lunedì, 31 maggio 2010
stamane, lungo il tragitto casa-scuola.
"sai, hobbit grande, che questo è il penultimo lunedì di scuola?"
"ah, davvero?"
"ti dispiace?"
"per me è uguale. scuola o vacanze, sono contento lo stesso"
"beato te. io da piccola non vedevo l'ora che finisse la scuola"
"... stavo pensando a una cosa strana..."
"cosa?"
"la mia classe. c'è veramente di tutto. qualcuno ha gli occhiali, qualcuno ha l'apparecchio per i denti (io per esempio) e qualcuno ha perfino l'apparecchio per le orecchie. tutti però abbiamo gli stickers. non ci si annoia mai in classe mia"
"stickers?"
"sì, dai mamma. gli stacca-attacca. non puoi non conoscerli".
giovedì, 27 maggio 2010
ehi tu,
sì, dico proprio a te che stai dormendo sul lettone con i piedi come panzerotti che sbucano dai jeans di terza mano.
parlo con te che ieri hai assistito al saggio del coro della scuola di tuo fratello grande e hai sudato, gridato e tifato come una quindicenne al concerto della sua rockstar preferita. per non parlare di quando cento nani di prima elementare hanno cantato tutti insieme 'mamma mia, here i go again, my my, how can i resist you?' e tu, colto da entusiasmo irrefrenabile, hai fatto la bicicletta, la ola, i gorgheggi e la cacca.
ehi tu, che sorridi e ridi e sgambetti e mangi la mela grattugiata e fai le cose normali che fanno tutti quelli come te ma io mi sono persa e ti guardo come se fossi primo, unico, speciale e, come direbbe mister brown, il tuo nonno con la barba bianca e gli occhi buoni, straordinario. che ti sei innamorato della mamma di giacomo, il bambino che diceva che avevi gambe come zampe di insetto, perché la mamma di giacomo ti massaggia i panzerotti, ops i piedi.
ehi tu, che prima di sorridere a un estraneo alzi lo sguardo e mi chiedi "amico o nemico?", anche se di nemici non ne hai mai incontrati.
che sei scoppiato in singhiozzi isterici con l'adorabile dottoressa tic tic, la pediatra, che ti ha guardato negli occhi e ha detto "effettivamente hai ragione, non sei stato tu a scegliermi ma i tuoi fratelli prima di te" e tu hai pensato ai jeans di terza mano, ai bodini, alle magliette e ai pigiami sgualciti e hai finalmente capito quale destino ti è toccato. e hai pianto più forte.
ehi tu, che hai smesso di mangiare di notte e quasi quasi mi mancano i nostri incontri al buio, di nascosto da tutti, nel silenzio magico della nostra rara intimità.
già, ce l'ho proprio con te, il mio bambino, il mio fidanzato piccolo, l'ultimo uomo per cui ho perso il senno.
volevo dirti buongiorno e informarti che tra due giorni avrai cinque mesi e magari, per festeggiare, ci regaliamo un paio di jeans a testa, nuovi fiammanti.
mercoledì, 26 maggio 2010
lo hobbit piccolo è tornato dalla gita allo zoo safari stralunato, stravolto, stropicciato, sudato e qua e là sbucciato per una rovinosa caduta su una discesa. ma nel complesso molto contento.
"la zita è stata bellizzima: ho visto i leoni, le tigli, le simmie con un sedele un po' implessionante, li elefanti e le zilaffe. z'ela anche malìoteleso"
"il tuo amico immaginario è venuto in gita con voi?"
"pelò è limasto sul pullman con il signol michele, tanto malìoteleso li animali li aveva zà visti in aflica"
"certo, lui li conosce già gli animali dello zoo safari... ma chi è il signor michele?"
"il guidatole"
"ah. e marìotereso cosa ha fatto tutto il tempo sul pullman?"
"pallava con il signol michele e, soplattutto, gualdava le felpe".
martedì, 25 maggio 2010
"e abbiamo combattuto contro un troll orrendo. avevamo gli elmi, gli scudi e le spade"
"non avevate paura del troll?"
"un po', ma con noi c'era un elfo che era la nostra guida e dovevamo aiutarlo a sconfiggere l'inverno. e urlavamo come pazzi 'l'inverno non è eterno-l'inverno non è eterno!'"
"fantastico"
"abbiamo fatto anche il pic nic. sai che avevo un panino con il salame e uno con il prosciutto, tre carote e anche tre caramelle di gelatina come sorpresa?"
"lo so: te l'ho preparato io il pic nic..."
"ah già. è vero"
ieri lo hobbit grande è andato in gita con la scuola elementare. oggi ci va lo hobbit piccolo con la scuola materna.
"ma come? portate in gita anche i piccoli? tutto il giorno?"
"sì, andiamo allo zoo safari"
"tutti quanti? piccoli, medi e grandi?"
"piccoli, medi, grandi, maestre, commesse, dirigente e pullman"
"e voi siete tranquille... anche portandovi i piccoletti"
"certo. perché?"
"perché sono piccoli..."
lo hobbit piccolo è salito sul primo pullman della sua vita, i capelli più pazzi che mai, gli occhiali da sole rossi con le ranocchie sulle stanghette e una maglietta con gli animali africani ("pelché così i leoni capiscono che siamo amizi"). è partito, serio e sbrindellato.
"ciao, nano. divertiti"
"zao. in bocca al lupo"
"in bocca al lupo a te"
"zao"
"ciao"
"zao"
"ciao"
"ah! sai che mi piazelebbe tantizzimo avele una mamma così tanto bella?"
"così tanto bella come chi?"
"come te"
"grazie"
"glazie a te e buon viazzo"
"sei tu che viaggi. buon viaggio a te"
"va be'. adezzo basta pelò".
lunedì, 24 maggio 2010
"dai dai sbrighiamoci siamo in ritardo! sono gia le tre e mezza. è possibile che per uscire di casa ci mettiamo sempre almeno un'ora? ehi! le scarpe! mica puoi uscire scalzo"
"pelché no?"
"e quella camicia tutta sbrindellata e stropicciata? devi per forza mettertela? avrai un caldo pazzesco"
"mamma, io ho bisogno di questa camiza: devo essele tamallo. e li occhiali da sole con le lanocchie?"
"eccoli"
"cosa stanno dizendo le lanocchie?"
"le ranocchie dicono che siamo in ritardo"
"questa non è una famiglia, è una galera"
"guarda, nano grande, che se non vuoi venire puoi sempre restare a casa a fare i compiti. ci sto io con te"
"no, vengo vengo. ma ci sarà qualcuno che conosco?"
"che puzza!"
"il microbbit ha fatto la cacca"
"vado a cambiarlo"
...
"il regalo! ci siamo dimenticati il regalo. che storditi. torno su a prenderlo, iniziate a entrare in macchina"
"ecco, già che ci sei prendi anche le chiavi della macchina, devono essere sulla libreria, o forse sul mio comodino, o in cucina... boh, non so, cercale"
"detesto le indicazioni imprecise"
...
"buongiorno. siamo stati invitati alla festa di veronica. loro si chiamano hobbit grande e hobbit piccolo"
"certo! la festa di veronica... non li trovo sulla lista ma non c'è alcun problema, li aggiungo. prego, entrate. appiccicatevi l'adesivo con il nome sulla maglietta, toglietevi le scarpe e divertitevi"
...
"ma ti sembra che con questo sole meraviglioso dobbiamo stare chiusi qui dentro?"
"questo posto è un incubo. c'è anche un odore bestiale"
"be', loro si divertono tantissimo. guarda come si arrampicano"
"bellini, che stanno insieme..."
"veramente stanno insieme anche perché non c'è nessuno che conoscono. mi sembrano tutti bambini grandi..."
"vuoi dire che nessuno si è presentato alla festa di veronica?"
"non so. a me sembra che non ci sia nemmeno veronica"
"veronica sarà in un angolo a piangere perché nessuno è venuto alla festa. mi sento male al solo pensiero"
"ma no dai, mister incredible, non è possibile"
"ehi hobbit piccolo, ma non c'è veronica??? e gli altri compagni dell'asilo? ehi!"
"non ti sente, è troppo in alto. e poi con questo rumore..."
"non è che il microbbit si infastidisce?"
"ma figurati per lui è come essere al cinema"
"..."
"cos'è quella faccia? sei verde"
"sto pensando a veronica e ai suoi genitori. te la immagini? una festa andata deserta. è il mio incubo peggiore. quelli hanno organizzato tutto, la torta, la coca cola, i pop corn... e non è arrivato nessuno. solo noi. elasti, se ci penso mi viene la nausea, la frullosi e il mal di testa"
"mi sembra strano dai..."
"be', questi selvaggi che urlano appesi alle corde avranno almeno dieci anni, non vedo bambini di quattro anni. e non vedo nemmeno i genitori"
...
"l'altoparlante ha detto che veronica orsi e i suoi amici devono andare nella sala delle coccinelle per mangiare la torta. dobbiamo andare"
"che tristezza. saremo solo noi. posso restare un po' qui sulla panchina a lavorare?"
"no, mister incredible. ora affronti i tuoi fantasmi insieme a noi e vieni... ma... scusa nano, come si chiama veronica di cognome?"
"lizzini"
"rizzini?"
"no! liZZini ho detto!"
"mamma, ha detto riccini"
"ah, riccini. perfetto. riccini???? non orsi?"
"no, pelché?"
"perché siamo nella festa sbagliata"
"non hai l'invito?"
"non so. aspetta che guardo..."
"quindi?"
"la festa della nostra veronica era stamattina alle 11"
"non ho parole. e adesso?"
"adezzo fazzamo che io elo dalt fenel di guelle stellali".
giovedì, 20 maggio 2010
"così torni a lavorare a settembre?"
"già, perché?"
"no, niente"
"cosa 'no, niente'? dovrei tornare prima secondo te? credi che il giornalismo finanziario mondiale senta la mia mancanza? dici che..."
"no, no. stavo solo pensando..."
"mister incredible, piantala. se devi dirmi qualcosa dimmela senza traccheggiare. allora? allora? allora? ecco, mi hai fatto venire l'ansia"
"pensavo che quando finisce la scuola dello hobbit grande potremmo tornare tutti quanti nella città di A, nel massachusetts. e stare lì quest'estate"
"la città di A? quella con gli scoiattoli, le case di legno, il bosco, l'infermiera che quando mi sono perforata il timpano mi ha chiesto se fossi stata abusata o avessi problemi di identità? quella dove abbiamo passato cinque settimane l'anno scorso? dove abbiamo concepito il microbbit? quella piena di vegani? la città con un approccio olistico-antroposifico agli abitanti? quella con la reggio preschool, la scuola di fricchettoni dove in bambini crescevano liberi come l'erba e dove gli hobbit hanno lasciato il cuore? quella città di A?"
"proprio quella. un gruppo di economisti marxisti dell'università di A mi ha invitato, due mesi. io lavorerei insieme a loro alla rivoluzione proletaria del massachusetts, gli hobbit potrebbero andare al campo estivo della reggio preschool e tu e il microbbit... be' tu e il microbbit qualcosa da fare lo trovate, no? allora, che dici?"
"dico che l'unico rischio è che questa volta non torniamo più indietro".
mercoledì, 19 maggio 2010
l'elasti-casa è un caos: i vestiti sono ammassati stropicciati negli armadi e nei cassetti perché elastigirl è geneticamente inabile a piegare e stirare, i giocattoli hanno invaso ogni anfratto, i libri giacciono nella libreria privi di ordine logico e pertanto tristi e sconsolati, una carrozzina ormai dismessa campeggia nel corridoio, vuota e abbandonata, qua e là si incontrano ciucci che il microbbit schifa preferendo il più saporito pollice, fotocopie di articoli dai titoli improbabili su rivoluzione, sfruttamento, disuguaglianza e marxismo sono sparse in cucina in mezzo alla carta da riciclare che se mister incredible lo sapesse soffocherebbe dall'indignazione.
l'entropia ha preso il sopravvento.
questa sera elastigirl in un momento di introspezione e autocritica ha posato lo sguardo, evidentemente per la prima volta da anni, sul suo comodino: un polveroso tavolino di legno 60 centimetri per 60 centimetri. e ha trovato:
1. due copie della fotografia di classe dello hobbit grande ("me le tengo vicine perché devo imparare le facce e i nomi di tutti")
2. una chiavetta usb di proprietà di nonna j ("voglio delle fotografie dei miei nipoti, mettimele qui dentro!")
3. un calzino verde marcio numero 23-26 ("non sono mica la vostra schiava che raccatta mutande e calzini ovunque!", protestò lei un giorno. "hai lazone, mamma. una calza la metto in lavatlize, l'altla sul tuo comodino che sta comoda")
4. un apparecchio per i denti chiuso in una elegante scatolina arancione ("non vorremo mica rovinare il risultato di anni di ortodonzia? la notte ti metti questo comodissimo byte per... be' vediamo", disse il dentista quattro anni or sono)
5. nathan never n. 212 e magico vento n. 128. elastigirl piuttosto leggerebbe il bugiardino della tachipirina ma i fumetti di mister incredible migrano da soli da un comodino all'altro.
6. una confezione famiglia di crema senza profumo, senza conservanti e senza nickel per le guance secche del microbbit
7. una pinzetta con cui togliere le spine dalle dita dello hobbit grande ("mamma, ho una spina!" "ancora? ma ti sei infilato più spine tu nell'ultima settimana che io negli ultimi 40 anni. come è possibile?" "cosa vuoi che ti dica? sono fatto così, prendere o lasciare")
8. un blocchetto di 15 inviti per una festa di compleanno ("la festa di chi?" "di nessuno, perché?")
9. due cartoline super kitsch delle cinque terre ("sono orrende. perché le tieni?" "perché mi ricordano di una vacanza a vernazza in cui avevo dodici anni e mia mamma mi regalò dei pattini a rotelle fichissimi")
10. il ballo di irène némirovsky ("non lo avevi letto due mesi fa?" "sì, e allora?"), un bambino prodigio di irène némirovsky ("non ti era neppure piaciuto..." "no, e allora?), il calore del sangue di irène némirovsky ("ma cos'è? una ossessione?" "già, e allora?")
11. la sveglia, dieci minuti avanti, per sentirsi in ritardo prima ancora di cominciare.
martedì, 18 maggio 2010
nella classe dello hobbit grande giovanni non è più in grado di partecipare alle gite scolastiche perché il suo papà ha perso il lavoro.
la rappresentante di classe ha proposto di utilizzare la cassa comune versata a inizio anno, prelevando 2,50 euro a bambino, per consentire a giovanni di andare insieme ai suoi compagni al parco nord, alla libreria dei ragazzi e a vedere le api che fanno il miele.
"siamo proprio sicuri? ma abbiamo chiamato la società in cui lavora il padre per verificare che sia stato effettivamente licenziato? e il modello isee? e il 730? l'abbiamo visto il 730 del papà del giovanni? il mondo è pieno di furbi e io non mi faccio infinocchiare", ha chiesto una mamma che ha detto che lei no, i suoi due euro virgola cinquanta non li avrebbe dati a nessuno senza una certificazione ufficiale di indigenza.
lunedì, 17 maggio 2010
mister incredible, a causa di "inderogabili e superiori impegni di lavoro" è stato a londra l'intera settimana, weekend incluso. vi sono fondati sospetti che janet, la slavata moglie inglese, abbia compiuto gli anni o abbia festeggiato con il barese bigamo l'anniversario del loro matrimonio, celebrato sulla spiaggia di brighton sotto la pioggia mangiando fish&chips a piedi nudi e intirizziti.
elastigirl tuttavia è stata talmente impegnata a sopravvivere ai sette-giorni-sette sola con i tre hobbit che non ha avuto il tempo di interrogarsi sulla vera identità del giapponese workaholic in tuta da ginnastica che, pare, ha diviso sushi, formule econometriche, scrivania e tè verde con mister incredible.
elastigirl negli ultimi sette giorni ha affrontato:
1. rottura del labbro dello hobbit piccolo in seguito a scontro frontale con la tazza della prima colazione dello hobbit grande
2. crisi di sconforto abbandonico dello hobbit grande ("mamma, io ho bisogno di stare un po' con te. mamma non riesco a uscire dalla vasca da bagno da solo, aiutami. chissenefrega se stai allattando mio fratello? mamma non parliamo mai. mamma non mi coccoli mai. mamma mi sento che se continui così appassisco come una piantina secca")
3. visita del microbbit dalla dottoressa tic tic, inclusiva di cacca (senza eco-pannolini di riserva perché in certi frangenti emotivamente coinvolgenti, l'esperienza scivola addosso come acqua fresca), rigurgito monstre (sull'elasti-maglietta pulita, sugli elasti-capelli e sull'elasti-amor proprio) e pianto isterico inconsolabile (in barba alle elasti-ansie promozionali nei confronti dell'adorabile tic tic)
4. inspiegabile e violento rash cutaneo della baby sitter valentina diolabendica che è finita in pronto soccorso in preda a prurito incoercibile
5. pioggia ininterrotta, mattino, pomeriggio e sera.
6. assunzione di massicci quantitativi di gelato al cioccolato a scopo consolatorio, con conseguente mal di pancia e senso di colpa acutissimi
7. lettura di fantastico libro con finale orribilmente tragico e abbandono di angosciante romanzo sulle madri americane tristi e cattive
8. contrattura muscolare al polpaccio durante l'alienante mezz'ora quotidiana di ginnastica con l'istruttrice virtuale che vive dentro il televisore (ma quante mezz'ore di ginnastica con la tizia bionica ci vogliono per tornare come prima dopo la gravidanza numero tre? mille? diecimila? cento miliardi?)
9. orrido tatuaggio raffigurante un enorme fenicottero rosa, sulla caviglia, estorto dagli hobbit con subdolo ricatto affettivo ("mamma, io mi faccio il teschio, lui si fa il veliero, tu, se ci vuoi un po' di bene, ti fai il fenicottero")
9. interrogativi professionali, identitari ed esistenziali persistenti.
mister incredible è rientrato ieri pomeriggio, per ripartire stamane all'alba.
"ehi, sono qui! ciao amori miei! ehi elasti! sono tornato!", ha esclamato varcando la porta.
"scusa, vado un attimo di là", ha risposto lei consegnando hobbit grande, hobbit piccolo e microbbit nel suo infant-seat.
e si è addormentata, per le successive quattro ore, come morta.
giovedì, 13 maggio 2010
"plonto, zao malìo. scusa, ti posso lichiamale? devo andale a manzale"
"con chi parlavi, nano?"
"con malìo"
"marìo?"
"malìoteleso"
"ah, il tuo amico che viveva dentro il muro della cucina e che adesso è in africa a guardare la guerra tra buoni e cattivi?"
"sì, lui. sta tolnando a casa"
"ma come? era appena andato. si era portato famiglia, amici, letto, rubinetto, frigorifero... e adesso?"
"adesso tolna qui. con tutti. non ze la fazela plopio più"
"certo, vedere tutti i giorni la guerra deve essere tremendo"
"zà, li aflicani e i nazisti si davano tante mazzate e malìoteleso ela stufo di guaddalli"
"come dargli torto?"
"e poi aveva un ploblema in aflica"
"che problema aveva?"
"aveva molto caldo. pel questo è tolnato qui che zè un bel fleschetto"