venerdì, 29 gennaio 2010
ehi tu,
che sei qui da poco ma io già non mi ricordo come fosse la vita prima di quel poco, che hai un nome e un cognome, ma ti chiamano 'piccolo ficcanaso' o 'dart fener' o 'microbbit', che non ti scomponi quando tuo fratello medio (il più medio, come dice lui) mi chiede se può strapparti i capelli o romperti le ossa o prenderti in braccio che forse, tra tutte, è l'unica cosa che devi temere, quando tuo fratello grande ti canta nell'orecchio le canzoni degli abba o quando il suo amico giacomo dichiara che le tue gambe somigliano alle zampe di un insetto.
che non hai paura di niente perché il tuo mondo sa di latte, di mamma e di poco altro o forse perché sai che la paura non serve a niente o magari perché non sai.
che hai sentito la dottoressa tic tic, la pediatra, che diceva "tutti i bambini, hobbit compresi, hanno il desiderio di uccidere il fratellino e siccome i bambini, hobbit compresi, non hanno filtri, possono dire cose terribili tipo 'e se lo buttassi giù dalle scale?' ma questo non significa che metteranno in pratica l'istinto omicida" e non hai smesso di guardare con sguardo adorante caino grande e caino piccolo.
che vai in estasi con una seduta di massaggi, che mi guardi come fossi la tua personale bistecca (e non è tanto romantico e nemmeno lusinghiero, credimi), che hai occhi grandi, liquidi e senza fondo, che oggi hai sorriso per la prima volta, di un sorriso a bocca storta e spalancata, in cambio del quale avresti potuto chiedermi la luna, yoda di guerre stellari in carne ed ossa, la collezione di tex willer del tuo papà, tutti i libri ereditati dalla mia nonna atea ebrea e comunista, la ricetta segreta della focaccia, la password del blog e la bacchetta magica di harry potter e io ti avrei detto sì, senza pensarci un secondo.
ehi tu,
che oggi hai compiuto un mese ma mi sembra di averti sempre avuto con me,
tanti auguri
la tua mamma, guarita dalla mastite grazie a te, alla borsa dell'acqua calda e all'amoxicillina.
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categoria:festa, hobbit
mercoledì, 27 gennaio 2010
"... l’allattamento in quanto parte della vita sessuale di una donna, ha bisogno delle stesse condizioni in cui avviene l’incontro col partner: intimità, calore, silenzio, non sentirsi osservate, non avere fretta. In altre parole, individualità, spazio e tempo in maniera imprevedibile e non circoscrivibili da limiti preconfezionati".

ore 18,45
elastigirl si accomoda sul divano con il microbbit. sono soli. ha già preparato la cena per gli hobbit, ha steso i pannolini lavabili, ha fatto la doccia e si è infilata un tutone rosso, respingente agli occhi di mister incredible ma estremamente gradito al nano minuscolo.
la diade madre-figlio è sacra, l'allattamento un momento magico, dice qualcuno, e lei è completamente compresa in questo rituale unico e antichissimo. mancano solo le candele e i tamburi tibetani. il microbbit guarda il suo materno complemento come fosse un prosciutto e si avventa famelico sulla tetta. si contemplano incantati, occhi negli occhi, per qualche secondo. poi lui cade in deliquio e lei si mette a leggere il suo libro. intorno silenzio e pace. la felicità non è lontana da qui.

ore 18,47
dlin dlon
elastigirl si alza con la sua appendice e si trascina verso la porta.
gli hobbit e la baby sitter valentina diolabenedica tornano dalla piscina.
il nano grande entra in scivolata sulle ginocchia, alza le braccia in segno di vittoria, urlando frasi sconnesse.
il nano piccolo entra barcollando con il costume a righe in testa. "il maestlo mi ha visto così e ha detto 'tu falai stlada, lagazzo'", dichiara orgoglioso.
fuori nevica. valentina teme il gelo sulla strada per la brianza e abbandona l'elasti-casa.
elastigirl si risiede e ripete a se stessa e al microbbit, usando la telepatia, "inner peace" come faceva master shifu in kung fu panda.
"andate un po' a giocare in camera. quando ho finito qui vi chiamo io"

ore 18,50
"mamma, mi metti il costume da cavaliele jedi?"
"nano, è cmplicatissimo infilare il costume di anakin skywalker e io ho solo una mano libera"
"ti plego mamma!"
elastigirl, imprecando in silenzio, infila pantaloni, calzari, camicia, cintura, spada laser e mantello, cappuccio incluso, allo hobbit piccolo.

ore 18,53
"adesso sei pronto. puoi andare a giocare"
"glazie mamma"
"prego, però lasciaci tranquilli per dieci minuti"

ore 18,55
"mamma..."
"dimmi nano grande"
"devo leggere pagina 15 del libro di lettura"
"ok. vieni qui vicino e leggi"
la piccola idrovora continua a succhiare ma il flusso di energie all'interno della diade è stato un po' inquinato e la sacralità dell'indissolubile binomio ha qualche crepa.

ore 19,00
"mamma..."
"dimmi, nano piccolo"
"mi scappa la cacca"
"ma come? adesso che hai addosso tutto l'ambaradan di anakin???"
"mi sa che ho di nuovo la diallea. mi spogli? mi fai compagnia?"
elastigirl striscia in bagno con la micro-ventosa che non molla la presa.
"ho fatto un pasel di cacca, mamma. guadda!"
 "ho visto nano, un puzzle di cacca. però sbrigati che sono scomodissima ad allattare in equilibrio sul bordo della vasca"
"mi lavi? mi vesti?"
la vestizione del cavaliere jedi  è stata ri-compiuta, sempre più acrobatica e faticosa.
elastigirl torna sul divano e cerca di ricomporre i pezzi di una diade frantumata.

ore 19,08
"mamma..."
"che c'è adesso?"
"mi scappa di nuovo la cacca..."

lo hobbit piccolo ha avuto una ricaduta del virus intestinale, a elastigirl oggi è venuta la mastite con febbrone annesso. il microbbit resiste. lo hobbit grande è assurto ormai a pieno titolo a maschio alfa della famiglia.
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categoria:famiglia, sconforto, hobbit
martedì, 26 gennaio 2010
mister incredible, dopo quasi un mese, non ha ancora metabolizzato la nascita del microbbit, pendola tra milano e londra come un automa, stropicciato e stralunato farnetica che così non si può andare avanti, che senza una ragazza alla pari, preferibilmente ugro finnica e under 20, la famiglia è destinata a implodere, che l'elasti-casa è troppo piccola per questo esercito di maschi e che bisognerebbe indebitarsi per i prossimi 30 anni per comprare il monolocale di fronte, dove, ça va sans dire, metterci la diciottenne ugro finnica che ha bisogno, poverina, dei suoi comfort.
elastigirl sogna che mister incredible la abbandona al suo destino, con i tre hobbit e il mutuo del monolocale per la au pair da pagare, sogna di dovere rifare la maturità e di non ricordarsi nemmeno la declinazione di rosa-rosae, per non parlare dell'aoristo greco, e sogna una doccia piena di scarafaggi. ogni tanto si trasforma in strega, ogni tanto cade nel pozzo nero della malinconia, ogni tanto si ferma a guardare il microbbit e le passa tutto.
lo hobbit piccolo vuole viaggiare da solo, parla al telefono con il suo amico immaginario marìotereso ("plonto... dèsso non posso malìoteleso. ti pozzo lichiamale? anzi no, ti pazzo la mamma... mamma! ti vuole malìoteleso vieni!") ma anche con mariateresa, il signore della frutta, il signore dell'acqua, il signore della spazzatura e i formichi. condivide il letto con un pupazzo mostruoso ribattezzato zizzobello, preso regolarmente a mazzate e probabile rappresentazione inanimata del microbbit.
il microbbit dorme e quando non dorme mangia o fa la cacca. quando non dorme, non mangia e non fa la cacca guarda quel che vede del mondo, con due occhi enormi, liquidi e ipnotici come gorghi. elastigirl lo scruta per non trovarsi impreparata all'esplodere della sua natura demoniaca, al momento latitante.
lo hobbit grande non dà segni di squilibrio, a parte cantare le canzoni degli abba.
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categoria:famiglia
lunedì, 25 gennaio 2010
domenica mattina. sul lettone. l'elasti-casa è immersa in un'atmosfera placida e oziosa. mister incredible non sta scrivendo formule econometriche per l'abbattimento del capitalismo ma legge tex willer, il microbbit scruta sospettoso la famiglia che gli è toccata in sorte, lo hobbit grande gli canta una canzone in una lingua incomprensibile, elastigirl poltrisce. solo lo hobbit piccolo è inquieto. esce ed entra nervosamente dalla camera da letto.
"nano, rilassati. stai un po' con noi"
"no, no e no. neanche pel sogno", dice stizzito, ripetendo un mantra diventato ormai ossessivo.
"sei agitato. dimmi un po': cosa ti piacerebbe fare?"
"vollei viazzale"
"vorresti viaggiare?"
"sì. ma da solo. come un lagazzo glande".

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categoria:hobbit
venerdì, 22 gennaio 2010
"arriccio! dai arriccia, mamma!"
"arriccio il naso? così?"
"non è perfetto ma va bè. aggrotto! aggrotta anche tu!"
"le sopracciglia? ecco"
"occhi!"
"mi fai impressione con quegli occhi da pazzo"
"mamma, devi farlo anche tu, senza discutere!"
"..."
"bocca!"
"devo fare come se dessi un bacio?"
"no, mamma. come faccio io"
"ok"
"fronte e orecchie. poi ci manca solo la respirazione"
"ma riesci a muovere le orecchie?"
"certo, perché tu no?"
"io sì, ma pensavo di essere sola al mondo"
"adesso respira: gonfia e sgonfia... no! non le tette! la pancia"
"ah, scusa. va bene così?"
"no, ma la prima volta è normale non essere capace"
"e adesso?"
"adesso che abbiamo scaldato i muscoli che ci servono e fatto gli esercizi per la respirazione possiamo iniziare"
"ti seguo"
"la-matematica-non-la-sopporto-più... uhù! ahà!... non-siamo-numeri-ma-siamo-liberi...uhù! ahà!", canta lo hobbit grande intervallando parole a gorgheggi, passi di danza, giravolte, movimenti sciolti della testa e delle anche, battiti di mani.
"ma sei bravissimo! accidenti"
"aspetta! ora un'altra: mamma-mia!...my-my-how-can-i-resist-you?... mamma-mia!", canta, suonando una immaginaria chitarra con la disinvoltura e la sensualità tipicamente scandinave di
Björn Ulvaeus.
"gli abba?! voi cantate gli abba?"
"certo, gli abba, laura pausini e anche un'altra canzone che fa topix-piis...topix-piis"
"questa non la conosco, ma che lingua è?"
"boh, non ha importanza la lingua quando si canta e si balla tutti insieme".

alla scuola elementare dello hobbit grande è prevista un'ora di musica settimanale, anzi "di coro", come dice lui.
pare che il maestro M, dotato del carisma di batman, wolverine e dei fantastici quattro insieme, riesca a domare da solo contemporaneamente i bambini di quattro prime elementari, per un totale di 100 nani, facendoli cantare e ballare al ritmo delle canzoni degli abba e di altri giganti della musica leggera contemporanea, per non parlare degli esercizi di riscaldamento facciale iniziali.
elastigirl non ha mai incontrato questa creatura mitologica e a volte si domanda se esista veramente o non sia piuttosto un prodotto della fervida immaginazione hobbit. tuttavia ne è già perdutamente innamorata.
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categoria:scuola, hobbit
giovedì, 21 gennaio 2010
ha gli occhi spalancati come chi non si capacita di essere atterrato qui, ha lo sguardo trasognato e un po' folle come chi abusa di alcol o di latte materno, ha il sorriso estatico e ottuso come chi in fin dei conti è felice di esserci, ha mani voraci e paffute come chi è ancora in bilico tra mondo reale e mondo dei fumetti, ha piedi enormi come chi ha due hobbit per fratelli.
è approdato tra le elasti-braccia, sostituendo la tazza del caffè, nel disegno qui sopra.
grazie a silvia ziche che ha disegnato quella che lei chiama "una toppa", senza rendersi conto che invece è proprio lui, il microbbit.
e grazie a nina che ha abilmente inserito la toppa-microbbit al suo posto.

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categoria:blog, gratitudine, hobbit
mercoledì, 20 gennaio 2010
eravamo a casa dei miei a bari, tu, io, lo hobbit grande e lo hobbit piccolo, quando è suonato il campanello. era un funzionario del tribunale dei minori, con un bambino piccolo in braccio. diceva che stava cercando mister incredible.
"eccomi, sono io", ho risposto
"buongiorno, è arrivato il momento di prenderti le tue responsabilità!", ha esclamato lui, consegnandomi il bambino come fosse un pacco postale.
"questo è tuo figlio!".
"ma come? non è possibile. io ho già due figli, non ne voglio un terzo. questo bambino non lo ho mai visto prima".
"villacchione che non sei altro! questa creatura è figlio tuo e di lorusso samantha, la tua compagna delle medie. lo prova l'esame del dna"
"ma io non ho mai avuto alcun rapporto con lorusso samantha"
"non dire fesserie, mister incredible. eccoti tuo figlio e i documenti. lorusso samantha non ne vuole sapere niente, né di te né del bambino".
il funzionario mi ha mollato il piccolo in braccio e se ne è andato. io ero distrutto.
poi sei arrivata tu, tutta tranquilla. 
"che problema c'è? un bambino in più o in meno..."
"ma come? sei pazza? un altro figlio che poi non è nemmeno mio..."
"quante storie... the more the merrier!"

mister incredible, richiamato in patria dalla devastazione influenzale familiare, evidententemente non ha ancora metabolizzato l'arrivo del microbbit.
la settimana scorsa diceva che era un elenco di cose da fare, oggi ha sognato che era figlio di lorusso samantha.
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categoria:sogni, marito, figli
martedì, 19 gennaio 2010
"pronto, elasti?"
"sì, sono io"
"siamo della rivista XYZ, si ricorda? le avevamo detto che avevamo bisogno di una sua fotografia"
"ehm, sì. è che ora ho tre figli, di cui due con il vomito incoercibile e uno minuscolo che sembra un angelo ma, come succede ai neonati, è in equilibrio instabile e potrebbe da un momento all'altro trasformarsi in qualcos'altro. e in verità nemmeno io mi sento molto bene"
"nessun problema, la presenza di bambini e di virus non ci turba. verremmo questo pomeriggio, il mio assistente ed io. avremo bisogno di un'oretta, un'oretta e mezza al massimo. monteremo dei catafalchi bianchi e delle luci stroboscopiche. anche lei dovrà essere vestita di bianco. per il resto non recheremo nessun disturbo"
"voi vorreste venire questo pomeriggio a fotografare me? con la pancia molle post parto, la fascia elastica post cesareo, le occhiaie e l'occhio pallato da puerpera, le coppette assorbilatte dentro il reggiseno, per giunta vestita di bianco che ingrassa e sbatte? per non parlare dei due hobbit che girano per casa come zombie, ognuno con la sua bacinella perché questo virus intestinale è terrificante e non le dico che piacere lavare la bacinella quindici volte in un giorno. e poi c'è il microbbit che dorme e sono certa che il montaggio del catafalco lo sveglierebbe... insomma non so. credo di non essere presentabile"
"guardi che non è necessario che nella foto si veda la faccia"
"ecco, già questo mi consola. ma come cercavo di spiegarle or ora, non è che il resto sia spettacolare..."
"va bene, allora veniamo questo pomeriggio verso le 16,30"
.
il fotografo e il suo assistente hanno trasformato l'elasti-salotto in una follia bianca di teli, luci e flash ("volete farzi esplodele la casa?", ha chiesto ripetutamente lo hobbit piccolo, tra una vomitata e l'altra nella sua bacinella).
c'è una sola fotografia di cui elastigirl è estremanente fiera, una in cui è di spalle e le si vedono solo i capelli.
"scegliete questa, per piacere. i capelli sono venuti bene, no? e poi al massimo le tracce di vomito si eliminano con photoshop..."


ps per punirla della sua vanità, il virus stamane ha colpito anche elastigirl. gli hobbit non girano più con la bacinella sotto braccio ma sono pallidi, emaciati e provati. mister incredible è stato richiamato con urgenza a casa da londra e tornerà con il primo volo low cost domattina.
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categoria:follie
lunedì, 18 gennaio 2010
ieri sera il microbbit ululava la sua collera, stufo della prematura fama di bambino angelico e dell'imposizione degli orari dell'elasti-famiglia, a cui ancora evidentemente non ritiene di appartenere.
"mamma, mi viene da gomitale", ha gridato lo hobbit piccolo dal suo letto mentre elastigirl si domandava come trattare l'insubordinazione del minuscolo.
"nano, la mamma è con il fratellino. dormi che passa tutto"
"sei con il piccolo ficcanaso? con la piccola peste? con dalt fenel?"
"piccolo ficcanaso? piccola peste? dart fener? il microbbit, così piccolo, è già tutte queste cose insieme?"
"zelto. mamma gomito"
"nano, non è possibile che quando mi occupo del fratellino tu ti inventi sempre qualche urgenza"
"burp. mamma sto gomitando!"
lo hobbit piccolo ha vomitato sul suo letto, sul tappeto con le strade e l'aeroporto ai piedi del letto, sul parquet e su tutti i sanitari in bagno, nessuno escluso.
"ehi, nano. scusa se non ti ho creduto. ma cosa avevi mangiato?"
"topi e gatti molti"
"ah, topi e gatti morti, ecco perché stavi così male"
"mamma, da dèsso mi chiamo zek, zek lappakokken"
"jack rappakokken? bel nome"
"mamma, gomito"
jack rappakokken ha vomitato anche sull'elasti-letto, sull'elasti-cuscino, sull'elasti-pigiama. per tutta la notte. e non erano i topi morti ma un virus intestinale.
il microbbit è stato collocato in cucina a esprimere la sua rabbia di escluso ma non appena ha capito che la sua frustrazione sarebbe rimasta inascoltata, si è rassegnato e addormentato.
mister incredible è partito nella notte.
lo hobbit grande ha iniziato a vomitare alle 6 del mattino, mentre elastigirl stava allattando il microbbit.
qualcuno un giorno aveva detto a elastigirl: quando i figli superano il numero dei genitori è finita. lei non ci aveva creduto.

ps nessun bambino malato è stato trascurato per scrivere questo post.
questo post è stato reso possibile da un magico momento di narcolessia di jack rappakokken e dei suoi due fratelli.
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categoria:notte, hobbit
venerdì, 15 gennaio 2010
"mamma, perché non ci prendiamo un bel cane?"
"stai scherzando, nano grande? ci manca solo un cane in questo momento a casa nostra!"
"uffa"
"certo, che problema c'è con un cane? e perché non prendiamo anche un gatto, i pesci rossi e un bel pappagallino che dorme di giorno e dice parolacce di notte?"
"va be', comunque, a parte gli animali, a me due fratellini sembrano pochi. io ne volevo almeno sette o otto"
"ascoltami: quando sarai grande e avrai una fidanzata, una casa e il controllo totale della tua vita potrai avere dieci figli, un alano, un persiano che lascia i peli ovunque, i piranha nell'acquario e il cocorito in camera da letto. d'accordo?"
"d'accordo. comunque io di figli ne voglio almeno 300"
"nano, siamo uomini, non conigli! nessuna donna potrà mai fare 300 figli"
"ah... allora mi prendo una coniglia"
"vuoi una coniglia come fidanzata??"
"secondo te?"

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categoria:hobbit