca blu"
"come vuoi... ma almeno quando giocate al sole..."
"chi comanda il mio colpo mamma?"
"il tuo corpo lo comandi tu, anche se io..."
"appunto. quindi io comando al mio colpo di stale con la zacca. io sono fatto cozì"
stamane la maestra sandy del summer camp si è avvicinata sorridendo.
"elasti, sono molto contenta perché lo hobbit piccolo si sta proprio ambientando e ormai sembra completamente a suo agio qui"
"ah, bene"
"
sì, ieri ha passato l'intera giornata a cantare il motivo di guerre stellari, quello della morte nera, di darth vader... ta ta ta tattataaa".
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categoria:scuola, usa, hobbit
martedì, 20 luglio 2010
ogni mattina, nella città di A, elastigirl si mette al volante dell'automobile americana, automatica e con il temibile pulsante panic sullo specchietto retrovisore, e accompagna prima gli hobbit al summer camp delle libertà e poi mister incredible all'università degli economisti marxisti. dopo torna a casa e alla tranquillità, insieme al placido ma gaudente microbbit.
stamane, in macchina.
elastigirl guida, mister incredible traffica con la radio.
yankee doodle went to town/ a-riding a pony/ stuck a feather in his cap/ and call it macaroni
"elasti, devo dirti una cosa"
"no! non vorrai mica ascoltare questa roba?"
"da ozzi mi chiamo gundam"
"pare che yankee doodle lo abbiano inventato i soldati inglesi per prendere in giro gli americani"
"se la mia nuova fidanzata clara stamattina non è al summer camp io mi stendo per terra tutto il giorno e non faccio niente. al massimo parlo con il camaleonte"
"sarà, però adesso è un inno patriottico"
"ègheègheèghe"
"hobbit piccolo, che faccia sta facendo il microbbit? è contento o si lamenta?"
"..."
"va bene, allora ti metto questa che è bellissima"
"hobbit piccolo... ci sei?"
"a proposito della cosa che ti dovevo dire, elasti"
"èddàèddàèddàèddà"
John Brown lies a-mouldering in the grave...
glory glory halleluja... his soul's marching on
"fantastica! la cantavo all'asilo! john brown giace nella tomba là nel pian... ma l'anima vive ancor...!"
"va bene elasti, ma non gridare in questo modo!"
"secondo voi a clara piacerà il mio tatuaggio di serpente tamarrissimo?"
"non è colpa mia se john brown tocca corde sensibili... stelle dei cieli non piangete per john brown, stelle dei cieli sorridete per john brown..."
"aaaaaaaaaaaaaaaheeeeeeeeeeeeeh"
"hobbit piccolo, per piacere, mi dici che fa il microbbit oltre a ululare come un pazzo? io da qui non riesco a vederlo"
"io veramente stavo cercando di dirti..."
"io non mi chiamo hobbit piccolo"
"ah scusa, john!"
"..."
"non ti chiamavi john?"
"guardate che prima vi ha detto che da oggi si chiama gundam. non avete sentito?"
"ah, già. gundam"
"elasti, devo dirti una cosa..."
"che puzza! il microbbit ha fatto la cacca"
"chiederò asilo al summer camp per cambiarlo. tra il camaleonte, la rana, il coniglio e i criceti, un angolino per il microbbit lo troveremo"
glory glory alleluja...
"cos'hai mezzo nel lanz bosc?"
"anche l'altra rana è morta..."
"nel lunch box c'è la pasta al tonno. cosa mi dovevi dire, mister incredible?"
"buona la pasta al tonno. mi paze. e mi paze anche questa canzone di zon blaun. calina, molto calina"
"valentina"
"siamo allivati!"
"olé! clara è già lì, arrampicata sull'albero"
"scusa, valentina chi?"
"valentina diolabenedica"
"la baby sitter? la donna grazie alla quale ho evitato l'esaurimento nervoso negli ultimi quattro anni? quella valentina?"
"proprio quella"
"quindi?"
"ci lascia"
"e tu che ne sai, visto che noi siamo qui nel mezzo del nulla? è uno scherzo"
"lo so perché prima di uscire ho controllato la posta elettronica. e c'era un suo messaggio"
"e cosa diceva?"
"che va a lavorare in una comunità per disabili, in brianza, vicino a casa sua"
"oh my goodness, mamma. la vale va via?"
"oh mai gudnezz, chi è la vale?"
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categoria:usa, baby sitter
lunedì, 19 luglio 2010
domenica mattina, mister incredible è al volante dell'automobile americana presa in affitto dall'elasti-famiglia per i due mesi nella città di A.
improvvisamente una cadillac escalade nera con la sigla IN sulla targa e i vetri oscurati, gli taglia la strada. l'economista, compassato e marxista, ha un impercettibile sussulto:
"mo', 'stu crétìno! ha v'nut' prop' dô dall'indiana...
vattin a cas't" (= poffarbacco, questo sciocco, nonché spericolato conducente di suv! è giunto proprio qui, a gettare scompiglio nella piccola città di A, dall'indiana, i cui abitanti vengono curiosamente chiamati hoosiers. il mio garbato ma fermo consiglio è di ritornare nel suo stato d'origine, uno tra cinquanta, tra l'illinois e l'ohio, tra il michigan e il kentucky), dichiara con l'aplomb di un arricciatore di polipi sul lungomare.
non c'è che dire, solo un barese è in grado di far provare a una donna la vertigine del cosmopolitismo.
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categoria:usa, marito
giovedì, 15 luglio 2010
"ciao nani. come state?"
"sei già qui?"
"ma nooo mamma! noi volliamo dolmile al sammel camp"
"non si può dormire al summer camp. e poi potremmo fare una passeggiata questo pomeriggio"
"che noia le passezzate"
"siete veramente simpatici voi due oggi. pazienza: andrò a fare il giro del lago soltanto con il microbbit nello zaino e ci divertiremo come pazzi"
"il zilo del lago nel bosco nelo?"
"già nel bosco nero"
"il bosco con le sabbie mobili, i vermi, le rane e le zanzare d'acqua?"
"mmmh, già. ora che ci penso non so se ho tanta voglia di fare il giro del lago"
"va bene, se vai io vengo, così catturo un po' di animali per sam, il camaleonte della scuola"
"ba bè, vengo anche io"
nel mezzo del nulla americano gli spazi sono sterminati. pertanto, la città di A, universalmente considerata un buco, ha l'estensione della provincia di lecce e la densità abitativa del deserto rangipo in nuova zelanda. sulla superficie di A ci sono 30.000 persone, di cui due terzi studenti, tre centri commerciali, tre campus universitari, quattro musei, un ufficio postale, tre caffè, cinque pub, un ristorante cinese, tre librerie, una pizzeria, due fiumi, un lago, uno stagno, varie cascate, un bosco nero e migliaia di scoiattoli e centinaia di orsi, per non parlare dei bacherozzi.
vincendo le sue resistenze da pavida e schizzinosa cittadina, elastigirl si è ripromessa di portare gli hobbit a esplorare le lande incontaminate di questo luogo.
"dai! andiamo. non potete fermarvi a ogni spiaggetta!"
"un secondo solo, mamma. ehi hobbit piccolo, hai visto cosa c'è in questa buca?"
"velmi enolmi!"
"dai prendiamoli!"
elastigirl, con il microbbit in spalla, fa training autogeno e si convince di essere in una bolla asettica, lontana da questo fango brulicante di creature aliene.
"guarda! guarda come sono cicciotti e lunghi. ne ho presi cinque. me li tengo in mano e li coccolo. saranno il mio portafortuna in questo giro del lago"
"ma no, dai. oddio, ti stanno salendo sul braccio! nano piccolo! cosa stai facendo??? non si mettono i vermi in bocca!"
"non sto mettendo i velmi in bocca. li sto bazando"
"non si baciano i vermi!"
"e pelché? va bene, allola li uso come flusta"
"buona idea! anche io uso i miei vermi come frusta, anzi, come un gatto a nove code!"
"e che ne sai tu del gatto a nove code? lontano da me! lontano da me con quei robi orrendi"
"dai mamma, non urlare. sono solo vermi. vermi enormi ma pur sempre vermi"
"toccatemi con uno di quelli e io vi... vi..."
"tu ci... cosa?"
"vi butto via i giochi, uno dopo l'altro. va be' proseguiamo"
"calino qui!"
"possiamo fare il bagno?"
"dentro il lago? mi fa un po' impressione, magari lo fate una volta che c'è anche papà. oh, sono le quattro. devo allattare il microbbit. fermiamoci qui"
"fantastico!"
"evviva zi felmiamo"
"ehi. che fate? no! no! non lì!"
"ma è bellizzimo, zi sono le sabbie mobili vele!"
alla fine della gita, lo hobbit grande e lo hobbit piccolo sono felici e coperti di fango fino alle orecchie, il microbbit scoppia in grasse risate solitarie ed elastigirl, psicologicamente devastata dai vermi e dalle sabbie mobili, cerca di dimenticarsi che nella casa in cui abitano, di legno, con il tetto rosso e la sedia a dondolo nella veranda, non c'è la lavatrice.
"mamma! mamma? mi senti? domani lo lifazzamo?"
postato da: nonsolomamma alle ore 18:24 | Permalink | commenti (50) | commenti (50)(pop-up)
categoria:usa, hobbit